{"id":1918,"date":"2012-02-01T12:00:00","date_gmt":"2012-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1918"},"modified":"2026-04-12T19:10:41","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:41","slug":"persona-decrescita-sostenibilita-il-punto-di-vista-della-dottrina-sociale-della-chiesa","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2012\/febbraio\/persona-decrescita-sostenibilita-il-punto-di-vista-della-dottrina-sociale-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Persona, decrescita, sostenibilit\u00e0. Il punto di vista della Dottrina Sociale della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>\u201cContrariamente alla formula sventurata dell\u2019enciclica Populorum Progressio, lo sviluppo non \u00e8 il nome nuovo della pace ma quello della guerra, guerra per il petrolio o per le risorse naturali in via di esaurimento. Nella societ\u00e0 della decrescita non ci sar\u00e0 mai n\u00e9 pace n\u00e9 giustizia. Al contrario, una societ\u00e0 della decrescita riporter\u00e0 al proprio centro la pace e la giustizia\u201d<a name=\"txt1\"><\/a>.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p><strong>\u00a0Il dilemma: sostenibilit\u00e0 o decrescita?<\/strong><\/p>\n<p>Lo scopo di questo articolo \u00e8 mostrare se e in che modo il magistero sociale della Chiesa proponga, come via per uscire dalla crisi attuale, lo sviluppo definito sostenibile o la decrescita. La domanda potrebbe suonare cos\u00ec: c\u2019\u00e8 qualcosa da salvare nel modello di sviluppo dominante, soprattutto nelle societ\u00e0 occidentali?<br \/>\nIl fatto che Paolo VI abbia dedicato una enciclica proprio al progresso e che tale enciclica sia stata poi ripresa da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, potrebbe far pensare che la dottrina sociale della Chiesa (DSC) consigli di continuare su questa strada. Tale risposta potrebbe trovare conferme anche dal fatto che l\u2019economia di mercato \u00e8 indicata come \u201cmodello che bisogna proporre ai paesi del terzo mondo, che cercano la via del progresso economico e civile\u201d<a name=\"txt2\"><\/a>.<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>La risposta \u00e8 pi\u00f9 complessa, soprattutto guardando al fatto che sia la prospettiva della decrescita<a name=\"txt3\"><\/a><sup>3<\/sup>, che lo sviluppo sostenibile<a name=\"txt4\"><\/a><sup>4<\/sup>\u00a0hanno in mente la felicit\u00e0 dell\u2019uomo e che l\u2019uomo \u00e8 al centro di ogni riflessione della DSC.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 La prospettiva del Vangelo<\/strong><\/p>\n<p>Prima di entrare nel merito della questione mi permetto una piccola digressione sui Vangeli, perch\u00e9 la Scrittura non ha tutta l\u2019importanza che potrebbe avere nella DSC.