{"id":1748,"date":"2009-10-01T12:00:00","date_gmt":"2009-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1748"},"modified":"2026-04-12T11:10:58","modified_gmt":"2026-04-12T09:10:58","slug":"il-concetto-di-sviluppo-umano-integrale-dalla-populorum-progressio-alla-caritas-in-veritate","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2009\/ottobre\/il-concetto-di-sviluppo-umano-integrale-dalla-populorum-progressio-alla-caritas-in-veritate\/","title":{"rendered":"Il Concetto di Sviluppo Umano integrale dalla Populorum Progressio alla Caritas in Veritate"},"content":{"rendered":"<p>Il tema dello sviluppo \u00e8 centrale nella dottrina sociale della Chiesa; l\u2019ultima Enciclica di papa Benedetto XVI riprende e arricchisce il concetto a partire proprio da quella prospettiva offerta inizialmente sull\u2019argomento, ad oltre quaranta anni dalla sua pubblicazione, da Paolo VI nella\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>. Prospettiva ripresa nel 1987, a venti anni dalla sua pubblicazione, da papa Giovanni Paolo II nella\u00a0<em>Sollecitudo Rei Socialis<\/em>. Per approfondire la comprensione dell\u2019argomento e sottolineare le principali novit\u00e0 apportate da papa Benedetto con la\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>, siamo partiti dalla sottolineare i concetti pi\u00f9 rilevanti presenti nelle due encicliche. L\u2019analisi e stata condotta mettendo a confronto le occorrenze principali presenti nelle encicliche, da cui emerge un confronto che sottolinea ed evidenzia i punti principali che sono stati oggetto di riflessione e di approfondimento, nella definizione del concetto di sviluppo e della sua evoluzione storica.<\/p>\n<p>Nella tabella sottostante riportiamo i valori assoluti delle principali nozioni occorrenti nei due testi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine.gif\" alt=\"Immagine\" \/><\/p>\n<p>Il confronto semantico dei termini pi\u00f9 frequenti evidenzia e conferma la centralit\u00e0 del tema dello sviluppo nelle due encicliche, ma mentre nella\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>\u00a0lo sviluppo \u00e8 sostanzialmente una riflessione intorno al progresso dei popoli ed e in prima istanza sostanzialmente uno\u00a0<em>sviluppo solidale<\/em>\u00a0(qualifica pi\u00f9 ricorrente nell\u2019enciclica), nella\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>\u00a0lo sviluppo \u00e8 incentrato invece sulla persona umana e la qualifica pi\u00f9 ricorrente \u00e8 quella di\u00a0<em>sviluppo umano<\/em>. Questa specifica sostanzia la differenza d\u2019approccio nel trattare il concetto all\u2019interno dei due testi magisteriali \u2013 differenza che indubbiamente risente del periodo storico in cui sono state redatte. E\u2019 necessario allora prima di affrontare il tema procedere ad un breve inquadramento, per descrivere l\u2019ambiente in cui il pensiero papale e giunto a maturazione.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni \u201960 erano gi\u00e0 evidenti i primi segnali di un grosso processo di transizione che l\u2019umanit\u00e0 stava attraversando; Paolo VI colse questi segnali per offrire al mondo un orientamento sui cambiamenti e sui processi di crescita in atto in diverse realt\u00e0. Il mondo giovanile dell\u2019occidente era fortemente impegnato nel movimento sociale e politico di affrancamento da ogni forma di autorit\u00e0, in nome di una maggiore uguaglianza; in Cina si era alle prese con la rivoluzione culturale, mentre gli Stati Uniti erano impegnati nel conflitto bellico con il Vietnam; il processo di decolonizzazione era ormai avviato in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Si profila cosi un periodo storico caratterizzato da un profondo fermento che attraversa le societ\u00e0, i popoli, i governi in direzioni diverse. Papa Paolo VI colse questo desiderio di cambiamento e propose al mondo la dottrina della Chiesa in campo sociale. Partendo dall\u2019analisi della drammatica situazione in cui imperversavano i popoli poveri, l\u2019ingiustizia intollerabile nelle differenze di ricchezza tra paesi, la richiesta d\u2019indipendenza nazionale e di liberta politica sempre crescente, prospetto cosi al mondo di percorrere la strada verso un umanesimo pi\u00f9 aperto e sensibile ai valori dello spirito e di Dio, un umanesimo plenario e integrale che avesse al centro, lo sviluppo di tutto l\u2019uomo e di tutti gli uomini. Pose cosi il fondamento per un concetto nuovo nella dottrina sociale della Chiesa, da non ridurre al semplice progresso o alla semplice crescita in termini materiali ed economici.