{"id":1529,"date":"2006-06-01T12:00:00","date_gmt":"2006-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1529"},"modified":"2026-04-11T23:13:23","modified_gmt":"2026-04-11T21:13:23","slug":"neo-populismo-e-globalizzazione","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2006\/giugno\/neo-populismo-e-globalizzazione\/","title":{"rendered":"Neo-populismo e globalizzazione"},"content":{"rendered":"<p>Con il termine \u201cpopulismo\u201d \u00e8 stato storicamente designato in Occidente il movimento politico-culturale russo\u00a0<em>Narodnicestvo<\/em>, sviluppatosi nell\u2019ultimo quarto del 19\u00b0 secolo e durato sino alla rivoluzione russa, i cui seguaci si dicono\u00a0<em>Narodniki<\/em>, in italiano<em>\u00a0populisti<\/em>. Il movimento nasce dal tronco positivistico della sociologia e del socialismo agrario di P. L. Lavrov e N. Michajlovskij e si divide in varie correnti, da quella quasi liberale a quella vicina al marxismo. Ebbe come espressione caratteristica la rivista\u00a0<em>Russkoe Bogatsvo<\/em>\u00a0(<em>La ricchezza russa<\/em>), dal 1876 al 1918, cambiando nel tempo diversi nomi. Animati da profonda fede nel contadino russo, contrari al burocratismo zarista e propensi a \u201csaltare\u201d la fase dell\u2019<em>industrialismo<\/em>\u00a0occidentale, i populisti aspiravano ad un socialismo rurale basato sulla obscina o comunit\u00e0 rurale russa. Al populismo \u00e8 ispirato \u201cl\u2019andare verso il popolo\u201d degli intellettuali russi della fine del secolo, nonch\u00e9 l\u2019opera di organizzazioni diverse, a carattere pi\u00f9 rivoluzionario.<\/p>\n<p>Con lo stesso nome sono stati designati anche alcuni movimenti politici culturali o letterari, di tendenza ed ispirazione popolare, quali il\u00a0<em>Partito Populista o Partito del Popolo<\/em>\u00a0negli S.U., e il\u00a0<em>Movimento populista russo<\/em>. Negli USA il\u00a0<em>Populist o People\u2019s Party<\/em>\u00a0ebbe vita dal 1891 al 1908 raggruppando formazioni di operai e agricoltori.\u00a0<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>Il\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0sembra nascere quindi da un\u00a0<em>mix<\/em>\u00a0tra moderna scienza sociale ed un arcaico mito russo della\u00a0<em>comunit\u00e0 contadina<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>madre terra<\/em>, rivendicate come\u00a0<em>bene comune<\/em>\u00a0per auton-omasia.<\/p>\n<p>Di che utilit\u00e0 pu\u00f2 essere oggi questo termine? E\u2019 lecito applicarlo a fenomeni e contesti storicamente diversi? In quali forme attuali possibili possiamo ancora rintracciarlo, ovvero quali dinamiche e trasformazioni esibisce nel mutato sce-nario contemporaneo?<\/p>\n<p>Da un punto di vista antropologico, il\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0pu\u00f2 essere interpretato come una tipica espressione sincretica tra\u00a0<em>tradizione\/cambiamento<\/em>; un fenomeno di resistenza alle trasformazioni dell\u2019assetto sociale e politico, che si oppone ad esse ma cerca al contempo di trarne anche vantaggi.<\/p>\n<p>In questo senso pi\u00f9 ampio il\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0appare come un progetto di \u201cliberazione\u201d e \u2018riscatto\u2019 di masse popolari subordinate, in epoche e contesti storico-culturali anche assai diversi.<\/p>\n<p>Una forma di populismo si pu\u00f2 rintracciare ad esempio, nel movimento operaio occidentale, inteso come progetto di emancipazione (marxista) dalla subalternit\u00e0, nella prospettiva di una conquista e direzione futura dello Stato da parte del popolo. Il richiamo al\u00a0<em>potere dei lavoratori<\/em>, contrapposto al\u00a0<em>potere del capitale<\/em>, costituisce lo sfondo mitico di una resistenza popolare al mondo moderno ed alla rivoluzione industriale, soprattutto nei suoi esiti pi\u00f9 \u201cselvaggi\u201d e \u201cdisumani\u201d. La lotta sociale faceva ricorso a parole d\u2019ordine\u00a0<em>nuove<\/em>\u00a0(<em>rivoluzione proletaria<\/em>) ed a solidariet\u00e0\u00a0<em>antiche<\/em>\u00a0(contadine e rurali). Il movimento al tempo stesso, si richiamava a conoscenze scientifiche moderno (il Socialismo scientifico).