{"id":1576,"date":"2007-02-01T12:00:00","date_gmt":"2007-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1576"},"modified":"2026-04-22T11:12:28","modified_gmt":"2026-04-22T09:12:28","slug":"26-anni-di-solidarnosc-in-polonia-rapporti-tra-sindacato-e-politica","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2007\/febbraio\/26-anni-di-solidarnosc-in-polonia-rapporti-tra-sindacato-e-politica\/","title":{"rendered":"26 anni di Solidarno\u015b\u0107 in Polonia Rapporti tra sindacato e politica"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2005 a Danzica abbiamo festeggiato solennemente il 25\u00b0 anniversario del sindacato NSZZ Solidarno\u015b\u0107. In Polonia definire \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d un semplice sindacato di operai \u00e8 riduttivo: nella storia dell\u2019Europa centrale ha giocato un ruolo significativo nel crollo del muro di Berlino. E\u2019 stato infatti un grande movimento sociale, nato dalla contestazione del regime comunista e dal desiderio della libert\u00e0, sulla base del quale \u00e8 nato un sindacato di operai che ha preso questo nome. Durante il regime comunista questo movimento sociale radunava tutta l\u2019opposizione.<\/p>\n<p>Il motto dell\u2019anniversario era\u00a0<em>Zacz\u0119\u0142o si\u0119 w Gda\u0144sku<\/em>\u00a0(<em>E\u2019 iniziato a Danzica<\/em>), per ricordarci che il crollo del comunismo non \u00e8 partito da Berlino, ma inizi\u00f2 a Danzica nel 1980, ed \u00e8 proseguito nel 1989 in Polonia, con la famosa \u201cTavola Rotonda\u201d, dove l\u2019opposizione discusse con i comunisti un patto politico-sociale ed alla fine prese una parte del potere. Il crollo del muro di Berlino \u00e8 soltanto la pi\u00f9 significativa icona della fine del comunismo, per\u00f2 senza lo storico movimento sociale \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d non sarebbe stato possibile ci\u00f2 che accadde in Germania dieci anni dopo nel 1989. Quindi la rivoluzione incruenta \u00e8 cominciata a Danzica nel 1980, con gli scioperi degli operai contro il regime comunista per la libert\u00e0 e per migliori condizioni di vita.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio il movimento \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d occorre spiegare che, dopo l\u2019occupazione tedesca, conclusasi nel 1945, c\u2019\u00e8 stata in Polonia l\u2019occupazione da parte dell\u2019Unione Sovietica, come risultato del Trattato di Yalta.<\/p>\n<p>La Polonia era un Paese solo formalmente libero, in verit\u00e0 dipendeva dal governo sovietico. Tutte le decisioni importanti erano prese a Mosca. Col regime comunista si diffuse naturalmente anche una ideologia marxista. Subito dopo la guerra era forte il processo di statalizzazione dell\u2019industria e dell\u2019agricoltura, senza alcun rispetto e tutela per la propriet\u00e0 privata. Chi non voleva cedere la terra o la fabbrica, era destinato al carcere. La democrazia era pura \u201cformalit\u00e0\u201d. Le elezioni erano sempre un inganno, governava in pratica un unico partito: quello comunista, il PZPR, dipendente da Mosca.<\/p>\n<p>La filosofia obbligatoria per tutti era quella marxista. Vigeva un forte regime di censura, che aboliva di fatto la libert\u00e0 di parola. L\u2019ideologia comunista perseguitava la Chiesa, la fede e la religione, che si voleva estraniare dalla vita sociale. Si costruivano nuove citt\u00e0 e nuovi quartieri senza chiese. Persino il primate Cardinal Wyszy\u0144ski fu messo in carcere per la sua protesta contro il regime.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni si registrarono dei cambiamenti. Il regime comunista a volte era pi\u00f9 duro, a volte pi\u00f9 blando, ma l\u2019opposizione popolare \u00e8 stata sempre assai forte. La prima grande protesta degli operai, contro la mancanza di libert\u00e0 e contro la dura situazione economica, si ebbe nel 1956 a Pozna\u0144 conclusasi con l\u2019intervento delle forze di polizia. Nel 1968 protestarono gli studenti. Nel 1970 di nuovo gli operai con uno scontro sanguinoso soffocato dalle forze armate.