{"id":1425,"date":"2005-06-01T12:00:00","date_gmt":"2005-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1425"},"modified":"2026-04-11T15:23:58","modified_gmt":"2026-04-11T15:23:58","slug":"p-a-sorokin-il-potere-e-le-vie-dellamore-citta-nuova-2004-784-pp","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2005\/giugno\/pa-sorokin-il-potere-e-le-vie-dellamore-citta-nuova-2004-784-pp\/","title":{"rendered":"P.A. Sorokin Il potere e le vie dell\u2019amore Citt\u00e0 Nuova 2004, 784 pp."},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 curioso quanto il destino di un intellettuale possa dipendere da eventi accidentali e suggestioni estemporanee.\u00a0Pu\u00f2 succedere in tal modo che dell\u2019opera ampia e variegata di un pensatore si ricordi soprattutto un contributo accessorio, forse marginale, e che invece del grande sforzo verso un programma ideale e teorico rimanga solo una fievole traccia.<\/p>\n<p>Nel caso di Sorokin, bisogna aggiungere che lui stesso non ha granch\u00e9 aiutato i posteri ad una facile lettura della sua opera. I suoi libri risultano, di fatto, monumenti letterari, di grande erudizione e pregiatissimo approfondimento, tuttavia poco disponibili dal punto di vista commerciale e ancor meno proponibili da quello didattico. Soprattutto nel settore degli studi sociologici, fra l&#8217;altro, si deve tener conto della intrinseca dinamicit\u00e0 della conoscenza, perennemente tarata sul cambiamento e sull\u2019azione operante, con il risultato che alcune opere di ampia elaborazione faticano a volte pi\u00f9 del necessario a trovare la giusta collocazione.<\/p>\n<p>Sorokin, in tal senso, vive una situazione paradossale. Viene spesso citato in ambito logico e metodologico, quando il sociologo di origine russa oper\u00f2 una mirabile denuncia alla \u201cquantofrenia\u201d, cio\u00e8 a quel rischio nel quale i sociologi possono cadere quando si mettono a misurare tutto quel che riguarda il sociale, nella convinzione, pi\u00f9 o meno esplicitamente espressa, che la via per fare della sociologia una scienza d\u2019alto calibro sia quella della rilevazione empirica quantitativa e numerica di ogni fenomeno. \u00c8 vero che l\u2019opera nella quale Sorokin propone tale lettura \u2013\u00a0<em>Fads and Foibles in Modern Sociology and Related Sciences<\/em>\u00a0(1956) \u2013 una fra le prime ad essere per il pubblico italiano e in assoluto fra le opere di Sorokin pi\u00f9 tradotte nelle diverse lingue, rappresenta un lavoro assai originale, per certi versi ineguagliato, che con uno stile a un tempo auto-ironico rispetto alla sociologia, e allo stesso momento metodologicamente rigoroso, \u00e8 riuscito a far emergere quelle derive statistico-induttive che la sociologia contemporanea, soprattutto nei contesti nordamericani, ha intrapreso. Tuttavia, avvicinarsi a Sorokin per questa strada non rende merito al suo pensiero.<\/p>\n<p>Il volume qui presentato per la prima volta al pubblico italiano intende proporre uno dei volti importanti di Sorokin, quello forse pi\u00f9 maturo ed originale. Si tratta dello studio sull\u2019amore altruistico e sulle energie sociali che scaturiscono da questa elementare (in senso tecnico) forma umana di relazione creativa.<\/p>\n<p>E scopriamo un Sorokin che potrebbe essere annoverato, nonostante l\u2019epoca (la met\u00e0 del ventesimo secolo), fra i classici del pensiero sociologico, per l\u2019ampiezza e la portata della sua riflessione, e per non essersi lasciato imprigionare dalle artificiali costruzioni disciplinari che, in alcuni casi, oggi hanno parcellizzato e settorializzato oltre misura la professione del sociologo. Classico, infatti, \u00e8 il quesito di partenza: perch\u00e9 l\u2019uomo produce un ordine sociale e civile? Altrettanto classico \u00e8 il metodo per elaborare una efficace risposta: la natura della personalit\u00e0 creativa nel suo apporto altruistico.