<\/p>\n<p>Ma possiamo trovare tracce di\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0anche in esperienze diverse, come nelle mitologie delle razze, del sangue, delle antiche grandezze patrie, delle guerre come origine di un<em>\u00a0nuovo ordine<\/em>, della civilt\u00e0 che redime dalla barbarie popoli d\u2019oltremare. Anche qui troveremo riferimenti a valori ancestrali ma anche a forme di legittimazione scientifica moderne (<em>razziologia<\/em>) che, coniugate, proucono una ideologia di oppressione e sfruttamento, eticamente giustificato come \u201cmissione\u201d di civilizzazione, sviluppo e progresso.<\/p>\n<p>Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 negativo attribuito al \u201cpopulismo\u201d starebbe in un altro carattere tipico, ovvero il fatto che, nonostante questo programma sociale e politico sia spesso fondato\u00a0<em>su interessi contrari al popolo<\/em>\u00a0e funzionali invece a classi o gruppi sociali ristretti, tuttavia riesce ad esercitare una sapiente manipolazione dell\u2019immaginario collettivo, coinvolgendo le masse in avventure ed imprese fatte sentire come rispondenti alle\u00a0<em>loro<\/em>\u00a0esigenze pi\u00f9 profonde (tra questi i miti ideologici fascisti del \u201cposto al sole\u201d o \u201cdell\u2019Italia proletaria\u201d).<\/p>\n<p>Queste ambiguit\u00e0, tipiche delle derive populiste, trovano in effetti ascolto e risonanze favorevoli in una<em>\u00a0cultura popolare<\/em>\u00a0spesso vittima di facili manipolazioni da parte di culture egemoni, come esito della propria storica marginalit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Che dire del\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0nell\u2019epoca dei\u00a0<em>mass-media<\/em>? La sua deriva contemporanea \u00e8 pi\u00f9 difficile da decifrare e analizzare. Anzitutto perch\u00e9 la\u00a0<em>subalternit\u00e0 popolare<\/em>\u00a0\u00e8 oggi pi\u00f9\u00a0<em>ambigua<\/em>, pi\u00f9 sfumata e complessa a definirsi. Se da un lato gode di un potere tutto suo (<em>il potere del consumatore<\/em>) d\u2019altra parte questo grande target subisce una forte manipolazione\u00a0<em>culturale<\/em>\u00a0che modella il suo universo simbolico, sempre pi\u00f9 amministrato dall\u2019industria televisiva di massa.<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Le nuove forme del populismo contemporaneo appaiono legate proprio al\u00a0<em>medium<\/em>\u00a0televisivo, come fonte di consenso verso stili di vita e forme di pensiero, che potremmo definire\u00a0<em>populismo mediatico<\/em>, capace di assumere aspetti diversi.<\/p>\n<p>Le riflessioni pi\u00f9 attuali sul neo-populismo sono state elaborate sul fenomeno politico-culturale del \u201cberlusconismo\u201d.<sup>3<\/sup><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 degli aspetti\u00a0<em>politici<\/em>, che qui non interessano, \u00e8 utile invece capire i modi e le forme culturali in cui si manifesta o si declina oggi, secondo alcuni studiosi, questa forma di\u00a0<em>neo-populismo<\/em>. Umberto Eco, ad esempio, analizzando da semiologo la campagna elettorale di Forza Italia (elezioni politiche del 2001), vi individua un nuovo ed originale modo di fare politica che definisce \u201c<em>spot-oriented<\/em>\u201d. Questo modello, veicolato attraverso\u00a0<em>media<\/em>\u00a0diversi (cartellonistica, manifesto elettorale, annuncio pubblicitario), impiegherebbe tuttavia forme di comunicazione politica paradossalmente riprese dal modello veterocomunista o sessantottardo.