<\/p>\n<p>La prospettiva centrale fu chiaramente lo\u00a0<em>sviluppo solidale<\/em>\u00a0dei popoli, il cui punto nevralgico, in un approccio induttivo, era proprio la riscoperta di un umanesimo trascendente, capace di rimettere al centro il vero senso della vita umana, anche nella sua dimensione spirituale e di attivare una crescita del senso sociale di fraternit\u00e0 tra i popoli, necessaria per superare le diffidenze e le paure legate ai precedenti rapporti di dipendenza coloniale; e questo soprattutto riscoprendo il valore della solidarieta tra le nazioni.<\/p>\n<p>Il contesto sociale del rapporto tra i popoli \u00e8 avvertito infatti come un elemento forte e predominante in una prospettiva che tuttavia si apre ponendo le basi al concetto fondamentale dello<em>\u00a0sviluppo umano integrale<\/em>.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>\u00a0matura dentro un contesto caratterizzato da tensioni e prospettive totalmente diverse rispetto a quelle che si ponevano alla fine degli anni \u201960; molti squilibri strutturali, malgrado le tante politiche e azioni intraprese al livello internazionale permangono, se non si sono ulteriormente aggravati \u2013 le dichiarazioni contro la poverta, la fame e lo sfruttamento restano cosi denunce centrali nell\u2019Enciclica. Il contesto ambientale di riferimento \u00e8 radicalmente mutato, l\u2019interdipendenza planetaria, i nuovi mezzi di comunicazione sociale, il fenomeno della globalizzazione, l\u2019incapacit\u00e0 crescente delle politiche a far fronte a problemi la cui genesi si colloca sempre di pi\u00f9 in ambiti che sfuggono alle competenze e ai poteri pubblici locali. La crisi finanziaria che coinvolge i principali istituti monetari e creditizi riverbera i suoi effetti sull\u2019economia reale; l\u2019uomo sempre pi\u00f9 cosciente di vivere e dipendere da processi planetari, sembra smarrire sempre pi\u00f9 la fiducia nella reale possibilit\u00e0 di cambiare le cose, ma anche nel senso profondo del suo esistere, del suo cammino e della sua storia. L\u2019Enciclica si rivolge sostanzialmente all\u2019uomo concreto, e non principalmente ai popoli come nella\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>. Ed e proprio su quest\u2019aspetto che Benedetto XVI pone il maggior accento, pone la vera novit\u00e0 nell\u2019approfondire il concetto di sviluppo verso una direzione in cui la centralit\u00e0 e posta proprio sulla dimensione umana, da cui deriva che principalmente lo sviluppo e sempre uno sviluppo\u00a0<em>umano<\/em>, quindi anche\u00a0<em>integrale<\/em>, poi anche\u00a0<em>solidale<\/em>\u00a0e\u00a0<em>plenario<\/em>. Per questo si rileva come oggi \u201c<em>la questione sociale \u00e8 diventata radicalmente questione antropologica<\/em>\u201d (n. 75); per questo di fronte all\u2019uomo concreto e ai suoi problemi, le ideologie, i concetti astratti di qualsiasi colore politico passano in secondo piano; il problema infatti non \u00e8 solo il liberalismo, il socialismo, l\u2019ecologismo, il capitalismo, ma la questione relativa alla verit\u00e0 sull\u2019uomo per non cadere in visioni empiristiche, pragmatiche e totalmente sganciate dai valori: \u201c<em>La fedelt\u00e0 all\u2019uomo esige la fedelt\u00e0 alla verit\u00e0 che, sola, \u00e8 garanzia di liberta (cfr Gv 8, 32) e della possibilit\u00e0 di uno sviluppo umano integrale<\/em>.\u201d (n. 8).<\/p>\n<p>La verit\u00e0 come rileva l\u2019Enciclica \u00e8 data, si riceve, non si produce e permette di dare senso pieno alla carit\u00e0, salvandola dal sentimentalismo, dall\u2019emotivismo, dall\u2019abuso di contenuti legati troppo spesso alle contingenze del momento o del contesto; perch\u00e8 solo nella verit\u00e0 la carit\u00e0 riesce ad essere piena espressione di quella \u201c<em>fede nel Dio biblico, che \u00e8 insieme \u00abAgape\u00bb e \u00abLogos\u00bb: Carit\u00e0 e Verit\u00e0, Amore e Parola<\/em>\u201d (n.3). Per questo il Papa sottolinea come l\u2019unica prospettiva possibile per orientare lo sviluppo nella complessit\u00e0 del reale sta proprio nel considerare la carit\u00e0 nella verit\u00e0 come \u201c<em>la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell\u2019umanit\u00e0<\/em>.