<\/p>\n<p>Certo, ci troviamo assai distanti dalle paradigmatiche elaborazioni che la sociologia di quel tempo andava elaborando. Il pensiero di Sorokin \u00e8 inconciliabile con l\u2019utilitarismo sociologico, il darwinismo sociale, lo struttura del funzionalismo, le visioni del conflitto, le ambizioni interazioniste-simboliche, e le altre dottrine teoriche che nella seconda parte del secolo scorso andavano profilandosi. La sociologia contemporanea ha faticato a comprendere lo spessore di Sorokin, e le accuse che gli sono state rivolte non denunciano solo una certa distanza dai paradigmi pi\u00f9 in voga, ma una vera e propria incommensurabilit\u00e0 epistemologica. \u00c8 il caso di Lewis Coser, per il quale l\u2019altruismo non poteva essere ammesso fra gli oggetti di interesse della teoria sociologica (L.A. Coser,\u00a0<em>Masters of Sociological Thought<\/em>, Harcourt Brace, New York 1977), relegando con ci\u00f2 immeritatamente l\u2019opera di Sorokin a filosofia sociale.<\/p>\n<p>Ma le incomprensioni con i settori dominanti della teoresi sociologica hanno un\u2019origine lontana, decisamente incardinata nel difficile rapporto con Talcott Parsons. Attorno alla disputa intellettuale fra Sorokin e Parsons \u00e8 stato scritto molto; oggi \u00e8 possibile guardare a tale disputa con gli occhi disincantati della valutazione del ruolo dell\u2019ideologia nell\u2019affermazione dei paradigmi socioogici. Fra la statica costruzione del sistema sociale parsonsiano e la dinamica elaborazione della mobilit\u00e0 sociale e culturale sorokiniana, Harvard e gli intellettuali statunitensi non potevano che scegliere Parsons; le esigenze dell\u2019equilibrio geo-mondiale avevano bisogno di concetti che parlassero di equilibrio del sistema, di livelli di integrazione, di paradigmi funzionalistici, di ingegnerie sociali.<\/p>\n<p>Erano tempi duri, attorno alla met\u00e0 del ventesimo secolo, per chi intendeva fare sociologia senza per questo aderire ai programmi ideologici pi\u00f9 in voga. Lo stesso Charles Wright Mills, altro sociologo di una teoria concorrente con quella parsonsiana, ebbe un destino pi\u00f9 fortunato di Sorokin, probabilmente perch\u00e9 era collocato nella pi\u00f9 generale contrapposizione ideologica in atto. E nonostante Sorokin abbia avuto modo di muovere una decisa critica nei confronti dell&#8217;intervento statunitense in Vietnam, la generazione dei giovani della contestazione gli prefer\u00ec Marcuse, pi\u00f9 facilmente etichettabile nelle scelte di campo di quel tempo.<\/p>\n<p>Tuttavia sarebbe erroneo indugiare in una valutazione di Sorokin quale &#8220;sociologo maledetto&#8221;, perseguitato dalla fortuna e dal destino. In realt\u00e0, Sorokin fu sostanzialmente un pensatore autonomo e libero. Non reagiva alle questioni del momento, non si lasciava trascinare dagli eventi. Non che vivesse intellettualmente avulso dalle circostanze storiche e dai dibattiti ideologici e politici: la sua turbinosa biografia pone in rilievo che non si tratta di un intellettuale cresciuto fra le mansuete pareti delle aule e dei dipartimenti universitari. Semplicemente, il suo fare ricerca sociale non si esauriva nell\u2019analisi e nell\u2019individuazione delle cause immediate dei fenomeni storici; la sua \u00e8 una vera e propria \u201csociologia del profondo\u201d, come fu definita da Tommaso Sorgi, lo studioso che in forma pi\u00f9 compiuta ha affrontato gli snodi teorici e biografici del sociologo di origine russa (T. Sorgi,\u00a0<em>La sociologia del profondo in P.A. Sorokin<\/em>, Libreria dell\u2019Universit\u00e0, Pescara, 1985).