<\/p>\n<p>Dieci anni dopo cominci\u00f2 lo sciopero nel cantiere navale di Danzica. Il primo movente dello sciopero fu il licenziamento di due operai per ragioni politiche. Successivamente si avanzarono delle richieste economiche e politiche: liberi sindacati, libert\u00e0 di stampa, migliori salari. Si trattava di 21 postulati. In breve tempo agli scioperanti di Danzica si associ\u00f2 tutta la Polonia e tutti i gruppi sociali. Per la prima volta si poteva parlare di sciopero generale. Si pose a capo di quel movimento sociale Lech Wa\u0142\u0119sa. Gli scioperai dimostrarono apertamente il proprio legame con la fede: si confessavano, venivano celebrate messe per chi era in rivolta, si collocavano le croci sulle porte e sulle pareti, cos\u00ec come il quadro della Madonna Nera e il quadro di Giovanni Paolo II (vietato nei luoghi pubblici). Il governo comunista da una parte temeva l\u2019intervento militare sovietico, come quello nella Repubblica Ceca del 1968; dall\u2019altra, aveva paura di un popolo determinato e unito come non mai. Cos\u00ec venne accettato il libero sindacato \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, fu cambiato il presidente (al posto di Jagielski fu nominato Jaruzelski), ma il governo rimase di chiaro stampo comunista. La libert\u00e0 fu di breve durata, il 13 dicembre 1981 Jaruzelski dichiar\u00f2 lo stato di guerra, e in questo modo abol\u00ec tutto ci\u00f2 che avevano conquistato gli scioperanti. Malgrado ci\u00f2, la mentalit\u00e0 era cambiata al punto tale che non si poteva pi\u00f9 tornare indietro e nonostante la repressione ci furono diverse proteste.<\/p>\n<p>Di fronte alle difficolt\u00e0 economiche e alla forte pressione sociale, nel 1989 il governo dovette cedere. Fu convocata una \u201cTavola rotonda\u201d tra il governo comunista e l\u2019opposizione rappresentata da \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d; con quel dibattito e con gli sviluppi successivi, la Polonia per la prima volta dopo la guerra, raggiunse un governo democratico. Il movimento \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d diventa elemento decisivo per il crollo del comunismo non solo in Polonia ma in tutta l\u2019Europa Centrale e Orientale.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>Il nome di questo movimento sociale \u00e8 significativo: \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d significa \u201csolidariet\u00e0\u201d, la solidariet\u00e0 tra la gente che ha avuto la forza di far crollare il comunismo. L\u2019unit\u00e0 \u00e8 stata la sua grande forza e il regime comunista ha finito per rispettarla. D\u2019altra parte quel nome voleva esprimere la difesa dei diritti dell\u2019uomo. Questa \u201csolidariet\u00e0 polacca\u201d ha avuto, dunque, due dimensioni: la solidariet\u00e0 con l\u2019uomo, i cui diritti non erano rispettati, e tra gli uomini.<sup>2<\/sup>\u00a0Sono presenti le due dimensioni della solidariet\u00e0, quella discendente ed assistenziale, che accompagna l\u2019uomo nelle sue difficolt\u00e0 e nella violazione dei suoi diritti, e quella associativa, tra la gente, che si riunisce per raggiungere un obiettivo comune.<br \/>\nCon il crollo del comunismo si \u00e8 aperta una nuova epoca per \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d. La situazione era cambiata e \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d assumeva la respon-sabilit\u00e0 delle riforme dello Stato e dell\u2019economia non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019opposizione. In tale situazione anche il sindacato doveva cercare una nuova collocazione, partendo dalla questione centrale: come difendere i diritti dei lavoratori contro un governo amico? Dopo l\u2019elezioni del 1989 il sindacato mantenne sempre forti legami con la politica fino al 2002.