\u201d (n. 1). Questa realt\u00e0 che ha un nome ed un volto: e si compie pienamente nella persona di Cristo, ciascuno puo trovare il proprio bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, e aderendo a questa Verit\u00e0, afferma il Papa, si perviene alla libert\u00e0.<\/p>\n<p>Questa centralit\u00e0 posto sullo sviluppo dell\u2019uomo invita chiaramente ad una riflessione teorica e pragmatica che tenga conto dell\u2019importanza dell\u2019interdisciplinariet\u00e0, delle interconnessioni molteplici legate a dimensioni che pur restando centrali per la persona umana si estendono per\u00f2 su confini che vanno dai temi legati alla bioetica, ai diritti umani, all\u2019ecologia, alla cultura, all\u2019economia, alla politica e a tanto altro (cfr. n. 30).<\/p>\n<p>Il concetto di\u00a0<em>sviluppo umano integrale<\/em>\u00a0\u00e8 quindi un concetto complesso che non pu\u00f2 essere risolto pero dalla sola analisi tecnica e scientifica dei problemi, ma chiede di essere sempre orientato e illuminato dalla quella forza propulsiva che papa Benedetto XVI chiama \u201c<em>carit\u00e0 nella verit\u00e0<\/em>\u201d (cfr. n.77). Per questo non si pu\u00f2 ridurre il pensiero sociale presente nella Caritas in Veritate ne come l\u2019applicazione deduttiva di principi da recepire per orientare l\u2019azione dell\u2019uomo nel concreto, ne come espressione solo induttiva scaturente dalle problematiche attuali dell\u2019umanit\u00e0, ma \u00e8 qualcosa che invece scaturisce soprattutto dall\u2019accoglienza del principio di gratuita come un dono che si riceve, che non si impone mai, e chiede soltanto di essere accolto come una forza che ha in se la capacit\u00e0 di generare e di orientare il cammino dell\u2019uomo verso l\u2019unit\u00e0 e la fraternit\u00e0. Per questo si afferma che \u201c<em>la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall\u2019esterno e, dall\u2019altro, che lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuit\u00e0 come espressione di fraternit\u00e0<\/em>\u201d (n. 34).<\/p>\n<p>Per comprendere il concetto di sviluppo nella\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>\u00a0e nella<em>\u00a0Caritas in Veritate<\/em>, si sono costruite delle mappe che pongono in relazione i principali termini presenti nelle due encicliche riconducibili proprio all\u2019idea di sviluppo; si sono portati in evidenza i principali legami esistenti tra di essi, in base alle ricorrenze quantitative e si e rappresentata graficamente l\u2019idea di sviluppo all\u2019interno di uno schema. Questo schema pur non potendo essere esaustivo, riesce a sintetizzare ed evidenziare gli orientamenti principali sottesi all\u2019idea. La rappresentazione grafica nella forma della mappe concettuali permette inoltre di rappresentare l\u2019idea di sviluppo e le sue maggiori implicazioni che ne derivano, consente cosi di cogliere non solo le fasi di evoluzione e di approfondimento delle due encicliche sociali, ma anche l\u2019importanza che il concetto di sviluppo pu\u00f2 avere per la dottrina sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Da un primo sguardo sulla mappa concettuale della\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>\u00a0si evince come i concetti portanti che ruotano attorno all\u2019idea di sviluppo riguardano i termini di\u00a0<em>sviluppo, popoli, uomini, mondo, vita<\/em>\u00a0(dati gi\u00e0 sopra riportati) \u2013 nella mappa concettuale sono messi in relazione in modo da evidenziare le principali connessioni esistenti tra di loro.<\/p>\n<p>Un primo aspetto che emerge \u00e8 legato all\u2019evidenza che l\u2019Enciclica pone sul fatto che lo sviluppo non \u00e8 mai semplice crescita economica, ma crescita di \u201c<em>ogni uomo e di tutto l\u2019uomo<\/em>\u201d (n. 14) \u2013 questo soltanto pu\u00f2 essere definito come vero sviluppo integrale. Ne deriva che la crescita personale dell\u2019uomo, \u00e8 crescita anche in ambito spirituale e soltanto questa pu\u00f2 aprire e orientare l\u2019uomo a Dio: \u201c<em>l&#8217;uomo accede a una dimensione nuova, a un umanesimo trascendente, che gli conferisce la sua pi\u00f9 grande pienezza: questa \u00e8 la finalit\u00e0 suprema dello sviluppo personale<\/em>.