{"id":1905,"date":"2011-10-01T12:00:00","date_gmt":"2011-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1905"},"modified":"2026-04-12T12:57:55","modified_gmt":"2026-04-12T10:57:55","slug":"joerg-guido-huelsmann-the-ethics-of-money-production-ludwig-von-mises-institute-auburn-alabama-2008","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2011\/ottobre\/joerg-guido-huelsmann-the-ethics-of-money-production-ludwig-von-mises-institute-auburn-alabama-2008\/","title":{"rendered":"Joerg Guido Huelsmann, The Ethics of Money Production, Ludwig von Mises Institute, Auburn (Alabama), 2008"},"content":{"rendered":"<p>Dobbiamo all\u2019economista Guido Huelsman, tedesco di nascita e docente all\u2019Universit\u00e0 di Angers (Francia), autorevole rappresentante della teoria economica\u00a0<em>austriaca<\/em>, e pi\u00f9 in particolare della versione di questa che si rif\u00e0 a quell\u2019importante suo esponente ch\u2019\u00e8 stato il von Mises, un ponderoso testo in tema di teoria monetaria, anzi \u2013 com\u2019\u00e8 impostazione dell\u2019autore \u2013 di teoria e politica di \u201cproduzione della moneta\u201d.<\/p>\n<p>Al fine di evitare che il lettore si senta disorientato per quanto appena enunciato, aggiungo subito che \u2013 nella visione ch\u2019\u00e8 propria del von Mises e di tutti coloro che lo seguono nella sua \u201cversione\u201d della teoria economica austriaca, versione che Huelsmann accoglie e sviluppa \u2013 la moneta, a parte le sue specificit\u00e0, che mai si possono trascurare e che sono ben note (in particolare, quanto ad essere universalmente considerata quale intermediaria degli scambi), \u00e8 vista come \u201coggetto di produzione\u201d, fenomeno, si noti, trattato dall\u2019autore alla stessa stregua che per ogni altro bene prodotto.<\/p>\n<p>Non solo, ma la precedente notazione va intesa congiuntamente ad un\u2019altra che non pu\u00f2, peraltro, non destare sorpresa e che riguarda lo specifico concetto di\u00a0<em>inflazione<\/em>\u00a0che, nella posizione dell\u2019autore, coincide del tutto con quello di\u00a0<em>andamento dei prezzi<\/em>\u00a0e che, come per tutti gli \u201caustriaci\u201d, i quali, in proposito, sono sostanzialmente dei \u201cmonetaristi\u201d, \u00e8 strettamente legato a quello di \u201cofferta di moneta\u201d. Ci\u00f2, mentre, come ben noto, nella teoria economica pi\u00f9 diffusa \u2013 anche al di l\u00e0 di ogni altra differenza, in particolare quanto a quella, che mi caratterizza e che richiamer\u00f2 specificamente poco pi\u00f9 oltre, fra neoclassici-monetaristi e classici-keynesiani \u2013 l\u2019inflazione concerne l\u2019andamento dei prezzi\u00a0<em>in aumento<\/em>\u00a0(naturalmente, oltre un certo minimo \u201cfisiologico\u201d), mentre quello al di sotto di tale minimo riguarda un certo \u201candamento dei prezzi\u201d, ma\u00a0<em>non<\/em>\u00a0\u00e8 certamente inflazione.<\/p>\n<p>Dunque, come si vede anche da questi brevi, ma essenziali, elementi introduttivi, trattasi di posizioni che da parte mia, ma ritengo di essere, per cos\u00ec dire, \u201cin larga compagnia\u201d, non si possono condividere, come mi propongo di argomentare nel seguito del discorso.<\/p>\n<p>Intanto, prima di proseguire con i problemi \u201cdi contenuto\u201d, mi preme precisare un ulteriore, rilevante, punto, questa volta relativo ad un aspetto di carattere metodologico ed epistemologico.