<\/p>\n<p>Il 4 giugno 1989 \u2013 il giorno delle prime elezioni dopo il patto della \u201cTavola rotonda\u201d &#8211; fu un successo senza precedenti per l\u2019opposizione, che conquist\u00f2 tutti i posti disponibili nel parlamento. Purtroppo le elezioni non erano ancora pienamente libere, perch\u00e9 solo il 35% dei posti della camera dei deputati, e tutto il senato, furono eletti democraticamente. Il Patto della \u201cTavola Rotonda\u201d garantiva infatti ai comunisti il 65% dei seggi nella camera dei deputati e la carica di presidente dello Stato. In quelle elezioni l\u2019opposizione conquist\u00f2 tutti i seggi nel senato, tranne uno, in cui fu eletto il senatore Stok\u0142osa, della coalizione comunista.<sup>3<\/sup><\/p>\n<p>In seguito alle elezioni fu nominato presidente del consiglio Tadeusz Mazowiecki, proveniente da \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, e presidente dello Stato Wojciech Jaruzelski. E cos\u00ec in Polonia a quei tempi si diceva:<em>\u00a0il vostro presidente dello Stato, il nostro presidente del consiglio<\/em>.<\/p>\n<p>In breve per\u00f2 questa regola fu cambiata. Gi\u00e0 nel primo anno della sua presidenza, Jaruzelski, prendendo atto della posizione forte di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, rinunci\u00f2 di propria volont\u00e0 alla carica di presidente dello Stato e and\u00f2 in pensione. Nel 1990 si tennero dunque nuove elezioni per il presidente dello Stato, e fu eletto Lech Wa\u0142\u0119sa, allora presidente della centrale sindacale \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d. Il potere di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d crebbe.<\/p>\n<p>Mazowiecki, dopo aver perso le elezioni per la presidenza dello Stato, si dimise da Presidente del Consiglio, e lo sostitu\u00ec Jan Krzysztof Bielecki. T. Mazowiecki, perso il sostegno del sindacato \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d inizi\u00f2 un lento processo di scissione.<\/p>\n<p>Come successore di Lech Wa\u0142\u0119sa, a nuovo presidente della centrale sindacale \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, fu eletto Marian Krzaklewski. Questi, durante la sua presidenza, ha mantenuto sempre forti legami tra il sindacato e la politica. Tale situazione di rapporti tra il sindacato e la politica \u00e8 stato oggetto di forte discussione, in particolare sulle pagine del settimanale\u00a0<em>Tygodnik Solidarno\u015b\u0107<\/em>, fin dal 1989.<\/p>\n<p>W. Arkuszewski, nello stesso anno, scrisse che \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d di allora era molto differente da quella dell\u20191980. Allora, le parole \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d erano chiare: si sapeva chi fosse il nemico. Un fossato divideva governo e l\u2019opposizione. \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d nel 1980 era un movimento comune per le riforme dello Stato, costituito da sindacalisti e politici, radicali e moderati, di destra e di sinistra, credenti e non credenti, tutti uniti contro il regime comunista e legati da un forte spirito di solidariet\u00e0. Invece, secondo W. Arkuszewski, \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d del 1989 aveva perso la frangia radicale (Jurczyk, Rulewski, Gwiazda, S\u0142owik), esclusa con il compromesso della \u201cTavola rotonda\u201d. I radicali non volevano accettare alcun patto con i comunisti.<\/p>\n<p>Col tempo \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d si \u00e8 divisa in due blocchi: liberale e cristiano. Il blocco liberale, che dopo la \u201cTavola rotonda\u201d assunse il governo, voleva in breve periodo inserire le riforme del libero mercato, senza alcun riferimento a valori etici e sociali. In un certo senso hanno trovato un linguaggio comune con i comunisti, che sono diventati i primi capitalisti polacchi, acquisendo ancora prima della \u201cTavola rotonda\u201d buona parte della propriet\u00e0 statale. Quindi adesso erano molto interessati alle riforme per un libero mercato. Mentre Wojciech Jaruzelski presidente dello Stato, di provenienza comunista, parlava del bisogno di una coalizione riformista (proreformatorska), Adam Michnik \u2013 proveniente da \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d parla del bisogno di una coalizione di saggi dopo quella degli stolti. In entrambi i casi, non importava la provenienza politica: la \u201cTavola rotonda\u201d aveva colmato il fossato tra \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d.