<\/p>\n<p>Questo modello impiegava\u00a0<em>slogan<\/em>\u00a0efficaci e comprensibili, ripetuti costantemente e quasi ossessivamente, tra i quali ricorrevano alcuni temi-guida del tempo, quali la denuncia imperialistica americana come causa della fame nel mondo, la denuncia della magistratura cattiva (che ritroviamo,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, nel Polo); l\u2019idea di un rivolgimento insieme globale e radicale che per il veterocomunismo era nello slogan di \u201ccambiare le cose\u201d e nel Polo diventa una non meglio definita \u201cItalia che ho in mente\u201d, ripetutamente espressa dal suo leader.<\/p>\n<p>Infine la monopolizzazione di valori comuni (la pace, la democrazia, la figura di Garibaldi) che venivano trasformati dal comunismo in\u00a0<em>valori di parte<\/em>, quindi capaci di aggregare\/arruolare immediatamete chiunque si trovasse a parlare di questi temi.<\/p>\n<p>Egualmente nel Polo, alcuni valori-base, del tutto generici (quali \u201cla libert\u00e0\u201d, la \u201citalianit\u00e0\u201d, tra lo sportivo ed il patriottico, o la \u201csicurezza\u201d) sono\u00a0<em>monopolizzati<\/em>\u00a0come simboli-chiave, capaci di arruolare inconsapevolmente \u201cla gente\u201d comune, che comunemente li nomina, li manifesta, li esprime.<\/p>\n<p>Se assumiamo come primo carattere costitutivo del populismo \u201c<em>l\u2019andare verso il popolo<\/em>\u201d degli intellettuali russi della fine del secolo, possiamo trovare un corrispondente contemporaneo nell\u2019andare \u201c<em>verso la gente<\/em>\u201d in versione berlusconiana. Il termine \u201cgente\u201d nella sua apparente genericit\u00e0, trova un\u00a0<em>target<\/em>\u00a0di riferimento nelle vaste \u201c<em>masse mediatiche<\/em>\u201d accomunate da \u201cun sentire comune\u201d tipico di un aggregato indistinto ma unificato dal\u00a0<em>medium<\/em>\u00a0televisivo commerciale, come spazio di informazione, ludico e cognitivo.<\/p>\n<p>Questo strano mix di pratiche politiche antiche (veterocomuniste) riproposte attraverso\u00a0<em>media<\/em>\u00a0contemporanei, \u00e8 legato al fatto che altrettanto paradossalmente il nuovo partito politico trova i suoi intellettuali e consiglieri soprattutto tra gli ex sessantottini ed ex comunisti, esperti di un rapporto con le masse alle quali per l\u2019appunto il Polo si rivolge, nella consapevolezza che il disfacimento ideologico ha prodotto la perdita dell\u2019 identit\u00e0 sociale classica, basata sul censo, sostituita da una generica appartenenza comune \u2013 secondo Eco \u2013 all\u2019universo dei valori massmediatici, quindi sensibili al richiamo populista.<\/p>\n<p>Inoltre, ed \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 propriamente antropologico, le argomentazioni populiste pi\u00f9 ricorrenti nelle tesi a favore di Berlusconi, sono evidentemente basate su\u00a0<em>credenze<\/em>\u00a0antiche e popolari, a volte con evidenti valenze di tipo magico-utilitaristico.<\/p>\n<p>Una prima\u00a0<em>credenza<\/em>\u00a0sostiene che essendo il<em>\u00a0leader<\/em>\u00a0gi\u00e0 ricco, non avr\u00e0 bisogno di rubare denaro pubblico; la seconda che \u00e8 indifferente che \u201cfaccia i suoi interessi\u201d purch\u00e9 \u201cpermetta anche a me di fari i miei\u201d; la terza \u00e8 legata ad una pi\u00f9 complessa credenza<em>\u00a0mitica<\/em>\u00a0dei cos\u00ec detti \u201cculti del cargo\u201d di cui diremo appresso.