<\/p>\n<p>Si tratta del fatto che, come Huelsmann dichiara esplicitamente nell\u2019Introduzione, egli intende perseguire un approccio di tipo\u00a0<em>realista<\/em>, il che \u00e8 quanto \u201csi addice\u201d ad uno che, come si dichiara di essere, \u00e8 seguace dell\u2019impostazione scolastica, anzi tomista (ovviamente, nel senso delle posizioni perseguite e rappresentate da San Tommaso). Orbene, la mia opinione \u00e8 che non si pu\u00f2 non riscontrare una specifica \u201ccontraddizione\u201d fra l\u2019adesione ad una metodologia\u00a0<em>individualistica<\/em>\u00a0(di tipo austriaco) ch\u2019\u00e8 propria dell\u2019autore e quella ad un\u2019impostazione epistemologica di carattere\u00a0<em>realista<\/em>, cos\u00ec come non pu\u00f2 non essere per qualsiasi studioso che si rifaccia al tomismo. Allora, delle due l\u2019una: o s\u2019intende essere tomisti e realisti, oppure si persegue un\u2019impostazione di tipo austriaco e, pertanto, trattandosi di una posizione di ordine individualistico e monetarista, non si pu\u00f2 essere tomisti.<\/p>\n<p>In effetti, com\u2019\u00e8 in qualsiasi posizione di tipo realista, da un lato, non ci si pu\u00f2 occupare d\u2019inflazione senza considerare anche la disoccupazione, o meglio, in positivo, non ci si pu\u00f2 occupare di andamento dei prezzi senza, al contempo, considerare l\u2019occupazione (insieme alla crescita dell\u2019economia), e dall\u2019altro, non si pu\u00f2 necessariamente ricondurre l\u2019inflazione all\u2019andamento della quantit\u00e0 di moneta n\u00e9, meno che mai, \u201cidentificare\u201d l\u2019inflazione con un qualsiasi comportamento dell\u2019offerta di moneta, anche della sola moneta cartacea. Altrimenti, si \u00e8 appunto in una notevole contraddizione, di cui per\u00f2 Huelsmann non si avvede, n\u00e9 &#8211; francamente &#8211; pu\u00f2 farlo, stanti le premesse accolte non suo discorso!<\/p>\n<p>Anche quanto all\u2019altro tema (per noi cattolici) \u201ccruciale\u201d, trattato inizialmente nell\u2019Introduzione e poi ripreso pi\u00f9 volte nel testo, quello dei rapporti fra economia e giustizia, o pi\u00f9 precisamente &#8211; nella sua impostazione &#8211; fra moneta e morale, ancora una volta il discorso portato avanti da Huelsmann non pu\u00f2 proprio ritenersi soddisfacente.<\/p>\n<p>Certo, come l\u2019autore osserva correttamente, nella Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) \u2013 la quale rappresenta il fondamento etico per le posizioni di ogni economista di fede cattolica (ma simile,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, sarebbe il discorso da farsi per ogni altra confessione cristiana) \u2013, non si ritrova un ampio riferimento alla questioni riguardanti la moneta. Ci\u00f2, laddove, da un lato, \u201ctradizionalmente\u201d, dalla Scolastica alla Scuola di Salamanca, al Molinismo, fino alla met\u00e0 del sec. XIX, nella riflessione teologica sui temi economici vi si era ininterrottamente dedicata maggiore attenzione, e, dall\u2019altro, nell\u2019Enciclica<em>\u00a0Rerum novarum<\/em>\u00a0di Leone XIII (1891) che, come noto, rappresenta il punto d\u2019inizio della DSC, gli aspetti monetari non avevano ricevuto specifica trattazione, ma questo sar\u00e0 in parte il caso con la\u00a0<em>Quadragesimo Anno<\/em>\u00a0di Pio XI (1931).<\/p>\n<p>Tuttavia, questo non \u00e8 il punto che qui va specificamente messo in discussione, mentre esso riguarda il fatto, gi\u00e0 sopra accennato, che\u00a0<em>non<\/em>\u00a0per ogni teoria economica \u00e8 possibile, per cos\u00ec dire, procedere \u201clegittimamente\u201d a considerarne il legame con la morale, o l\u2019etica, o la giustizia (al riguardo, \u00e8 qui possibile fare riferimento indistintamente a ciascuno di tali concetti), bens\u00ec soltanto quanto a quelle posizioni teoriche che, nei miei lavori in merito, ho chiamato teorie \u201caperte\u201d, vale a dire quelle di ordine classico-keynesiano, mentre\u00a0<em>non<\/em>\u00a0\u00e8 possibile, o legittimo, farlo con quelle posizioni teoriche che, nei miei lavori, ho chiamato teorie \u201cchiuse\u201c, vale a dire quelle di ordine neoclassico-monetarista. Ci\u00f2, in quanto \u00e8 proprio delle teorie \u201caperte\u201d, cio\u00e8 incomplete, il fatto che possono ben essere \u201ccompletate\u201d, cos\u00ec con riferimento all\u2019etica, ed in particolare con riferimento ad un\u2019etica \u201coggettiva\u201d come quella di ascendenza cristiana, mentre non \u00e8 possibile farlo nel caso delle teorie \u201cchiuse\u201d che, invece,\u00a0<em>non<\/em>\u00a0possono essere, correttamente, \u201ccompletate\u201d, n\u00e9 con riferimento all\u2019etica, n\u00e9 in alcun altro modo, essendo gi\u00e0 \u201ccomplete\u201d in s\u00e9 e per s\u00e9. Allora, se la cosa non \u00e8 detta, o riconosciuta, o percepita e si procede altrimenti, ci si trover\u00e0 di fronte ad un\u2019insanabile contraddizione.