<\/p>\n<p>Nella parabola degli operai chiamati al lavoro nella vigna (Mt 20), troviamo l\u2019ossessione del padrone di poter mandare a lavorare il numero pi\u00f9 alto di persone, chiamandole anche alla cosiddetta ultima ora. Nella parabola del ricco e del povero Lazzaro (Lc 16), il problema \u00e8 che non ci si accorge che sono stati prodotti degli scarti umani e che le ricchezze non sono usate per sanare tale situazione. Queste due pagine del Vangelo<a name=\"txt5\"><\/a><sup>5<\/sup>\u00a0ci dicono che i beni e le attivit\u00e0 economiche possono essere messe al servizio dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Il punto di vista della Caritas in Veritate<\/strong><\/p>\n<p>Per affrontare, alla luce della DSC, il dilemma tra sviluppo sostenibile e decrescita proponiamo di studiare il centro della enciclica Caritas in Veritate (CV): tale centro \u00e8 l\u2019antropologia; infatti, \u201cla questione sociale \u00e8 radicalmente questione antropologica<a name=\"txt6\"><\/a>\u201d<sup>6<\/sup>. Non basta, per\u00f2, concentrarsi su questo tema; si deve esplicitare anche quale modello di uomo si ha presente. Esistono, infatti, molte e divergenti visioni sull\u2019uomo<a name=\"txt7\"><\/a><sup>7<\/sup>. La via che la CV propone con grande forza \u00e8 quella di un umanesimo trascendente: \u201clo sviluppo umano integrale sul piano naturale, risposta ad una vocazione di Dio creatore, domanda il proprio inveramento in un umanesimo trascendente, che \u2026 conferisce [all\u2019uomo] la sua pi\u00f9 grande pienezza: questa \u00e8 la finalit\u00e0 suprema dello sviluppo personale. La vocazione cristiana a tale sviluppo riguarda dunque sia il piano naturale sia quello soprannaturale; motivo per cui, quando Dio viene eclissato, la nostra capacit\u00e0 di riconoscere l\u2019ordine naturale, lo scopo e il \u201cbene\u201d comincia a svanire\u201d<a name=\"txt8\"><\/a>.<sup>8<\/sup>\u00a0Solo nell\u2019apertura alla fede in Dio, ci dice Benedetto XVI, l\u2019uomo pu\u00f2 essere capace di conoscere e attuare la giustizia e il bene, pu\u00f2 essere capace di essere felice, pu\u00f2 arrivare al suo pieno sviluppo<a name=\"txt9\"><\/a>.<sup>9<\/sup><\/p>\n<p>Il papa desume questa lettura a partire da Ges\u00f9 che dice di se stesso di essere la Verit\u00e0 e a partire dal fatto che la dottrina della Chiesa cattolica vede nell\u2019uomo Ges\u00f9 il compimento dell\u2019 essere umano, il compimento della dottrina sulla legge naturale<a name=\"txt10\"><\/a>.<sup>10<\/sup>\u00a0Afferma, infatti, che \u201clo sviluppo umano integrale ha come criterio orientatore la forza propulsiva della carit\u00e0 nella verit\u00e0<a name=\"txt11\"><\/a>\u201d,<sup>11<\/sup>\u00a0 e che \u201cnon vi \u00e8 quindi umanesimo vero se non aperto verso l\u2019Assoluto nel riconoscimento di una vocazione che offre l\u2019idea vera della vita umana<a name=\"txt12\"><\/a>\u201d.<sup>12<\/sup>\u00a0E\u2019 ovvia conseguenza, quindi, che il Vangelo sia elemento fondamentale di sviluppo<a name=\"txt13\"><\/a>.<sup>13<\/sup>\u00a0Solo seguendo il Cristo, cio\u00e8 la Verit\u00e0, l\u2019uomo \u00e8 libero<a name=\"txt14\"><\/a><sup>14<\/sup>\u00a0e solo cos\u00ec pu\u00f2 diventare capace di quella creativit\u00e0 che il mondo esige per il suo rinnovamento.<\/p>\n<p>Il dubbio, che nasce leggendo queste parole e tenendo presente il dilemma che vogliamo risolvere, \u00e8 se tale visione sia capace di indicare a tutti gli uomini di buona volont\u00e0 una reale e concreta via per lo sviluppo. Tali affermazioni sono vere e fondanti per i credenti in Cristo, ma necessitano, per tradursi in vita concreta, di una ulteriore mediazione nelle scelte politiche ed economiche, contando sull\u2019apporto culturale del maggior numero di tradizioni etiche, filosofiche e religiose.