{"id":1885,"date":"2011-10-01T12:00:00","date_gmt":"2011-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1885"},"modified":"2026-04-12T12:50:56","modified_gmt":"2026-04-12T10:50:56","slug":"cose-la-csr-e-come-si-sta-evolvendo-suggerimenti-per-possibili-direzioni-di-sviluppo-in-italia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2011\/ottobre\/cose-la-csr-e-come-si-sta-evolvendo-suggerimenti-per-possibili-direzioni-di-sviluppo-in-italia\/","title":{"rendered":"Cos\u2019\u00e8 la CSR e come si sta evolvendo. Suggerimenti per possibili direzioni di sviluppo in Italia"},"content":{"rendered":"<p>La definizione di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa data dal Libro verde dell\u2019Unione Europea (di cui ricorre quest\u2019anno il decennale) fa leva sull\u2019elemento della volontariet\u00e0 delle pratiche che le imprese pongono in atto per aumentare il loro livello di responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale. Rispettare le leggi rientra nei comportamenti dovuti mentre ci\u00f2 che va oltre il rispetto della norma legale attiene alla dimensione della CSR. In realt\u00e0 questa definizione \u00e8 un po\u2019 datata se pensiamo che oggi sempre di pi\u00f9 norme e regolamenti incorporano elementi di responsabilit\u00e0 sociale riducendo lo spazio della volontariet\u00e0 (si pensi ad esempio al contratto di lavoro dei bancari in Italia o alla progressiva integrazione di indicatori di responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale nei bilanci delle imprese secondo quanto previsto dalla Global Reporting Initiative). Preferibile dunque una definizione di sostanza che vede nella responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa una modifica della scala di priorit\u00e0 dell\u2019impresa relativamente ai portatori d\u2019interesse, ovvero il passaggio dal criterio della massimizzazione del valore per gli azionisti a quello di un\u2019attenzione pi\u00f9 bilanciata ed equilibrata verso una pi\u00f9 vasta platea di stakeholders che include i consumatori, i lavoratori, i fornitori, le comunit\u00e0 locali fino ad estendersi alle generazioni future.<\/p>\n<p>In questo senso la CSR intende superare il paradosso della dittatura dell\u2019azionista con tutte le conseguenze negative che essa comporta nel momento in cui l\u2019attenzione prioritaria verso questa categoria di portatori d\u2019interesse entra in conflitto con il benessere di tutti gli altri stakeholders.<\/p>\n<p>Per comprendere nel concreto di cosa parliamo quando ci occupiamo di CSR \u00e8 utile analizzare i criteri di rating utilizzati dalle principali agenzie di valutazione sociale che orientano gli investimenti dei fondi etici sui mercati finanziari (ormai un dollaro su otto della finanza gestita negli Stati Uniti utilizza in qualche modo questi criteri (Ussif, 2010)). I \u201cdomini\u201d della CSR sono la comunit\u00e0 locale (iniziative filantropiche sul territorio), il rapporto con i lavoratori (partecipazione, sicurezza sul lavoro, flessibilit\u00e0 delle modalit\u00e0 di lavoro, ecc.), l\u2019ambiente (effetti diretti ed indiretti della propria attivit\u00e0 industriale sulle emissioni di sostanze nocive e gestione degli scarti della produzione), la tutela della diversit\u00e0 (attenzione alle minoranze o alle categorie deboli in azienda), la qualit\u00e0 del prodotto, l\u2019attenzione ai diritti umani per l\u2019attivit\u00e0 delocalizzata in paesi del sud del mondo e la presenza in settori considerati controversi (diversi a seconda delle scale di valori delle diverse culture di riferimento degli investitori). Da un punto di vista storico sappiamo ormai chiaramente che la crescente enfasi sulla CSR coincide non a caso con la rottura dell\u2019equilibrio dei poteri tra imprese, istituzioni e rappresentanze sindacali portata dalla globalizzazione. Prima dell\u2019integrazione globale dei mercati e dell\u2019abbattimento dei costi e dei tempi di spostamento delle merci senza peso (suoni, immagini, voce, dati, moneta) la quadratura del cerchio tra crescita economica e coesione sociale era assicurata dalla contrattazione tra questi