<\/p>\n<p>Le prime due argomentazioni rientrano in una psicologia popolare assai radicata e diffusa, propensa a colludere con il potente ed il fortunato, specie se divenuto tale non per condizione ascritta, ma per \u201cabilit\u00e0 personali\u201d, tra le quali da sempre primeggiano nel sistema di valori popolari l\u2019astuzia (la metis greca, sussidio del \u2018debole\u2019 o dell\u2019uomo comune per affermarsi contro i forti ed i potenti, leggi i politici<sup>4<\/sup>,<em>\u00a0l\u2019abilit\u00e0 manipolativa, comunicativa e relazionale<\/em>\u00a0(<em>grande comunicatore<\/em>), e non ultimo, un sentire ed un esprimersi \u201cvicino\u201d alle modalit\u00e0\u00a0<em>espressive<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>emotive<\/em>\u00a0dei ceti medi. Ma accanto a questi argomenti o \u201ccredenze\u201d che traggono origine dalla loro \u201cprossimit\u00e0\u201d con l\u2019esperienza comune della \u201cgente\u201d e con dinamiche proiettive ed identificative, la terza (e pi\u00f9 implicita) credenza \u00e8 legata proprio alla ricchezza del\u00a0<em>leader<\/em>\u00a0ed a concetti antropologici classici quali il\u00a0<em>mana<\/em>\u00a0ed i culti del\u00a0<em>cargo<\/em>. Di cosa si tratta?<\/p>\n<p>Si tratta, com\u2019\u00e8 noto dalla amplissima letteratura etnografica, di concetti e pratiche elaborate da popolazioni polinesiane oppresse dal colonialismo, attraverso la credenza nell\u2019arrivo miracoloso ed imminente di navi da carico (<em>cargo<\/em>, appunto), colme di ricchezza (come quelle che vedevano arrivare per i loro dominatori bianchi), portata per loro dagli antenati mitici, per riscattarli da una subordinazione insieme economica e politica, emancipandoli dal dominio dei loro amministratori coloniali.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>L\u2019elemento irrazionale e magico del\u00a0<em>populismo<\/em>\u00a0nostrano (che non \u00e8 affatto un sistema consapevole e voluto, ma un fenomeno culturale, in gran parte implicito, dotato di una sua interna logica), sta nel fatto che la sua\u00a0<em>leadership<\/em>, fortemente personalistica, alimenta in forme del tutto inconsapevoli la credenza nella qualit\u00e0 magica del\u00a0<em>mana<\/em>; una propriet\u00e0 che si trasmette per\u00a0<em>contatto<\/em>\u00a0e per\u00a0<em>vicinanza<\/em>\u00a0e che opera, nel caso in questione, sul principio (sotteso ed implicito) che un<em>\u00a0leader<\/em>\u00a0che ha saputo diventare enormemente ricco possa\u00a0<em>far partecipare<\/em>\u00a0della sua ricchezza anche chi viene da lui governato<sup>6<\/sup>. Persuasione, aggiunge l\u2019autore, tipica del teledipendente che segue le trasmissioni di giochi miliardari che inchiodano le masse alla televisione per l\u2019identificazione e la partecipazione fortissima all\u2019esperienza individuale del \u2018diventare miliardario\u2019.<\/p>\n<p>Da questa analisi possiamo ricavare alcune interessanti conclusioni su questa forma di neo-populismo nostrano, utili per un\u2019antropologia delle moderne societ\u00e0 complesse.<\/p>\n<p>L\u2019avvento (o il ritorno, se volete) di questo fenomeno mostra anzitutto come sia cambiata la stessa struttura sociologica del nostro paese. Un paese in cui, paradossalmente,\u00a0<em>il vero partito di massa attuale<\/em>\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 rappresentato dalle forze della sinistra, ma da una nuova forza\u00a0<em>centrista e moderata<\/em>\u00a0che adotta le tecniche comunicative proprie di un partito di massa.<\/p>\n<p>Questa novit\u00e0 ha creato alle forze di sinistra\u00a0<em>un vero problema di identit\u00e0<\/em>; quello di basarsi su un elettorato\u00a0<em>non pi\u00f9 popolare<\/em>, bens\u00ec formato\u00a0<em>da ceti emergenti<\/em>, professionisti del terziario, proba-bilmente eredi di una mitica\u00a0<em>classe operaia<\/em>\u00a0che non esiste pi\u00f9. Ne deriva un singolare paradosso, acutamente individuato da Umberto Eco: che il \u201cvero\u201d ultimo comunista finisca per essere proprio il<em>\u00a0leader<\/em>\u00a0anticomunista del Polo. Sentiremo dunque &#8211; si domanda ironicamente Umberto Eco &#8211; Berlusconi incitare: \u201c<em>Avanti o Popolo!