{"id":1887,"date":"2011-10-01T12:00:00","date_gmt":"2011-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1887"},"modified":"2026-04-12T16:35:39","modified_gmt":"2026-04-12T14:35:39","slug":"csr-in-italia-e-le-pmi","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2011\/ottobre\/csr-in-italia-e-le-pmi\/","title":{"rendered":"CSR in Italia e le PMI"},"content":{"rendered":"<p><em>PMI e responsabilit\u00e0 sociale nel panorama italiano<\/em><\/p>\n<p>Le piccole e medie imprese in Italia rappresentano una realt\u00e0 fondamentale della struttura economica nazionale, costituendone uno tra gli elementi pi\u00f9 significativi e caratteristici.<\/p>\n<p>Recenti dati indicano che la popolazione di Piccole e Medie imprese (PMI) rappresenta il 99,9% della popolazione totale, occupando l\u201981,3% della forza lavoro e generando il 70,9% del valore aggiunto nazionale<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>A fronte di queste considerazioni e della dimensione del fenomeno, non pu\u00f2 essere esaustivo alcuno studio o analisi circa la responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa, che si limiti all\u2019ambito delle grandi imprese, ed escluda in tal modo la parte numericamente pi\u00f9 larga, ma anche \u201cculturalmente\u201d tanto rilevante del panorama aziendale italiano.<\/p>\n<p>L\u2019interesse in questo senso \u00e8 amplificato dalla coincidenza temporale tra le attivit\u00e0 di indagine ed il verificarsi della crisi economica mondiale, che apre a questioni e quesiti di grande sensibilit\u00e0 per una corretta definizione del rapporto tra l\u2019adozione ed applicazione di strategie e comportamenti dedicati alla responsabilit\u00e0 sociale da parte delle PMI, in coincidenza con un periodo di estrema difficolt\u00e0 economica, e nel confronto diretto con lapossibilit\u00e0 di inpossibilit\u00e0\/incasostenibilit\u00e0 di sopravvivenza aziendale.<\/p>\n<p>Stante questa premessa, appare quindi possibile, oltre che interessante, gettare uno sguardo alla situazione attuale relativamente al rapporto ed approccio delle PMI ai modelli di CSR praticati e\/o praticabili, in relazione soprattutto alle dimensioni chiave della realt\u00e0 attuale delle PMI italiane, impegnate a ristrutturare ed innovare i propri percorsi strategici ed assetti organizzativi per sopravvivere alla crisi economica, ma anche a ripensare e riorganizzare la propria cultura aziendale verso modelli nuovi, adatti alle novit\u00e0 economiche, ma anche sociali e culturali, di cui la crisi \u00e8 sia derivazione, sia driver.<\/p>\n<p>L\u2019elemento \u201ccrisi economica\u201d, altres\u00ec, non vuole ne pu\u00f2 essere assunto come chiave di lettura di un fenomeno (quello del rapporto tra PMI e responsabilit\u00e0 sociale) che ha ragioni, elementi e radici molto pi\u00f9 antiche e complesse della contingenza temporale di breve periodo, ma la sensazione generale, come emerge dalle varie indagini specifiche come anche da altri elementi di rilievo, \u00e8 che la crisi agisca (in concerto con i processi di lungo periodo della globalizzazione) da \u201cchange factor\u201d o almeno come elemento acceleratore dei processi di innovazione e trasformazione dei modelli tradizionali di strategia ed organizzazione produttiva e sociale sia interni, sia esterni alle aziende, ed in particolare delle PMI.<\/p>\n<p>Individuati i fattori di cambiamento restano aperte molte questioni: quali sono le direttrici efficaci del cambiamento nei modelli organizzativi ed operativi delle PMI? L\u2019orientamento verso i modelli della responsabilit\u00e0 sociale rientrano tra quest\u2019ultime? Per le PMI esiste una possibilit\u00e0 di valorizzazione della CSR in chiave competitiva? Caratteristiche ed innovazione del sistema delle PMI e motivazioni alla CSR<\/p>\n<p>Per provare a rispondere a queste domande dobbiamo per un attimo, ed in maniera forzosamente limitata, riferirci alle caratteristiche e specificit\u00e0 proprie delle PMI e dei pi\u00f9 recenti fenomeni che le hanno interessate.