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che questa \u00e8 una critica \u201cpesante\u201d per un genuino credente come il prof. J.G. Huelsmann, ma, per cos\u00ec dire, \u00e8 il prezzo che, stante l\u2019adesione ad una posizione teorica come la sua, egli si trova a dover \u201cpagare\u201d, nonostante ogni credito che, indubbiamente, ha come credente e come studioso, ancorch\u00e9 seguace di una teoria che ritengo essere inaccettabile.<\/p>\n<p>In effetti, anche nella ricostruzione degli andamenti della teoria economica in generale , Huelsmann procede ragionando in termini di una sola ed unica impostazione, quella neoclassica-monetarista, ragionando poi in termini delle specifiche posizioni di tipo austriaco \u2013 in particolare, alla von Mises \u2013, e ci\u00f2 allorch\u00e9 passa ad affrontare\u00a0<em>ex professo<\/em>\u00a0il tema del ruolo, in un\u2019economia di mercato, della moneta e della \u201cproduzione di moneta\u201d, quindi dell\u2019inflazione, aspetti tutti visti, come gi\u00e0 precisato, alla luce dell\u2019etica cattolica.<\/p>\n<p>Poste tali premesse e passando a trattare, in estrema sintesi, del contenuto dell\u2019intero lavoro, intanto si consideri, per cos\u00ec dire, \u201ca volo d\u2019uccello\u201d il dispiegarsi dei diversi Capitoli e paragrafi sulla base delle intestazioni rispettivamente ad essi date.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019Introduzione, gli argomenti trattati sono divisi in tre Parti. La prima Parte riguarda il tema della \u201cProduzione naturale della moneta\u201d, la seconda e pi\u00f9 lunga Parte il tema centrale degli andamenti della moneta cartacea e dell\u2019\u201cInflazione\u201d, la terza Parte gli aspetti dell\u2019\u201cOrdine monetario e dei sistemi monetari\u201d.<\/p>\n<p>In ciascuna Parte, i temi trattati si presentano sempre in modo, per cos\u00ec dire, da far \u201crisaltare\u201d l\u2019idea di fondo dell\u2019autore che, nello svolgersi delle \u201ceconomie di mercato\u201d, ma la stessa cosa si potrebbe dire per le \u201ceconomie pianificate\u201d, inizialmente, si \u00e8 avuto a che fare con i casi, fisiologici e positivi, sia della \u201cproduzione naturale di moneta\u201d, vale a dire della moneta metallica, sia del \u201clegame\u201d tra questa, la moneta cartacea, a quella strettamente \u201clegata\u201d, ed il \u201cbasso\u201d andamento (del livello generale) dei prezzi e dell\u2019inflazione; bens\u00ec, via via, si sono sempre pi\u00f9 succeduti vari casi, patologici e negativi, di sostanziale \u201cirrilevanza\u201d della moneta metallica e, allora, di \u201ceccessi\u201d nell\u2019offerta di moneta cartacea e, quindi, di processi inflazionistici deleteri. Non solo, ma \u2013 e questa sembra francamente essere una vera e propria \u201cidea fissa\u201d dello Huelsmann \u2013 \u201cdietro\u201d tali processi ed andamenti patologici e negativi si \u00e8 sempre riscontrato un comportamento egoistico e predatorio dei Governi, da quelli delle Signorie italiane dei secoli XIII e XIV a quelli dei Principati e Regni europei dei secoli seguenti, fino agli stessi Governi democratici, inclusi quelli degli USA, dei secoli ulteriormente successivi, fino ai nostri giorni. Si \u00e8, allora, stati in presenza delle molteplici e pesanti richiese fatte dai Governi alle banche Centrali, e da queste \u201cestese\u201d alle diverse banche, ordinarie e speciali, a fonte del finanziamento monetario di spese crescenti, dapprima soprattutto di natura bellica, poi sempre pi\u00f9 di tipo consumistico e demagogico (si noti, peraltro, che si \u00e8, via via, imposta anche l\u2019emissione da parte dei Governi di titoli pubblici, sia acquistati dal sistema bancario, sia da questo \u201ccollocati\u201d sui mercati).