{"id":1658,"date":"2008-06-01T12:00:00","date_gmt":"2008-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1658"},"modified":"2026-04-12T00:58:36","modified_gmt":"2026-04-11T22:58:36","slug":"caselli-lorenzo-globalizzazione-e-bene-comune-le-ragioni-delletica-e-della-partecipazione-roma-edizioni-lavoro-2007-166-pp","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2008\/giugno\/caselli-lorenzo-globalizzazione-e-bene-comune-le-ragioni-delletica-e-della-partecipazione-roma-edizioni-lavoro-2007-166-pp\/","title":{"rendered":"Caselli Lorenzo Globalizzazione e bene comune. Le ragioni dell&#8217;etica e della partecipazione. Roma, Edizioni Lavoro, 2007, 166 pp."},"content":{"rendered":"<p>Il libro di Lorenzo Caselli, docente di Etica economica e responsabilit\u00e0 sociale delle imprese all&#8217;Universit\u00e0 di Genova e presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo di Torino, \u00e8 il primo di una collana intitolata &#8220;Oltre il Novecento&#8221; dedicata a temi di attualit\u00e0 riguardanti la realt\u00e0 contemporanea: economica, politica, sociale e culturale. L&#8217;Autore, con una ammirevole capacit\u00e0 di sintesi, raccoglie e sistematizza le sue riflessioni fatte negli ultimi tempi sulla globalizzazione (e i suoi effetti assai ambivalenti e contraddittori), sullo sviluppo economico, sulla responsabilit\u00e0 delle imprese, sul bene comune, sul sindacato, sul lavoro e famiglia e sul progresso scientifico. Caselli nel suo libro, in modo intelligente, si muove sulla linea di riflessione che cerca di superare le idee troppo divinizzate del secolo scorso e gli esageratamente ideologizzati modelli del passato, aprendo nello stesso tempo le speranze a una prospettiva di vita della societ\u00e0, nella quale si riconoscono i valori fondamentali, come centralit\u00e0 della persona umana e la sua dignit\u00e0, solidariet\u00e0, equit\u00e0, uguaglianza sociale e partecipazione. Il valore del libro diventa ancora pi\u00f9 grande per il fatto che l&#8217;Autore, pur servendosi della sua esperienza italiana, allarga la prospettiva del suo discorso a tutta l&#8217;Europa chiamandola &#8220;un laboratorio di speranza&#8221;.<\/p>\n<p>Il libro di Caselli ha una struttura ben chiara ed \u00e8 stato diviso in sei capitoli che abbracciano argomenti di grande attualit\u00e0 e costituiscono oggetto del dibattito contemporaneo:\u00a0<em>Progresso scientifico e sviluppo economico. Pi\u00f9 strade possibili; &#8220;Globalizzazione&#8221; non \u00e8 una parola magica. Cosa pu\u00f2 fare l&#8217;Europa; Ripensare l&#8217;impresa a partire dalla sua responsabilit\u00e0 sociale; Il lavoro tra sviluppo, solidariet\u00e0 e partecipazione. Una sfida per il sindacato; La riconcilliazione tra famiglia e lavoro; La trama del bene comune. Scuola, citt\u00e0, societ\u00e0 civile<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione del lettore \u00e8 subito attirato dalle osservazioni fatte dall&#8217;Autore all&#8217;inizio del primo capitolo riguardanti la situazione dell&#8217;uomo d&#8217;oggi, ben fornito di strumenti, ma povero di fini e valori. L&#8217;inversione tra mezzi e fini caratterizza bene le moderne forme di alienazione a causa delle quali l&#8217;uomo perde il senso profondo di s\u00e9 in rapporto agli altri uomini e al creato. In questo modo egli si priva della possibilit\u00e0 di vivere una &#8220;buona vita&#8221;, cio\u00e8 una vita non svincolata dai valori e fini fondamentali rispetto a quelli di una mera competizione acquisitiva. Una &#8220;buona societ\u00e0&#8221; in cui si vive una &#8220;buona vita&#8221; viene caratterizzata con alcune idee-forza, quali: la partecipazione (un dato ontologico dell&#8217;esperienza umana); la solidariet\u00e0 (come forma e sostanza del governo della complessit\u00e0 e dell&#8217;interdipendenza); l&#8217;uguaglianza sociale (come obiettivo di persone che partecipano mosse dalla solidariet\u00e0); la diversit\u00e0 delle esperienze vissute in una prospettiva di arricchimento reciproco; la ricerca di valori spirituali senza i quali non si umanizza la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito della scienza, Caselli osserva una preoccupante tendenza, che la porta a diventare una forza direttamente