tre poteri e dall\u2019equilibrio tra le loro forze contrattuali su scala nazionale. Con la globalizzazione le imprese sono in grado di muoversi da subito sullo scenario internazionale mentre sindacati ed istituzioni non riescono a fare questo salto. Il loro potere contrattuale si indebolisce pertanto significativamente perch\u00e9, di fronte ad una maggiore richiesta di sostenibilit\u00e0 sociale ed ambientale, le imprese possono far valere l\u2019opzione della delocalizzazione andando a cercare quei paesi che chiedono norme meno severe e riducendo in questo modo i propri costi. E\u2019 dalla constatazione di questo squilibrio di poteri che l\u2019opinione pubblica comincia a chiede alle imprese di prendere coscienza di questo loro aumentato potere e di assumersi direttamente delle responsabilit\u00e0 per contribuire quella \u201cmoderazione sociale ed ambientale\u201d che prima era il contrasto degli interessi e dei poteri ad assicurare. Poich\u00e9 \u00e8 difficile pretendere che \u201ci cavalli si addomestichino da soli\u201d sono i consumatori e i risparmiatori responsabili con il loro voto nel portafoglio a creare per le imprese gli incentivi a muovere in questa direzione.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la pressione dei cittadini responsabili resta parziale e debole \u00e8 fondamentale fare una riflessione pi\u00f9 approfondita sugli incentivi che le imprese hanno ad adottare comportamenti socialmente responsabili guardando con particolare attenzione al caso italiano. Visto da un\u2019altra angolatura il problema \u00e8 se imprenditori benevolenti che intendessero muovere in questa direzione possono permetterselo senza mettere a rischio la sopravvivenza delle loro aziende e dei posti di lavoro (\u00e8 evidente infatti che la risposta \u201cpavloviana\u201d degli imprenditori alla domanda sulla CSR \u00e8 che il loro primo dovere \u00e8 assicurare il mantenimento dei posti di lavoro in un mercato globalizzato che si fa sempre pi\u00f9 competitivo).<\/p>\n<p>Da questo punto di vista lo stato dell\u2019arte degli studi teorici ed empirici sulla CSR ci dice che essa comporta costi certi ma almeno cinque benefici potenziali.<\/p>\n<p>Numerosi studi dimostrano chiaramente che le imprese pi\u00f9 socialmente responsabili corrono meno rischi e sono pi\u00f9 capaci di creare valore nel tempo in modo sostenibile (Becchetti et al. 2007 e 2011). Per almeno cinque motivi. La responsabilit\u00e0 sociale stimola le motivazioni intrinseche e la produttivit\u00e0 dei dipendenti, minimizza i costi di transazione con i portatori d\u2019interesse riducendo i rischi di cause legali (Freeman, 1984), conquista i consensi dei consumatori\/risparmiatori socialmente responsabili disposti anche a pagare qualcosa in pi\u00f9 per il valore sociale\/ambientale del prodotto, pu\u00f2 generare vantaggi competitivi quando anticipa cambiamenti regolamentari ad esempio nel settore dell\u2019efficienza energetica. Infine, \u00e8 fattore chiave della reputazione dell\u2019impresa. Numerosi sono ormai gli studi empirici che suffragano queste ipotesi. Per citarne uno soltanto, Minor dimostra nel 2009 su un campione di 184 notizie di ritiro di prodotti dal mercato che le pi\u00f9 grandi imprese quotate americane con una buona reputazione di responsabilit\u00e0 sociale hanno minori conseguenze negative in borsa risparmiando circa 600 milioni di dollari a testa. Il motivo, spiega l\u2019autore, \u00e8 che gli investitori attribuiscono relativamente alle cause dell\u2019incidente una maggiore probabilit\u00e0 alla casualit\u00e0 piuttosto che alla negligenza dell\u2019impresa quando la stessa si \u00e8 dimostrata nel tempo affidabile dal punto di vista sociale ed ambientale.<\/p>\n<p>Se i benefici sopra indicati esistono quali sono oggi gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di un modello di economia diverso da quello tradizionale a due fasi nel quale le imprese prima creano valore economico senza preoccuparsi delle esternalit\u00e0 sociali ed ambientali negative che possono generare ed in una seconda fase lo stato, il terzo settore o il capitalismo compassionevole si dedica a lenire le ferite generate ? Cosa \u00e8 necessario fare per arrivare ad una \u201cprossima economia\u201d nella quale le imprese adottino l\u2019obiettivo gi\u00e0 integrato di creare valore economico in modo socialmente ed ambientalmente sostenibile divenendo organizzazioni in grado di soddisfare le aspettative di autorealizzazione dei propri dipendenti?