<\/p>\n<p>Insomma, secondo l\u2019autore, la storia monetaria e la stessa teoria monetaria dell\u2019Occidente \u2013 ma, in Oriente, le cose non sono andate diversamente \u2013 hanno specificamente mostrato che si \u00e8 stati di fronte ad un susseguirsi di processi di offerta crescente di moneta cartacea, anzi, nell\u2019impostazione dell\u2019autore, di incontrollata e crescente \u201cproduzione della moneta\u201d, immediatamente tradottasi in inflazione crescente, processi sostanzialmente messi in moto da comportamenti deleteri da parte dei Governi nel finanziamento monetario di crescenti spese di ogni genere.<\/p>\n<p>Allora, mentre in condizioni di moneta metallica si \u00e8 potuto avere un limite \u201cnaturale\u201d nell\u2019attivit\u00e0 di conio dei metalli preziosi \u201cdisponibili\u201d \u2013 soprattutto oro, ma anche argento \u2013 e ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in un limite \u201cnaturale\u201d anche nell\u2019andamento dell\u2019offerta di moneta e dell\u2019inflazione, tale limite non si \u00e8 potuto realizzare in condizioni di moneta cartacea, ed \u00e8 cos\u00ec che non si sono potuti limitare i forti processi inflazionistici delle economie contem-poranee. Pertanto, solo \u201crecuperando\u201d condizioni di quel tipo sar\u00e0 possibile per i mercati \u201criprendere\u201d la loro funzione regolatrice degli andamenti dell\u2019economia in ogni suo comparto, anche ed in particolare in campo monetario. E solo cos\u00ec si potranno conseguire condizioni sia di ordinato funzionamento dell\u2019economia, sia di adeguamento degli andamenti dell\u2019economia alle esigenze dell\u2019etica, in particolare secondo i principi della Dottrina Sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Tuttavia, alla luce di quanto argomentato sopra, \u00e8 chiaro come vada ribadito che le condizioni reclamate dallo Huelsmann\u00a0<em>non<\/em>\u00a0possano essere ritenute n\u00e9 necessarie, n\u00e9 sufficienti, per un funzionamento dell\u2019economia che soddisfi sia gli obiettivi di occupazione, di uguaglianza distributiva, di crescita di un\u2019economia, sia le esigenze di\u00a0<em>pieno<\/em>\u00a0adeguamento degli andamenti dell\u2019economia ai principi dell\u2019etica e della giustizia secondo la Dottrina Sociale della Chiesa. Mentre, secondo l\u2019autore, tali esigenze sarebbero \u201cgarantite\u201d da comportamenti dei mercati del tutto liberi, ed in particolare da un andamento dell\u2019offerta di moneta strettamente legato a quello del conio, effettuato \u201csecondo il mercato\u201d, di uno o due metalli preziosi, in realt\u00e0 \u2013 come dimostrato sia dalla teoria che dalla pratica dei secoli pi\u00f9 recenti, quelle esigenze risulterebbero, per cos\u00ec dire, \u201cschiacciate\u201d da andamenti dei mercati autonomi ed incontrollati, avendo richiesto interventi adeguati\u201d e \u201cmirati\u201d da parte della politica economica, anche della politica monetaria e finanziaria.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, si consideri che i \u201creferenti\u201d sia teorici, sia etico-filosofici, dello Huelsmann, risultano essere abbastanza \u201cdatati\u201d e, comunque, sono rappresentati,<em>\u00a0in entrambi i casi<\/em>, da filoni di pensiero molto particolari.