<\/p>\n<p>Il papa non dimentica che altre componenti possono collaborare alla crescita dell\u2019uomo: si afferma, ad esempio, che il cristianesimo e le altre religioni hanno un ruolo parallelo: \u201cla religione cristiana e le altre religioni possono dare il loro apporto allo sviluppo solo se Dio trova posto anche nella sfera pubblica<a name=\"txt15\"><\/a>\u201d.<sup>15<\/sup><\/p>\n<p>Ma va ricordato come davvero l\u2019uomo deve essere la bussola orientativa per riflettere sul futuro, sul progresso: la CV ha ben in mente, riprendendo dalla Populorum Progressio, che lo sviluppo ha come fine l\u2019uomo e la sua pienezza: \u201csolo con la carit\u00e0, illuminata dalla luce della ragione e della fede, \u00e8 possibile conseguire obiettivi di sviluppo dotati di una valenza umana e umanizzante<a name=\"txt16\"><\/a>\u201d.<sup>16<\/sup>\u00a0Lo sviluppo \u00e8 vocazione e ci\u00f2 \u201cequivale a riconoscere, da una parte che esso nasce da un appello trascendente e, dall\u2019altra, che \u00e8 incapace di darsi da s\u00e9 il proprio significato ultimo<a name=\"txt17\"><\/a>\u201d.<sup>17<\/sup>\u00a0Elemento fondamentale diventa, allora, \u201cla libert\u00e0 responsabile della persona e dei popoli<a name=\"txt18\"><\/a>\u201d.<sup>18<\/sup>\u00a0L\u2019umanizzazione comporta, quindi, il rendere ogni persona non solo responsabile del proprio destino, ma anche pienamente artefice della riuscita o del fallimento della propria esistenza<a name=\"txt19\"><\/a>,<sup>19<\/sup>\u00a0coltivando, promuovendo e suscitando capacit\u00e0 sempre pi\u00f9 adatte alle sviluppo dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che una delle strade maestre \u00e8 consentire a tutti di esercitare la propria libert\u00e0, partendo da un lavoro degno, che \u00e8 capace di rendere l\u2019uomo a sua volta creatore<a name=\"txt20\"><\/a><sup>20<\/sup>, crescendo in libert\u00e0 e creativit\u00e0<a name=\"txt21\"><\/a><sup>21<\/sup>, favorendo non solo la conservazione ma anche lo sviluppo del capitale umano\u00a0 e del capitale sociale, grandezze che aiutano a misurare uno sviluppo integrale. L\u2019accesso al lavoro per tutti \u00e8 un obiettivo assolutamente prioritario<a name=\"txt22\"><\/a><sup>22<\/sup>, proprio perch\u00e9 ogni uomo deve essere in grado di contribuire allo sviluppo: occorre guardare alle nuove generazioni, soprattutto nei paesi poveri, sapendo che i giovani \u201creclamano la parte attiva che loro spetta nella costruzione di un mondo migliore<a name=\"txt23\"><\/a>\u201d.<sup>23<\/sup><\/p>\n<p>L\u2019altra strada maestra \u00e8 ripensare radicalmente il rapporto uomo-ambiente; \u201call\u2019uomo \u00e8 lecito un governo responsabile sulla natura<a name=\"txt24\"><\/a>\u201d<sup>24<\/sup>. L\u2019uomo diventa responsabile se guarda alla sua presenza nel creato come reale interprete della sua vocazione e della carit\u00e0 che deve portare nel mondo: \u201cl\u2019uomo interpreta e modella l\u2019ambiente naturale mediante la cultura, la quale a sua volta viene orientata mediante la libert\u00e0 responsabile, attenta ai dettami della legge morale. I progetti per uno sviluppo umano non possono pertanto ignorare le generazioni successive, ma devono essere improntati a solidariet\u00e0 e a giustizia internazionali, tenendo conto di molteplici ambiti: il giuridico, l\u2019economico, il politico il culturale<a name=\"txt25\"><\/a>\u201d.