{"id":1822,"date":"2010-10-01T12:00:00","date_gmt":"2010-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1822"},"modified":"2026-04-12T11:56:17","modified_gmt":"2026-04-12T09:56:17","slug":"le-condizioni-di-vita-della-donna-nella-terza-e-quarta-eta-aspetti-bioetici-nellassistenza-socio-sanitaria","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2010\/ottobre\/le-condizioni-di-vita-della-donna-nella-terza-e-quarta-eta-aspetti-bioetici-nellassistenza-socio-sanitaria\/","title":{"rendered":"Le condizioni di vita della donna nella terza e quarta et\u00e0: aspetti bioetici nell\u2019assistenza socio-sanitaria"},"content":{"rendered":"<p>Le donne nella terza e quarta et\u00e0 sono nella popolazione italiana le piu bisognose di \u201ccure\u201d e di \u201ccare\u201d nei prossimi venti anni.<\/p>\n<p>A questa conclusione \u00e8 giunto il Gruppo di Studio sulla equit\u00e0 di accesso alle risorse sanitarie del Comitato Nazionale di Bioetica in base all\u2019analisi delle condizioni psicofisiche e socio-sanitarie della terza e quarta et\u00e0. Il documento \u201cLe condizioni di vita della donna nella terza e quarta et\u00e0: aspetti bioetici nella assistenza socio-sanitaria,\u201d \u00e8 stato varato all\u2019unanimit\u00e0 dal CNB il 18 luglio scorso.<\/p>\n<p>Sono riportati in esso dati che mettono in evidenza l\u2019estrema precariet\u00e0 e debolezza di questa fascia di popolazione, comparata con il genere maschile ed \u00e8 espresso il caldo invito a farsene carico.<\/p>\n<p>Alla luce dei dati ISTAT e CENSIS, riportati nel testo, appare chiara la rilevanza di questo tema. Ne riportiamo alcuni a titolo di esempio, sottolineando fino da ora che le donne con oltre sessantacinque anni di et\u00e0 rappresenteranno nei prossimo trenta anni circa il 25 % di tutta la popolazione italiana: Nel 1990 le donne che raggiungevano i 65 anni avevano una speranza di vita di 19 anni (gli uomini di 15 anni). Oggi (2010) le donne di questa et\u00e0 hanno 22,1 anni di speranza di vita (18,3 gli uomini), e si prevede che nel 2020 tale speranza raggiungera a 65 anni i 23,3 anni per le donne e i 19,4 per gli uomini.<\/p>\n<p>Questi dati gi\u00e0 ci danno l\u2019idea della futura consistenza del gruppo. Ancora di piu se si considera che nel 1990 l\u2019indice di vecchiaia (rapporto fra le persone di oltre 65 anni e quelle al disotto sdei 14 anni) era 80 per gli uomini e 120 per le donne, oggi \u00e8 di 118,5 per gli uomini e 172,6 per le donne, e nel 2020 si prevede sara rispettivamente di 139,5 e 195,6.<\/p>\n<p>Le persone oltre 65 sono oggi 12.085.158 su una popolazione italiana di circa sessanta milioni di abitanti. Di queste, 7.013.040 sono donne e 5.072.118 gli uomini. Fra 20 anni si calcola che le donne \u201cover 65\u201d saranno piu del 20% (piu di 12 milioni di donne) della popolazione italiana, che potra superare con gli immigrati i 63 milioni. Si ritiene poi che le donne che nascono adesso abbiano una aspettativa di vita superiore ai novanta anni. Fra cento anni avremo un numero rilevante di donne centenarie.<\/p>\n<p>La scienza medica \u00e8 stato il principale fattore dell\u2019allungamento della vita umana (innanzitutto con lo sviluppo della neonatologia e della pediatria della prima infanzia, che hanno tagliato massicciamente la mortalita e morbilit\u00e0 infantile, poi con la caduta della mortalit\u00e0 materna per parto, passata in Italia da una donna ogni trecentocinquanta partorienti nel 1936 ad una su diecimila oggi). Grande importanza poi ha avuto il progresso della oncologia e della cardiologia chirurgica e medica nella cura di patologie che rappresentano ancora la maggior causa di morte nella donna anziana. La medicina \u00e8 attualmente impegnata a \u201cdar vita\u201d agli ultimi anni della nostra esistenza, che assorbono gi\u00e0 oggi la parte maggiore delle risorse sanitarie.<\/p>\n<p>Questa fascia di popolazione ha pero ancora grandi problemi sia dal punto di vista fisico-psichico che da quello economico-sociale. Accanto alla incidenza di deficit cognitivi e patologie dell\u2019umore, che incidono molto piu nella donna che nell\u2019uomo, esistono problemi legati alla solitudine, alla vedovanza e ad alte soglie di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Problemi non sufficientemente riconosciuti dalle strutture politiche ed economiche, ma che incidono notevolmente sulle famiglie e sulla difficolt\u00e0 di accesso alle limitate risorse sanitarie e allo scarso impegno di ricerca per migliorare la qualit\u00e0 di vita psichica e relazionale della donna in questa et\u00e0.