{"id":1893,"date":"2011-10-01T12:00:00","date_gmt":"2011-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1893"},"modified":"2026-04-12T12:52:49","modified_gmt":"2026-04-12T10:52:49","slug":"la-finanza-differente-delle-banche-di-credito-cooperativo","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2011\/ottobre\/la-finanza-differente-delle-banche-di-credito-cooperativo\/","title":{"rendered":"La finanza differente delle Banche di Credito Cooperativo"},"content":{"rendered":"<p>Valorizzare l\u2019identit\u00e0 e il connotato mutualistico delle Banche di Credito Cooperativo (BCC). Si \u00e8 partiti da questi presupposti per la redazione del Bilancio Sociale e di Missione (BSM). Per una BCC, infatti, il BSM non \u00e8 solo sinonimo di rendicontazione sociale. \u00c8, anche e soprattutto, un processo di verifica avviato dalla BCC per vigilare sulla coerenza con la missione indicata nell\u2019articolo 2 dello Statuto tipo. Monitora, inoltre, la fedelt\u00e0 del percorso con il quale la mutualit\u00e0 passa dalla teoria alla prassi e, diviene elemento stabile dell\u2019organizzazione aziendale. Il bilancio sociale \u00e8 un processo che va avviato, nel caso delle BCC, a partire dalla pianificazione strategica mutualistica e la rendicontazione ne \u00e8 punto di arrivo e di sintesi. Rendere conto agli\u00a0<em>stakeholder<\/em>\u00a0\u00e8 anche utile per rendersi conto dell\u2019andamento della banca rispetto al mercato di riferimento.<\/p>\n<p>Se, al contrario, il bilancio sociale o di sostenibilit\u00e0 diventa strategia di marketing, si svuota del suo significato e si trasforma solo in una moda.<\/p>\n<p>Si pensi ad alcuni dei pi\u00f9 clamorosi casi di responsabilit\u00e0 sociale smentita. Enron, prima di dichiarare fallimento, era campione di\u00a0<em>Corporate Social Responsibility<\/em>\u00a0(CSR). Stessa situazione \u2013 per rimanere in Italia \u2013 con il crack Parmalat. Anche per questo negli ultimi tempi si \u00e8 registrata una certa disaffezione ad avvalersi di strumenti come il bilancio sociale.<\/p>\n<p>La finalit\u00e0 della rendicontazione \u2013 divenuta ancora pi\u00f9 urgente dopo la crisi economica globale \u2013 \u00e8 quella di migliorare la qualit\u00e0 e la trasparenza delle informazioni destinate ai portatori di interesse sulla realt\u00e0 \u2013 bancaria e cooperativa \u2013 nel caso delle BCC. Per questo tra le sfide da cogliere sul terreno della rendicontazione vi \u00e8 quella del bilancio integrato, civilistico e sociale, che migliora questi aspetti. Una strada gi\u00e0 intrapresa dalla BCC di Treviglio, che ha gi\u00e0 pubblicato la prima edizione del bilancio integrato.<\/p>\n<p>\u00c8 tenendo conto di tutto ci\u00f2 che anche quest\u2019anno, come accade da dieci anni, \u00e8 stata redatta la versione 2011 del\u00a0<em>framework<\/em>\u00a0del BSM per le BCC. L\u2019obiettivo, posto sin dall\u2019inizio, \u00e8 stato quello di quantificare e di qualificare le peculiarit\u00e0 delle Banche di Credito Cooperativo.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti dell\u2019edizione 2011 delle linee guida, la principale \u00e8 l\u2019introduzione di nuovi indicatori, tratti dal progetto della \u201cMetrica mutualistica\u201d, realizzato con la collaborazione dell\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata. L\u2019iniziativa \u00e8 partita dal processo di creazione del valore, tenendo conto della BCC come banca cooperativa, come banca mutualistica e come banca del territorio e della comunit\u00e0. I nuovi parametri mirano a stimare, meglio e di pi\u00f9, le \u201cdifferenze\u201d delle Banche di Credito Cooperativo. Sono quattro le aree identificate dalla \u201cMetrica mutualistica\u201d e per le quali si propongono una serie di indicatori. Si tratta della\u00a0<em>Governance<\/em>\u00a0cooperativa, della Mutualit\u00e0 allargata, del Lavoro-risorse umane e dell\u2019Ambiente.