\u201d (n. 16). Accogliere la chiamata di Dio significa sostanzialmente riconoscersi come figli come facenti parte di un\u2019umanit\u00e0 intera che \u00e8 sostanzialmente unica di fronte a Dio, come unica e la famiglia umana (cfr. n. 17) . E\u2019 la chiamata cosi ad una vita \u201c<em>pi\u00f9 umana<\/em>\u201d che si esprime a partire principalmente dalle relazioni coniugali, familiari e sociali. Il nuovo umanesimo si sostanzia cosi per condizioni di vita piu umane che sono alla base di un agire responsabile dell\u2019uomo all\u2019interno della coppia, nelle decisioni sulla procreazione (cfr. n.37), in tutto ci\u00f2 che rende la famiglia luogo d\u2019incontro e di sostegno intergenerazionale (cfr. n. 36), fino ad estendersi al generale rispetto dei diritti delle persone, tra i popoli ed in ogni ambito della vita sociale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine2.gif\" alt=\"Immagine2\" \/><\/p>\n<p>La vita resa pi\u00f9 umana \u00e8 il fattore principale di una crescit\u00e0 che non si pu\u00f2 ridurre al solo livello economico, ma \u00e8 crescit\u00e0 sociale, spirituale e morale di ogni uomo (cfr. n. 19). La crescit\u00e0 economica, sociale, spirituale si sostanzia quindi in un progresso capace di portare allo sviluppo vero dell\u2019uomo e dei popoli, progresso che passa in prima istanza attraverso l\u2019educazione di base (es. alfabetizzazione): l\u2019istruzione e cosi il primo obiettivo dello sviluppo afferma papa Paolo VI (cfr. n. 35), attraverso il progresso morale e sociale dell\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>La maturazione dell\u2019uomo e dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 segnata anche dalla crescit\u00e0 del senso di fraternit\u00e0, in particolare da parte dei pi\u00f9 ricchi, favoriti in modo maggiore dalla crescit\u00e0 economica e tecnica (cfr. n. 44); a questi \u00e8 chiesto l\u2019assunzione di una maggiore responsabilit\u00e0 nei doveri di solidariet\u00e0, di giustizia sociale e di carit\u00e0. Responsabilit\u00e0 che si comporta di fatto una restituzione delle risorse eccedenti e superflue a favore dei paesi pi\u00f9 poveri, l\u2019avvio di relazioni commerciali pi\u00f9 eque che consentano di superare le forme di dipendenze del colonialismo e del neo-coloniasmo, elementi necessari per porre le basi per una promozione che abbracci tutti i popoli come membri di una unica famiglia umana. Non ci puo essere sviluppo quindi se non cresce tale sensibilit\u00e0 e non si diffonde la concezione che guarda il mondo, non come contrapposizione di nazione e di popoli, ma come unica famiglia umana. Questo processo \u00e8 in grado di generare la pace tra le culture e le civilt\u00e0 e permettere di conseguenza la crescita economica e il progresso sociale e morale, senza il quale non c\u2019\u00e8 lo sviluppo dell\u2019uomo, di tutto l\u2019uomo, di ogni uomo, non c\u2019\u00e8 quindi uno sviluppo che possa dirsi integrale.<\/p>\n<p>A seguire riportiamo le ricorrenze di alcuni termini relativi ai valori trattati, ai principi della dottrina sociale della Chiesa e ai problemi principali denunciati e trattati nell\u2019Enciclica.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Valori Principali<\/strong><\/p>\n<p>pace 21<\/p>\n<p>carit\u00e0\/amore 19<\/p>\n<p>giustizia 17<\/p>\n<p>vero\/verit\u00e0 14<\/p>\n<p>fraternit\u00e0 14<\/p>\n<p>libert\u00e0 10<\/p>\n<p>speranza 6<\/p>\n<p>amicizia 5<\/td>\n<td><strong>Principi della Dsc<\/strong><\/p>\n<p>solidariet\u00e0 23<\/p>\n<p>uguaglianza\/equit\u00e0 6<\/p>\n<p>bene comune 5<\/p>\n<p>diritti umani 4<\/p>\n<p>partecipazione 2<\/p>\n<p>dest. univers. beni 2<\/td>\n<td><strong>Problemi Principali<\/strong><\/p>\n<p>povert\u00e0 25<\/p>\n<p>fame 11<\/p>\n<p>colonialismo 7<\/p>\n<p>violenza 5<\/p>\n<p>squilibrio\/i 5<\/p>\n<p>conflitti\/guerra 4<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine4.gif\" alt=\"Immagine4\" \/><\/p>\n<p>Analizzando la mappa concettuale