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019impegno del Comitato Nazionale di Bioetica.<\/p>\n<p>L\u2019attuale Comitato Nazionale di Bioetica (che scadr\u00e0 nel prossimo dicembre) \u00e8 un organo consultivo del Governo, e produce documenti di vario tipo, fornendo pareri che cercano di raccogliere il pensiero dei suoi componenti, che a loro volta si avvalgono oltre che dell\u2019esperienza (ciascuno nella propria disciplina) del confronto fra valori ed idee. E\u2019 un organo che si avvale di componenti appartenenti a varie discipline, con differenti punti di riferimento ideologico e politico.<\/p>\n<p>I documenti quindi sono di per se non definitori e soprattutto non definitivi, ma offrono pareri, materiale di riflessione e di studio, a chi ha il compito di prendere decisioni operative.<\/p>\n<p>I temi discussi non sempre rispondono a specifici quesiti, ma spesso nascono dalla sensibilita dei singoli membri che possono costituire un gruppo per affrontare un determinato argomento, non solo effettuando una ricerca bibliografica accurata, ma anche facendosi aiutare da \u201cesperti\u201d esterni.<\/p>\n<p>Il tema affrontato dal Gruppo \u201cEquit\u00e0 di accesso alle risorse sanitarie\u201d, aveva l\u2019obiettivo di calare le problematiche etiche su temi della vita di tutti i giorni, implicava, cio\u00e8 , da una parte affrontare argomenti di \u201cbioetica del quotidiano\u201d, e dall\u2019altra rispondere alla \u201csete e fame di giustizia\u201d che rappresenta la motivazione dell\u2019impegno politico, nel caso specifico quella che viene oggi definita la \u201cbiopolitica\u201d.<\/p>\n<p>Il documento che ne \u00e8 derivato si differenzia quindi dalla maggior parte dei documenti del CNB su cui si \u00e8 oggi concentrata l\u2019attenzione degli stessi mass-media e che trattano piu spesso temi di \u201cbioetica di frontiera\u201d, ad es. la manipolazione della vita umana all\u2019inizio e alla fine dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cercato cio\u00e8 di vedere quale fascia di popolazione dovesse essere maggiormente presa a carico dalla comunita sociale al fine di poter usufruire delle risorse che la scienza medica e la biopolitica mettono via via a disposizione.<\/p>\n<p>Questo non vuol dire che ad esempio le malattie rare, che interessano relativamente poche persone, non debbano essere al centro dell\u2019attenzione bioetica, ma si vuole anche segnalare come, accanto a programmi scientifici che consentano di debellare via via un crescente numero di patologie, non vengano trascurate situazioni di sofferenza ampiamente diffuse, spesso per mancanza di presa in carico di stati di disabilita gia oggi trattabili.<\/p>\n<p>Un altro punto importante sottolineato dal documento \u00e8 stato quello di tener conto delle varie situazioni in cui si trova ogni singola persona.<\/p>\n<p>Si tratta infatti di valutare lo stato di salute tenendo conto del genere e dell\u2019et\u00e0, ma di porre alla medicina non una metodologia egualitaria di intervento, bensi una specifica attenzione empatica ai reali bisogni di ciascuno, in vista non solo di \u201criparare patologie\u201d, ma di far sentire le persone il piu possibile felici. In questo senso equita non equivale ad uguaglianza.<\/p>\n<p>Basta l\u2019esperienza clinica quotidiana per vedere quale differenze esistano fra un adulto ed un anziano, ad es. osservando nei nostri ospedali ed ambulatori le code per ottenere una visita o le modalita di seguire il consiglio di un medico o le sue prescrizioni farmaceutiche.