<\/p>\n<p>Valorizzare l\u2019identit\u00e0 e il connotato mutualistico delle Banche di Credito Cooperativo (BCC). Si \u00e8 partiti da questi presupposti per la redazione del Bilancio Sociale e di Missione (BSM). Per una BCC, infatti, il BSM non \u00e8 solo sinonimo di rendicontazione sociale. \u00c8, anche e soprattutto, un processo di verifica avviato dalla BCC per vigilare sulla coerenza con la missione indicata nell\u2019articolo 2 dello Statuto tipo. Monitora, inoltre, la fedelt\u00e0 del percorso con il quale la mutualit\u00e0 passa dalla teoria alla prassi e, diviene elemento stabile dell\u2019organizzazione aziendale. Il bilancio sociale \u00e8 un processo che va avviato, nel caso delle BCC, a partire dalla pianificazione strategica mutualistica e la rendicontazione ne \u00e8 punto di arrivo e di sintesi. Rendere conto agli stakeholder \u00e8 anche utile per rendersi conto dell\u2019andamento della banca rispetto al mercato di riferimento.<\/p>\n<p>Se, al contrario, il bilancio sociale o di sostenibilit\u00e0 diventa strategia di marketing, si svuota del suo significato e si trasforma solo in una moda.<\/p>\n<p>Si pensi ad alcuni dei pi\u00f9 clamorosi casi di responsabilit\u00e0 sociale smentita. Enron, prima di dichiarare fallimento, era campione di Corporate Social Responsibility (CSR). Stessa situazione \u2013 per rimanere in Italia \u2013 con il crack Parmalat. Anche per questo negli ultimi tempi si \u00e8 registrata una certa disaffezione ad avvalersi di strumenti come il bilancio sociale.<\/p>\n<p>La finalit\u00e0 della rendicontazione \u2013 divenuta ancora pi\u00f9 urgente dopo la crisi economica globale \u2013 \u00e8 quella di migliorare la qualit\u00e0 e la trasparenza delle informazioni destinate ai portatori di interesse sulla realt\u00e0 \u2013 bancaria e cooperativa \u2013 nel caso delle BCC. Per questo tra le sfide da cogliere sul terreno della rendicontazione vi \u00e8 quella del bilancio integrato, civilistico e sociale, che migliora questi aspetti. Una strada gi\u00e0 intrapresa dalla BCC di Treviglio, che ha gi\u00e0 pubblicato la prima edizione del bilancio integrato.<\/p>\n<p>\u00c8 tenendo conto di tutto ci\u00f2 che anche quest\u2019anno, come accade da dieci anni, \u00e8 stata redatta la versione 2011 del framework del BSM per le BCC. L\u2019obiettivo, posto sin dall\u2019inizio, \u00e8 stato quello di quantificare e di qualificare le peculiarit\u00e0 delle Banche di Credito Cooperativo.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti dell\u2019edizione 2011 delle linee guida, la principale \u00e8 l\u2019introduzione di nuovi indicatori, tratti dal progetto della \u201cMetrica mutualistica\u201d, realizzato con la collaborazione dell\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata. L\u2019iniziativa \u00e8 partita dal processo di creazione del valore, tenendo conto della BCC come banca cooperativa, come banca mutualistica e come banca del territorio e della comunit\u00e0. I nuovi parametri mirano a stimare, meglio e di pi\u00f9, le \u201cdifferenze\u201d delle Banche di Credito Cooperativo. Sono quattro le aree identificate dalla \u201cMetrica mutualistica\u201d e per le quali si propongono una serie di indicatori. Si tratta della Governance cooperativa, della Mutualit\u00e0 allargata, del Lavoro-risorse umane e dell\u2019Ambiente.<\/p>\n<p>Riguardo alla\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0la selezione degli indicatori \u00e8 avvenuta tenendo conto principalmente della mutualit\u00e0 e della promozione dello sviluppo della comunit\u00e0 locale. Caratteristiche che rendono le BCC istituzioni\u00a0<em>multistakeholder<\/em>\u00a0(orientate ad un\u2019ampia platea di portatori d\u2019interesse). Questa diversit\u00e0 ha varie conseguenze, tra le principali vi \u00e8 sicuramente la necessit\u00e0 di avere un sistema di regole societarie e, di indicatori, adeguati alla diversa organizzazione.