<\/em>\u00a0\u201d?<sup>7<\/sup><\/p>\n<p>Questa analisi sul\u00a0<em>neo-populismo<\/em>\u00a0fa riflettere sulla origine degli emergenti modelli politici italiani, e sulla crisi di quelli tradizionali, in modo ironico e inedito, da un punto di vista semiotico, ma tutto \u2018interno\u2019 alla nostra realt\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Da un punto di vista antropologico, possiamo invece ricercare i livelli di relazione di questo fenomeno,\u00a0<em>non solo<\/em>\u00a0interni alla\u00a0<em>politica<\/em>, ma estesi al contesto globale del nostro tempo.<\/p>\n<p>Se ripercorriamo la sintetica analisi storica di apertura, potremmo dire che il populismo storico rappresenta l\u2019emergere\u00a0<em>dell\u2019utopia<\/em>\u00a0nella pratica politica. E\u2019 una cosa nuova e rivoluzionaria, nel senso che introduce<em>\u00a0tensione e fantasia<\/em>\u00a0nel regno del calcolo politico e dell\u2019esercizio del potere.<\/p>\n<p>L\u2019utopia populista era centrata nel\u00a0<em>rifiuto<\/em>\u00a0dell\u2019industrialismo come\u00a0<em>necessaria<\/em>\u00a0fase di sviluppo e nella<em>\u00a0redistribuzione<\/em>\u00a0delle terre come alternativa alla produzione capitalista agraria. Si pu\u00f2 leggere questa\u00a0<em>invenzione culturale<\/em>\u00a0come rifiuto del capitalismo industriale e del suo modello di sviluppo (urbano, di massa), in favore di un recupero (<em>rivoluzionario<\/em>; etimologicamente, ritorno alle origini) della cultura di comunit\u00e0 (contadina), matrice di relazioni vitali e autentiche, e quindi di un\u2019<em>altra<\/em>\u00a0forma possibile di sviluppo.<\/p>\n<p>Interessante notare che questa tensione nasce dal solco del\u00a0<em>positivismo<\/em>, del\u00a0<em>socialismo agrario<\/em>, cio\u00e8 di correnti razionaliste. Come a\u00a0<em>legittimarsi<\/em>\u00a0sul piano intellettuale e scientifico, ed al contempo, ad elaborare una prima reazione anti-intellettuale ed anti-razionalistica alla politica classica.<\/p>\n<p>Il carattere\u00a0<em>utopico<\/em>\u00a0di questo populismo non \u00e8 tanto nella sua tensione ad una diversa cultura economica ed ad un diverso sistema di valori, ma la sua<em>\u00a0improponibilit\u00e0<\/em>\u00a0per l\u2019evidente distanza dal clima culturale pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Anche il populismo post-moderno, sembra individuare un nuovo soggetto, che richiama le\u00a0<em>Folle solitarie<\/em>\u00a0di Riesman<sup>8<\/sup>:\u00a0<em>la gente<\/em>, massa mediatica generica, nuovo soggetto raggiungibile attraverso\u00a0<em>la comunicazione televisiva<\/em>\u00a0e depositario della sovranit\u00e0 popolare, diffusamente e confusamente ostile verso ogni potere istituzionale (giudiziario, politico, ecc.) come verso il cambiamento culturale in atto e fenomeni correlati, quali la immigrazione e la globalizzazione.<\/p>\n<p>I nemici da combattere diventano i politici di professione e di \u2018fede\u2019, i sostenitori di passate ideologie collettivistiche, (comunisti), ma anche i militanti della \u2018vecchia politica\u2019, nonch\u00e9 gli oppositori critici verso il Polo delle Libert\u00e0, di ogni estrazione e tipo. Tutti responsabili di attentare alla \u201clibert\u00e0\u201d: valore-base afferente ad un\u00a0<em>liberalismo<\/em>\u00a0in genere riferito alla \u201clibert\u00e0 di intraprendere e di fare\u201d, vista come salvifico e provvidenziale motore di \u2018sviluppo\u2019, quasi automatico e naturale, una volta rimossi gli impedimenti burocratici e capziosi alla \u201csana\u201d vitalit\u00e0 economica della \u201csociet\u00e0 civile\u201d.