<sup>4<\/sup><\/p>\n<p>Purtroppo col tempo questa divisione di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d si \u00e8 acutizzata, con la famosa \u201cwojna na g\u00f3rze\u201d (guerra in alto), iniziata da Lech Wa\u0142\u0119sa contro T. Mazowiecki, e tutto il suo ambiente liberale. Dopo Lech Wa\u0142\u0119sa si crea anche un fronte radicale di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 1991 cade il parlamento del contratto, quello eletto dopo la \u201cTavola rotonda\u201d. Con le nuove elezioni, ormai pienamente demo-cratiche, viene eletto un nuovo parlamento, composto da tanti piccoli partiti, con \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d gi\u00e0 divisa in tante piccole fazioni. Si forma una coalizione dei partiti della destra e presidente del consiglio viene nominato Jan Olszewski.<\/p>\n<p>Questo governo \u00e8 di breve durata. Olszewski voleva liberare \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d dalle conseguenze del patto della \u201cTavola rotonda\u201d, voleva aprire e render pubblici gli archivi dei servizi segreti comunisti e voleva rallentare le riforme del libero mercato, perch\u00e9, nei primi anni della riforma, il popolo aveva sofferto molto. La spinta liberale del patto \u00e8 per\u00f2 molto forte, e dopo la famosa \u201cseduta di notte\u201d del parlamento, convocata da presidente Lech Wa\u0142\u0119sa, il governo cade. Lech Wa\u0142\u0119sa rimane cos\u00ec solo, stretto tra la fazione liberale e quella radicale di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d.<\/p>\n<p>Una tale situazione di spaccatura nel Parlamento non regge a lungo. Nel 1993 si indicono nuovi elezioni. \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, a causa della divisione in piccoli partiti e della difficile gestione delle riforme, perde le elezioni, e cos\u00ec, gi\u00e0 nel anno 1993, tornano al governo gli ex-comunisti.<\/p>\n<p>Durante il governo di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d si discute continuamente se e fino a che punto sono accettabili i legami tra sindacato e politica. Il dilemma del sindacato era come difendere i lavoratori e contemporaneamente riformare lo Stato? Le riforme hanno un alto costo sociale e creano un\u2019enorme disoccupazione strutturale, a causa del totale cambiamento del tipo di economia. Se da una parte si ritengono indispensabili le riforme, dall\u2019altra il ruolo del sindacato \u00e8 tutelare i diritti dell\u2019uomo, non quello di riformare lo Stato.<\/p>\n<p>In tale situazione i responsabili delle riforme cercano di coinvolgere il sindacato per giustificare attraverso il legame col sindacato la necessit\u00e0 della riforma; possono cos\u00ec attirare il consenso della gente ad una tale riforma dell\u2019economia e chiedere al popolo di accettare tutto ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile per la riforma, ovvero un enorme costo sociale. Z. Najder scrive che non si pu\u00f2 distaccare l\u2019attivit\u00e0 sindacale da quella civile, che riguarda la riforma dello Stato. Si devono bilanciare le esigenze sociali della gente e le necessit\u00e0 dello Stato, che, per garantire il futuro benessere della stessa gente, deve tagliere la spesa sociale.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Un\u2019importante domanda la pone H. Bortnowska:\u00a0<em>Chi, in tale situazione deve difendere gli operai<\/em>?