{"id":1744,"date":"2009-10-01T12:00:00","date_gmt":"2009-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1744"},"modified":"2026-04-12T02:31:20","modified_gmt":"2026-04-12T00:31:20","slug":"bene-comune-patrimonio-e-progetto","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2009\/ottobre\/bene-comune-patrimonio-e-progetto\/","title":{"rendered":"Bene comune: patrimonio e progetto"},"content":{"rendered":"<p>Ho voluto rileggere pi\u00f9 volte l\u2019ultima enciclica di Sua Santit\u00e0 Benedetto XVI \u201cCaritas in veritate\u201d, nel desiderio di comprenderla a fondo, consapevole di non essere uno studioso ma una persona, un credente che trae alimento anche dal magistero per la sua vita personale, per il suo impegno associativo e quindi politico.<\/p>\n<p>A me sembra che questo importante documento contenga un messaggio forte ed una conferma significativa.<\/p>\n<p>Il messaggio forte \u00e8 soprattutto nel titolo e nell\u2019Introduzione ed informa tutta la riflessione successiva: il Papa ci dice che la Carit\u00e0 \u00e8 autentica solo se guidata dalla Verit\u00e0 e ci mette in guardia da una carit\u00e0 che prescinda dalla verit\u00e0. Una riflessione con motivazioni rigorose e convincenti. Tuttavia mentre leggevo quelle parole mi tornava alla mente l\u2019inno alla Carita della Lettera ai Corinti di San Paolo dove si afferma non solo la totale autonomia della carit\u00e0, ma addirittura si indica la carit\u00e0 come la via maestra, forse l\u2019unica, per raggiungere la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Le due prospettive sono molto diverse, ma forse non inconciliabili. Spetta ai teologi ed ai nostri pastori riflettere ed approfondire per giungere ad una sintesi alta; ma ancora pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019aspetto pastorale: \u00e8 necessario che nelle parrocchie, negli ambiti associativi, nei gruppi si legga con attenzione questa Enciclica, si rifletta comunitariamente, se ne traggano indicazioni pastorali ed operative.<\/p>\n<p>Partendo poi da questa premessa, il corpo di questa enciclica si sviluppa su due assi: la giustizia ed il bene comune che vengono individuati come il fondamento della Dottrina Sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Su questi due temi il pontefice conferma l\u2019insegnamento della Chiesa con un riferimento particolare alla Populorum Progressio di Paolo VI.<\/p>\n<p>Certamente \u00e8 una conferma rigorosa e articolata, una conferma che contiene indicazioni aggiornate sulla base delle trasformazioni intervenute nella societ\u00e0 globalizzata. Il secondo capitolo dell\u2019enciclica descrive con precisione i cambiamenti intervenuti nel mondo in questi quarant\u2019anni: \u201c<em>Va tuttavia riconosciuto che lo stesso sviluppo economico \u00e8 stato e continua ad essere gravato da distorsioni e drammatici problemi, messi ancora pi\u00f9 in risalto dall\u2019attuale situazione di crisi. Essa ci pone improrogabilmente di fronte a scelte che riguardano il destino stesso dell\u2019uomo, il quale non puo peraltro prescindere dalla sua natura. Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull\u2019economia reale di un\u2019attivit\u00e0 finanziaria mal utilizzata e per lo piu speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi non solo nuovi\u2026,ma anche, e soprattutto, di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell\u2019umanita<\/em>\u201d (22).<\/p>\n<p>Sembra tuttavia mancare quella passione per l\u2019uomo, quella sconvolgente novit\u00e0 profetica con la quale si present\u00f2 la Populorum Progressio nel 1967 affermando un\u2019idea nuova del termine \u201csviluppo\u201d.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 una conferma non di poco conto poich\u00e8 viene nella fase pi\u00f9 acuta della maggiore crisi economico- finanziaria che ha colpito il mondo ed i cui effetti sono ancora tutti da rivelarsi, una crisi che ha le sue radici nello sviluppo della globalizzazione, di un capitalismo senza regole dove tutto \u00e8 affidato ai meccanismi del libero mercato, una crisi che ha svelato tutti i limiti di un\u2019ipotesi neo-liberista che ha dominato il mondo negli ultimi trent\u2019anni, una crisi i cui esiti potranno essere positivi se si correggeranno con rigore e severit\u00e0 le cause che l\u2019hanno prodotta, o che aggravera in modo inaccettabile disuguaglianze ed ingiustizie se si ripercorreranno le vecchie vie.