{"id":1557,"date":"2006-10-01T12:00:00","date_gmt":"2006-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1557"},"modified":"2026-04-11T23:07:40","modified_gmt":"2026-04-11T21:07:40","slug":"una-equa-distribuzione-del-reddito-la-sfida-per-il-cile-secondo-il-pensiero-sociale-cristiano","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2006\/ottobre\/una-equa-distribuzione-del-reddito-la-sfida-per-il-cile-secondo-il-pensiero-sociale-cristiano\/","title":{"rendered":"Una equa distribuzione del reddito: la sfida per il Cile secondo il pensiero sociale cristiano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento di Michelle Bachelet, pri-ma donna presidente nella storia del Sudamerica, ha acceso i riflettori sul Cile, mio paese. Per chi conosce l&#8217;andamento della economia internazionale e dell&#8217;America Latina in particolare, il Cile \u00e8 attual-mente sinonimo di successo economico, dal punto di vista della crescita economica e dello sviluppo istituzionale e sociale.<\/p>\n<p>Tutto il bene che si dice del nostro Paese viene riversato su ogni cittadino cileno che lascia il suo paese ed attraversa l\u2019oceano: tale \u00e8 la mia situazione di giornalista e -per il momento- studente di post laurea in Italia. L\u2019obbiettivo di questo articolo \u00e8 mostrare grosso modo il processo di modernizzazione economica, istituzionale e sociale del Cile nell\u2019 attuale contesto di globalizzazione, con una particolare attenzione sulla principale sfida che ancora deve risolvere la societ\u00e0 locale: l&#8217;equa distribuzione del reddito. Mi rifar\u00f2 in particolare alla visione di questo problema sociale secondo il pensiero sociale della Chiesa cilena.<\/p>\n<p>Per cominciare voglio descrivere lo scenario in cui si \u00e8 sviluppato il Cile. Negli ultimi 26 anni l&#8217;economia nazionale \u00e8 diventata un modello di economia aperta al mondo, grazie alla ferma politica macroeconomica sviluppata negli anni ottanta. Suo principale scopo \u00e8 stato di stabi-lizzare l&#8217;inserimento del paese nei mercati mondiale dei capitali, del lavoro e dei beni, ovvero di parte-cipare alla cosiddetta globalizzazione. Cos\u00ec, le autorit\u00e0 del paese hanno scelto un modello che interagisce con il mondo attraverso l\u2019esportazione che \u00e8 diventato il primo pilastro della economia cilena, rappresentando oltre il 30% del Prodotto interno lordo (PIL).<\/p>\n<p>In questo senso, dal punto di vista macro, l\u2019economia cilena di libero mercato \u00e8 la pi\u00f9 sana e solida dell\u2019America Latina. Fin dal 1987 la media annua della crescita del PIL \u00e8 del 6%, mentre la media dell&#8217;inflazione non supera il 4%. Allo stesso tempo durante il periodo 1990-2005, la spesa pub-blica \u00e8 aumentata di oltre il 200%, la crescita media della produttivit\u00e0 \u00e8 stata del 4,4%, quella del livello dei salari del 3,3%, mentre il debito dello Stato \u00e8 uno dei pi\u00f9 bassi al mondo (circa l\u20198% del PIL).<\/p>\n<p>Sotto questa forte e sostenuta crescita economica la societ\u00e0 cilena \u00e8 diventata pi\u00f9 ricca. Il reddito pro capite \u2013 ovvero il PIL per ogni abitante- \u00e8 al primo posto dell&#8217;America Latina, poich\u00e9 ogni cileno guadagna in un anno circa 7.200 dollari nominali, che aumentano a 12.272 dollari se misu-riamo il PIL a parit\u00e0 del potere d\u2019acquisto (PPA) ovvero il livello dei prezzi che esistono nella sua economia riferiti ad un determinato paniere di beni. Ci\u00f2 vuol dire che le offerte dei beni e servizi disponibili nella economia cilena \u00e8 buona e mantiene un certo equilibrio di prezzi rispetto al resto del mondo. Cos\u00ec ad esempio se la media degli stipendi in Cile \u00e8 di 500 euro, con questo salario \u00e8 possibile acquisire una maggiore quantit\u00e0 di beni rispetto al mercato italiano.