<\/p>\n<p>Ai suoi simpatizzanti questo nuovo (ma anche antico) modello di fare politica propone l\u2019identificazione in una nuova\u00a0<em>figura<\/em>\u00a0o modello di<em>\u00a0leader<\/em>, che, come sottolinea, tra gli altri, M. F. R. Kets De Vries, psicologo franco-canadese, direttore dell\u2019 insead, scuola europea per la preparazione dei manager<sup>9<\/sup>, appare\u00a0<em>assai distante<\/em>\u00a0da matrici intellettuali e politiche, e pi\u00f9 vicino invece al mondo della \u201csociet\u00e0 civile\u201d; della prassi, dell\u2019azione, della vita economica (<em>imprenditore, manager<\/em>). Di conseguenza il modello operativo di riferimento non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019Ente o l\u2019Istituzione (entrambe pubbliche) ma l\u2019<em>azienda<\/em>\u00a0(privata, e per di pi\u00f9 spesso di famiglia), ed il \u201c<em>paese<\/em>\u201d; ovvero mondi particolari e particolaristici, \u201cvicini alla gente\u201d: per questo pi\u00f9 sensibili e partecipi delle istanze e bisogni\u00a0<em>personali o particolari<\/em>\u00a0di vasti e articolati strati popolari.<\/p>\n<p>Anche per via di questa nuova e originale fonte di legittimazione ed identificazione, la ricchezza \u00e8 considerata come una\u00a0<em>opportunit\u00e0<\/em>\u00a0alla portata di tutti, sebbene (fatalmente) non per tutti. \u201cFarsi i propri interessi\u201c \u00e8 quindi non solo moralmente indifferente, ma anche \u201cpoliticamente corretto\u201d, nella misura in cui sia permesso ad ognuno di farsi i suoi (una estrema sintesi del \u2018liberalismo populista\u2019 nostrano).<\/p>\n<p>E\u2019 utile notare come questo\u00a0<em>neopopulismo<\/em>\u00a0riveli impliciti livelli di relazione con le nuove e diffuse forme di\u00a0<em>etnocentrismo collettivo<\/em>\u00a0del nostro tempo. Queste sono oggi attivate e trovano manifestazione nelle crescenti tensioni\u00a0<em>xenofobe e razziste<\/em>\u00a0suscitate dalle ondate migratorie verso l\u2019Europa, terra di immigrazione e di speranza per numerosi flussi di lavoratori extracomunitari, sfuggiti &#8211; a volte a rischio della propria vita &#8211; alle condizioni di miseria dei loro paesi d\u2019origine e giunti in Europa spesso sull\u2019onda di una mitizzazione (\u201cmillenaristica\u201d o \u201cmessianica\u201d) sulle prospettive di vita futura.<sup>10<\/sup><\/p>\n<p>Questo fenomeno migratorio (che costituisce lo sfondo sociale pi\u00f9 rilevante del nostro tempo) pu\u00f2 essere visto, contraddittoriamente, sia come un\u00a0<em>pericolo ed una minaccia<\/em>\u00a0(\u201cinvasione\u201d) nei confronti della propria identit\u00e0 culturale, quanto come\u00a0<em>provvidenziale opportunit\u00e0<\/em>, per strati imprenditoriali e commerciali per i quali \u201cgli immigrati\u201d costituiscono un prezioso potenziale economico come risorse lavorative a basso costo.<\/p>\n<p>Questa duplice valenza associata agli \u201cimmigrati\u201d visti come \u201cdiversi\u201d ma dei quali si percepisce il potenziale economico, pu\u00f2 essere abilmente utilizzata dal\u00a0<em>neo populismo<\/em>\u00a0nella sua ricerca di\u00a0<em>consenso<\/em>\u00a0interno. E questo, mettendo in atto politiche di \u201ccontenimento\u201d della \u2018invasione\u2019 degli \u201cextra-comunitari\u201d, con restrizioni di accesso che riducono soprattutto il\u00a0<em>potere contrattuale<\/em>\u00a0di questi lavoratori consentendo ai datori di lavoro di esercitare potenziali forme di sfruttamento e di discrezionalit\u00e0 nell\u2019impiego di un ampio patrimonio di forza-lavoro disponibile.<\/p>\n<p>La loro precostituita<em>\u00a0irriducibilit\u00e0 culturale<\/em>, che ne fa degli\u00a0<em>estranei<\/em>\u00a0(<em>extra-comunitari<\/em>) e dei\u00a0<em>diversi<\/em>\u00a0(\u201cimmigrati\u201d) \u201cgiustifica\u201d anche il percepirli e trattarli piuttosto che come\u00a0<em>persone<\/em>\u00a0(portatrici di valori etico-sociali e religiosi), come \u201c<em>merci<\/em>\u201d; ovvero come\u00a0<em>fasci di attributi<\/em>\u00a0(forza-lavoro) per soddisfare i nostri bisogni (di arricchimento, crescita e sviluppo), consegnandoli ad una visione ideologica tipicamente \u201cetnocentrica\u201d<sup>11<\/sup>.