<\/p>\n<p>Credo tuttavia che proprio a partire da questa enciclica sia utile fare alcune ulteriori considerazioni sul tema del \u201c<em>bene comune<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019enciclica fa una sintesi mirabile di tutta la riflessione che si \u00e8 andata sviluppando nella Chiesa e che recentemente ha rappresentato anche il tema delle ultime Settimane Sociali dei Cattolici italiani. Il Papa afferma che \u201c..<em>accanto al bene individuale c\u2019\u00e8 un bene legato al vivere sociale della persona: il bene comune. E\u2019 il bene di quel \u201cnoi-tutti\u201d, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunit\u00e0 sociale. Non \u00e8 un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunit\u00e0 sociale e che solo in essa possono realmente e pi\u00f9 efficacemente conseguire il loro bene. Volere il bene comune e adoperarsi per esso e esigenza di giustizia e di carita<\/em>\u2026\u201d (7) .<\/p>\n<p>Vorrei proprio soffermarmi sull\u2019affermazione che il bene comune non e un bene ricercato per se stesso.<\/p>\n<p>L\u2019idea di \u201cbene comune\u201d, che ha come fondamento le ragioni profonde della \u201csolidariet\u00e0\u201d, nasce alla fine del XIX sec.(ricordiamo la Rerum Novarum di Leone XIII), in una societ\u00e0 industriale in rapido ed incontrollato sviluppo che determinava inaccettabili ingiustizie, come risposta all\u2019idea di \u201clotta di classe\u201d, alla contrapposizione tra capitale e lavoro, tra padroni e operai.<\/p>\n<p>Questo concetto di \u201cbene comune\u201d si \u00e8 sviluppato nel tempo seguendo le grandi trasformazioni sociali ed e divenuto parte essenziale della Dottrina Sociale della Chiesa che, come ha detto Giovanni Paolo II\u00b0, e parte importante della teologia morale.<\/p>\n<p>Oggi pero viviamo in un contesto sociale e civile totalmente trasformato dove vanno ripensati e ridefiniti concetti e parole.<\/p>\n<p>Ho letto in un recente articolo: \u201d<em>Gia negli anni \u201980 Dossetti avvertiva che stavano venendo meno le ragioni profonde della solidariet\u00e0 intesa non solo come generosit\u00e0 dell\u2019animo individuale, ma come contesto sociale e oggettivo nel quale ciascuno riconosce e vive un legame positivo e fiducioso con gli altri.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella generazione di Dossetti c\u2019era il ricordo, e forse la nostalgia della stagione della Resistenza e della Ricostruzione, quando il Paese nel suo complesso, e moltissimi cittadini ciascuno per la sua parte, seppero trovare le ragioni ed uno stile di convivenza, rispetto e collaborazione. Le tragedie vissute, le difficolta da affrontare per assicurare ai figli un futuro migliore favorirono certamente questa solidariet\u00e0; ma essa fu possibile anche perche c\u2019era un\u2019idea di bene comune, cio\u00e8 di un patrimonio e soprattutto di un progetto che si poteva realizzare soltanto insieme<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Oggi sembra che quel patrimonio sia disperso, quel progetto vanificato.<\/p>\n<p>Forse proprio l\u2019approccio teologico, e direi filosofico del \u201cbene comune\u201d, ha reso questo concetto sempre piu difficile da comprendere.<\/p>\n<p>L\u2019idea di \u201cbene comune\u201d appare nebulosa e retorica.<\/p>\n<p>Siamo tutti consapevoli che la politica, anche la buona politica, non basta: occorre sempre riconoscere \u201cil limite della politica\u201d determinato dal fatto che esistono ambiti che riguardano la coscienza ed esulano dalla sfera della politica.<\/p>\n<p>Per me, le cui conoscenze filosofiche risalgono agli anni del liceo e le nozioni teologiche molto elementari sviluppate solo grazie all\u2019aiuto di alcuni maestri teologi, faccio grande fatica a muovermi su concetti spesso astratti.<\/p>\n<p>Forse esiste una strada per rendere questa idea del \u201cbene comune piu comprensibile, pi\u00f9 concreta e forse piu realizzabile: considerare il bene comune come l\u2019insieme dei Beni Comuni universali: quelli che appartengono a tutti e percio debbono essere considerati indivisibili, beni che debbono essere, senza riserve e privilegi, a disposizione di tutte le donne e gli uomini del mondo perch\u00e8 \u201c&#8230;.