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale si rende conto di questa situazione e riconosce il Cile come paese leader dell&#8217;America Latina in termini di sviluppo economico, istituzionale e umano. Ad esempio, nel campo economico il Cile occupa il primo posto nella regione riguardo alla libert\u00e0 economica, com-petitivit\u00e0 e competitivit\u00e0 per lo sviluppo. E\u2019 l\u2019am-biente migliore per realizzare investimenti e affari economici viste anche le migliori infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione.<\/p>\n<p>In materia di progresso istituzionale e umano, il Cile \u00e8 al primo posto nel ranking dello sviluppo democratico latinoamericano, della qualit\u00e0 di vita, della percezione di trasparenza. Riferito a quest\u2019ultimo punto, secondo il rapporto di\u00a0<em>Transparency international<\/em>, il Cile \u00e8 il paese latino- americano con il minore livello di corruzione nelle sue istituzione e anche al primo posto riguardo diritti politici e libert\u00e0 civile secondo il ranking realizzato dall\u2019organismo internazionale\u00a0<em>Freedom House<\/em>\u00a0che monitora il rispetto di varie garanzie da parte degli Stati per i propri cittadini. Esiste dunque una ottima valutazione dei meccanismi di funzionamento del Paese, dovuto alle costanti riforme dell\u2019amministrazione pubblica, in campo tributario, giudiziario, educativo, sanitario e delle politiche di welfare.<\/p>\n<p>Nella Costituzione di 1980 fu stabilito che lo sviluppo cileno dovesse rispondere al seguente principio: lo Stato deve intervenire solo dove e quando la famiglia e il mercato non riescono a provvedere beni e servizi necessari ad una vita dignitosa. Questa premessa ha permesso di focalizzare le politiche sociale nei campi della educazione, sanit\u00e0, previdenza e assistenza sociale.<\/p>\n<p>Il tasso di povert\u00e0 della popolazione cilena (16 milioni d\u2019abitanti) si ha ridotto fin dal 38% nel 1990 fino al 18% nel 2003; ci\u00f2 significa che attualmente circa 3 milioni di cileni vivono in uno stato di povert\u00e0 relativa che possiamo definire come la limitata possibilit\u00e0 di acquistare beni o servizi basandoci sulla spesa mensile media delle famiglie.<\/p>\n<p>Altri esempi dell\u2019efficienza delle politiche sociali cilene sono il basso livello di analfabetismo in Cile che \u00e8 il minore di America Latina con un 4%, e la speranza di vita che \u00e8 la maggiore della regione e raggiunge i 77 anni. Il Cile \u00e8 anche al primo posto in Sudamerica rispetto ai livelli d\u2019accesso ai servizi basici per la popolazione: la copertura dell\u2019acqua potabile nelle zone urbane raggiunge il 99,7%, mentre la copertura fognaria \u00e8 del 94%.<\/p>\n<p>Rispetto ad altri indicatori sociali il Cile occupa il secondo posto nella disponibilit\u00e0 di politiche per combattere la povert\u00e0 e per lo svi-luppo umano, e si situa al terzo posto rispetto al livello di sanit\u00e0 per le madri.<\/p>\n<p>A questo punto, esaminando gli ottimi livelli di crescita economica e gli indicatori di sviluppo istituzionale e umano del Cile, possiamo dire che il paese si trova davanti alle porte dello sviluppo. Certamente la prospettiva di essere una societ\u00e0 sviluppata vanno al di l\u00e0 delle cifre econo-miche e quantitative. Ce lo dicono altri indicatori come la libert\u00e0 di stampa (il Cile \u00e8 al quinto posto in America Latina), la sostenibilit\u00e0 ambientale (nono), e soprattutto la distribuzione del reddito (tredicesimo).<\/p>\n<p>Attualmente la differenza fra il gruppo con maggiore reddito monetario e il gruppo sociale pi\u00f9 povere nel Cile \u00e8 di quattordici volte. Il 20% della popolazione cilena pi\u00f9 ricca riceve il 56,5% della ricchezza generata dal PIL, mentre il 20% pi\u00f9 povero guadagna il 3,9% del reddito globale del paese. E il rapporto aumenta ad oltre 34 se pren-diamo il reddito del 10% pi\u00f9 ricco della societ\u00e0 (che riceva 41,2% del PIL) contro il 10% pi\u00f9 povero il 1,2%.<\/p>\n<p>L\u2019equilibrio fra crescita economica, sviluppo e distribuzione equa della ricchezza non \u00e8 stato dunque ancora raggiunto per la societ\u00e0 cilena. La questione \u00e8 seriamente affrontata da parte dello Stato, delle organizzazioni imprenditoriali e della societ\u00e0 civile che hanno prodotto centinaia di docu-menti, studi e realizzato politiche pubbliche, ma la sfida \u00e8 completamente diversa dalla visione econo-micista.