della\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>\u00a0emergono dimensioni concettuali portanti che ruotano attorno ai termini di\u00a0<em>sviluppo, uomo, sociale, verit\u00e0, carit\u00e0, vita, Dio<\/em>. Come gi\u00e0 sopra evidenziato \u00e8 un\u2019Enciclica rivolta ai paesi del mondo ma soprattutto all\u2019uomo concreto. Lo sviluppo non \u00e8 possibile senza Dio: \u201c<em>Dio \u00e8 il vero garante dello sviluppo dell\u2019uomo<\/em>\u201d (n. 29); questo \u00e8 il punto nevralgico, il punto d\u2019inizio dell\u2019impianto della\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>. Dio \u00e8 carit\u00e0 nella verit\u00e0, dalla carit\u00e0 di Dio, afferma papa Benedetto, proviene tutto, tutto prende forma e tutto nel suo divenire storico tende ad essa. Il punto fondamentale ed innovativo sta nel fatto che questa carit\u00e0 deve essere prima compresa, e poi \u201c<em>avvalorata e praticata nella luce della verit\u00e0<\/em>.\u201d (n. 2). Un sviluppo che non affronti i problemi nella luce di questa verit\u00e0 risultera regolato solo da interessi di parte e logiche di potere che hanno l\u2019effetto di disgregare i legami fiduciali, corrompendo alla fine il tessuto sociale.<\/p>\n<p>L\u2019analisi del concetto di sviluppo umano integrale deve cosi tener conto degli effetti dispiegati nell\u2019accogliere il dono della carit\u00e0 nella verit\u00e0 in tutti gli ambiti della vita civile, economica e politica, toccando aspetti legati a dimensioni di responsabilit\u00e0 personale, istituzionale ed internazionale. In qualche modo e offerta una panoramica completa sulla strada da intraprendere perch\u00e8 questo processo virtuoso sia avviato in ogni contesto sociale e culturale. Questo non e assolutamente possibile, senza il contributo dell\u2019uomo concreto che \u00e8 chiamato ad aprirsi ad una visione trascendente della proprio esistenza e di quella dei suoi simili, entrando all\u2019interno di una comprensione e visione del mondo sempre pi\u00f9 aperta alla dimensione della fraternit\u00e0: \u201c<em>Lo sviluppo implica attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, di fraternit\u00e0 spirituale in Cristo, di affidamento alla Provvidenza e alla Misericordia divine, di amore e di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace. Tutto ci\u00f2 \u00e8 indispensabile per trasformare i \u00ab cuori di pietra \u00bb in \u00ab cuori di carne<\/em>\u00a0\u00bb (Ez 36,26),\u00a0<em>cosi da rendere \u00ab divina \u00bb e perci\u00f2 pi\u00f9 degna dell&#8217;uomo la vita sulla terra<\/em>.\u201d (n. 79).<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza della verit\u00e0 diviene fondamentale per la costruzione di contesti locali ed internazionali dove l\u2019ordine sociale sia conforme sempre pi\u00f9 all\u2019ordine morale; non ci pu\u00f2 essere infatti vero bene comune senza il bene spirituale e morale delle singole persone (cfr. n. 76). In prima istanza perseguire questa strada significa fare dello sviluppo un vero sviluppo integrale, di tutto l\u2019uomo, di ogni uomo. Il bene comune si costruisce cosi lavorando sia sulla crescita morale e personale di ciascuno, lo sviluppo infatti \u201c<em>\u00e8 impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l&#8217;appello del bene comune<\/em>.\u201d (n. 71), ma anche favorendo processi d\u2019 \u201d<em>interazione etica delle coscienze<\/em>\u201d (n.9) soprattutto tra paesi e culture differenti, che sono tra di loro gi\u00e0 interdipendenti per effetto della globalizzazione. In sostanza \u201c<em>lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuita come espressione di fraternita<\/em>.\u201d (n. 34).<\/p>\n<p>Il principio di gratuit\u00e0, che discende dall\u2019accoglienza della carit\u00e0 nella verit\u00e0, deve poter coinvolgere tutti i settori del sistema di vita contemporaneo, ossia il mercato, lo Stato e la societ\u00e0 civile (cfr. n. 38). Un sistema che non tiene conto della societ\u00e0 civile va inevitabilmente ad intaccare ed indebolire i legami fiduciari e sociali: \u201c<em>Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialit\u00e0, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella societ\u00e0 civile senza ridursi ad essa, creano socialit\u00e0<\/em>.