<\/p>\n<p>In particolare i tratti salienti di questa specificit\u00e0, devono essere considerati da prossimo per stabilire e comprendere il nesso con l\u2019orientamento alla responsabilit\u00e0 sociale, ed una possibile risposta ai vari quesiti esposti.<\/p>\n<p>Le principali caratteristiche tipiche delle piccole e medie imprese possono essere sintetizzate nei seguenti elementi<sup>2<\/sup>:<\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Matrice familiare del management d\u2019impresa e gestione diretta da parte della \u201cpropriet\u00e0\u201d<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Indipendenza<\/strong>\u00a0<\/em>(intesa come indipendenza all\u2019interno del proprio settore produttivo, ma anche relativa debolezza dei legami, collegamenti e partnership con il sistema degli stakeholder esterni, elemento ambigua di forza\/debolezza a seconda delle condizioni di contesto)<sup>3<\/sup><\/li>\n<li><em><strong>Flessibilit\u00e0<\/strong>\u00a0<\/em>(intesa come presenza di competenze condivise e presenti all\u2019interno dell\u2019impresa, abilitanti una vasta gamma di capacit\u00e0 operative e di risposta alle esigenze produttive)<\/li>\n<li><em><strong>Risorse finanziarie limitate, legate alla piccola dimensione dell\u2019impresa<\/strong><\/em>. Ci\u00f2 conduce ad una pianificazione strategica, tendenzialmente di breve o medio termine<\/li>\n<li><em><strong>Predominanza di relazioni personali<\/strong><\/em>. Il numero ridotto di dipendenti coinvolti nell\u2019attivit\u00e0 aziendale favorisce lo sviluppo di relazioni personali tra propriet\u00e0 e dipendenti, e tra questi e la comunit\u00e0 in termini di clienti, fornitori, societ\u00e0 locale, ecc.; ci\u00f2 contribuisce a costruire relazioni basate sulla fiducia e sulla reciprocit\u00e0.<\/li>\n<li><em><strong>Informalit\u00e0<\/strong><\/em>. Uno dei punti di forza delle imprese di piccola dimensione \u00e8 costituito dal fatto che grazie al capitale di relazioni basate sulla fiducia piuttosto che su presupposti contrattuali, i meccanismi di gestione e controllo sono per lo pi\u00f9 informali, conferendo alle imprese un elevato grado di flessibilit\u00e0 e di capacit\u00e0 di risposta all\u2019ambiente esterno.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo set di caratteristiche rappresentano nella media il \u201critratto\u201d dei fattori specifici tipici della PMI, in maggioranza in grado di rappresentarne la forza e la capacit\u00e0 di resistenza sui mercati anche in tempi di crisi, ma anche in alcuni casi di definirne le debolezze strutturali ed i limiti alla capacit\u00e0 di pianificazione strategica di medio-lungo termine.<\/p>\n<p>In particolare, questi elementi determinano riflessi diretti sulla capacit\u00e0 e modalit\u00e0 di sviluppo e implementazione di politiche di responsabilit\u00e0 da parte delle PMI.<\/p>\n<p>Riferendoci all\u2019indagine \u201c<em>La responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa nel quadro delle linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali &#8211; Un focus sulle piccole e medie imprese<\/em>\u201d condotta da LUISS e IPI nel 2010 per il PCN Punto di Contatto Nazionale, si ricava come siano state identificate alcune caratteristiche modalit\u00e0 di approccio alla responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa relativamente alle PMI:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>l\u2019adozione di politiche di RSI \u00e8 spesso di tipo tacito e non codificato<\/strong>. Ci\u00f2 crea difficolt\u00e0 nella misurazione e rendicontazione del fenomeno nelle piccole e medie imprese (Moore e Spence, 2006);<\/li>\n<li><strong>la motivazione personale nell\u2019implementazione di politiche socialmente responsabili prevale su quella strategica<\/strong>, di marketing e relazionale (Jenkins, 2004; Spence, 2000);<\/li>\n<li><strong>le piccole e medie imprese sono parte integrante e direttamente coinvolte nella comunit\u00e0 locale nella quale operano<\/strong>\u00a0( Spence et al., 2004; Tencati et al., 2004);<\/li>\n<li><strong>l\u2019importanza che la reputazione<\/strong>\u00a0delle piccole e medie imprese assume nello sviluppo di relazioni informali nell\u2019ambito del contesto sociale nel quale operano, vincola le stesse ad agire con onest\u00e0 e integrit\u00e0 (Spence, 1999, 2004);<\/li>\n<li><strong>l\u2019elevata importanza che assumono le risorse umane<\/strong>\u00a0in tali ambiti aziendali, porta le piccole e medie imprese a sviluppare molteplici politiche di gestione delle stesse, anche in forme non codificate (Spence, 2000).