<\/p>\n<p>Qui arriviamo al ruolo che gioca in Cile la dottrina sociale della Chiesa Cattolica. Possiamo certamente dire che il peggioramento nella distri-buzione della ricchezza \u00e8 un fallimento microeco-nomico del mercato, ma parlando di persone, il problema acquista una natura pi\u00f9 complessa. Il vero rischio dietro la disuguaglianza \u00e8 la frattura sociale che si crea intorno all\u2019accesso alle pari opportunit\u00e0, producendo un deficit di solidariet\u00e0 che affetta negativamente l\u2019etica sociale delle persone.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista possiamo capire la preoccupazione della Chiesa cilena. La massima autorit\u00e0 religiosa del paese, il Cardinale di Santiago, Francisco Javier Errazuriz ha cos\u00ec sotto-lineato che la distribuzione del reddito del Cile \u00e8 scandalosa: \u201c<em>Che ci ispiri la verit\u00e0 del recente compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: il destino universale dei beni comporta un sforzo in comune indirizzato a ottenere per ogni persona e per tutti i popoli le condizione necessarie di un sviluppo integrale, in maniera che tutti possano contribuire alla promozione di un mondo pi\u00f9 umano<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019obbiettivo della dottrina sociale della Chiesa di fronte a una diagnosi piuttosto negativa: sulla base dei dati del Programma di Sviluppo Umano delle Nazione Unite, l\u2019area sociale della Conferenza episcopale del Cile ha evidenziato il collegamento fra differenze di reddito e peggio-ramento della fiducia nei rapporti sociale. Cos\u00ec il 63% dei cileni pi\u00f9 poveri pensa che le persone con un maggiore potere d\u2019acquisto vuole approfittarsi di loro; il 65% ritiene che la sua opinione non \u00e8 presa in considerazione dalla societ\u00e0 e il 37% si sente emarginata.<\/p>\n<p>Alla luce di questa realt\u00e0 la Chiesa cilena ha concluso la necessit\u00e0 di approfondire il proprio ruolo sociale nella societ\u00e0 attraverso una \u201c<em>maggiore comprensione del senso che hanno le mutazioni sociali del Cile, riprendendo il livello di pratica e rappresentazione della dimensione sociale del van-gelo e la scelta per i poveri, e aumentando la di-mensione comunitaria attraverso la valutazione dei vincoli sociali, quali la fraternit\u00e0, e la parteci-pazione per una convivenza in pace<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In questo senso, la proposta per migliorare la distribuzione del reddito nel Cile deve riconoscere un punto riguardante tutta societ\u00e0: il riconoscimento della vuoto etico per la soluzione di un problema concreto. Infatti la Chiesa punta alla responsabilit\u00e0 sociale dei cittadini riguardo alla povert\u00e0. Come diceva Giovanni XXIII: \u201cLa prospe-rit\u00e0 economica di un popolo consiste, oltre che nella quantit\u00e0 dei beni, nella giusta distribuzione degli stessi\u201d.<\/p>\n<p>A giudizio della Chiesa cilena, la disugua-glianza sociale attenta alla coesione sociale della comunit\u00e0 che si deve costruire sulla base della giustizia. Come ha affermato Benedetto XVI la giustizia \u00e8 un problema che concerne la ragione pratica, \u201c<em>ma per realizzare giustamente la sua funzione la ragione si deve purificare costantemente, perch\u00e9 la sua cecit\u00e0 etica, che deriva della preponderanza dell\u2019interesse e il potere che l\u2019abbagliano, \u00e8 un pericolo che mai si pu\u00f2 scontare totalmente<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione questo \u00e8 il mandato che abbiamo noi, umanisti cristiani, intorno ai dibatti sugli aspetti etici della distribuzione della ricchez-za: partendo da quello che ci dice il pensiero sociale della Chiesa, superare la cecit\u00e0 etica e abbandonare l\u2019arroganza proprie delle passione ideologiche e le tentazione tecnocratiche che tendono a dividere le attitudine fra i cosiddetti liberali e conservatori. In questo senso, l\u2019etica ci parla di andare modes-tamente al discernimento del bene comune. L\u2019esempio del Cile pu\u00f2 servire per illuminare quello spazio vuoto del rapporto fra crescita econo-mica e il completo sviluppo sociale del paese.