<\/p>\n<p>Sul fronte teorico, ovviamente troviamo \u201cal cuore\u201d della trattazione le posizioni di due esponenti della scuola austriaca quali L. von Mises (1881-1973) e M.N. Rothbard (1926-1995). In particolare, mentre da von Mises l\u2019autore deriva la teoria soggettiva del valore (economico), \u00e8 al secondo che si rif\u00e0 per il ruolo dell\u2019etica nel discorso economico, nonch\u00e9 per la validit\u00e0 della categoria \u201cnaturale\u201d della moneta metallica e la strenua opposizione alla moneta cartacea ed al concetto di attivit\u00e0 bancaria basata sul criterio della \u201criserva frazionaria\u201d o del \u201ccoefficiente di riserva\u201d.<\/p>\n<p>Quanto ai referenti sul fronte etico-filosofico, pur non essendo personalmente un cultore specifico della disciplina, similmente mi sembrano essere molto \u201cdi parte\u201d le referenze citate dall\u2019autore, trattandosi in particolare \u2013 oltre a taluni scolastici, in particolare N. Oresme, autore di un Trattato molto elogiato (il\u00a0<em>De Moneta<\/em>, pubblicato nel sec. XIV e di cui \u00e8 citata l\u2019ed. inglese contemporanea del 1956), ed ai teologi della Scuola di Salamanca \u2013 di autori contemporanei quali B. Dampsey (1943), A. Hulme (1957), F. Beuther (1965), G. North (1986), T. Woods (2005). In proposito, viene soprattutto sottolineato il fatto che \u00e8 specificamente per ragioni di etica cattolica che tutti si pronunciano \u2013 ma, per cos\u00ec dire, senza dimostrarlo \u2013\u00a0<em>contro<\/em>\u00a0quel modello della moneta cartacea e bancaria.<\/p>\n<p>Ora, quanto tali posizioni siano lontane dalle situazioni contemporanee in ogni campo dell\u2019economia ciascun lettore potr\u00e0 valutare da s\u00e9. N\u00e9, a mio avviso, si pu\u00f2 dire che da quelle emerga una specifica aderenza ai principi basilari della Dottrina Sociale della Chiesa sui temi monetari-finanziari, quali quelli che, gi\u00e0 negli anni \u201930 del secolo scorso, Pio XI aveva validamente considerato e, soprattutto, quelli che, recentissimamente, sono stati ribaditi nella nota Enciclica in materia di Benedetto XVI \u2013 la\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>, 2008 \u2013, Enciclica che l\u2019autore cita qua e l\u00e0, ma senza farne, per cos\u00ec dire, un \u201cpilastro\u201d delle sue considerazioni di merito, e nella quale si riscontra un\u2019aggiornata presa di posizione su tutto un complesso di temi finanziari e monetari (oltre a tanti altri) secondo principi e criteri ben lontani da quelli avanzati in tale letteratura.<\/p>\n<p>Procedendo con ordine, ma sempre \u201ca volo d\u2019uccello\u201d, a dar conto del contenuto delle tre Parti del volume di Huelsmann, si comprende che, nella prima Parte, di carattere generale, in tema di \u201cProduzione naturale della moneta\u201d si procede, com\u2019\u00e8 del resto usuale fare, con una trattazione di tipo diacronico, partendo dalle situazioni di \u201cbaratto\u201d e passando poi all\u2019introduzione della moneta con i derivanti progressi di competitivit\u00e0 dell\u2019economia che ne sono conseguiti. Ci\u00f2, come noto, stanti le interazioni, definite in particolare da A. Smith nella\u00a0<strong><em>Ricchezza delle Nazioni<\/em><\/strong>\u00a0(1776), fra divisione del lavoro, avanzamento della produttivit\u00e0, ed allargamento dei mercati, nonch\u00e9 precisate in tutta una serie di approfondimenti da parte della letteratura successiva.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che, nei diversi contesti, si \u00e8, via via, posto il problema del ruolo dell\u2019etica, ed in particolare, per l\u2019autore come per noi, dell\u2019etica secondo i principi della morale cattolica, anche quanto ai temi monetari e finanziari. E\u2019 specificamente interessante considerare quanto l\u2019autore sostiene in proposito, affermando che,\u00a0<em>con l\u2019affermarsi del Cristianesimo<\/em>, oltre all\u2019aspetto dell\u2019etica nell\u2019uso della moneta, si \u00e8 anche fatto riferimento a quello dell\u2019etica nella \u201cproduzione della moneta\u201d.