<sup>25<\/sup>\u00a0Solidariet\u00e0 e giustizia, quindi, come percorsi privilegiati per valorizzare e custodire il grande dono del creato.<\/p>\n<p>Parlando, per\u00f2, di ecologia Benedetto XVI esprime una sua pi\u00f9 profonda preoccupazione, portando la riflessione sull\u2019ecologia umana<a name=\"txt26\"><\/a><sup>26<\/sup>\u00a0e sull\u2019aspetto morale della societ\u00e0<a name=\"txt27\"><\/a><sup>27<\/sup>, ma anche su ci\u00f2 che tiene vicini gli uomini, chiamati ad essere fratelli, valorizzando le relazioni interpersonali, tanto che la solitudine \u00e8 dichiarata come una delle pi\u00f9 profonde povert\u00e0 dell\u2019uomo<a name=\"txt28\"><\/a>.<sup>28<\/sup>\u00a0Ci\u00f2 che mina alla radice l\u2019ecologia umana \u00e8 la presunzione \u201cdi bastare a stessi, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno straniero in un universo costruitosi per caso\u201d<a name=\"txt29\"><\/a>.<sup>29<\/sup>\u00a0Lo sviluppo dei popoli, invece, pu\u00f2 contare sul fatto che \u201coggi l\u2019umanit\u00e0 appare molto pi\u00f9 interattiva di ieri: questa maggiore vicinanza si deve trasformare in vera comunione. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in piena comunione\u201d<a name=\"txt30\"><\/a>.<sup>30<\/sup>\u00a0Non si pu\u00f2, a questo punto, trascurare come l\u2019immigrazione sia una grandissima sfida per creare una vera e unica famiglia. Per questo la CV parla di inclusione, come via capace di superare le strettoie delle parole integrazione e ghettizzazione. Infatti, la prima porta a costringere i nuovi arrivati a sottomettersi alla cultura del paese ospitante, la seconda porta a generare rifiuti, scarti, da confinare negli angoli della socialit\u00e0. Il percorso, invece deve portare ad una nuova ricchezza umana per tutti, dove tutti portano il loro dono come offerta per la felicit\u00e0 comune.<\/p>\n<p>Proprio il dono assurge \u00e8 il protagonista della riflessione della CV sullo sviluppo economico: \u201cla carit\u00e0 nella verit\u00e0 pone l\u2019uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuit\u00e0 \u00e8 presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell\u2019esistenza. L\u2019essere umano \u00e8 fatto per il dono, che ne esprime e ne attua la dimensione trascendente.\u201d<a name=\"txt31\"><\/a>.<sup>31<\/sup><\/p>\n<p>E\u2019 la rivelazione di Dio Padre, di Dio Figlio che dona la vita e di Dio Spirito che spinge ad assumere questa vita umana di Ges\u00f9 nella concretezza della nostra esistenza a spingere il papa a tracciare un percorso di felicit\u00e0 per l\u2019uomo: \u201cl\u2019orizzonte \u00e8 un amore che si dona, la fraternit\u00e0 come dono di s\u00e9\u201d<a name=\"txt32\"><\/a>.<sup>32<\/sup>\u00a0Il dono diventa, quindi, la base della vita economica dei singoli e dei popoli: \u201canche nei rapporti mercantili il principio di gratuit\u00e0 e la logica del dono come espressione della fraternit\u00e0 possono e devono trovare posto entro la normale attivit\u00e0 economica.