{"id":1805,"date":"2010-06-01T12:00:00","date_gmt":"2010-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1805"},"modified":"2026-04-12T12:20:14","modified_gmt":"2026-04-12T10:20:14","slug":"persona-e-impresa-una-cammino-comune-di-felicita","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2010\/giugno\/persona-e-impresa-una-cammino-comune-di-felicita\/","title":{"rendered":"Persona e Impresa: una Cammino Comune di Felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019economia consumistica vive del ricambio delle merci, e prospera quanto pi\u00f9 cresce la quantit\u00e0 di denaro che passa di mano. Il denaro passa di mano ogni volta che i prodotti di consumo vengono trasportati alla discarica. Di conseguenza, in una societ\u00e0 di consumatori la ricerca della felicit\u00e0 passa normalmente dalla centralit\u00e0 accordata al fabbricare o acquistare le cose alla centralit\u00e0 accordata allo smaltire le cose: e cosi dev\u2019essere se si vuole che il prodotto interno lordo continui a crescere<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>Il presente contributo desidera raccontare brevemente un lungo lavoro di ricerca<sup>2<\/sup>, teso ad indagare il rapporto tra la vita delle imprese e la felicit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>La partenza \u00e8: che cosa \u00e8 la felicit\u00e0 ? Come \u00e8 possibile rendersi conto leggendo qualsiasi contributo a proposito, \u00e8 praticamente impossibile definire tale stato; si pu\u00f2, per\u00f2, pensare che sia pi\u00f9 facile indicare chi sia un uomo felice: egli \u00e8 colui che percepisce di avere portato alla pienezza maggiore e possibile la sua umanit\u00e0 . Per parlare di felicit\u00e0 , quindi, occorre capire quale sia l\u2019uomo che abbiamo presente. Il paradigma che abbiamo tenuto presente in questa ricerca \u00e8 la persona: l\u2019uomo \u00e8 persona, cio\u00e8 un soggetto che si vede plasmato dalle sue scelte, dalle relazioni e dalla storia in cui vive.<\/p>\n<p>Ci dobbiamo chiedere se oggi la societ\u00e0 aiuti a costruire persone felici. La promessa di felicit\u00e0 non \u00e8 mai stata cosi diffusa nella storia dell\u2019umanit\u00e0 come oggi; la si incontra ad ogni angolo della strada; ma approfonditi studi affermano che questa promessa \u00e8 disattesa. Come la citazione di apertura suggerisce, l\u2019uomo che viene proiettato a smaltire pi\u00f9 che a fabbricare o acquistare \u00e8 frutto della societ\u00e0 dei consumatori che cresce rigogliosa finch\u00e9 riesce a rendere perpetua la non-soddisfazione dei suoi membri, e dunque la loro infelicit\u00e0 , per usare il suo stesso termine<sup>3<\/sup>. Infatti, questa struttura distrugge i due elementi portanti della persona: le relazioni<sup>4<\/sup>. e il rapporto con il tempo<sup>5<\/sup>. , inteso come storia che porta a pienezza l\u2019uomo e il suo progetto strutturale.<\/p>\n<p>La vita delle imprese mostra le stesse lacune; l\u2019impostazione neoliberista della scuola di Chicago, paradigma che ha governato il panorama manageriale sia a livello teorico che a livello pratico, impone all\u2019impresa di pensare solo alla crescita del suo valore (cio\u00e8 alla crescita del valore delle sue azioni) nel breve periodo; la storia delle crisi che hanno toccato l\u2019economia mondiale in modo sempre pi\u00f9 grave fino a quella attuale, ci dimostra che questo approccio \u00e8 perdente. L\u2019impresa deve coltivare le relazioni con i propri stakeholder (portatori di interesse) e deve creare ricchezza stabile per il lungo periodo; cio\u00e8, curare le relazioni e abitare responsabilmente la storia.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il vedere della ricerca. Dobbiamo passare al giudicare. Le fonti studiate nella nostra ricerca sono state la scrittura e il magistero sociale della Chiesa. Nella Bibbia ci siamo concentrati sull\u2019opera lucana, individuando una pagina in particolare molto significativa. Nella parabola comunemente chiamata Il ricco epulone e il povero Lazzaro, viene raccontata una profondissima mancanza di giustizia proprio nell\u2019uso dei beni. Ma la prospettiva di fondo che pu\u00f2 essere sottolineata \u00e8 che tutto questo avviene per una mancanza di attenzione alla fraternit\u00e0 . Dal luogo dove si trova il ricco, Abramo viene chiamato per tre volte padre, senza che questi rifiuti tale appellativo. Se colui che banchettava lautamente avesse guardato al povero come a un fratello, adesso non sarebbe nei tormenti e si potrebbero salvare anche i suoi fratelli di sangue.