<\/li>\n<li>molto importante per le piccole e medie imprese \u00e8 il\u00a0<strong>settore di appartenenza che ne influenza la cultura<\/strong>\u00a0con riguardo all\u2019implementazione di politiche di sostenibilit\u00e0 (Spence, 2000).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Indicativi in tal senso sono i risultati ottenuti da alcune ricerche empiriche condotte presso le PMI nella definizione appunto della adozione di politiche di CSR:<\/p>\n<p>(Vedi le tavole nelle pagine successive)<\/p>\n<p>Come si vede nella maggioranza dei casi (30%) l\u2019imprenditore \u00e8 il diretto responsabile dell\u2019implementazione delle politiche di CSR in azienda.<\/p>\n<p>Interessante e significativa \u00e8 anche l\u2019analisi delle tipologie di strumento o forma operativa di politica di responsabilit\u00e0 sociale implementata, che riflette nella sua complessit\u00e0, sia l\u2019orientamento valoriale di fondo verso attivit\u00e0 socialmente responsabili, sia la ricerca di una loro valorizzazione in termini competitivi, in relazione essenzialmente con le varie categorie di stakeholder aziendali:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/05_studi_m_balzano-1.jpg\" alt=\"05 studi m balzano 1\" \/>\u00a0<sup>4<\/sup><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/05_studi_m_balzano-2.jpg\" alt=\"05 studi m balzano 2\" \/>\u00a0<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/05_studi_m_balzano-3.jpg\" alt=\"05 studi m balzano 3\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/05_studi_m_balzano-4.jpg\" alt=\"05 studi m balzano 4\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Relativamente all\u2019ultimo grafico, la ricerca condotta dal Centro CReSV Universit\u00e0 Commerciale \u201cLuigi Bocconi\u201d indica significativamente come tra gli strumenti adottati e le attivit\u00e0 di maggior diffusione rientrino in maggioranza l\u2019implementazione di \u201cProgrammi dipendenti\u201d (a riprova del sostanziale interesse e facilit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 rivolta all\u2019interno dell\u2019impresa, in particolare con gli stakeholder diretti e per la tradizionale relazione con le OO.SS. dei lavoratori), l\u2019adozione di \u201cCodici di Condotta\u201d (di gran lunga l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 diffusa in seno ai distretti produttivi o ai comparti settoriali, in ragione sia della sensibilit\u00e0 verso i \u201cvalori\u201d della correttezza gestionale e della definizione delle strategie aziendali, come anche della relativa economicit\u00e0 dello strumento stesso).<\/p>\n<p>In posizione intermedia si nota l\u2019adozione di sistemi di gestione certificata per la Qualit\u00e0, l\u2019Ambiente e la Sicurezza, come anche la diffusione di attivit\u00e0 di comunicazione della CSR o certificazione della produzione.<\/p>\n<p>Significative (in senso negativo) appaiono altres\u00ec le evidenze relative alla scarsa adozione di strumenti importanti quali i Bilanci Sociali e\/o Ambientali e di Sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Un esempio di successo: il caso ASSA &#8211; Associazione Lavorazioni conto Terzi settore Conciario di Santa Croce sull\u2019Arno<\/em><\/p>\n<p>Le lavorazioni c\/Terzi del settore conciario, rappresentano una delle realt\u00e0 pi\u00f9 importanti di tutto l\u2019indotto nato in seno alla crescita ed allo sviluppo del settore nel contesto del distretto conciario di Santa Croce sull\u2019Arno (Pisa) con circa 250 aziende (nella assoluta maggioranza piccole e piccolissime, con meno di 10 addetti per impresa) per un totale di 3000 addetti e con un fatturato complessivo quantificabile in 300 milioni di Euro. Di fatto, il comparto raccoglie al proprio interno il 35-40% della forza lavoro esistente sul territorio. Circa 200 sono le aziende c\/Terzi iscritte ad ASSA Associazione Lavorazioni conto Terzi.