<\/p>\n<p>Dobbiamo sapere che i deficit di memoria, rilevante nella quarta et\u00e0, sia che interessi nomi propri (compresi quelli dei familiari), date, orari, ecc., fino a difficolta cognitive (le varie forme di dementia), quelli sensoriali (sordit\u00e0, deficit nella vista), o motori (il Parkinson nei suoi vari aspetti), e specialmente i disturbi dell\u2019umore (su cui spicca la depressione), incidono principalmente sulla donna, sulla sua vita relazionale ed affettiva, in modo crescente con l\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Il disfacimento delle coppie, il ritardo nella procreazione, la tendenza al figlio \u201cunico e tardi\u201d, la difficolt\u00e0 economica dei figli di farsi carico degli anziani in eta avanzata e con deficit biologici, aggravano ancor piu ed in modo crescente le problematiche di vita quotidiana nella donna, spesso incapace di \u201cgestire il quotidiano\u201d.<\/p>\n<p>In questo ha giocato fino ad oggi la differenza di eta nel matrimonio e l\u2019aspettativa di vita nettamente inferiore nell\u2019uomo. Cio comporta che per 6-8 anni la donna anziana \u00e8 destinata a vivere sola e, per quanto sia piu mentalmente equipaggiata a gestire questo stato, cio senza dubbio accresce la sua difficolt\u00e0 a \u201cmuoversi\u201d nel sistema sanitario e ad usufruirne secondo i suoi bisogni.<\/p>\n<p>Esiste poi il problema psicologico della solitudine. Attualmente su 7.013.040 donne oltre i 65 anni, quasi la met\u00e0 (3.247.690 ) sono vedove, cui si aggiungono 588.482 nubili e 110.153 divorziate. Le coniugate (3.066.710) ovviamente diminuiscono percentualmente con il passare del tempo. Prolungandosi ulteriormente, la vita, specialmente nelle donne, si verificher\u00e0 un aumento di donne disabili e sole, se l\u2019attuale concezione di vita familiare non sara rafforzata e se non vi saranno interventi specifici da parte della politica socio-sanitaria. Si tenga anche presente che la disabilit\u00e0, secondo una elaborazione del CENSIS dell\u2019anno 2005, colpisce principalmente le donne.<\/p>\n<p>Il \u201cconfinamento individuale\u201d (il ricovero in strutture sanitarie) colpisce dopo i 65 anni 11 donne su 100 (6 uomini), la \u201cdisabilita nelle funzioni\u201d 15 donne su 100 (9 gli uomini), difficolt\u00e0 di movimento 12 donne e 6 uomini, difficolt\u00e0 di vista ed udito 5 donne e 3 uomini.<\/p>\n<p>Anche se patologie croniche, se si eccettuano le malattie cardiache (14,6% negli uomini rispetto al 10,7% nelle donne), l\u2019ulcera gastrica e duodenale (8,3% sull\u2019uomo e 5,9% nelle donne) ed ovviamente la patologia prostatica, sono nettamente superiori nelle donne: osteoporosi (40% nelle donne e 7 nell\u2019uomo), artriti ed artrosi (61% sulle donne contro il 42% negli uomini) patologie che comportano difficolt\u00e0 e dolori nei movimenti, che isolano ulteriormente la donna. L\u201984% delle donne di questa et\u00e0 rispetto al 78% degli uomini denuncia infatti una malattia cronica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 scopo della presente nota dare un contributo statistico, o una sintesi su numerosi studi scientifici di geriatria ed in particolare della ginecologia, oggi ribadita come medicina di genere che abbraccia tutte le stagioni di vita femminile, ma e importante che si richiami l\u2019attenzione sulla donna anziana. Analogamente il contributo del CNB non vuole e non puo essere altro che un documentato grido di allarme, che chiama a raccolta chi si impegna per una maggiore giustizia distributiva in favore dei piu deboli.<\/p>\n<p>Il problema infatti non \u00e8 solo quello di combattere malattie e sofferenze, e di aumentare la durata della vita, adottando tutti gli accorgimenti che la scienza ci offre, ma occorre anche consentire ad ogni persona di usufruirne per \u201cvivere felice\u201d.<\/p>\n<p>Per questo occorre dare agli anziani offerte differenziate, tenendo conto anche che la societa di oggi accresce incertezze, instabilita e conseguente disagio non solo nei giovani.<\/p>\n<p>Altro aspetto importante sottolineato dal documento \u00e8 l\u2019individuazione delle problematiche di ogni singola persona.<\/p>\n<p>Piu avanza l\u2019et\u00e0 si allarga infatti la differenza fra cio che sono i bisogni e le capacita di reagire agli eventi fra una persona e l\u2019altra. Non si puo piu fare in medicina cio che si \u00e8 fatto in economia con la classificazione dei popoli secondo il \u201creddito medio\u201d. Come dice il premio Nobel per l\u2019economia Krugman, se in un bar di New York entra a prendere un caffe Bill Gates, immediatamente il reddito medio del gruppo di persone presenti nel locale sale alle stelle, ma nessuno dei presenti accresce il suo reddito.