<a name=\"txt33\"><\/a>\u201d<sup>33<\/sup><\/p>\n<p>La prospettiva \u00e8 davvero affascinante, ma \u00e8 necessario chiedersi \u201cse abbia anche un fondamento teorico\u201d<a name=\"txt34\"><\/a>.<sup>34<\/sup>\u00a0E\u2019 molto facile rintracciare la fonte di tale approccio nell\u2019economia di comunione, nell\u2019economia civile come espresse in particolare da Stefano Zamagni e Luigino Bruni: \u201cla novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante della CV per la teoria e la prassi economica contemporanee \u00e8 l\u2019affermazione che la reciprocit\u00e0 e la gratuit\u00e0 sono principi fondativi anche per l\u2019economia e il mercato. E non solo per il mercato non profit, il volontariato o l\u2019economia sociale, ma per l\u2019intera vita economica ordinaria, dalle banche alle imprese multinazionali. Si tratta di una tesi rivoluzionaria\u201d<a name=\"cit35\"><\/a>.<sup>35<\/sup>\u00a0La lettura dello sviluppo economico della CV \u00e8 una possibile, non certo l\u2019unica. Ma occorre porsi una seconda domanda: \u00e8 una teoria spendibile nell\u2019attuale drammaticit\u00e0 della crisi, nell\u2019immensa fatica che caratterizza le imprese, tra fallimenti, licenziamenti, delocalizzazioni produttive? Parlare\u00a0 di dono quando la vita concreta delle persone sembra calpestata \u00e8 difficile; si assiste, molte volte, a un dramma molto pi\u00f9 intenso nel breve difficilmente sanabile. Le parole del papa propongono una rilettura dalle fondamenta del fatto economico, ma che non pu\u00f2 che essere pensata nel lunghissimo periodo<a name=\"txt36\"><\/a>.<sup>36<\/sup>\u00a0Manca, per\u00f2, un punto di partenza certo: oggi nel mondo non c\u2019\u00e8 giustizia e senza giustizia non si pu\u00f2 pensare di costruire una societ\u00e0 che parta dal dono, dalla carit\u00e0. Nelle prime pagine della CV, infatti, si afferma che \u201cla carit\u00e0 eccede la giustizia, perch\u00e9 amare \u00e8 donare, offrire il \u2018mio\u2019 all\u2019altro; ma non \u00e8 mai senza la giustizia, la quale induce a dare all\u2019altro ci\u00f2 che \u00e8 \u2018suo\u2019, ci\u00f2 che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso donare all\u2019altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ci\u00f2 che gli compete secondo giustizia\u201d<a name=\"txt37\"><\/a>.<sup>37<\/sup><\/p>\n<p>Il dono, la gratuit\u00e0,la giustizia sono doveri che Benedetto XVI indica a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Tante piazze del mondo hanno riportato al centro la riflessione sui diritti delle persone; ma una antropologia completa non pu\u00f2 tacere sulla parallela responsabilit\u00e0 che ogni uomo si deve assumere per il cammino comune del mondo. Si deve ricomprendere la dinamica diritti- doveri per tracciare un vero sviluppo solidale: \u201c i diritti individuali, svincolati da un quadro di doveri che conferisca loro un senso compiuto, impazziscono e alimentano una spirale di richieste praticamente illimitata e priva di criteri\u201d<a name=\"txt38\"><\/a>.