<\/p>\n<p>Nel magistero sociale, abbiamo seguito una pista molto feconda: in molte occasioni i papi, nelle loro encicliche, prospettano la vita dell\u2019economia e delle aziende come una vita di famiglia, dove, appunto possa essere coltivata la fraternit\u00e0 . Il percorso si \u00e8 compiuto nell\u2019ultima enciclica sociale, la Caritas in Veritate, dove Benedetto XVI propone le parole carit\u00e0 , gratuit\u00e0 e fraternit\u00e0 come centrali per ridefinire la vita dell\u2019economia e per ricostruirne il fondamento etico, a partire dal mercato, inteso come luogo di incontro di persone dove vivere forme di solidariet\u00e0 e fiducia reciproca.<\/p>\n<p>A partire da queste indicazioni c\u2019\u00e8 bisogno di delineare una nuova antropologia che possa davvero far uscire il mondo delle aziende dalla crisi in cui \u00e8 piombato. La prospettiva, come gi\u00e0 sottolineato da approfonditi studi<sup>6<\/sup>\u00a0, pu\u00f2 essere trovata nella scuola napoletana del \u2018700, in particolare nell\u2019opera di Antonio Genovesi. Secondo questo studioso, l\u2019uomo si caratterizza essenzialmente per la reciprocit\u00e0 e il mercato pu\u00f2 essere il luogo della mutua assistenza, purch\u00e8 venga coltivata una virt\u00f9 essenziale: la fede pubblica, cio\u00e8 la percezione certa che la vita delle persone in una societ\u00e0 \u00e8 una vita legata alla vita degli altri e che ognuno dipende sempre dall\u2019altro: l\u2019esito decisivo di tutto questo \u00e8 che la felicit\u00e0 ha una natura assolutamente relazionale e nasce principalmente dal far felici gli altri. E\u2019 un passaggio antropologico molto importante, perch\u00e8 prende una via radicalmente diversa da quella iniziata da Adam Smith che vedeva l\u2019uomo come caratterizzato dalla propensione a scambiare beni e oggetti. In questa attivit\u00e0 l\u2019individuo deve essere protetto dalla forza e dalla prepotenza dell\u2019altro; per questo il mercato diviene il luogo dove difendersi dal volto del vicino. Per Smith la relazionalit\u00e0 non trova spazio nel mercato, ma solo nella vita privata.<\/p>\n<p>Inoltre va sottolineato come le ricerche attorno al cosiddetto paradosso della felicit\u00e0 mostrano che la qualit\u00e0 della vita relazionale genuina (nel senso di non-strumentale) \u00e8 quella che pi\u00f9 pesa (anche rispetto al reddito) nella stima del benessere soggettivo delle persone<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019uomo nuovo capace di sostituire l\u2019homo oeconomicus<sup>8<\/sup>. deve essere essenzialmente un uomo relazionale.<\/p>\n<p>Questa conclusiva acquisizione ci consente di passare all\u2019agire: desideriamo proporre un modello di vita e di studio dell\u2019impresa che tenga conto di tale prospettiva. Certamente sono da tenere positivamente in conto due grandi approcci che la business ethics propone: la responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019impresa<sup>9<\/sup>. e la Stakeholder Theory<sup>10<\/sup>. , elaborata in particolare da E. Freeman. Rimandiamo agli studi specifici per una riflessione approfondita. Ci\u00f2 che ci preme sottolineare \u00e8 che sono narrazioni della vita delle aziende capaci di studiare l\u2019impatto delle scelte dell\u2019azienda sulla struttura relazionale delle persone, e quindi sulla capacit\u00e0 del mondo produttivo di creare felicit\u00e0 .<\/p>\n<p>Vorremmo, per\u00f2, presentare un modello ancora pi\u00f9 radicale. La strada che si propone \u00e8 il personalismo<sup>11<\/sup>. Abbiamo mostrato come il deficit antropologico si rifletta sulle aziende. E\u2019 lecito, quindi, domandare conto all\u2019impresa nel suo complesso delle scelte operate e si pu\u00f2 evidenziare come le scelte stesse costruiscano in un modo preciso la vita, la vocazione, l\u2019identit\u00e0 della stessa, in un processo che vede l\u2019impresa nascere, crescere e confrontarsi con un ambiente in una storia determinata. La nostra ricerca ha, cosi, costruito un modello, definito Personalismo aziendale, che vuol leggere la storia e le relazioni che l\u2019impresa vive e sa costruire come fondanti. Abbiamo, cosi, letto l\u2019opera di Mounier come se parlasse dell\u2019impresa, che via via cresce e si autocomprende con i sette passaggi proposti dal filosofo francese<sup>12<\/sup>. Il guadagno essenziale che si \u00e8 ottenuto \u00e8 poter guardare all\u2019impresa come parte di un mondo molto pi\u00f9 grande di lei, e che essa stessa contribuisce a costruire. L\u2019universo edificato insieme agli altri attori contribuir\u00e0 a delineare le strutture portanti dell\u2019impresa, in una dinamica in cui ognuno coopera a svelare e plasmare il volto dell\u2019altro. La solidariet\u00e0 con l\u2019ambiente che la\u00a0circonda \u00e8 decisiva per la crescita, lo sviluppo e l\u2019autocomprensione dell\u2019impresa.