\u201d (n.39). L\u2019Enciclica cosi pone attenzione all\u2019ambito della societ\u00e0 civile come il luogo dove possono maturare i germi di nuove forme di partecipazione sociale, politica ed economica; germi capaci di suscitare atteggiamenti nuovi improntati alla logica del dono e tali da dispiegare i loro effetti positivi in tutti gli altri ambiti del sistema, per effetto di un processo denominato di \u201c<em>ibridazione<\/em>\u201d che consente l\u2019incrocio e la diffusione di questi nuovi comportamenti all\u2019interno del mondo sociale, politico ed economico (cfr. n. 38).<\/p>\n<p>Si riconosce inoltre come la crescita morale e spirituale dell\u2019uomo risulti peraltro indispensabile per permettere che il principio di gratuit\u00e0 dispieghi i suoi benefici effetti nelle relazioni di scambio proprie dell\u2019economia di mercato; del resto, afferma il Papa, e improbabile che il mercato possa recepire nei suoi meccanismi e nelle sue dinamiche di funzionamento questo principio; per cui resta indispensabile la presenza di persone che sappiano fare spazio alla gratuita: \u201c<em>Il mercato della gratuit\u00e0 non esiste e non si possono disporre per legge atteggiamenti gratuiti. Eppure sia il mercato sia la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco<\/em>.\u201d (39). A proposito di mercato, si sottolinea ancora, come questo fondandosi sul principio dello scambio equivalente e della giustizia commutativa e di fatto incapace a generare quella coesione sociale che gli \u00e8 necessaria per un corretto funzionamento e che si costituisce a monte del mercato stesso; in sostanza dichiara il papa se c\u2019\u00e8 fiducia, questo fiducia e a priori, \u00e8 un patrimonio che si costituisce pi\u00f9 che altro nell\u2019ambito della societ\u00e0 civile e dentro un itinerario aperto alla vita, al dialogo, alla rettitudine morale delle persone; il mercato vive di questo patrimonio fiduciario ma non pu\u00f2 generarlo: \u201c<em>Infatti il mercato, lasciato al solo principio dell&#8217;equivalenza di valore dei beni scambiati, non riesce a produrre quella coesione sociale di cui pure ha bisogno per ben funzionare. Senza forme interne di solidarieta e di fiducia reciproca, il mercato non pu\u00f2 pienamente espletare la propria funzione economica. Ed oggi \u00e8 questa fiducia che \u00e8 venuta a mancare, e la perdita della fiducia \u00e8 una perdita grave<\/em>.\u201d (35).<\/p>\n<p>In questo contesto d\u2019interdipendenza planetaria si avverte l\u2019esigenza che questo principio di gratuit\u00e0 trovi spazio all\u2019interno delle normali attivita economiche attraverso le cosiddette \u201c<em>forme interne<\/em>\u201d che alimentano atteggiamenti improntati liberamente, per scelta dei singoli attori economici, alla solidariet\u00e0, alla giustizia e al bene comune, all\u2019interno delle proprie attivit\u00e0 economiche: forme si sottolinea \u201c<em>caratterizzate da quote di gratuit\u00e0 e di comunione<\/em>\u201d (n. 39). Al riguardo si porta l\u2019esempio dell\u2019attenzione crescente che si ha per processi che favoriscono la responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa, oppure nel settore finanziario l\u2019impiego di capitali nell\u2019ambito del microcredito, o una finanza in generale pi\u00f9 attenta a servire l\u2019economia reale, o il richiamo ad una maggiore attenzione alle problematiche del mondo del lavoro e al rispetto di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori.<\/p>\n<p>Tutto un processo dinamico quindi che per la prima volta in un\u2019enciclica sociale<sup>1<\/sup>\u00a0passa sotto il denso concetto di \u201c<em>democrazia economica<\/em>\u201d; indubbiamente un riferimento nuovo ed importante per tutta la dottrina sociale della Chiesa. Concetto ancora da approfondire e chiarire in tutta la sua portata: \u201d<em>Nell&#8217;epoca della globalizzazione, l&#8217;attivit\u00e0 economica non pu\u00f2 prescindere dalla gratuit\u00e0, che dissemina e alimenta la solidariet\u00e0 e la responsabilit\u00e0 per la giustizia e il bene comune nei suoi vari soggetti e attori. Si tratta, in definitiva, di una forma concreta e profonda di democrazia economica<\/em>.\u201d (n. 38). In sostanza non pu\u00f2 esserci uno sviluppo umano integrale se non si percorre anche la strada della democrazia economica.