<\/p>\n<p>Varie sono le direzioni verso cui \u00e8 necessario muoversi. La prima \u00e8 quella di superare l\u2019attuale anarchia nella rendicontazione sociale nella quale non esistono criteri standard uniformi per la formulazione dei bilanci sociali. Secondo quanto auspicato dalla Global Reporting Initiative \u00e8 necessario passare alla creazione di veri e propri indicatori di bilancio sociali ed ambientali standard che le imprese sono tenute a presentare nell\u2019adempimento dei loro obblighi informativi verso gli azionisti e gli altri stakeholders. Ci\u00f2 al fine di ridurre le asimmetrie informative sulla responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale. E\u2019 ben noto infatti che la qualit\u00e0 sociale di un\u2019impresa non \u00e8 direttamente verificabile dai cittadini attraverso l\u2019esperienza dell\u2019acquisto e della fruizione del prodotto o servizio dell\u2019impresa stessa. Ed \u00e8 proprio questo uno dei problemi che crea oggi un gap significativo tra la disponibilit\u00e0 a pagare per il valore sociale ed ambientale dei prodotti (dichiarata e potenzialmente praticabile) da parte dei cittadini e le effettive quote di consumo e risparmio socialmente responsabile. Il gap pu\u00f2 essere ridotto appunto riducendo le asimmetrie informative e i costi aggiuntivi di ricerca del prodotto \u201cetico\u201d che spesso ha distribuzione meno capillare ed \u00e8 quindi relativamente meno accessibile di quello tradizionale. Da questo punto di vista una seconda iniziativa in grado di migliorare la situazione \u00e8 la nascita di associazioni dotate di ampia rappresentativit\u00e0 (organizzazioni dell\u2019economia civile, associazioni di consumatori, sindacati, associazioni imprenditoriali) in grado di promuovere e stimolare la cultura e le opportunit\u00e0 di \u201cvoto con il portafoglio\u201d dei cittadini responsabili. Uno strumento attraverso il quale questo obiettivo pu\u00f2 realizzarsi \u00e8 la creazione di siti nei quali siano facilmente accessibili le valutazioni di rating sociale delle imprese, siano evidenziati e pubblicizzati esempi di \u201cgenerativit\u00e0\u201d in grado di valorizzare percorsi innovativi delle imprese leader nella responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale e vengano monitorati i percorsi di riconversione alla responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale intrapresi da imprese tradizionali. L\u2019informazione del sito grazie ad i nuovi strumenti informatici pu\u00f2 essere resa accessibile agli Ipad dei consumatori attraverso i codici a barre dei prodotti.<\/p>\n<p>Le istituzioni possono accompagnare significativamente questi processi tenendo conto che la CSR \u00e8 uno strumento formidabile per la riduzione dei costi del welfare per molti motivi facilmente immaginabili. Le direttrici di azione riguardano in questo caso ambiti come quello delle regole per gli appalti e le agevolazioni fiscali per le scelte di responsabilit\u00e0 sociale delle imprese. Sul primo punto assistiamo gi\u00e0 oggi ad una transizione dalla logica insensata del criterio unico del prezzo minimo (che favorisce paradossalmente le imprese illegali che hanno accesso a fonti di finanziamento a costo pi\u00f9 basso) a quello della storia di affidabilit\u00e0 e della reputazione dell\u2019impresa oltre che del punteggio preferenziale per la sua responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale. Il tema delle agevolazioni \u00e8 delicato perch\u00e9 crea differenze tra produttori dello stesso settore ma \u00e8 gi\u00e0 ampiamente praticato se pensiamo al trattamento di favore per le cooperative sociali di tipo B di reinserimento lavoro o le cooperative sociali di tipo A che si occupano di educazione alla mondialit\u00e0 e alla solidariet\u00e0 attraverso iniziative culturali e vendita di prodotti equosolidali. Attraverso queste politiche lo stato riconosce che le imprese socialmente ed ambientalmente responsabili producono non solo valore economico come quelle tradizionali ma anche valori e beni pubblici ottemperando in via sussidiaria ad un compito proprio dello stesso settore pubblico.