e immediatamente produttiva, sempre pi\u00f9 facilmente trasformata in tecnologia, prodotto, organizzazione, sistema sociale. Ci troviamo cos\u00ec di fronte ad un grande rischio che pu\u00f2 essere ben espresso con il termine &#8220;neopositivismo&#8221; (specie elettronico-informatico ed anche biotecnologico), secondo il quale il sapere scientifico viene trattato come unico, grande processo senza soggetti e quindi senza etica. Mai come adesso il terreno della scienza e della tecnologia necessita una vera progettualit\u00e0, responsabilit\u00e0, partecipazione e soprattutto la riscoperta dei legami con l&#8217;etica, la cultura e la politica. Per ottenere questo scopo l&#8217;Autore vede pi\u00f9 strade possibili, perch\u00e9 il sapere scientifico non \u00e8 deterministico, ma fonte potenziale di scelte molteplici e differenziate. Oltre tutto, il sapere deve essere sempre al servizio dell&#8217;uomo, di ogni uomo, di tutto l&#8217;uomo. La scienza non \u00e8 solo un&#8217;indagine rigorosa e non ha soltanto la dimensione oggettiva, ma anche quella soggettiva, perch\u00e9 \u00e8 un agire intenzionale che non \u00e8 privo di una riflessione sui suoi motivi determinanti.<\/p>\n<p>Analizzando la situazione creatasi in campo economico, l&#8217;Autore si accorge che oggi l&#8217;economia \u00e8 molto invadente, ma nello stesso tempo anche impotente di fronte a tante difficolt\u00e0 che sperimentano l&#8217;uomo e le societ\u00e0 contemporanee. \u00c8 evidente, secondo Caselli, che i paradigmi tradizionali del sapere economico, come la ricerca del proprio tornaconto e una sorta di &#8220;darvinismo sociale&#8221; capace prima di armonizzare scelte individuali e collettive, sono gi\u00e0 in crisi dal punto di vista interpretativo e normativo. Si nota una grave insufficienza del mercato quale regolatore unico e supremo sia dell&#8217;individualismo metodologico come della norma comportamentale. Questa situazione nel settore economico, ben determinata come &#8220;neoliberalismo a senso unico&#8221;, diventa distruttivo per i fondamenti del bene comune. L&#8217;impostazione neoliberista, secondo l&#8217;Autore, trasforma inevitabilmente e pericolosamente lo strumento nel fine e la parte nel tutto. Nonostante tutte le osservazioni critiche in campo di economia odierna, Caselli per\u00f2 non \u00e8 affatto un nemico del mercato libero. Esso \u00e8 sempre per lui uno strumento importante per garantire la libert\u00e0 e l&#8217;intrapresa. Ma l&#8217;economia di mercato non \u00e8 univoca e non deve essere ideologizzata. Essa pu\u00f2 esprimersi attraverso una grande variet\u00e0 delle configurazioni che dipendono dalle combinazioni dei suoi elementi costitutivi. Infine, cos\u00ec concepita l&#8217;economia di mercato ha bisogno di essere inserita in un sistema antecedente etico, giuridico, istituzionale, culturale, politico per il bene dell&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>La globalizzazione &#8211; il tema centrale del libro \u2013 viene considerata dall&#8217;Autore da vari punti di vista e con una cura speciale relativamente ai suoi effetti positivi e negativi per lo sviluppo dell&#8217;uomo e di tutta l&#8217;umanit\u00e0. Inoltre, Caselli indica le condizioni necessarie che permetteranno ad essa di diventare una forza positiva per tutti i cittadini del mondo.<\/p>\n<p>La globalizzazione \u00e8 un fenomeno, attualmente privo di regole, ambivalente e differenziato. Essa non \u00e8 qualcosa di neutrale, ma \u00e8 un processo che esprime una situazione complessa e assai contraddittoria che provoca oggi tanti vantaggi per pochi e molteplici svantaggi per molti. Essa, inoltre, viene considerata ed interpretata soprattutto in termini economici. Secondo l&#8217;Autore, \u00e8 necessaria una pi\u00f9 grande attenzione anche ad altri aspetti, non meno importanti, come quelli politici, culturali, religiosi. La globalizzazione necessita oggi, secondo l&#8217;espressione usata da Caselli, di &#8220;un supplemento di razionalit\u00e0&#8221;, cio\u00e8 di una pi\u00f9 grande partecipazione di persone e di popoli insieme alla solidariet\u00e0 nelle relazioni economiche e sociali. Per ottenere questo scopo ci vogliono profonde innovazioni non solo nell&#8217;ambito dell&#8217;economia ma anche seri cambiamenti nel settore politico, sociale ed istituzionale.