<\/p>\n<p>Il riferimento all\u2019autorit\u00e0 politica, e al suo contributo allo sviluppo umano integrale, passa nel confermare l\u2019indubbia importanza della presenza dello Stato, infatti afferma il Papa che \u201c<em>L&#8217;attivit\u00e0 economica non pu\u00f2 risolvere tutti i problemi sociali mediante la semplice estensione della logica mercantile. Questa va finalizzata al perseguimento del bene comune, di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunit\u00e0 politica. Pertanto, va tenuto presente che \u00e8 causa di gravi scompensi separare l&#8217;agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione<\/em>.\u201d (n. 36). Inoltre il Papa sottolinea come la chiusura e la separazione rigida tra politico ed economico alla lunga causano effetti distorsivi sullo sviluppo relegando i singoli poteri all\u2019interno delle loro sfere d\u2019influenza e compromettendo il tessuto sociale del sistema. E\u2019 necessario afferma il Papa riconsiderare in modo realistico il loro ruolo all\u2019interno di un contesto di globalizzazione economica e finanziaria dove e sempre piu difficile correggere in modo efficace le disfunzioni del mercato (cfr. n. 24).<\/p>\n<p>L\u2019intervento di riconsiderazione e di rivalutazione si deve orientare verso una maggiore collaborazione tra lo Stato e le organizzazioni della societ\u00e0 civile al fine di promuovere processi di stabilizzazione delle istituzioni locali, soprattutto nei paesi pi\u00f9 poveri; criterio indispensabile per sostenere piani che possono ad esempio favorire il conseguimento del diritto all\u2019alimentazione e ad altri beni necessari per la vita. In merito \u00e8 necessaria una seria riconsiderazione degli aiuti allo sviluppo, nella loro entit\u00e0, nella loro finalit\u00e0, nelle modalit\u00e0 di erogazione, nella loro efficacia; una riflessione che non investe soltanto i paesi donatori, ma anche coloro che ne usufruiscono e gli enti che sono mediatori in questo processo (cfr. n. 58). Al riguardo l\u2019approccio deve essere pi\u00f9 partecipativo e avvenire nel rispetto del principio di sussidiariet\u00e0 che favorisce l\u2019azione dei corpi intermedi al livello locale, e consente di evitare che l\u2019azione dello Stato degeneri ad intervento di assistenza paternalistica, tale da creare condizioni di dipendenza e non di emancipazione. In questo senso anche la globalizzazione, afferma il Papa, dovrebbe essere guidata da una autorit\u00e0 poliarchica che operi nel rispetto del principio di sussidiariet\u00e0: \u201c<em>un principio particolarmente adatto a governare la globalizzazione e a orientarla verso un vero sviluppo umano. Per non dar vita a un pericoloso potere universale di tipo monocratico, il governo della globalizzazione deve essere di tipo sussidiario, articolato su piu livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente<\/em>.\u201d (57). Indispensabile risulta poi la riforma dell\u2019ONU perche si possa realizzare veramente una visione del mondo corrispondente a quella che viene definita nell\u2019Enciclica \u201c<em>famiglia di Nazioni<\/em>\u201d, per questo lo sviluppo passa necessariamente anche attraverso quelle riforme delle istituzioni internazionali nella direzione di dare una voce piu efficace ai paesi poveri per tutto cio che riguarda le decisioni comuni.<\/p>\n<p>In sostanza il contributo dell\u2019Enciclica risulta di fondamentale importanza nel definire in tutti i suoi aspetti il principio dello sviluppo umano integrale che pu\u00f2 essere considerato a tutti gli effetti come un principe cardine della dottrina sociale della Chiesa, accanto ai principi tradizionali ormai consolidati all\u2019interno di questo corpus dottrinale. L\u2019Enciclica evidenzia cosi, in modo implicito, quanto sia ancora grande la carenza di criteri, attraverso cui si tenta di misurare la qualita della vita e il benessere dell\u2019uomo; criteri che risultano essere parziali, settoriali, e del tutto incapaci di comprendere il mistero dell\u2019uomo in tutta la sua ricchezza e complessit\u00e0; criteri che non possono tener conto di quella differenza fondamentale che scaturisce quando l\u2019uomo accoglie nella propria vita \u201cl\u2019amore pieno di verit\u00e0\u201d; quell\u2019unico amore capace di orientare la storia verso quel vero sviluppo \u201cindispensabile per trasformare i \u00ab cuori di pietra \u00bb in \u00ab cuori di carne \u00bb (Ez 36,26), cosi da rendere \u00ab divina \u00bb e perci\u00f2 pi\u00f9 degna dell&#8217;uomo la vita sulla terra.