{"id":1638,"date":"2008-02-01T12:00:00","date_gmt":"2008-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1638"},"modified":"2026-04-12T11:10:58","modified_gmt":"2026-04-12T09:10:58","slug":"luigino-bruni-la-ferita-dellaltro-economia-e-relazioni-umane-il-margine-trento-2007","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2008\/febbraio\/luigino-bruni-la-ferita-dellaltro-economia-e-relazioni-umane-il-margine-trento-2007\/","title":{"rendered":"Luigino Bruni: La ferita dell\u2019altro Economia e relazioni umane. Il Margine, Trento, 2007"},"content":{"rendered":"<p>Nel campo dell&#8217;economia, la sovra-specializzazione \u00e8 doppiamente disastrosa. Un uomo che \u00e8 matematico e nulla pi\u00f9 che matematico potr\u00e0 condurre una vita di stenti, ma non reca danno ad alcuno. Un economista che \u00e8 nulla pi\u00f9 che un economista \u00e8 un pericolo per il suo prossimo. L&#8217;economia non \u00e8 una cosa in s\u00e9; \u00e8 lo studio di un aspetto della vita dell&#8217;uomo in societ\u00e0. L&#8217;economista di domani sar\u00e0 certamente a conoscenza di ci\u00f2 su cui fondare i suoi consigli economici; ma se, a causa di una crescente specializzazione, il suo sapere economico resta divorziato da ogni retroterra di filosofia sociale,egli rischia veramente di diventare un venditore di fumo, dotato di ingegnosi stratagemmi per uscire dalle varie difficolt\u00e0 ma incapace di tenere il contatto con quelle virt\u00f9 fondamentali su cui si fonda una societ\u00e0 sana. La moderna scienza economica va soggetta ad un rischio reale di Machiavellismo: la trattazione dei problemi sociali come mere questioni tecniche e non come un aspetto della generale ricerca della Buona Vita\u00bb.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la conclusione dell\u2019audace appello che John Hicks, rivolse alla comunit\u00e0 scientifico-economica nel lontano 1941<sup>1<\/sup>\u00a0.<\/p>\n<p>Un appello che per molti decenni \u00e8 rimasto disatteso, \u00abma se non vado errato, -afferma oggi Giacomo Becattini<sup>2<\/sup>&#8211; una rivoluzione paradigmatica si sta, per adesso sommessamente, quasi clandestinamente, preparando negli studi economici.[\u2026] La domanda da porsi oggi \u00e8: da dove avviare la critica di una cultura generale tanto economicocentrica? La risposta \u00e8 ovvia: dalla critica dell\u2019economia\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 bello poter constatare come in questa \u201crivoluzione sommessa e clandestina\u201d, spicchi il contributo apportato, tra gli alti, anche dell\u2019emergente -ma gi\u00e0 estremamente autorevole- manipolo di studiosi esponenti del contemporaneo pensiero socio-economico<sup>3<\/sup>\u00a0italiano.<\/p>\n<p>E\u2019 esattamente in questo solco metodologico e culturale, che si inserisce il bel saggio scaturito dalla proficua collaborazione tra l\u2019economista d\u2019avanguardia Luigino Bruni e la giovane casa editrice trentina Il Margine.<\/p>\n<p>L\u2019origine della riflessione sviluppata in questo interessante saggio, risiede essenzialmente in un\u2019immagine e in un\u2019intuizione. L\u2019icona -con la quale esordisce il volume- \u00e8 costituita dal \u201ccombattimento di Giacobbe con l\u2019angelo\u201d (Gen 32, 23-31). L\u2019intuizione correlata all\u2019immagine, consta nel fatto di ritenere come inscindibile il legame fra \u201cferita\u201d e \u201cbenedizione\u201d quali caratteristiche fondanti di ogni autentico rapporto umano: esplicitare cio\u00e8 che non pu\u00f2 esserci Buona Vita senza mettersi in discussione affrontando il territorio buio e vacillante dell\u2019altro, e che qualsiasi surrogato di questo percorso, a volte scomodo e doloroso, conduce inevitabilmente ad una condizione umana priva di gioia e genuinit\u00e0<sup>4<\/sup>: \u00abNon possiamo permettere alla paura della ferita di evitarci l\u2019abbraccio, fosse anche dover rischiare che la ferita sia mortale, perch\u00e9 da quella ferita aperta a causa dell\u2019altro, e che noi causiamo all\u2019altro, si spira la sola benedizione che rende la vita umana degna di essere vissuta\u00bb (pp. 194-95).<\/p>\n<p>Questi, in estrema, sintesi sono gli stimoli offertici dal volume che si propone come un pionieristico tentativo di far ri-dialogare l\u2019economia con questo \u201ccombattimento\u201d, con la fatica (ferita) e la gioia (benedizione) di vivere attivamente in relazione con il prossimo (l\u2019altro).