<\/p>\n<p>\u00c8 possibile definire il pensiero di Sorokin come \u201csociologia del profondo\u201d, mettendo in rilievo soprattutto tre aspetti costitutivi della sua produzione.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 una scienza sociale che si prodiga nel portare alla luce le forze ultime e pi\u00f9 sotterranee dei grandi mutamenti sociali. In pratica, Sorokin non definisce il proprio campo disciplinare demarcando i confini con quelli attigui, non cerca ostinatamente di emancipare la scienza sociale dalla filosofia della storia, dalla storiografia, dalla psicologia; anzi, ogni approccio intellettuale pregiato deve potersi avvalere degli strumenti provenienti da settori diversi. Non a caso, un altro ambito nel quale il pubblico italiano ha potuto incontrare Sorokin \u00e8 quello della sociologia della conoscenza. Nel distinguo, tuttavia, che la sociologia della conoscenza sorokiniana non tratta dei meccanismi sociali di condizionamento del pensiero, ma concerne universalmente l\u2019ampia interazione esistente fra la societ\u00e0, la storia e i prodotti mentali.<\/p>\n<p>La seconda direttrice della sociologia del profondo di Sorokin riguarda la sua visione antropologica. Si tratta di una concezione integrale, che di sicuro deve molto alla ben impostata conoscenza psicologica che Sorokin possedeva per formazione. Al pari di Freud, anche Sorokin si lanci\u00f2 nell\u2019analisi delle energie vitali che alimentano l\u2019essere, ma pervenne a una soluzione differente rispetto a quella freudiana. La sua soluzione non dimentica che esiste una dimensione spirituale, tipicamente creativa e superiore alla razionalit\u00e0, al tempo stesso legata alla nostra misura individuale e tuttavia contemporaneamente superiore, che si esprime spesso nelle forme incontrollate degli slanci geniali, dei lampi d\u2019intuizione, delle divine ispirazioni. \u00c8 questo livello super-conscio a dare unit\u00e0 ai sottostanti aspetti, per una concezione complessiva della persona che intende non rinunciare al livello spirituale della natura umana n\u00e9 relegarlo a mera pulsione incontrollabile. L\u2019approccio di Sorokin in tal senso \u00e8 integrale, ed egli stesso definisce la sua filosofia come \u00abintegralismo\u00bb, giacch\u00e9 \u00abintende la realt\u00e0 totale come la X infinita di qualit\u00e0 e quantit\u00e0 innumerevoli: spirituali e materiali, momentanee e eterne, sempre mutevoli e immutevoli, personali e super-personali, temporali e senza tempo, spaziali e prive di spazio, une e molte, le piccolissime come le piccole, le pi\u00f9 grandi come le grandi. In questo senso \u00e8 il vero\u00a0<em>mysterium tremendum et fascinosum<\/em>\u00a0e la vera\u00a0<em>coincidentia oppositorum<\/em>. Il suo punto pi\u00f9 alto \u00e8 la X Creativa Infinita che oltrepassa ogni umana comprensione\u00bb (P.A. Sorokin, \u201cLa mia filosofia \u00e8 l\u2019integralismo\u201d, in W. Burnett,<em>\u00a0Questa \u00e8 la mia filosofia<\/em>, Bompiani, Milano 1961).<\/p>\n<p>In ultimo, la sociologia di Sorokin non ha paura di arrivare fino in fondo nell\u2019analisi dei problemi della condizione umana e sociale. Anche per questo \u00e8 una sociologia del profondo. In tale ambito, scopriamo il sociologo vero, che non teme di affermare una verit\u00e0 sulla quale tutti potremmo convergere, se non avessimo i paraocchi ideologici e concettuali che pretendono che in sociologia le soluzioni migliori non possono mai essere anche le pi\u00f9 semplici. In pratica, se il mondo contemporaneo \u00e8 caratterizzato dalle crisi di natura economica e politica, se assistiamo a una decadenza nel contenuto morale della nostra vita sociale, se le conquiste e i progressi della nostra civilt\u00e0 non pongono l\u2019uomo al riparo dai pericoli ma, anzi, ne mettono a repentaglio la stessa esistenza, \u00e8 chiaro che \u00e8 necessario invertire la rotta. Il modo pi\u00f9 efficace \u00e8 quello pi\u00f9 ovvio: la diffusione dell\u2019amore altruistico pu\u00f2 arginare il dilagare della cultura sensista, che porta al prevalere degli egoismi, alla ricerca del piacere a tutti i costi, alla esclusiva cura dei propri interessi, con il conseguente corredo di miserie e di crudelt\u00e0, di ingiustizie e sopraffazioni.