<sup>38<\/sup>\u00a0La povert\u00e0 e il sottosviluppo di tanti deve far maturare il diritto-dovere di occuparsi dell\u2019altro; si deve percepire \u201ccome un dovere l\u2019aiutare i paesi maggiormente bisognosi di sviluppo a essere artefici del loro destino, ossia ad assumere a loro volta dei doveri. La condivisione dei doveri reciproci mobilita assai pi\u00f9 della sola rivendicazione di diritti.<a name=\"txt39\"><\/a>\u201d<sup>39<\/sup><\/p>\n<p>Aiutare ogni uomo a completare la propria fioritura \u00e8 la via di bellezza che pu\u00f2 conquistare le menti e i cuori di chi pu\u00f2 prendere decisioni per il bene comune. Occorre promuovere le capacit\u00e0 di ogni persona in vista dell\u2019integrale sviluppo dell\u2019uomo e dell\u2019umanit\u00e0, in vista della felicit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019uomo e la sua storia sono al centro, le distanze tra le varie soluzioni alla crisi sono molto pi\u00f9 piccole di quello che sembrano. Lo sviluppo ha portato certamente una profonda umanizzazione nel mondo;\u00a0ma ha dimenticato molte zone del pianeta e ha dimenticato che a questi livelli di consumo le risorse scompariranno. Pensare di pi\u00f9 ai beni comuni, ai beni immateriali, passare dal concetto di propriet\u00e0 a quello di utilizzo comunionale, indicare strade per una povert\u00e0 vissuta in funzione del dono, sono tutte strade percorribili. Agli uomini di buona volont\u00e0 non tanto l\u2019ardua sentenza, quanto la costruzione della felicit\u00e0 privata e pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"cit1\"><\/a><sup>1<\/sup>\u00a0S. LATOUCHE,\u00a0<em>Come si esce dalla societ\u00e0 dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2011, pag. 192.<\/p>\n<p><a name=\"cit2\"><\/a><sup>2<\/sup>\u00a0GIOVANNI PAOLO II,\u00a0<em>Centesimus Annus<\/em>, n\u00b0 41.<\/p>\n<p><a name=\"cit3\"><\/a><sup>3<\/sup>\u00a0Serge Latouche parla di ecoantropocentrismo. Cfr. in particolare S. LATOUCHE,<em>\u00a0Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri<\/em>, Torino, 2008, pag. 122. L\u2019ultimo capitolo di questo libro si intitola: La decrescita \u00e8 umanesimo?<\/p>\n<p><a name=\"cit4\"><\/a><sup>4<\/sup>\u00a0Nei testi pi\u00f9 illuminati l\u2019aggettivo sostenibile fa sempre riferimento alla vita degna dell\u2019uomo di oggi e delle future generazioni.<\/p>\n<p><a name=\"cit5\"><\/a><sup>5<\/sup>\u00a0Per una analisi pi\u00f9 dettagliata della Scrittura nella riflessione sull\u2019economia, rimando a M. PRODI,\u00a0<em>Felicit\u00e0 e strategie d\u2019impresa. Persona, relazionalit\u00e0 ed etica d\u2019impresa<\/em>, Edizioni Dehoniane, Bologna, 2010<\/p>\n<p><a name=\"cit6\"><\/a><sup>6<\/sup>\u00a0CV 75.<\/p>\n<p><a name=\"cit7\"><\/a><sup>7<\/sup>\u00a0Cfr. CV 18.<\/p>\n<p><a name=\"cit8\"><\/a><sup>8<\/sup>\u00a0CV 18.<\/p>\n<p><a name=\"cit9\"><\/a><sup>9<\/sup>\u00a0Cfr. CV 52<\/p>\n<p><a name=\"cit10\"><\/a><sup>10<\/sup>\u00a0Cfr COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE,\u00a0<em>Alla ricerca di un\u2019etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale<\/em>, LEV, Citt\u00e0 del Vaticano, 2009.<\/p>\n<p><a name=\"cit11\"><\/a><sup>11<\/sup>\u00a0CV 77<\/p>\n<p><a name=\"cit12\"><\/a><sup>12<\/sup>\u00a0CV 16.<\/p>\n<p><a name=\"cit13\"><\/a><sup>13<\/sup>\u00a0Cfr. CV 18.