<\/p>\n<p>I parametri della\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0fanno riferimento a dei temi principali. Si tratta della Soddisfazione soci e clienti; del Costo e rendimento dell\u2019attivit\u00e0 verso soci; della Qualit\u00e0 della comunicazione e partecipazione; dell\u2019Effettivit\u00e0 dello scambio mutualistico; dei Conflitti di interesse; della Capacit\u00e0 anticiclica di erogazione del credito; della \u201cCattura\u201d politica; della Vitalit\u00e0 del capitale sociale e del Governo societario.<\/p>\n<p>Nella sezione della Mutualit\u00e0 allargata gli indicatori misurano la dimensione esterna delle BCC con specifici focus. Finanziamenti alle imprese cooperative; Cooperazione internazionale; Microcredito; Lotta all\u2019usura; Elargizioni e sponsorizzazioni; Borse di studio; Formazione di conoscenza e di capitale umano per gli\u00a0<em>stakeholder<\/em>\u00a0della banca; Altre iniziative di mutualit\u00e0 allargata. Nell\u2019area lavoro-risorse umane gli indicatori sono ripartiti sulla base di cinque aree: Formazione; Motivazione intrinseca; Indicatori salariali; Soddisfazione sul lavoro; Politiche aziendali sul lavoro.<\/p>\n<p>Chiude il progetto della Metrica la sezione relativa all\u2019Ambiente. Anche in questo caso sono state individuate altre sottoaree: Gestione ambientale con effetti diretti-Prestazioni operative; Carta-Acqua-Rifiuti; Energia; Trasporto; Emissioni; Screening ambientale sui fidi; Report ambientale.<\/p>\n<p>Il processo di individuazione di parametri specifici \u00e8 stato avviato dieci anni fa, gradualmente. Sin dall\u2019inizio, infatti, si \u00e8 cercato di creare un modello di rendicontazione che si avvicinasse il pi\u00f9 possibile alla realt\u00e0 della cooperazione di credito.<\/p>\n<p>Tutti gli standard internazionali utilizzati finora (<em>Global Reporting Initiativ-GRI\/G3, AccountAbility Principles 1000-Stakeholder Engagement e da quest\u2019anno anche SA 26000<\/em>) non hanno soddisfatto pienamente le necessit\u00e0 delle BCC. L\u2019apporto dei modelli internazionali \u00e8 fondamentale, soprattutto perch\u00e9 assicura la comparabilit\u00e0 della realt\u00e0 BCC con altre. Nonostante ci\u00f2, gli standard internazionali usati fino ad oggi fanno riferimento quasi esclusivo alle banche commerciali. Da qui \u00e8 nata la necessit\u00e0 di individuare indicatori specifici volti a misurare gli effetti delle caratteristiche mutualistiche e cooperative.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo, che nel 2003, in occasione della seconda edizione del Bilancio Sociale e di Missione del Credito Cooperativo, \u00e8 stato sviluppato e calcolato il valore aggiunto globale lordo stimato. Con l\u2019obiettivo di quantificare il risparmio di costo e il maggior rendimento di cui si avvale il socio, che intrattenga con la propria BCC dei rapporti bancari attivi e passivi.<\/p>\n<p>Nel 2007 \u00e8 stato costruito il\u00a0<em>Cost income ratio<\/em>\u00a0rettificato. Rettificato allo scopo di contabilizzare i maggiori costi operativi e i minori ricavi di una BCC per realizzare la missione aziendale riportata nell\u2019articolo 2. L\u2019anno successivo \u00e8 stato introdotto uno schema che sintetizza l\u2019articolo 2 dello Statuto e lo integra con la Carta dei Valori. L\u2019obiettivo del lavoro realizzato nel 2010 \u00e8 coinciso con la declinazione della mutualit\u00e0 a livello di pianificazione strategica. Poi \u00e8 stata la volta della \u201cMetrica mutualistica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione rivolta al tema degli indicatori \u201calternativi\u201d \u00e8 molto alta. Si pensi al progetto promosso da Confindustria in collaborazione con l\u2019universit\u00e0 