<\/p>\n<p>Il richiamo populistico ad un\u00a0<em>mitico<\/em>\u00a0orizzonte di sviluppo e di benessere individuale e collettivo insieme, appare quanto meno incompatibile quindi con\u00a0<em>politiche di accoglienza e condivisione<\/em>, di tipo umanistico o \u201ccaritativo\u201d nei confronti di queste ampie fasce sociali marginali ma indispensabili e necessarie al nostro futuro.<\/p>\n<p>Nell\u2019et\u00e0 della globalizzazione il neopopulismo pu\u00f2 sfruttare le tensioni xenofobe per legittimare politiche di omologazione degli\u00a0<em>immigrati a merci<\/em>, cio\u00e8 vedere in loro mera\u00a0<em>forza-lavoro<\/em>\u00a0e non\u00a0<em>persone<\/em>, stravolgendo cos\u00ec il messaggio cristiano di un umanesimo integrale ma, soprattutto, pu\u00f2 mettere in crisi la stessa possibilit\u00e0 di una convivenza multiculturale, alla quale peraltro dovremo necessariamente educarci come condizione stessa del nostro futuro.<\/p>\n<p>Padre Alex Zanotelli, un missionario comboniano impegnato nel sociale, scrive<sup>12<\/sup>\u00a0a proposito della normativa che restringe e disciplina i flussi migratori nel nostro paese, che questa legge, \u201cmette tra parentesi la persona: quello che interessa \u00e8 che l\u2019immigrato lavori, non esista come essere umano con una propria cultura o come cittadino. In questo senso la legge avalla una mentalit\u00e0 secondo la quale l\u2019immigrato\u00a0<em>deve essere una merce da utilizzare<\/em>. \u00c8 legalmente riconosciuto fintanto che serve al capitale e poi pu\u00f2 essere rispedito al mittente\u201d.<\/p>\n<p>Padre Zanottelli dice esplicitamente che si deve rifiutare questa legge come \u201cun insulto alla nostra umanit\u00e0 come alla fede cristiana\u201d. Propone forme di impegno e di lotta su due fronti: un appello alla Chiesa italiana perch\u00e9 faccia nascere un movimento come il\u00a0<em>Sanctuary Movement<\/em>\u00a0degli USA negli anni 80, per gli immigrati del Salvador, Guatemala, Nicaragua.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 ecumeniche statunitensi riaffermavano attraverso questo movimento, il diritto di asilo (<em>santuario<\/em>) proprio della tradizione biblica, facendosi carico di questi diseredati e difendendoli dalla polizia sino all\u2019aula del tribunale. Questa risposta, potrebbe essere lo stimolo alla riaffermazione non solo del\u00a0<em>diritto d\u2019asilo<\/em>, ma dei\u00a0<em>diritti<\/em>\u00a0internazioni e\u00a0<em>fondamentali<\/em>\u00a0della persona umana sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali cui l\u2019Italia aderisce, come hanno rilevato l\u2019 ICS (<em>Consorzio Italiano di Solidariet\u00e0<\/em>),<em>\u00a0Amnesty<\/em>\u00a0e MFS (<em>Medici senza frontiere<\/em>)<sup>13<\/sup>.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 la proposta di Zanottelli, di istituire\u00a0<em>processi formativi<\/em>\u00a0di base che portino la gente, le comunit\u00e0 di base cattoliche, \u201ca vedere nell\u2019immigrato non un pericolo, una minaccia, ma una ricchezza, un\u2019occasione\u201d di arricchimento culturale e sociale.<\/p>\n<p>Se il populismo, come questa breve rassegna ha cercato di mostrare, tende a porsi come ibrida sintesi di\u00a0<em>re-integrazione<\/em>\u00a0di valori e assetti sociali pregressi; di ritorno a presunte e mitiche idealit\u00e0 fondanti l\u2019identit\u00e0 nazionale (mescolati a temi, slogan e valori emergenti della contemporaneit\u00e0), allora potremmo cominciare a vedere nel<em>\u00a0neo\u2013populismo<\/em>\u00a0nostrano una\u00a0<em>resistenza<\/em>\u00a0ai nuovi pressanti problemi della\u00a0<em>globalizzazione<\/em>\u00a0e dall\u2019immigrazione di massa, i due scenari del cambiamento socio-culturale contemporaneo.