<\/p>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Ranking<\/em><\/td>\n<td><em>Autore<\/em><\/td>\n<td><em>data \u00a0<\/em><\/td>\n<td><em>Paesi<\/em><\/td>\n<td><em>Posto.(1)<\/em><\/td>\n<td><em>Posto.(2)<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sviluppo Democratico latinoamericano<\/td>\n<td>Fondazione K. Adenauer<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>18<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Povert\u00e0 umana<\/td>\n<td>UNDP<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>103<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>2\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Libert\u00e0 economica<\/td>\n<td>The Wall Street Journal<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>155<\/td>\n<td>11<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stato delle madre<\/td>\n<td>Save the Children<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>110<\/td>\n<td>17<\/td>\n<td>3\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Competitivit\u00e0<\/td>\n<td>IMD internazionale<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>60<\/td>\n<td>19<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Percezione di trasparenza<\/td>\n<td>Trasparency International<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>159<\/td>\n<td>20<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Libert\u00e0 economica<\/td>\n<td>Istituto Fraser<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>127<\/td>\n<td>20<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Competitivit\u00e0 per lo Sviluppo<\/td>\n<td>World Economic Forum<\/td>\n<td>2005-6<\/td>\n<td>117<\/td>\n<td>23<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Telecomunicazioni<\/td>\n<td>World Economic Forum<\/td>\n<td>2005-6<\/td>\n<td>115<\/td>\n<td>29<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Qualit\u00e0 mondiale di vita<\/td>\n<td>The Economist<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>111<\/td>\n<td>\u00a031<\/td>\n<td>1\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Globalizzazione<\/td>\n<td>A.T. Kearney\/Foreign Policy<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>62<\/td>\n<td>\u00a034<\/td>\n<td>2\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sviluppo umano<\/td>\n<td>UNDP<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>177<\/td>\n<td>\u00a037<\/td>\n<td>2\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0Sostenibilit\u00e0 ambientale<\/td>\n<td>\u00a0Universit\u00e0 di Yale<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>\u00a0146<\/td>\n<td>\u00a042<\/td>\n<td>9\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0Libert\u00e0 di stampa<\/td>\n<td>\u00a0Giornalisti senza frontiere<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>167<\/td>\n<td>\u00a050<\/td>\n<td>5\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0Distribuzione del reddito<\/td>\n<td>\u00a0UNDP<\/td>\n<td>2005<\/td>\n<td>\u00a0124<\/td>\n<td>\u00a0113<\/td>\n<td>13\u00b0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>(1) Posto del Cile rispetto al totale di paesi nel ranking.<\/p>\n<p>(2) Posto del Cile rispetto ai paesi d\u2019America Latina.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1065],"fascicolo":[111],"class_list":["post-1557","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-roberto-valencia","fascicolo-ottobre-2006"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Una equa distribuzione del reddito: la sfida per il Cile secondo il pensiero sociale cristiano<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Roberto Valencia, pubblicato nel numero di Ottobre 2006. 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