{"id":1937,"date":"2012-02-01T12:00:00","date_gmt":"2012-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1937"},"modified":"2026-04-12T13:14:11","modified_gmt":"2026-04-12T11:14:11","slug":"che-cosa-e-giusto","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2012\/febbraio\/che-cosa-e-giusto\/","title":{"rendered":"Che cosa \u00e8 giusto?"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>M.K. Gandhi (1880-1948),\u00a0SARVODAYA. Un\u2019economia a\u00a0servizio degli ultimi (1908)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo visto nei tre capitoli precedenti che i principi economici generalmente accettati non sono validi. Se si agisce secondo questi principi, essi renderanno gli individui e le nazioni infelici. Il povero diventer\u00e0 pi\u00f9 povero e il ricco pi\u00f9 ricco; nessuno dei due sar\u00e0 pi\u00f9 felice per questo.<br \/>\nGli economisti non prendono in considerazione la condotta degli uomini, ma stimano la prosperit\u00e0 dall\u2019ammontare della ricchezza accumulata e cos\u00ec concludono che la felicit\u00e0 delle nazioni dipende soltanto dalla loro ricchezza. Cos\u00ec appoggiano la crescente accumulazione di ricchezza attraverso il sempre maggiore lavoro nelle fabbriche. In Inghilterra e altrove le fabbriche si sono moltiplicate a causa della diffusione di queste idee. Molti uomini lasciano le loro fattorie e si concentrano nelle citt\u00e0. Abbandonano l\u2019aria pura e fresca delle campagne e si sentono felici respirando l\u2019aria sporca delle fabbriche. Come risultato, la nazione si indebolisce, ed aumentano l\u2019avarizia e l\u2019immoralit\u00e0, e se qualcuno suggerisce misure per sradicare il vizio, i cosiddetti saggi sostengono che il vizio non pu\u00f2 essere eliminato, che l\u2019ignorante non pu\u00f2 essere istruito tutto in una volta e che \u00e8 meglio lasciare stare. Nell\u2019avanzare quest\u2019argomentazione, dimenticano che sono i ricchi ad essere responsabili per l\u2019immoralit\u00e0 dei poveri. I poveri lavoratori faticano come schiavi per loro, giorno e notte, affinch\u00e9 essi possano essere riforniti dei loro oggetti di lusso. Non hanno un momento per s\u00e9, per l\u2019auto-miglioramento. Pensando ai ricchi, anche loro vogliono diventare ricchi. Quando non vi riescono, si arrabbiano e diventano pieni di risentimento. Allora, nella loro rabbia, dimenticano se stessi e, avendo fallito nell\u2019accumulare ricchezza con mezzi onesti, passano dalla disperazione all\u2019inganno. Sia la ricchezza che il lavoro sono allora sprecati, poich\u00e9 vengono utilizzati per promuovere la frode.<\/p>\n<p>Il lavoro, nel vero senso della parola, \u00e8 quello che produce articoli utili. Gli articoli utili sono quelli che supportano la vita umana. Supportare la vita umana vuol dire provvedere a cibo, abiti, ecc., in modo da dare la possibilit\u00e0 agli uomini di vivere una vita morale e agire correttamente durante la loro vita. Per questo scopo, le imprese industriali di larga-scala appariranno essere inutili. Cercare di acquisire ricchezza stabilendo grandi fabbriche porter\u00e0 molto probabilmente al peccato. Molte persone ammassano ricchezze, ma solo poche ne fanno buon uso. Se il fare soldi conduce una nazione verso la sua distruzione, quel denaro \u00e8 inutile. Al contrario, i capitalisti di oggi sono responsabili di diffuse e ingiuste guerre. La maggior parte delle guerre del nostro tempo sorgono dall\u2019avidit\u00e0 di denaro.<\/p>\n<p>Sentiamo gente dire che \u00e8 impossibile insegnare ad altri il modo di migliorarsi, e il corso migliore sarebbe vivere cos\u00ec come si pu\u00f2 e accumula- re ricchezza. Quelli che sostengono questi modi di vedere mostrano poca considerazione per i principi etici. Poich\u00e9 la persona che d\u00e0 valore ai principi etici e non cede all\u2019avarizia ha una mente disciplinata; egli non si allontana dalla retta via ed influenza altri semplicemente con il suo esempio. Se gli individui che costituiscono una nazione non osservano i principi morali, come pu\u00f2 la nazione diventare morale? Se ci comportiamo come vogliamo e poi puntiamo il dito su un vicino che sbaglia, come possono essere buone le conseguenze delle nostre azioni?<\/p>\n<p>Vediamo cos\u00ec che il denaro non \u00e8 altro che un mezzo che pu\u00f2 favorire la felicit\u00e0 o la miseria. Nelle mani di un uomo giusto, pu\u00f2 essere usato per coltivare la terra e far crescere i raccolti. I coltivatori troverebbero soddisfazione nel lavoro semplice e la nazione sarebbe felice. Nelle mani di uomini malva- gi, esso \u00e8 usato per la produzione, ad esempio, di armi e porteranno la gente alla totale rovina. Di conseguenza soffrono sia coloro che producono le armi sia coloro che ne sono vittime. Vediamo, quindi, che non c\u2019\u00e8 altra ricchezza se non la vita. La nazione ricca \u00e8 quella onesta. Questo non \u00e8 il tempo per la mollezza. Ognuno deve lavorare secondo la propria abilit\u00e0. Come abbiamo visto precedentemente negli esempi, se un uomo \u00e8 inattivo, un altro deve lavorare il doppio. Questo \u00e8 alle radici dell\u2019inedia prevalente in Inghilterra. Ci sono uomini che fanno poco lavoro utile essi stessi a causa della ricchezza che hanno accumulato nelle loro mani, e cos\u00ec costringono altri a lavorare per loro. Questo tipo di lavoro, essendo improduttivo, non \u00e8 vantaggioso per i lavoratori. Di conseguenza, il reddito nazionale risente di una diminuzione. Sebbene tutti gli uomini sembrino avere un impiego, troviamo, ad un esame pi\u00f9 dettagliato, che un gran numero \u00e8 disoccupato per forza. In pi\u00f9, sorge l\u2019invidia, il malcontento mette radici e, alla fine, il ricco e il povero, il datore di lavoro e il lavoratore violano i confini della decenza nelle loro relazioni reciproche. Come il gatto e il topo sono sempre in disaccordo l\u2019un con l\u2019altro, cos\u00ec il ricco e il povero, il datore di lavoro e il lavoratore diventano ostili l\u2019uno all\u2019altro, e l\u2019uomo, cessando di essere uomo, \u00e8 ridotto al livello delle bestie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p>Il testo \u00e8 stato preso dall\u2019edizione on-line dei \u201cQuaderni Satyagraha\u201d, n.6, 12\/2004, editi dal CENTRO GANDHI &#8211; Associazione per la Nonviolenza ONLUS.<\/p>\n<p>L\u2019originale inglese si trova in The Collected Works of Mahatma Gandhi, \u201cSarvodaya\u201d, Vol. VIII (January-August 1908), Delhi, Publications Division, 1962, pp. 239-375).<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[],"fascicolo":[181],"class_list":["post-1937","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","fascicolo-febbraio-2012"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Che cosa \u00e8 giusto?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Redazione, pubblicato nel numero di Febbraio 2012. 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