\u00a0<em>Il tema dello sviluppo coincide con quello dell\u2019inclusione relazionale di tutte le persone e di tutti i popoli nell\u2019unica comunit\u00e0 della famiglia umana, che si costruisce nella solidariet\u00e0 sulla base dei fondamentali valori della giustizia e della pace<\/em>\u201d (54).<br \/>\nDovremmo sforzarci di individuare con chiarezza quali sono questi Beni Comuni Indivisibili sia di natura materiale che di natura immateriale, ma non per questo meno concreta.<\/p>\n<p>Provo a segnalare quelli a me sembrano i piu importanti.<\/p>\n<p>Cominciando dai Beni Comuni e Indivisibili di tipo materiale: l\u2019acqua, il cielo, la terra.<\/p>\n<p>L\u2019acqua; un bene ampiamente ma irregolarmente diffuso che dovrebbe essere a disposizione di tutta l\u2019umanit\u00e0, invece milioni di donne e uomini nel mondo soffrono e muoiono per la sete e nello stesso tempo assistiamo, a partire dai nostri paesi occidentali, alla progressiva privatizzazione dell\u2019acqua dei fiumi delle sorgenti, dei laghi, dei bacini sotterranei.<\/p>\n<p>Il cielo; un bene che gli uomini hanno sempre considerato un \u201cbene comune\u201d, indisponibile all\u2019uso privato. Oggi anche questo non \u00e8 pi\u00f9 vero: non solo per l\u2019inquinamento atmosferico e per l\u2019effetto serra causati dalle emissioni inquinanti della societ\u00e0 industriale, ma meno avvertito \u00e8 ci\u00f2 che sta avvenendo al di l\u00e0 dei limiti dell\u2019atmosfera: migliaia di satelliti non solo scientifici ma militari e delle comunicazioni occupano in modo privatistico ed incontrollato parte del cielo, come pure si parla sempre con maggiore insistenza dell\u2019invio \u201cclandestino\u201d di rifiuti nello spazio (qualcuno sostiene che questo stia gia avvenendo).<\/p>\n<p>La terra ; noi che ci siamo formati sulla Parola di Dio sappiamo che la terra \u00e8 di Dio. \u201cLa terra \u00e8 mia\u201d dice il Signore. Uno dei segni del giubileo biblico era appunto la redistribuzione delle terre accanto alla remissione del debito ed alla liberazione degli schiavi. Queste indicazioni, che non sono solamente religiose ma nascono dalla \u201csapienza popolare\u201d, ci dicono che la terra \u00e8 uno dei fondamentali \u201cbeni comuni\u201d. Siamo consapevoli che la terra non \u00e8 solo il suolo ma tutto ci\u00f2 che oggi chiamiamo patrimonio ambientale (le foreste, le materie prime , le riserve energetiche,..) e che l\u2019iniqua distribuzione ed uso di questo bene ha provocato e provoca ancor oggi guerre, sfruttamento, sopraffazione, grandi tragedie.<\/p>\n<p>Nella stagione della globalizzazione occorre riaffermare l\u2019aspetto comune, indivisibile e quindi non disponibile per il privato di questi beni: acqua, cielo, terra; e non solo su scala nazionale ma su scala globale altrimenti quello che definiamo un \u201cbene comune\u201d diverrebbe ancora una volta \u201cbene privato\u201d a disposizione solo di chi ha i mezzi anche se in una nuova accezione, occorrono regole ed autorita che vincolino tutti.<\/p>\n<p>Accanto ai fondamentali beni materiali dobbiamo considerare anche i Beni Comuni e indivisibili di tipo immateriale: la cultura e l\u2019educazione, la salute, la giustizia, il lavoro, la pace.<\/p>\n<ul>\n<li>Cultura ed educazione: sarebbe utile ricordare il grande insegnamento di don Lorenzo Milani che affermava che le differenze culturali rappresentano la piu grande disuguaglianza ed ingiustizia<\/li>\n<li>Salute: un bene delicato pensando ai milioni di persone che muoiono quotidianamente nei paesi pi\u00f9 poveri per malattie facilmente curabili; un bene da gestire con grande rispetto davanti ai grandi progressi delle bioscienze e delle bio-tecnologie che aprono prospettive entusiasmanti e contraddittorie<\/li>\n<li>Giustizia nella duplice accezione della legalit\u00e0 e della giustizia sociale<\/li>\n<li>Lavoro: un diritto fondamentale non solo perch\u00e8 garantisce i mezzi di sostentamento ma perch\u00e8 riguarda la dignit\u00e0 della persona ed il diritto di cittadinanza come afferma solennemente il 1\u00b0 articolo della nostra Costituzione. Non si dovrebbe mai ridurre il lavoro a \u201cfattore della produzione\u201d e non si dovrebbe mai parlare di \u201cmercato del lavoro\u201d quasi si trattasse di una qualsiasi merce<\/li>\n<li>Pace un bene che non pu\u00f2 essere affidato alla volonta dei \u201cvincitori\u201d e dei \u201cpotenti della terra\u201d ma che deve essere condiviso da tutti i popoli.