<\/p>\n<p>Questo esempio ci ripropone il tema della equit\u00e0, e nello stesso tempo la necessita che ci siano strumenti socio-sanitari (il termine \u00e8 di per se ambiguo, dato che la relazione, il rapporto sociale, \u00e8 gi\u00e0 inserito nel termine \u201csanitario\u201d, che implica la salute in senso olistico ) atti a rispondere a bisogni ed a desideri di ciascuno.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero infatti che la felicit\u00e0 non \u00e8 legata, oltre ad un certo livello, all\u2019incremento del guadagno, essa \u00e8 pero spesso legata a \u201cdesiderare cio che gi\u00e0 si possiede\u201d. La societ\u00e0 di oggi \u00e8 ancora legata alla visione dell\u2019homo oeconomicus, in cui si misura il benessere della persona su quanto piu puo consentirsi di aumentare i suoi consumi, e di uno Stato, dall\u2019aumento di produzione.<\/p>\n<p>Tornando pero al tema concreto di \u201ccosa poter fare\u201d per una maggiore equit\u00e0 di accesso alle risorse, il documento in oggetto propone la figura del \u201ccase manager\u201d, all\u2019interno di piani assistenziali individualizzati. Si tratta di sensibilizzare il personale medico e infermieristico ad una medicina che tenga conto oltre che dell\u2019et\u00e0 e del genere, anche della modalit\u00e0 con cui ciascuno si pone rispetto alla ricerca di una vita piu serena e felice, assicurandosi che i servizi si orientino a rispondere all\u2019intera gamma dei bisogni della persona.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo \u00e8 bene si rilevino nuove professioni che facciano da tramite ad esempio deistituzionalizzando gli interventi in favore dei disabili psichici e motori, migliorando i rapporti fra ricoveri e cure familiari e territoriali, aiutando l\u2019anziano sano (non e vero che la vecchiaia sia di per se malattia,\u201dSenectute non ipsa morbus est!\u201d).<\/p>\n<p>La figura del Case Manager prevista nel Piano Nazionale del 2005, come punto di riferimento per i malati soli, non \u00e8 un \u201cservizio alla vecchietta\u201d di stile boy-scout, non \u00e8 una ennesima espressione della burocratizzazione dei servizi agli anziani. Non si sostituisce ne alle reti amicali e parentali, ne si trasforma in una \u201cbadante a ore\u201d, ne pretende di dare chiare direttive sul piano organizzativo, come super-esperto di relazioni umane. E persona che accompagna, che percepisce bisogni e desideri, che aiuta a trovare una strada nell\u2019ingarbugliato mondo dei servizi sanitari.<\/p>\n<p>Il Care Manager \u00e8 quello che Baden Powell indicava ai suoi Capi dei Boy-Scout: \u201cNon siate cartelli indicatori, ma persone che si mettono in cammino a fianco del ragazzo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indicazione che ci da questa relazione \u00e8 quindi un invito ad operare una scelta etica in favore per questa fascia di popolazione, seguendo quanto affermava Amartya Sen sul tenore di vita. Questo dipende da problemi di maturare e sviluppare le\u00a0funzioni (funzioning) e di capacit\u00e0 (capabilities) e non \u00e8 un problema di opulenza, di utilit\u00e0 e di possesso di merci.<\/p>\n<p>Certo, la mancanza di alcuni beni economici fondamentali compromette la fioritura dell\u2019esistenza umana (life flourishing). In loro assenza la miseria impedisce di essere liberi (nel concetto marxista di liberta dai bisogni), ma risolto questo, esistono beni relazionali che, specialmente nell\u2019anziano, danno senso alla sua esistenza e soprattutto al gusto di vivere e sperare.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1116],"fascicolo":[163],"class_list":["post-1822","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-romano-forleo","fascicolo-ottobre-2010"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Le condizioni di vita della donna nella terza e quarta et\u00e0: aspetti bioetici nell\u2019assistenza socio-sanitaria<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Romano Forleo, pubblicato nel numero di Ottobre 2010. 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