<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 chiaro che l\u2019interesse di Sorokin per l\u2019amore altruistico non \u00e8 un interesse episodico nella sua vita di studioso, n\u00e9 un prurito intellettuale senile, ma rappresenta l\u2019aspetto pi\u00f9 maturo del pensiero del Nostro, aspetto che lo vedr\u00e0 impegnato per 20 anni, dalla fondazione ad Harvard del\u00a0<em>Research Center in Creative Altruism<\/em>\u00a0fino alla sua morte.<\/p>\n<p>Ancora oggi \u00e8 possibile riproporre il quesito e domandarci se il miglioramento delle nostre societ\u00e0 non possa contemplare risposte diverse rispetto a quelle classiche fondate sul progresso scientifico e tecnologico, sull\u2019estensione del contenuto democratico dell\u2019azione politica, sulla pianificazione di economie di equilibrio, sulla creazione di organismi sovranazionali in grado di redimere le controversie globali, ecc. Davvero la sociologia non pu\u00f2 formulare nessuna risposta che contenga la diffusione dell\u2019amore e dell\u2019altruismo? Bisogna riconoscere che si tratta di \u201cmateriale\u201d disponibile immediatamente ad ogni attore sociale, universale nel suo dato interculturale e interclassista, non strutturalmente dipendente dai profili intellettuali e professionali delle persone, indipendente rispetto alle condizioni anagrafiche, ideologiche, culturali, e si potrebbe proseguire nell\u2019indicare quanto l\u2019amore altruistico sia un elemento costitutivo per la formulazione di un modello di relazione sociale universale. Ai tempi di Sorokin, effettivamente, nel panorama delle scienze sociali c\u2019era un deserto rispetto ai sostenitori della validit\u00e0 e della capacit\u00e0 dell\u2019amore di elevarsi a categoria sociologica e a fattore di soluzione della crisi in atto. Sorokin, in questo senso, fu davvero un pioniere.<\/p>\n<p>Oggi, il vento soffia in direzioni diverse. La pubblicazione in italiano di questo libro testimonia anche l\u2019impegno che le scienze sociali stanno compiendo verso paradigmi e teorie che non ignorino questa comune, quotidiana, meravigliosa forza della nostra natura sociale. Davvero vale la pena puntare in alto nella elaborazione dei significati profondi della teoresi sociologica, riappropriandosi di concetti e categorie sulle quali le societ\u00e0 hanno costruito il proprio nucleo fondativo, come la fraternit\u00e0, l\u2019amicizia, l\u2019amore altruistico. L\u2019ispirazione sorokiniana offre\u00a0un orizzonte preciso al contenuto delle relazioni sociali che dovranno governare le societ\u00e0 globali, complesse, fortemente interrelate. Mezzo secolo dopo l\u2019edizione originale di questo libro, alla figura di Sorokin si potr\u00e0 restituire il giusto posto nel panorama delle scienze sociali. In questo, il destino del sociologo di origine russa \u00e8 pari a quello di tanti altri per i quali la storia ha potuto solo col tempo riconoscere la grandezza.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[823],"fascicolo":[94],"class_list":["post-1425","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alberto-lo-presti","fascicolo-giugno-2005"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - P.A. Sorokin Il potere e le vie dell\u2019amore Citt\u00e0 Nuova 2004, 784 pp.<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alberto Lo Presti, pubblicato nel numero di Giugno 2005. 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