<\/p>\n<p>A questo cambiamento il\u00a0<em>neo-populismo<\/em>\u00a0risponde con una difesa del\u00a0<em>particolare<\/em>, del\u00a0<em>privato<\/em>\u00a0e dell\u2019<em>individuale<\/em>, eretti a mete collettive, in stridente contrasto con una societ\u00e0 incamminata verso scenari e cittadinanze\u00a0<em>sempre pi\u00f9 globali ed inclusive<\/em>.<\/p>\n<p>Si profila pertanto una vera e propria mission non solo per gli studiosi di scienze sociali ma per tutti coloro che operano attivamente nella societ\u00e0 civile, per promuovere una maggiore consapevolezza del nostro tempo e del nostro \u2018bisogno dell\u2019altro\u2019 come\u00a0<em>realt\u00e0 necessaria<\/em>\u00a0e come\u00a0<em>scenario di convivenza futuro inevitabile<\/em>. Ma, soprattutto, per accrescere la consapevolezza che le ideologie di \u201csviluppo\u201d ed il razzismo xenofobo minacciano di negare i nostri stessi bisogni, ed i diritti fondamentali della persona, allontanandoci dalla meta comune di diventare \u201ccittadini del mondo\u201d e di costruire insieme all\u2019<em>altro<\/em>\u00a0un destino migliore.<\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani, Roma, 1970, p. 642, vol. IX, voci: \u201c<em>Populismo<\/em>\u201d , \u201c<em>populista<\/em>\u201d.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0C. Prandi, \u201cPopolare\u201d, cit. p. 908.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0U. Eco,\u00a0<em>Vi spiego perch\u00e9 nel Cavaliere si nasconde un comunista<\/em>, La Repubblica, 3.4.2001; M. F. R. Kets De Vries<em>\u00a0Leader, giullari e impostori<\/em>, Ediz. Raffaele Cortina, 2001.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0T. Ceccarini (a cura di),\u00a0<em>Athena l\u2019ulivo l\u2019aratro, elogio dell\u2019intelligenza pratica e dell\u2019abilit\u00e0 tecnica<\/em>, Editrice Vela, Velletri, 1998.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0P. Lawrence,\u00a0<em>Road belong Cargo<\/em>, Manchester, University Press, 1964; M. Massenzio,\u00a0<em>Cargo Cults: dall\u2019evasione mitica all\u2019impegno emancipatorio<\/em>, in: V. Lanternari, Festa, carisma, apocalisse, Sellerio Edit., Palermo, 1983, pp. 305-348.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0A. F. C. Wallace,\u00a0<em>Religion: An Anthropological view<\/em>, Random House, New York, 1966.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0U. Eco, cit., idem.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0D. Riesmann,<em>\u00a0La folla solitaria<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1956.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0M.F.R. Kets De Vries, cit: 2001<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0V. Lanternari,<em>Una nemesi storica: gli immigrati dal terzo mondo. Aspetti etnoantropologici del fenomeno<\/em>, in:\u00a0<em>Per una societ\u00e0 multiculturale<\/em>, a cura di M. I. Macioti, Liguori Editori, Napoli, 1989.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0A. Catemario,<em>\u00a0Linee di Antropologia culturale<\/em>, vol. I.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0A. Zanottelli,\u00a0<em>Mosaico di Pace<\/em>\u00a0, luglio-agosto 2004.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.redattoresociale.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.redattoresociale.it<\/a>\u00a011.7.2002; 16.9.20.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[838],"fascicolo":[107],"class_list":["post-1529","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-antonio-riccio","fascicolo-giugno-2006"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Neo-populismo e globalizzazione<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Antonio Riccio, pubblicato nel numero di Giugno 2006. 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