<\/p>\n<p>All\u2019interno di ognuna di esse, vengono svolte prevalentemente operazioni di tipo meccanico su pellame fornito dalle concerie committenti in c\/lavorazione; operazioni meccaniche che per la loro specificit\u00e0, necessitano anzitutto di esperienza, conoscenza, precisione e professionalit\u00e0 sia per il pellame lavorato, sia per i macchinari utilizzati. Questa professionalit\u00e0 si matura e si acquisisce solo con il tempo e spesso \u00e8 difficilmente tramandabile.<\/p>\n<p>Il ricorso alle Lavorazioni c\/terzi \u00e8 frequente e si sviluppa su tutte le fasi di lavorazione del pellame.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo dato, \u00e8 comunque di quanto il comparto delle Lavorazioni c\/terzi sia strategico per il Distretto Conciario e quale sia il suo potenziale. Il Distretto e l\u2019intera Filiera, poggiano infatti su un sistema di relazioni tra aziende piccole e grandi in un equilibrio che si \u00e8 mantenuto tale finch\u00e9 i livelli di produzione lo hanno consentito.<\/p>\n<p>Per effetto congiunto della crisi internazionale e dei processi di globalizzazione (che spingono le produzioni verso paesi a basso costo del lavoro) oggi i volumi e le quantit\u00e0 prodotte sono sensibilmente diminuiti, e per le PMI del settore l\u2019effetto \u00e8 stato quello di sostanziale selezione, mentre si assiste ad una forte spinta all\u2019innovazione qualitativa del prodotto, che necessariamente produce effetti altrettanto innovativi anche sul processo e sul servizio offerto.<\/p>\n<p>Per fronteggiare le problematiche sopra evidenziate, Assa ha avviato un processo di riqualificazione del comparto c\/terzi definendo un insieme di misure ed azioni rivolte alle aziende associate e utili al superamento delle criticit\u00e0 esposte.<\/p>\n<p>Sono state adottate e definite azioni ad attivit\u00e0 condivise tra le quali le pi\u00f9 significative sono rappresentate dal:<\/p>\n<ul>\n<li>Definizione di un Capitolato per la Fornitura delle Lavorazioni, all\u2019interno del quale vengono regolamentati nell\u2019interesse comune, tutti i rapporti tra Aziende di Sub-Fornitura e Committenti<\/li>\n<li>Adozione di un Codice Etico Compor-tamentale e di Condotta quale strumento di trasparenza e correttezza a garanzia del mercato e del consumatore finale.<\/li>\n<li>Adozione di un Disciplinare associativo Assa, all\u2019interno del quale sono indicati tutti i requisiti di eccellenza della Aziende Lavorazioni c\/Terzi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli strumenti elencati sono stati adottati come politica attuativa di una strategia condivisa che pone al centro dell\u2019attivit\u00e0 aziendale (come criterio di orientamento per l\u2019innovazione, e risposta alla criticit\u00e0 organizzative e culturali del settore) la volont\u00e0 di indirizzare le scelte strategiche verso percorsi di Qualit\u00e0 Integrati attraverso:<\/p>\n<ul>\n<li>Qualit\u00e0 di Prodotto, di Servizio e di Gestione interna<\/li>\n<li>Qualit\u00e0 Ambientale<\/li>\n<li>Responsabilit\u00e0 Sociale di Impresa<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo percorso si rende utile anche per il superamento dei fattori che condizionano in modo negativo il comparto delle Lavorazioni c\/terzi troppo spesso ancorate a modelli aziendali da considerare superati, coinvolte solo in parte nelle scelte del settore e condizionate da fattori di tipo culturale ormai radicati sul territorio, che limitano qualsiasi stimolo verso l\u2019innovazione del comparto stesso.