<\/p>\n<p>Il mercato, questa \u201czona franca\u201d dove potersi incontrare volontariamente e senza sacrificio, in modo mediato e mutuamente vantaggioso, costituisce senza alcun dubbio uno strumento di grande civilt\u00e0, tuttavia, esiste un punto critico oltrepassato il quale la relazione anonima dei mercati produce dannose forme di atomismo sociale<sup>5<\/sup>, solitudine e smarrimento dei legami identitari: \u00e8 chiara impressione dell\u2019autore del saggio, che ad oggi le nostre opulente e sazie societ\u00e0 occidentali abbiano ormai ampiamente oltrepassato questa soglia critica.<\/p>\n<p>La scienza economica, infatti, con la sua promessa di una \u201cvita in comune senza sacrificio\u201d conseguibile attraverso la dinamica di mercato, ha rappresentato in epoca moderna la principale via di fuga dalla contaminazione implicata dalla relazione diretta con l\u2019altro. Secondo l\u2019autore \u00e8 esattamente in questa degenerazione, che risiede una delle maggiori cause a cui imputare l\u2019attuale deriva individualistica caratterizzata da \u201cpassioni tristi\u201d<sup>6<\/sup>, quali diretta espressione delle nostre moderne societ\u00e0, edificate sul mero sistema di mercato. Una situazione apatica e priva di gioia, che si \u00e8 potuta consolidare anche a causa dell\u2019abdicazione a favore di un miraggio scientifico-culturale secondo il quale il mercato avrebbe potuto rendersi garante e fautore di una buona convivenza sociale, esente per\u00f2 da qualsivoglia dolore; un mercato che tramite la sua miriade di contratti e intermediazioni impersonali ci consentisse di incontrare un altro che non ci ferisse, che non combattesse (leggasi \u201cvivere attivamente\u201d) ma semplicemente scambiasse (leggasi \u201ccommerciare per mutuo interesse\u201d). L\u2019equivoco risiede nel fatto che questo innocuo e sterile incontro con il prossimo esente da ferite (nel senso di rischi\/dolori), \u00e8 anche un incontro privo di genuinit\u00e0 e di qualsivoglia forma di gratuit\u00e0<sup>7<\/sup>, non capace perci\u00f2 di condurre ad una Vita Buona, n\u00e9 per la persona n\u00e9 per la societ\u00e0 nel suo complesso. E\u2019 bene notare, che il libro non si fa in alcun modo portatore di nessun appello contro i mercati, o promotore di una societ\u00e0 libera da ogni tipologia di mercato<sup>8<\/sup>, infatti, sin dalle primissime pagine, si procede opportunamente a puntualizzare come \u00abuna societ\u00e0 priva di mercati e contratti non sia una societ\u00e0 decente\u00bb (p. 13); ma altrettanto invivibile -se non ancor peggiore- \u00e8 una societ\u00e0 che ricorre solo e soltanto ai mercati come strumento di regolazione di rapporti umani. Buona parte delle pagine del libro, si muovono proprio a cavallo dell\u2019analisi di questo ostico terreno compreso tra l\u2019utopico \u201csenza\u201d e l\u2019odierno \u201csolo\u201d mercato. I \u201cparadossi della felicit\u00e0\u201d<sup>9<\/sup>\u00a0che affliggono le nostre societ\u00e0 di mercato, stanno esattamente ad indicare a quale caro prezzo stiamo pagando oggi il sacrificio del principio -potenzialmente doloroso- di fraternit\u00e0<sup>10<\/sup>. La grande sfida della post-modernit\u00e0 sar\u00e0 perci\u00f2 quella di reintegrare, insieme agli altri due principi di eguaglianza e legalit\u00e0, anche il terzo principio illuministico ovvero la fraternit\u00e0: senza di essa, la genuina reciprocit\u00e0<sup>11<\/sup>\u00a0non potr\u00e0 mai affermasi con successo all\u2019interno dei marcati.<\/p>\n<p>Una riflessione offertaci da un economista, capace per\u00f2 di far volare alto il suo sguardo, molto al di l\u00e0 rispetto agli angusti confini disciplinari. Utilizzando la \u201ccassetta degli attrezzi\u201d dell\u2019economia ed integrandola con opportune nozioni sociologiche e di filosofia sociale, il saggio sviluppa un pensiero sistemico e coordinato riguardo le relazioni umane (soprattutto quelle di natura orizzontale) nella loro ontologia: esse si impongono dunque quale naturale filo conduttore dell\u2019intera trattazione. Interessante, a questo stretto riguardo, \u00e8 l\u2019analisi della variegata gamma delle forme di relazionalit\u00e0 umana. Si argomenta con acume