\u201d (79).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Valori Principali<\/strong><\/p>\n<p>vero\/verit\u00e0 150<\/p>\n<p>carit\u00e0\/amore 112<\/p>\n<p>giustizia 49<\/p>\n<p>libert\u00e0 39<\/p>\n<p>pace 39<\/p>\n<p>fede 26<\/p>\n<p>fraternit\u00e0 19<\/p>\n<p>speranza 6<\/td>\n<td><strong>Principi della Dsc<\/strong><\/p>\n<p>solidariet\u00e0 43<\/p>\n<p>bene comune 19<\/p>\n<p>sussidiariet\u00e0 11<\/p>\n<p>diritti umani 10<\/p>\n<p>dignit\u00e0 umana 10<\/p>\n<p>partecipazione 10<\/td>\n<td><strong>Problemi principali<\/strong><\/p>\n<p>povert\u00e0 15<\/p>\n<p>sottosviluppo 14<\/p>\n<p>sfruttamento 9<\/p>\n<p>fame 5<\/p>\n<p>conflitti\/guerra 5<\/p>\n<p>inquinamento\/ambiente 4<\/p>\n<p>disoccupazione 3<\/p>\n<p>violenza 3<\/p>\n<p>speculazione 3<\/p>\n<p>relativismo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In sostanza il contributo dell\u2019Enciclica risulta di fondamentale importanza nel definire in tutti i suoi aspetti il principio dello sviluppo umano integrale che pu\u00f2 essere considerato a tutti gli effetti come un principe cardine della dottrina sociale della Chiesa, accanto ai principi tradizionali ormai consolidati all\u2019interno di questo corpus dottrinale. L\u2019Enciclica evidenzia cosi, in modo implicito, quanto sia ancora grande la carenza di criteri, attraverso cui si tenta di misurare la qualit\u00e0 della vita e il benessere dell\u2019uomo; criteri che risultano essere parziali, settoriali, e del tutto incapaci di comprendere il mistero dell\u2019uomo in tutta la sua ricchezza e complessit\u00e0; criteri che non possono tener conto di quella differenza fondamentale che scaturisce quando l\u2019uomo accoglie nella propria vita \u201c<em>l\u2019amore pieno di verit\u00e0<\/em>\u201d; quell\u2019unico amore capace di orientare la storia verso quel vero sviluppo \u201c<em>indispensabile per trasformare i \u00ab cuori di pietra \u00bb in \u00ab cuori di carne \u00bb<\/em>\u00a0(Ez 36,26),\u00a0<em>cosi da rendere \u00ab divina \u00bb e perci\u00e8 piu degna dell&#8217;uomo la vita sulla terra<\/em>.\u201d (79).<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Il concetto di democrazia economica \u00e8 presente nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa al numero 356: \u201c<em>Il sistema economico-sociale deve essere caratterizzato dalla compresenza di azione pubblica e privata, inclusa l&#8217;azione privata senza finalit\u00e0 di lucro. Si configura in tal modo una pluralit\u00e0 di centri decisionali e di logiche di azione<\/em>. Vi sono alcune categorie di beni, collettivi e di uso comune, la cui utilizzazione non pu\u00f2 dipendere dai meccanismi del mercato e non e neppure di esclusiva competenza dello Stato. Il compito dello Stato, in relazione a questi beni, \u00e8 piuttosto quello di valorizzare tutte le iniziative sociali ed economiche che hanno effetti pubblici, promosse dalle formazioni intermedie. La societ\u00e0 civile, organizzata nei suoi corpi intermedi, e capace di contribuire al conseguimento del bene comune ponendosi in un rapporto di collaborazione e di efficace complementarit\u00e0 rispetto allo Stato e al mercato, favorendo cosi lo sviluppo di un&#8217;opportuna democrazia economica. In un simile contesto, l&#8217;intervento dello Stato va improntato all&#8217;esercizio di una vera solidariet\u00e0, che come tale non deve mai essere disgiunta dalla sussidiariet\u00e0.\u201d<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[969],"fascicolo":[150],"class_list":["post-1748","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-roberto-bongianni","fascicolo-ottobre-2009"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Il Concetto di Sviluppo Umano integrale dalla Populorum Progressio alla Caritas in Veritate<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Roberto Bongianni, pubblicato nel numero di Ottobre 2009. 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