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta di beni che non dovrebbero mai essere \u201cprivatizzati\u201d perch\u00e8 altrimenti viene meno il principio di \u201cuniversalit\u00e0\u201d che li deve caratterizzare.<\/p>\n<p>Garantire, promuovere, salvaguardare i Beni Comuni \u00e8 compito primario della buona politica, di quella politica che, come diceva Paolo VI \u00e8 la pi\u00f9 alta ed esigente forma della carita, che non deve mai essere guidata dagli interessi dei potenti e non pu\u00f2 neanche limitarsi all\u2019esercizio del buon governo e della sana amministrazione.<\/p>\n<p>E\u2019 compito della buona politica<\/p>\n<ul>\n<li>indicare prospettive collettive, progetti civili e sociali per un futuro migliore.<\/li>\n<li>promuovere e riconoscere il diritto indivisibile ai \u201cbeni comuni\u201d.<\/li>\n<li>coniugare la tutela dei \u201cbeni comuni\u201d e la promozione della liberta delle persone.<\/li>\n<li>combattere l\u2019ingiustizia e la disuguaglianza attraverso le leggi, le istituzioni, gli atti di governo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per questo \u00e8 necessario riconoscere sempre l\u2019importanza e l\u2019insostituibilita della politica e mai ci si potra iscrivere al partito dell\u2019\u201cantipolitica\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia siamo tutti consapevoli che la politica, anche la buona politica, non basta: occorre sempre riconoscere \u201cil limite della politica\u201d determinato dal fatto che esistono ambiti che riguardano la coscienza ed esulano dalla sfera della politica. Ma un limite ancor pi\u00f9 forte \u00e8 dato dal fatto che nelle societ\u00e0 democratiche l\u2019azione politica e determinata dal consenso popolare, e quindi dai sentimenti, dalla cultura profonda dei cittadini, da cio che essi credono e sperano. C\u2019\u00e8 quindi qualcosa che viene prima della politica ed e la cultura e l\u2019educazione.<\/p>\n<p>Una grande responsabilit\u00e0 che viene prima della politica e che interpella direttamente i soggetti e le agenzie della cultura e dell\u2019educazione: in primo luogo la famiglia e la scuola, ma con loro: le chiese, i luoghi della cultura e della scienza, le forze sociali, l\u2019associazionismo di promozione sociale.<\/p>\n<p>Oggi si presenta dinnanzi a noi, con un\u2019urgenza nuova, l\u2019importanza del ruolo dell\u2019educazione.<\/p>\n<p>Siamo in presenza di una societ\u00e0 mai cosi ricca nella storia dell\u2019umanit\u00e0di opportunit\u00e0 e di progresso, e nello stesso tempo siamo di fronte ad una societ\u00e0 occidentale frammentata e disorientata ed ad una societ\u00e0 globale contrassegnata da inaccettabili disuguaglianze e grandi ingiustizie, perch\u00e8 come dice il Papa \u201c<em>la societ\u00e0 sempre pi\u00f9 globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli<\/em>\u201d (19).<\/p>\n<p>E\u2019 urgente riaffermare la centralit\u00e0 ed il primato dell\u2019educazione come responsabilit\u00e0 verso le giovani generazioni, ma in maniera addirittura pi\u00f9 forte nei confronti del mondo degli adulti che, pur capaci di grande generosit\u00e0 ed impegno, sembrano\u00a0oggi spesso preda di sentimenti di precariet\u00e0, insicurezza, disorientamento.<\/p>\n<p>\u201c&#8230;.<em>.occorre quindi impegnarsi incessantemente per favorire un orientamento personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, del processo di integrazione planetaria<\/em>\u201d (42).<\/p>\n<p>Occorre offrire agli adulti mezzi, strumenti, esperienze che consentano loro di camminare con la schiena diritta e gli occhi limpidi, capaci di abbandonare la tranquillita del salotto televisivo ed uscire sulla strada per aprirsi al dialogo e al confronto civile, guardando al futuro con rigore ma anche con responsabile ottimismo.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1101],"fascicolo":[150],"class_list":["post-1744","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-riccardo-della-rocca","fascicolo-ottobre-2009"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Bene comune: patrimonio e progetto<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Riccardo Della Rocca, pubblicato nel numero di Ottobre 2009. 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