e rigore teorico (ed \u00e8 questa la maggior critica che Bruni rivolge -in questa sede- alla dottrina economica) come la scienza economica si sia miopemente evoluta basandosi esclusivamente su una sola forma di relazionalit\u00e0, ovvero quella assimilabile all\u2019eros (approccio squisitamente strumentale, che fiorisce e appassisce contestualmente alla soddisfazione del bisogno). Abbracciando l\u2019eros, l\u2019economia, ha quindi trascurato la phil\u00eca (amicizia ovvero cooperazione) ed emarginando tout-cour l\u2019ag\u00e0pe (relazionalit\u00e0 espressione diretta di gratuit\u00e0 incondizionale) poich\u00e9 potenziale fonte di sofferenza, data sua genetica impossibilit\u00e0 di poter essere assoggettata a qualsivoglia controllo o dominio.<\/p>\n<p>Concludendo, \u00e8 prezioso mettere in rilievo la particolare prospettiva attraverso la quale Bruni conduce e sviluppa tutta la sua analisi: descrivendo e stilizzando la dinamica socio-economica contemporanea, egli non si pone mai in un\u2019ottica esterna e sterile, tipicamente eletta come l\u2019unica prospettiva adeguata e consona al ruolo scientifico dalla stragrande parte degli economisti, bens\u00ec ci offre un\u2019analisi cruda e diretta esattamente dall\u2019interno della realt\u00e0 medesima, condividendone in prima persona tutte le tensioni, le problematiche e le contraddizioni che la contraddistinguono. Proprio questa sua originale ed efficace prospettiva di indagine, influenza in modo fondamentale l\u2019intero saggio: pi\u00f9 che offrire risposte o soluzioni, il libro risulta quindi sorprendentemente capace di far scaturire nuove domande e nuovi stimoli sui quali concentrarsi e poter riflettere, cos\u00ec da rendere vero protagonista del volume ogni singolo lettore che si cimenter\u00e0 sua lettura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA:<\/strong><\/p>\n<p>Bruni, L. (2007),\u00a0<em>La ferita dell\u2019altro: economia e relazioni umane<\/em>, Il Margine, Trento.<\/p>\n<p>Baggio, A.M. (2007), a cura di,\u00a0<em>Il principio dimenticato<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma.<\/p>\n<p>Becattini, G. (2004), Introduzione, in Bruni, L. e Porta, P.L. (2004), a cura di,\u00a0<em>Felicit\u00e0 ed economia<\/em>, Guerini e associalti, Milano.<\/p>\n<p>Benasayag, M. e Schmit, G. (2004 tr. it.),\u00a0<em>L\u2019epoca delle passioni tristi<\/em>, Feltrinelli, Milano.<\/p>\n<p>Bruni, L. (2004),\u00a0<em>L\u2019economia, la felicit\u00e0 e gli altri<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma.<\/p>\n<p>Bruni, L. (2006),<em>\u00a0Reciprocit\u00e0: dinamiche di cooperazione, economia e societ\u00e0 civile<\/em>, Bruno Mondadori, Milano.<\/p>\n<p>Bruni, L. e Sugden, R. (2007),\u00a0<em>The road not taken: how psicology was removed from economics, and how it may it might be brought back<\/em>, The Economic Journal, 177 (January), pp. 146-173.<\/p>\n<p>Bruni, L. e Sugden, R. (forthcoming),<em>\u00a0Fraternity: why the market need not to be a morally free zone<\/em>, in Economics&amp;Philosophy.<\/p>\n<p>Colombo, G. (2003), a cura di,\u00a0<em>Persona e comunit\u00e0<\/em>, Citt\u00e0 Aperta, Troina.<\/p>\n<p>Donati, P. e Colozzi, I. (2006), a cura di,\u00a0<em>Il paradigma relazionale nelle scienze sociali: le prospettive sociologiche<\/em>, Il Mulino, Bologna.<\/p>\n<p>Hicks, J. (1941),\u00a0<em>Education in economics, Manchester Statistical Society<\/em>, Manchester, April.<\/p>\n<p>Latouche, S. (2001 tr. it.),\u00a0<em>L\u2019invenzione dell\u2019economia<\/em>, Arianna, Casalecchio.<\/p>\n<p>Marzanati, A. e Mattioni, A. (2007), a cura di,\u00a0<em>La fraternit\u00e0 come principio del diritto pubblico<\/em>,<br \/>\nCitt\u00e0 Nuova, Roma.<\/p>\n<p>Sacco, P.L. Zamagni, S. (2002),\u00a0<em>Complessit\u00e0 relazionale e comportamento economico: materiali<\/em><br \/>\n<em>per un nuovo paradigma di razionalit\u00e0<\/em>, Il Mulino, Bologna.<\/p>\n<p>Sacco, P.L. e Zamagni, S. e (2006), a cura di, Teoria economica e relazioni interpersonali, Il<br \/>\nMulino, Bologna.<\/p>\n<p>Scitovsky, T. (2007 tr. it.),<em>\u00a0L\u2019economia senza gioia<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><br \/>\n<sup>1<\/sup>\u00a0Hicks, J. (1941),\u00a0<em>Education in economics<\/em>, Manchester Statistical Society, Manchester, April.