<\/p>\n<p>Sono infine necessarie politiche fiscali e regolamentari che creino incentivi affinch\u00e8 le aziende adottino condotte sempre pi\u00f9 ambientalmente e socialmente responsabili. Bisogna spostare la tassazione dal lavoro alle esternalit\u00e0 ambientali e sociali negative generate dalle aziende. Spostando ad esempio le tasse sulle automobili dalla cilindrata direttamente alla produzione di CO2 o introducendo generalmente green consumption taxes. Nelle politiche per favorire la CSR va considerata una regola classica fondamentale. Per evitare evasione o elusione bisogna tassare ci\u00f2 che \u00e8 meno mobile. Se si agisce con tasse o regole sulla produzione (ad esempio con una carbon tax) si rischia la delocalizzazione e l\u2019impoverimento della base produttiva nazionale. Se invece si penalizzano i consumatori per l\u2019acquisto di prodotti meno sostenibili dal punto di vista ambientale ed etico si mettono tutte le aziende che desiderano vendere sul nostro mercato sullo stesso piano e non si generano effetti di arbitraggio incentivando le aziende stesse a produrre beni ecologicamente sostenibili. Si pu\u00f2 inoltre ragionare sull\u2019opportunit\u00e0 di introdurre un vincolo che impone alla grande distribuzione di riservare spazi espositivi a prodotti all\u2019avanguardia nella responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale. Le istituzioni che hanno il potere di concedere autorizzazioni commerciali infatti possono stabilire, coordinandosi a livello europeo, che una parte dello spazio va riservata a premiare la CSR.<\/p>\n<p>Concludendo si pu\u00f2 rilevare che lo sviluppo di un modello di impresa socialmente ed ambientalmente sostenibile risponde ad un\u2019esigenza si sostenibilit\u00e0 dei sistemi economici e ad un desiderio profondo dei cittadini che sta progressivamente emergendo. Ai fini della transizione di successo verso un\u2019economia al servizio della persona le regole del gioco per\u00f2 sono fondamentali perch\u00e9, premiando chi si muove nella direzione giusta e disincentivando mosse nella direzione sbagliata possono avere un ruolo decisivo. In questo breve articolo ne abbiamo proposte alcune che ci sembrano particolarmente utili allo scopo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>Becchetti L. Di Giacomo S. Pennacchio D., 2007, la performance delle imprese socialmente responsabili in Alford H. e Compagnoni F. (a cura), Fondare la responsabilit\u00e0 sociale d&#8217;impresa, Citt\u00e0 Nuova, Roma , 2008.<\/p>\n<p>Becchetti L. Ciciretti R. Hasan I., 2011, Corporate Social Responsibility and Shareholder\u2019s Value: An Event Study Analysis,\u00a0<em>FRB of Atlanta Working Paper No. 2007-6 and Journal of Business Research<\/em>\u00a0(forth).<\/p>\n<p>Becchetti L. Bruni L. Zamagni S., 2010, Responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa in \u201cMicroeconomia\u201d (a cura di) Becchetti L. Bruni L. Zamagni S. , Il Mulino.<\/p>\n<p>Freeman R.E., 1984, Strategic Management: a Stakeholder approach,\u00a0<em>Pitman<\/em>, Boston.<\/p>\n<p>Minor. D., 2009, Corporate Social Responsibility as Reputation Insurance: Theory and Evidence. Working Paper. UC Berkeley.<\/p>\n<p>USSIF \u201c2010 Report on Socially Responsible Investing trends in the US\u201d, downloadable at\u00a0<a href=\"http:\/\/ussif.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/ussif.org\/.<\/a><\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1064],"fascicolo":[176],"class_list":["post-1885","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-leonardo-becchetti","fascicolo-ottobre-2011"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Cos\u2019\u00e8 la CSR e come si sta evolvendo. 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