<\/p>\n<p>In effetti &#8211; chiarisce validamente Huelsmann &#8211; con gli scolastici non \u00e8 stato posto in discussione la legittimit\u00e0 della \u201cproduzione della moneta\u201d\u00a0<em>per s\u00e9<\/em>. Bens\u00ec, con Orasme ed altri, si \u00e8 precisato che, in quei processi, dovessero essere sempre rispettate certe \u201cregole\u201d, concernenti la correttezza delle procedure, la fedelt\u00e0 tra quanto metallo dichiarato in tema di coniazione e quanto effettivamente contenuto nelle monete coniate, e cos\u00ec via. Come si comprende, non si pu\u00f2 non convenire sul rilievo morale di regole come queste. Tuttavia, ci si pu\u00f2 bene interrogare, in pi\u00f9, quanto al punto se si tratti, in merito, di condizioni sufficienti, oltre che necessarie per l\u2019eticit\u00e0 delle regole considerate. In realt\u00e0, siccome gli studiosi quali l\u2019autore insistono tanto sull\u2019intangibilit\u00e0 dei diritti di propriet\u00e0, ed \u00e8 stato specificamente precisato che ci\u00f2 vale anche a proposito della propriet\u00e0 della moneta, ritengo che vada compiuto l\u2019ulteriore \u201cpasso avanti\u201d, rispetto a quanto fatto da Huelsmann, di considerare\u00a0<em>anche\u00a0<\/em>la funzione sociale della propriet\u00e0 della moneta, cos\u00ec come di ogni altro tipo di propriet\u00e0. Ma, allora, ci\u00f2 porterebbe a ritenere che occorrer\u00e0 esplicitare un ulteriore principio etico, vale dire quello che anche la propriet\u00e0 della moneta dovrebbe potere assolvere ad una simile \u201cfunzione sociale\u201d.<\/p>\n<p>Nella seconda Parte, che &#8211; come accennato &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 lunga ed anche quella maggiormente elaborata delle tre, Huelsmann, per cos\u00ec dire, entra\u00a0<em>in medias res<\/em>, cominciando col ribadire che, nel processo di \u201cproduzione della moneta\u201d, per perseguire e conseguire un modello \u201cnaturale\u201d di produzione, condizione necessaria e sufficiente \u00e8 il riferimento ad una moneta metallica (preferibilmente monometallica, meglio aurea), oppure \u2013 allorch\u00e9 in presenza di moneta cartacea \u2013 sulla base di un sistema monetario complessivo integralmente \u201csostenuto\u201d da copertura metallica (meglio, aurea). Pertanto \u2013 \u00e8 la conclusione dell\u2019autore, saldamente ancorata alle posizioni che, partendo da Oresme (sec. XIV) e \u201cpassando\u201d attraverso studiosi quali Wheatly (1807) e gli altri precedentemente citati, arrivano ai contemporanei (da von Mises, 1912, trad. ingl. 1980 a Rothbard, 1983, 1990, 1994, agli altri) \u2013 ogni e qualsiasi intervento governativo va, anche in proposito, fortemente criticato ed osteggiato.<\/p>\n<p>Come si comprende, nelle posizioni di tutti gli studiosi considerati, riassunte e precisate dall\u2019autore, anche sul piano etico \u2013 naturalmente secondo un\u2019etica cattolica adottata e vissuta, per cos\u00ec dire,\u00a0<em>all\u2019interno<\/em>\u00a0di un\u2019impostazione di quel tipo \u2013 non possiamo non trovare l\u2019adesione totale all\u2019idea che qualsiasi intervento \u201cesterno\u201d, specialmente di fonte pubblica, in ogni campo dell\u2019economia, ed in particolare in tema di azioni che comportino spinte di crescita monetaria, dunque inflazionistiche, andrebbe incontro al pi\u00f9 convinto e deciso giudizio negativo. Tuttavia, come gi\u00e0 detto, tali conclusioni non possono essere condivise, n\u00e9 sul piano teorico, n\u00e9 sul fronte storico.<\/p>\n<p>Infine (ovviamente, si fa per dire), nella terza Parte, che ritengo essere la pi\u00f9 interessante anche se sono fortemente critico di qualsiasi posizione teorica di tipo\u00a0<em>austriaco<\/em>, Huelsmann affronta il complesso tema dell\u2019Ordine monetario e dei Sistemi monetari che, concretamente, si sono affermati in Occidente (concetto, questo, da intendersi in senso ampio) nel lungo periodo di tempo, chiamiamolo, della \u201cmodernit\u00e0\u201d, precisato dall\u2019autore quale quello che va dalla creazione della Banca d\u2019Inghilterra (1694) ai nostri giorni (o quasi).