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Becattini, G. (2004),\u00a0<em>Introduzione<\/em>, in Bruni, L. e Porta, P.L. (2004), a cura di, Felicit\u00e0 ed economia, Guerini e associalti, Milano.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Sacco, P.L. e Zamagni, S. (2002),\u00a0<em>Complessit\u00e0 relazionale e comportamento economico: materiali per un nuovo paradigma di razionalit\u00e0<\/em>, Il Mulino, Bologna. Sacco, P.L. e Zamagni, S. (2006), a cura di,\u00a0<em>Teoria economica e relazioni interpersonali<\/em>, Il Mulino, Bologna. Inoltre in Bruni, L. e Sugden, R. (2007),\u00a0<em>The road not taken: how psicology was removed from economics, and how it may it might be brought back<\/em>, The Economic Journal, 177 (January), pp. 146-173. In prospettiva sociologica, l\u2019argomento \u00e8 ben illustrato in Donati, P. e Colozzi, I. (2006), a cura di,\u00a0<em>Il paradigma relazionale nelle scienze sociali: le prospettive sociologiche<\/em>, Il Mulino, Bologna.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Argomento affrontato, in modo indipendente ma con risultati convergenti a quelli dell\u2019A., anche in Colombo, G. (2003), a cura di,\u00a0<em>Persona e comunit\u00e0<\/em>, Citt\u00e0 Aperta, Troina.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Rimando inoltre all\u2019analisi dei \u201cbeni di stimolazione\u201d contrapposti ai \u201cbeni di comfort\u201d proposta da Scitovsky, T. (2007 tr. it.),\u00a0<em>L\u2019economia senza gioia<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma. L\u2019analisi della valenza e del ruolo dei \u201cbeni relazionali\u201d, \u00e8 proposta dall\u2019A. all\u2019interno del capitolo 6.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Spinoza intendeva con la definizione \u201cpassioni tristi\u201d, non la tristezza del pianto o della sofferenza, bens\u00ec quella dell\u2019impotenza, della frammentazione: la tristezza prodotta dalla delusione e dalla perdita di fiducia. E\u2019 questo tipo di tristezza che spegne lo slancio vitale delle persone e della societ\u00e0. Tale pensiero \u00e8 stato recentemente ben rivisitato in Benasayag, M. e Schmit, G. (2004 tr. it.),\u00a0<em>L\u2019epoca delle passioni tristi<\/em>, Feltrinelli, Milano.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0\u00ab[\u2026] dove il territorio dell\u2019umano inizia con la gratuit\u00e0, che \u00e8 sempre un\u2019esperienza di relazione interumana rischiosa e quindi potenzialmente dolorosa\u00bb (p. 11).<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0Si tratta della prospettiva promossa dal gruppo di ricerca francese del MAUSS. Argomentazione esposta in Latouche, S. (2001 tr. it.),\u00a0<em>L\u2019invenzione dell\u2019economia<\/em>, Arianna, Casalecchio.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0Bruni, L. (2004),\u00a0<em>L\u2019economia, la felicit\u00e0 e gli altri<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma.<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Sul principio di Fraternit\u00e0 quale principio incompiuto della modernit\u00e0 rimando a Baggio, A.M. (2007), a cura di, Il principio dimenticato, Citt\u00e0 Nuova, Roma. In ottica pubblicistica, l\u2019argomento \u00e8 ben sviluppato in Marzanati, A. e Mattioni, A. (2007), a cura di,\u00a0<em>La fraternit\u00e0 come principio del diritto pubblico<\/em>, Citt\u00e0 Nuova, Roma. Sul principio di fraternit\u00e0 in ottica prettamente economica, dettagliata esposizione in Bruni, L. e Sugden, R.(forthcoming),\u00a0<em>Fraternity: why the market need not to be a morally free zone<\/em>, in Economics&amp;Philosophy.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0Bruni, L. (2006),\u00a0<em>Reciprocit\u00e0: dinamiche di cooperazione, economia e societ\u00e0 civile<\/em>, Bruno Mondadori, Milano.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1085],"fascicolo":[129],"class_list":["post-1638","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-tommaso-reggiani","fascicolo-febbraio-2008"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Luigino Bruni: La ferita dell\u2019altro Economia e relazioni umane. Il Margine, Trento, 2007<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Tommaso Reggiani, pubblicato nel numero di Febbraio 2008. 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