<\/p>\n<p>La soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 stata verificare sul campo la validit\u00e0 di tale modello: lo studio di tre casi ha permesso di evidenziare come il Personalismo aziendale aiuta a valutare l\u2019eticit\u00e0 o dell\u2019impresa nel suo complesso o di una sua scelta particolare o dell\u2019agire dell\u2019imprenditore.<\/p>\n<p>NOTE:<\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Z. BAUMAN,\u00a0<em>L\u2019etica in un mondo di consumatori<\/em>, Editori Laterza, 2010, pag. 119.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Si tratta delle tesi di dottorato in Sacra Teologia discussa presso la FTER, il 16 Aprile 2010, dal titolo\u00a0<em>Felicit\u00e0 e strategie d\u2019impresa. Persona, relazionalit\u00e0 e d etica d\u2019impresa<\/em>, in attesa di pubblicazione. Il metodo seguito \u00e8 il classico vedere, giudicare, agire.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Z. BAUMAN,<em>\u00a0Consumo, dunque sono<\/em>, Editori Laterza, 2010, pag. 59.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Il mondo dello smaltire \u00e8 il mondo dell\u2019accentuazione smodata dell\u2019individuo e delle sue presunte esigenze; i legami stessi sono il primo bene che si deve essere sempre in grado di smaltire. Per questo Bauman parla di societ\u00e0 liquida.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Il processo di smaltimento richiede di potersi concentrare solo sull\u2019adesso, perch\u00e9 tra un attimo ci\u00f2 che abbiamo non ci sar\u00e0 pi\u00f9.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Mi riferisco in particolare a L. BRUNI,\u00a0<em>La ferita dell\u2019altro. Economia e relazioni umane<\/em>, Il Margine, 2007.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0L. BRUNI,<em>\u00a0La ferita dell\u2019altro. Economia e relazioni umane<\/em>, Il Margine, 2007, pag. 129.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0In letteratura l\u2019homo oeconomicus ha due essenziali caratteristiche: \u00e8 un individuo centrato sulla propria autorealizzazione, sul proprio interesse; ed \u00e8 un individuo che opera sul mercato luogo di puro e impersonale incontro tra domanda e offerta, senza possibilit\u00e0 di tener conto dell\u2019incontro con l\u2019altro (cfr . F. FILIBERTI,\u00a0<em>L\u2019homo oeconomicus, in Povert\u00e0 e mercato globale<\/em>, a cura di F. FILIBERTI, Pardes Edizioni, 2004, pag. 77-79. Per una descrizione dell\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>\u00a0cfr. anche I. SANNA,\u00a0<em>L\u2019identit\u00e0 aperta<\/em>, pag. 101 e ss., Queriniana, 2006.)<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0Cfr. ad esempio L. SACCONI (a cura di),\u00a0<em>Guida critica alla responsabilit\u00e0 sociale e al governo d\u2019impresa<\/em>, Bancaria Editrice, 2005.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0Cfr. ad esempio il contributo iniziale di tale autore: R.E. FREEMAN, D.R. GILBERT,\u00a0<em>Strategic management. A Stakeholder Approach<\/em>, Pitman, Marshfield, 1988<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0Prendiamo come testo di riferimento E. MOUNIER,\u00a0<em>Il personalismo<\/em>, Ave, Sesta edizione, 1980.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0Cfr E. MOUNIER, Il personalismo, Ave, Sesta edizione, 1980, il cui primo capitolo ha come titolo\u00a0<em>Le strutture dell\u2019universo personale<\/em>\u00a0con sette paragrafi:<br \/>\n1. L\u2019esistenza incorporata.<br \/>\n2. La comunicazione.<br \/>\n3. La conversione intima.<br \/>\n4. L\u2019affrontare.<br \/>\n5. Liberta sotto condizione.<br \/>\n6. La dignit\u00e0 suprema.<br \/>\n7. L\u2019impegno.<br \/>\nE\u2019 interessante notare come i sette passaggi siano alternativamente uno interno e uno esterno, fino ad arrivare alla scelta finale, all\u2019impegno.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[937],"fascicolo":[159],"class_list":["post-1805","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-matteo-prodi","fascicolo-giugno-2010"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Persona e Impresa: una Cammino Comune di Felicit\u00e0<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Matteo Prodi, pubblicato nel numero di Giugno 2010. 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