<sup>6<\/sup>\u00a0Rinunciare alla risposta a questa domanda era costato a \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d le elezioni perse nel 1993. Secondo A. Levitas ci sono due modi di riformare lo Stato: quello liberale, e quello socialdemocratico. Il primo cerca di riformare lo stato tramite un rapido passaggio al libero mercato ed un veloce processo di privatizzazioni. L\u2019ombrello sociale rallenta soltanto il processo di cambiamento, e in verit\u00e0 non serve alla gente. Il modello socialdemocratico invece riconosce il bisogno della tutela sociale e afferma che il libero mercato non pu\u00f2 essere introdotto da un giorno all\u2019altro, perch\u00e9 la gente deve maturare e prendere consapevolezza dei cambiamenti. La Polonia, in questione, ha scelto la strada liberale della riforma.<sup>7<\/sup><\/p>\n<p>Le elezioni perse nel 1993 fecero tornare gli ex-comunisti al governo. Il costo della riforma fu cos\u00ec forte che dopo quattro anni anche gli ex-comunisti perdono le elezioni. M. Krzaklewski, presidente di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, costruisce il comitato elettorale dei partiti provenienti da \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d \u2013 AWS, che vince le elezioni del 1997. Il nuovo presidente del consiglio Jerzy Buzek, dopo il rallentamento delle riforme nel periodo del governo ex-comunista, introduce quattro grandi riforme: nell\u2019amministrazione pubblica, nel sistema delle pensioni, nella sanit\u00e0 e nell\u2019istruzione. Il costo sociale di queste riforme \u00e8 enorme e quattro anni dopo, \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d perde di nuovo il potere.<\/p>\n<p>Tornano gli ex-comunisti del SLD e governano dal 2001 al 2005. Questi anni di governo di SLD sono macchiati da diversi scandali di corruzione e truffa che coinvolgono il partito governante. A causa di questi scandali nelle elezioni 2005 torna al governo \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, rappresentata da PIS, e dai fratelli gemelli Lech e Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il presidente dello Stato, nel 1995 Lech Wa\u0142\u0119sa perde le elezioni, e gli subentra Aleksander Kwa\u015bniewski, proveniente dal partito ex-comunista, che nel 2000 viene rieletto. Lo sconfitto a queste elezioni \u00e8 Marian Krzaklewski, presidente della centrale sindacale e capo di AWS. Questo \u00e8 il prezzo pagato per le quattro grandi riforme dello Stato, che nel frattempo AWS portava avanti. Nel 2005 A. Kwa\u015bniewski conclude la sua presidenza, non pu\u00f2 essere pi\u00f9 rieletto, e esce dalla politica in quell\u2019atmosfera di scandalo che coinvolge tutto il partito SLD. Le elezioni le vince Lech Kaczy\u0144ski.<\/p>\n<p>Dopo aver perso le elezioni a presidente dello Stato nel 2000, Marian Krzaklewski, lascia anche la centrale sindacale. Nel 2002 viene eletto il nuovo presidente di \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, Janusz \u015aniadek, che apertamente decide di chiudere tutti i rapporti del sindacato con la politica e tornare alla propria missione sindacale.<sup>8<\/sup>\u00a0Adesso, nel 2006, \u00e8 stato rieletto, e continua la sua missione sindacale.<\/p>\n<p>Riguardando la storia del sindacato \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d possiamo notare che fino all\u2019elezione di Janusz \u015aniadek nel 2002 esisteva un forte legame tra la centrale sindacale \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d e la politica. Nel parlamento eletto nel 1989 aveva conquistato tutti i possibili posti del parlamento. Nelle elezioni di 1991, \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d era gi\u00e0 divisa in diversi piccoli partiti politici e nel parlamento era entrata anche una piccola rappresentanza del sindacato stesso. Nelle elezioni del 1993 \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d non ha superato la soglia di 5% e non \u00e8 riuscito ad entrare in parlamento. Per le elezioni di 1997 una nuova legge stabil\u00ec che nessun sindacato potesse prender parte alle elezioni. Perci\u00f2 il presidente