LUISS, confluito nel Protocollo di intesa firmato anche da ABI e dal Ministero dell\u2019Economia, sul tema degli \u201cIndicatori di sostenibilit\u00e0 delle piccole e medie imprese (PMI)\u201d. Le finalit\u00e0 sono molteplici. Innanzitutto, avviare un\u2019opera di diffusione culturale e di sensibilizzazione sui temi della sostenibilit\u00e0 verso le imprese. Inoltre, per le banche potrebbe essere vantaggioso, nell\u2019ottica di gestire meglio i rischi, individuare parametri che permettano di acquisire informazioni sistematizzate da far confluire nella dimensione qualitativa del\u00a0<em>rating<\/em>\u00a0e della valutazione del merito di credito.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 di stretta attualit\u00e0 anche a livello internazionale: se ne sono occupate la Commissione dell\u2019Unione europea, in una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento Europeo, e\u00a0<em>la Commission on the Measurement of Economic Performance and Social Progress<\/em>, nominata dal Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e presieduta da Joseph Stiglitz. Viene prefigurata un\u2019evoluzione dei sistemi statistici e un\u2019estensione della contabilit\u00e0 nazionale che tengano conto degli aspetti distributivi, della ricchezza, della qualit\u00e0 della vita e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La selezione dei nuovi indicatori e la stesura del Bilancio Sociale e di Missione da parte delle BCC \u00e8 anche il risultato del lavoro che si sta facendo a livello europeo. Tre i diversi ambiti di sviluppo. Il primo \u00e8 il tema della standardizzazione europea delle divulgazioni non finanziarie (rendicontazione sociale, ambientale e di sostenibilit\u00e0). Su questo argomento Federcasse ha partecipato alla consultazione della Commissione europea (dicembre 2010) attraverso l\u2019Associazione Europea delle Banche Cooperative (EACB), che ha dato rilevanza alle particolari esigenze di tutte le banche cooperative europee. La consultazione \u00e8 nata dalla volont\u00e0 di rendere tali informazioni pi\u00f9 facilmente comparabili e per migliorarne anche la trasparenza.<\/p>\n<p>La seconda attivit\u00e0 attiene all\u2019identificazione di indicatori cooperativi. Con la finalit\u00e0 di sviluppare una linea comune nella selezione di parametri specifici, il Gruppo di Lavoro per la Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa della\u00a0<em>European Association of Co-operative Banks<\/em>\u00a0(EACB) ha costituito un sottogruppo di lavoro con Federcasse,\u00a0<em>Cr\u00e9dit Mutuel e The Co-operative Bank UK<\/em>.<\/p>\n<p>Interessante anche l\u2019iniziativa avviata dalle cooperative canadesi ed inglesi, in collaborazione con diverse universit\u00e0 e associazioni locali, sulla realizzazione di linee guida incentrate sulla rendicontazione non finanziaria delle cooperative, includendo anche degli indicatori di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0non finanziari e focalizzati sulla realt\u00e0 cooperativa. La realizzazione del progetto ha richiesto tre anni di lavoro.<\/p>\n<p>Il terzo riguarda l\u2019integrazione tra bilancio civilistico e bilancio di sostenibilit\u00e0. La Federazione Italiana Pubbliche Relazioni-Ferpi ha costituito un gruppo di lavoro italiano per seguire le attivit\u00e0 dell\u2019<em>International Integrated Reporting-IIRC Working Group<\/em>.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1130],"fascicolo":[176],"class_list":["post-1893","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-claudia-gonnella","fascicolo-ottobre-2011"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La finanza differente delle Banche di Credito Cooperativo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Claudia Gonnella, pubblicato nel numero di Ottobre 2011. 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