<\/p>\n<p>Senza potere qui ripercorrere le diverse \u201ctappe\u201d dell\u2019interessante percorso, va comunque e specificamente focalizzata (sempre, \u201ca volo d\u2019uccello\u201d) l\u2019esperienza che l\u2019autore, giustamente, chiama del \u201cSistema Bancario Internazionale\u201d, sia considerato complessivamente dal 1871 al 1971 sia distinto fra il periodo pre-Bretton Woods (quindi, fino al 1944) e post-Bretton Woods (dal 1944 al 1971), e ci\u00f2 dagli Accordi di Bretton Woods (USA) che nel 1944 l\u2019avevano specificamente modificato.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che la data iniziale (<em>a quo<\/em>), il 1871, si pu\u00f2 ben considerare come l\u2019inizio di quella fase dell\u2019economia e della finanza mondiale che gli storici economici hanno analizzato come quella dalla 1\u00b0 globalizzazione (la 2\u00b0 \u00e8 quella che, dagli anni \u201980 del sec. XX ad oggi, abbiamo vissuto noi) e che \u00e8 durata sino allo scoppio della 1\u00b0 Guerra mondiale: il sistema del\u00a0<em>gold standard<\/em>. D\u2019altro canto, la data finale (<em>ad quem<\/em>), il 1971, \u00e8 quella della celebre dichiarazione con cui il Presidente USA Nixon poneva fine al sistema monetario internazionale cosiddetto del\u00a0<em>gold-exchange standard<\/em>, o\u00a0<em>dollar standard<\/em>, cominciato appunto con gli Accordi di Bretton Woods e secondo cui nessuna altra moneta, tranne il dollaro USA, era \u201cconvertibile\u201d in oro, mentre prima della 1\u00b0 Guerra mondiale, nel\u00a0<em>gold standard<\/em>, lo erano state, in misura piena o meno, le monete di tutti gli altri paesi partecipanti, per cos\u00ec dire, \u201cin proprio\u201d ai rapporti commerciali e finanziari internazionali.<\/p>\n<p>Orbene, l\u2019interessante e condivisibile analisi dell\u2019autore al riguardo \u2013 a parte le sempre \u201cdubbiose\u201d posizioni generali di tipo\u00a0<em>austriaco-monetariste<\/em>\u00a0\u2013 \u00e8 che, mentre gli altri studiosi di quell\u2019orientamento teorico sono stati fortemente critici del funzionamento del\u00a0<em>gold-exchange standard<\/em>, questo va visto, per cos\u00ec dire, \u201cin continuit\u00e0\u201d rispetto al\u00a0<em>gold standard<\/em> classico, da quelli invece \u201cosannato\u201d, essendosi stati, a suo avviso, in presenza di differenze soltanto di \u201cgrado\u201d, e non da considerarsi\u00a0di carattere \u201cessenziale\u201d.<\/p>\n<p>Per concludere, va ora puntualizzato che oggi \u2013 dopo la grave crisi iniziatasi, in tutti i paesi industrializzati, proprio in ambito monetario-finanziario nel 2007 e subito diffusasi al piano dell\u2019economia reale \u2013 discorsi come questi veramente, per cos\u00ec dire, \u201clasciano il tempo che trovano\u201d. Ci si pu\u00f2 quindi augurare che studiosi seri, e tutto considerato \u201cproblematici\u201d, come Huelsmann siano indotti, proprio dalla difficile situazione che l\u2019economia mondiale ha attraversato ed in cui tuttora permane, a rivedere le loro posizioni generali, e ci\u00f2 in vista di un atteggiamento, complessivamente, pi\u00f9 realistico e concreto.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[870],"fascicolo":[176],"class_list":["post-1905","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-ferruccio-marzano","fascicolo-ottobre-2011"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Joerg Guido Huelsmann, The Ethics of Money Production, Ludwig von Mises Institute, Auburn (Alabama), 2008<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Ferruccio Marzano, pubblicato nel numero di Ottobre 2011. 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