<\/p>\n<p>Tra diversi problemi considerati da Caselli nel suo libro merita l&#8217;attenzione del lettore anche la sua accurata riflessione sull&#8217;impresa vista nel contesto di grande ampiezza, cio\u00e8 nei suoi legami con la societ\u00e0 e nel suo inevitabile riferimento all&#8217;etica. L&#8217;impresa, secondo l&#8217;Autore, non pu\u00f2 essere neutrale o indifferente sia dal punto di vista della crescita e di autorealizzazione delle persone coinvolte, sia con riferimento alla possibilit\u00e0 di &#8220;vita buona&#8221; di tutti i membri della societ\u00e0. L&#8217;economia, al pari della politica, ha bisogno dell&#8217;etica per creare &#8220;una buona societ\u00e0 in cui vivere&#8221; e pi\u00f9 esattamente, servendosi delle stesse parole di Caselli, di un&#8217;etica \u00abcapace di farsi dimora nella quale recuperare il senso dell&#8217;intraprendere, del lavorare, del vivere\u00bb. Infine, l&#8217;impresa che si presenta oggi come \u00abun laboratorio etico particolarmente complesso e interessante\u00bb \u00e8 soggetto e strumento del bene comune. Quest&#8217;ultimo viene inteso nei suoi aspetti generali, come insieme di beni economici, culturali, istituzionali, spirituali, necessari nello stesso tempo, agli individui e a tutta la comunit\u00e0 intera o, come lo descrive in una prospettiva dinamica la\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>, un insieme di condizioni della vita sociale che permettono ai suoi membri e a tutta la collettivit\u00e0 una piena autorealizzazione. Caselli osserva, che il dibattito politico ed economico attuale esprime sempre pi\u00f9 il crescente interesse per il bene comune, che nel passato \u00e8 stato un concetto criticato, ignorato e alla fine abbandonato. Quest&#8217;odierno interesse per il bene comune \u00e8 stato causato dal fallimento, teoretico e pratico, delle impostazioni che ancora poco tempo fa richiedevano il suo rifiuto.<\/p>\n<p>Il problema del lavoro che viene trattato in modo particolare nel quarto capitolo \u00e8 una questione di grande attualit\u00e0 ed importanza e deve essere considerata nelle sue molteplici dimensioni. Secondo l&#8217;Autore, mai come oggi occorre prendere coscienza dell&#8217;importanza delle basi morali, culturali, politiche, sociali ed economiche della &#8220;questione lavoro&#8221; vedendola come fondamento del bene comune e come elemento fondamentale del vero sviluppo, possibile solo attraverso la pi\u00f9 grande solidariet\u00e0 e partecipazione. Il lavoro deve diventare oggi la base di una convivenza solidale tra le persone, che dedicano le loro forze e la loro creativit\u00e0, per aumentare le risorse disponibili nella prospettiva di una loro pi\u00f9 giusta distribuzione. In questa visione il lavoro cessa di essere fine a se stesso e riveste significati pi\u00f9 ampi e pi\u00f9 ricchi. Esso, nella prospettiva delineata da Caselli, potr\u00e0 unire insieme il benessere materiale e la ricerca di senso.<br \/>\nDopo questa breve presentazione di solo alcuni, e a mio avviso, pi\u00f9 importanti argomenti scelti da un ricco contenuto delle questioni trattati da Lorenzo Caselli nel suo libro, \u00e8 chiaro che esso merita una particolare attenzione da parte degli esperti in materia.Il libro pu\u00f2 essere anche molto utile, grazie alla chiarezza delle idee e del linguaggio serio ma non troppo complicato, per i &#8220;principianti&#8221;, cio\u00e8 per tutti coloro che hanno appena iniziato le loro ricerche nel campo sociale, economico, politico, ecc.. Sono certo che il lettore dopo averlo letto si sentir\u00e0 arricchito e soddisfatto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[973],"fascicolo":[133],"class_list":["post-1658","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-ryszard-rybka","fascicolo-giugno-2008"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Caselli Lorenzo Globalizzazione e bene comune. Le ragioni dell&#039;etica e della partecipazione. Roma, Edizioni Lavoro, 2007, 166 pp.<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Ryszard Rybka, pubblicato nel numero di Giugno 2008. 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