di\u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d Marian Krzeklewski form\u00f2 il comitato elettorale AWS, formalmente differente dal sindacato stesso e vinse le elezioni. Nelle elezioni 2001 AWS non riusc\u00ec a superare la soglia di 5% e non entr\u00f2 nel parlamento. Dopo le elezioni del 2005 il sindacato non entr\u00f2 pi\u00f9 in parlamento per propria decisione. L\u2019attuale governo del PIS, che comunque proviene dal movimento \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d, ed ha avuto l\u2019avallo dalla centrale sindacale durante le ultime elezioni, \u00e8 ben distinto dal sindacato stesso.<\/p>\n<p>Concludendo occorre notare che secondo la Dottrina Sociale della Chiesa nessun sindacato dovrebbe diventare un partito politico e neanche essere troppo legato con esso.<sup>9<\/sup> Per poter rappresentare le esigenze dei lavoratori deve essere libero e\u00a0indipendente dal governo e da ogni partito politico. I partiti politici puntano costantemente a vincere le elezioni, quindi la loro funzione \u00e8 diversa da quella del sindacato. Il governo \u00e8 responsabile per la politica dello Stato e non si pu\u00f2 limitare solo alla difesa dei lavoratori. Nel dialogo sociale il governo e il sindacato sono ai lati opposti. Il governo rappresenta l\u2019interesse dello Stato, il sindacato quello degli operai. Non si possono confonderne le funzioni, altrimenti il dialogo non sar\u00e0 possibile, e non si possono realizzare i compiti di entrambi i soggetti. \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d tornando alla propria missione sindacale, \u00e8 tornato anche alle esigenze della Dottrina Sociale della Chiesa, che ha incluso nel proprio statuto come una delle basi della propria azione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Cfr. Ko\u0142akowski L.\u00a0<em>Wy\u0142om w murze &#8211; lekcja oporu Polski<\/em>, in: Wydak, Don C. Lavoie (a cura di), Solidarno\u015b\u0107 z wolno\u015bci\u0105, , Instytut CATO in SU, pp. 27-37.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Cfr. Stycze\u0144 T.,\u00a0<em>Solidarno\u015b\u0107 wyzwala<\/em>, KUL, Lublin, 1993, p. 197.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Cfr. J. Dworak, wybory 1989, \u201e Tygodnik Solidano\u015b\u0107\u201d, n.1, 2.06.1989, s. 3.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0W. Arkuszewski,<em>\u00a0Sp\u00f3r o lini\u0119 solidarno\u015bci<\/em>, in: Tygodnik Solidarno\u015b\u0107\u201d, n. 4, 24. 06. 1989, p. 7.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Z. Najder,\u00a0<em>Jaki zwizek<\/em>?, in: \u201eTygodnik Solidarno\u015b\u0107\u201d, n. 7, 14. 07. 1989, p. 3.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0H. Bortnowska,\u00a0<em>Jaka \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d<\/em>?, , in: \u201eTygodnik Solidarno\u015b\u0107\u201d, n 5, 29.06.1989, p. 7.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0A. Levitas,\u00a0<em>Inna \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d<\/em>?, , in: \u201eTygodnik Solidarno\u015b\u0107\u201d, n. 9, 28.07.1989, p. 5.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0M. \u0141\u0119towski,\u00a0<em>Wygra\u0142 \u015aniadek<\/em>, , in: \u201eTygodnik Solidarno\u015b\u0107\u201d, n. 40, 4.10. 2002, p. 6.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0Papieska Rada Iustitia et Pax,\u00a0<em>Kompendium nauki spo\u0142ecznej Ko\u015bcio\u0142a<\/em>, Jedno\u015b\u0107, Kielce 2005, p. 205.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[1032],"fascicolo":[116],"class_list":["post-1576","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-tomasz-marek-biedrzycki","fascicolo-febbraio-2007"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - 26 anni di Solidarno\u015b\u0107 in Polonia Rapporti tra sindacato e politica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Tomasz Marek Biedrzycki, pubblicato nel numero di Febbraio 2007. 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