<\/p>\n<p>L\u2019outcome operativo atteso da questa strategie generale, e quindi l\u2019aspettativa di valorizzazione competitiva a discendere dall\u2019adozione dei citati disciplinari di condotta, risiedono nei seguenti fattori, esplicitamente dichiarati nei documenti associativi di elaborazione e formalizzazione dell\u2019iniziativa:<\/p>\n<p>&#8211; Maggiore Reputazione<\/p>\n<p>&#8211; Recupero di Competitivit\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; Ritorno di Immagine<\/p>\n<p>&#8211; Garanzia di Qualit\u00e0 del Prodotto<\/p>\n<p>&#8211; Miglioramento nelle relazioni tra Imprese<\/p>\n<p>&#8211; Miglioramento nei rapporti con tutti gli Stakeolders Territoriali<\/p>\n<p>Il ragionamento e convincimento strategico alla base di questa iniziativa, assume come fondamentale che \u201c<em>lo sviluppo e la crescita duratura della Aziende, non dipendono soltanto dalla dimensione strutturale delle aziende stesse ma, anche dalla capacit\u00e0 dimostrata, di poter e saper interagire con tutto il sistema degli Stakeolders che ruota attorno ad ognuna di esse<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Conclusioni<\/em><\/p>\n<p>Da queste impostazioni si ricava come il caso ASSA sia perfettamente in linea con il trend generale di avvicinamento ed implementazione della CSR alle PMI, in chiave strategica e formalizzata, soprattutto nelle forme condivise a livello associativo (ma forte caratterizzazione settoriale e\/o territoriale a fare da collante e garante dell\u2019affidamento reciproco), come anche nell\u2019integrazione delle politiche di CSR a quelle di innovazione di prodotto e di processo, in uno schema di innovazione complessiva dell\u2019impresa, che da elemento isolato operante secondo schemi e traiettorie \u201cindividualistiche\u201d, si relazione in forme collaborative, condividendo ed organizzando sistemi relazionali pi\u00f9 evoluti e complessi, non esclusivamente limitati alla sfera dell\u2019organizzazione delle catene di produzione e commercializzazione, ma basate essenzialmente sulla condivisione di valori, prospettive e strategie.<\/p>\n<p>Il passaggio fondamentale che le PMI sono tenute oggi a tenere in considerazione ed acquisire nella propria cultura oltre che nella dovuta considerazione, e dunque quello della transizione da un approccio di tipo caritatevole\/filantropico, ad uno di tipo consapevole e parte integrante della stessa strategia d\u2019impresa, che includa cio\u00e8 la CSR come parte fondante dell\u2019agire imprenditoriale nella relazione con l\u2019ambiente economico, sociale e contestuale di riferimento, anche e soprattutto come fattore di sviluppo e valorizzazione competitiva.<\/p>\n<p>In questo processo si valorizza obbligatoriamente il ruolo dell\u2019imprenditore (manager-proprietario) all\u2019interno dell\u2019impresa stessa, che opera come agente efficace (spesso unico) di definizione della strategia aziendale, e quindi anche \u201cchange agent\u201d primario, nel suo ruolo di punto di riferimento per la definizione dei valori aziendali e delle motivazioni profonde che orientano verso la scelta di implementazione di politiche di CSR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Fonte: Indagine Unicredit, 2009-2010, pp.169-170. Elaborazioni su dati della Commissione Europea, SBA Fact Sheets, 2009<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Cfr \u201cLa responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa nel quadro delle \u201clinee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali\u201d &#8211; Un focus sulle piccole e medie imprese \u2013 LUISS \u2013 IPI, 2010<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Cfr Perrini, Tencati, 2009<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0\u201cLa responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa nel quadro delle \u201clinee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali\u201d &#8211; Un focus sulle piccole e medie imprese \u2013 LUISS \u2013 IPI, 2010<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0\u201cLa responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa nel quadro delle \u201clinee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali\u201d &#8211; Un focus sulle piccole e medie imprese \u2013 LUISS \u2013 IPI, 2010<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1056],"fascicolo":[176],"class_list":["post-1887","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-riccardo-balzano","fascicolo-ottobre-2011"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - CSR in Italia e le PMI<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Riccardo Balzano, pubblicato nel numero di Ottobre 2011. 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