<\/p>\n<p><a name=\"cit14\"><\/a><sup>14<\/sup>\u00a0Cfr. CV 9.<\/p>\n<p><a name=\"cit15\"><\/a><sup>15<\/sup>\u00a0CV 56.<\/p>\n<p><a name=\"cit16\"><\/a><sup>16<\/sup>\u00a0CV 9.<\/p>\n<p><a name=\"cit17\"><\/a><sup>17<\/sup>\u00a0CV 16.<\/p>\n<p><a name=\"cit18\"><\/a><sup>18<\/sup>\u00a0CV 17.<\/p>\n<p><a name=\"cit19\"><\/a><sup>19<\/sup>\u00a0Cfr. CV 17.<\/p>\n<p><a name=\"cit20\"><\/a><sup>20<\/sup>\u00a0Cfr. CV 41.<\/p>\n<p><a name=\"cit21\"><\/a><sup>21<\/sup>\u00a0Cfr. CV 25.<\/p>\n<p><a name=\"cit22\"><\/a><sup>22<\/sup>\u00a0Cfr. CV 32.<\/p>\n<p><a name=\"cit23\"><\/a><sup>23<\/sup>\u00a0CV 49 che cita PP 65.<\/p>\n<p><a name=\"cit24\"><\/a><sup>24<\/sup>\u00a0CV 50.<\/p>\n<p><a name=\"cit25\"><\/a><sup>25<\/sup>\u00a0CV 48.<\/p>\n<p><a name=\"cit26\"><\/a><sup>26<\/sup>\u00a0Cfr. CV 51.<\/p>\n<p><a name=\"cit27\"><\/a><sup>27<\/sup>\u00a0Infatti \u201cil problema decisivo \u00e8 la tenuta morale della societ\u00e0\u201d (CV 51).<\/p>\n<p><a name=\"cit28\"><\/a><sup>28<\/sup>\u00a0Cfr. CV 53.<\/p>\n<p><a name=\"cit29\"><\/a><sup>29<\/sup>\u00a0CV 53.<\/p>\n<p><a name=\"cit30\"><\/a><sup>30<\/sup>\u00a0CV 53.<\/p>\n<p><a name=\"cit31\"><\/a><sup>31<\/sup>\u00a0CV 34.<\/p>\n<p><a name=\"cit32\"><\/a><sup>32<\/sup>\u00a0F. IMODA,\u00a0<em>La questione antropologica nella Caritas in Veritate<\/em>, Aggiornamenti Sociali, 02, 2010, pp. 113-124, qui pag. 118. L\u2019Autore prosegue citando un brano della PP, ripreso in CV 21: \u201cIl mondo \u00e8 malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che dalla mancanza di fraternit\u00e0 tra gli uomini e i popoli\u201d (Paolo VI, PP, 66). Benedetto XVI afferma, quindi che \u201cl\u2019essere umano \u00e8 fatto per il dono, che ne esprime ed attua la dimensione di trascendenza\u201d (CV 34).<\/p>\n<p><a name=\"cit33\"><\/a><sup>33<\/sup>\u00a0CV 36.<\/p>\n<p><a name=\"cit34\"><\/a><sup>34<\/sup>\u00a0L. BRUNI,\u00a0<em>Reciprocit\u00e0 e gratuit\u00e0 dentro il mercato. La proposta della caritas in Veritate<\/em>, Aggiornamenti Sociali, 01, 2010, pp 38-44, qui pag. 34.<\/p>\n<p><a name=\"cit35\"><\/a><sup>35<\/sup>\u00a0L. BRUNI,\u00a0<em>Reciprocit\u00e0 e gratuit\u00e0 dentro il mercato. La proposta della Caritas in Veritate<\/em>, Aggiornamenti Sociali, 01, 2010, pp 38-44, qui pag. 34.<\/p>\n<p><a name=\"cit36\"><\/a><sup>36<\/sup>\u00a0Cfr. la lettura dell\u2019enciclica in P. PRODI,\u00a0<em>Settimo non rubare. Furto e mercato nella storia dell\u2019Occidente<\/em>, il Mulino, Bologna, 2009, pag. 381.<\/p>\n<p><a name=\"cit37\"><\/a><sup>37<\/sup>\u00a0CV 6.<\/p>\n<p><a name=\"cit38\"><\/a><sup>38<\/sup>\u00a0CV 43.<\/p>\n<p><a name=\"cit39\"><\/a><sup>39<\/sup>\u00a0CV 43.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[937],"fascicolo":[181],"class_list":["post-1918","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-matteo-prodi","fascicolo-febbraio-2012"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Persona, decrescita, sostenibilit\u00e0. Il punto di vista della Dottrina Sociale della Chiesa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Matteo Prodi, pubblicato nel numero di Febbraio 2012. 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