{"id":1387,"date":"2005-02-01T12:00:00","date_gmt":"2005-02-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1387"},"modified":"2026-04-11T15:02:22","modified_gmt":"2026-04-11T15:02:22","slug":"1387","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2005\/febbraio\/considerazioni-di-un-credente-laico-economista\/","title":{"rendered":"Considerazioni di un credente laico economista"},"content":{"rendered":"<p>Vasta risonanza ha riscosso tra le Comunit\u00e0 ecclesiali di tutto il mondo il \u2018Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa\u2019 pubblicato\u00a0a fine 2004, dopo anni di lavoro portato avanti, su espresso incarico del Papa, dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Si tratta di un fitto volume di 319 pagine, contenenti 583 Articoli, oltre a ben 200 pagine di Indici, di vario tipo, da ritenersi estremamente utili per una consultazione rapida ed approfondita di ogni sua parte. Si snoda attraverso un\u2019Introduzione, tre Parti contenenti complessivamente dodici Capitoli \u2013 rispettivamente quattro, undici, ed uno per Parte \u2013 ed una Conclusione.<\/p>\n<p>Ratione materiae, \u00e8 la Parte I quella fondativa e, quindi, pi\u00f9 rilevante per tutti (la Parte III, Cap. 12, essendo dedicata ai rapporti fra Dottrina sociale ed Azione ecclesiale); ma \u00e8 la Parte II quella che si occupa dei vari aspetti pi\u00f9 propriamente attinenti alle questioni \u2018sociali\u2019, dalla famiglia al lavoro, dalla \u2018vita economica\u2019 alla \u2018comunit\u00e0 politica\u2019, alla \u2018comunit\u00e0 internazionale\u2019, all\u2019ambiente, alla pace. Si comprende che, in questo mio intervento, mi dovr\u00f2 concentrare soltanto su alcune considerazioni concernenti le questioni pi\u00f9 \u2018strettamente\u2019 economiche, trattate nel Capitolo settimo (La vita economica).<\/p>\n<p>Devo dire subito che in tale Capitolo l\u2019intera materia \u00e8 trattata in modo particolarmente \u2018stringato\u2019 (venti pagine, in tutto); tuttavia risultano \u2018toccati\u2019 i punti salienti del \u2018discorso economico\u2019, ed in particolare \u2013 come specificamente rilevanti dal punto di vista del credente laico economista, quale io sono \u2013 si affrontano (nell\u2019ordine) quattro gruppi di argomenti cruciali: 1) Morale ed economia; 2) Iniziativa privata e impresa; 3) Istituzioni economiche al servizio dell\u2019uomo; 4) le \u2018Res novae\u2019 in economia.<\/p>\n<p>Forse, l\u2019approccio seguito si pu\u00f2 considerare un po\u2019 limitato: ma ci\u00f2 \u2013 lo esplicito, per cos\u00ec dire, \u2018a scanso di equivoci\u2019 \u2013 nel senso che, avendo gi\u00e0 ampiamente trattato, come gi\u00e0 richiamato, gli aspetti \u2018fondanti\u2019 in precedenza, si affrontano direttamente quelli che chiamerei \u2018etico-tecnici\u2019 del discorso economico, secondo una certa visione di questo abbastanza prevalente \u2018tra gli addetti ai lavori\u2019 che lo riguarda come pi\u00f9 precisamente attinente alla \u2018produzione\u2019 dei beni e servizi, mentre altri aspetti cruciali, quali i bisogni, il consumo, lo stesso lavoro, insomma \u2018il modello\u2019 dello sviluppo economico oggi prevalente e \u2018gli stili\u2019 della vita economica oggi imperanti, vengono lasciati ad altri \u2018ambiti\u2019 della riflessione e dell\u2019azione sociale (in primis, alla sociologia). Personalmente, sono invece convinto che questo modo di guardare all\u2019economia \u00e8, appunto, limitato e limitante, giacch\u00e9 la \u2018confina\u2019 via via e sempre pi\u00f9 ad una \u2018tecnica\u2019, mentre essa \u00e8 in primis una scienza, umana e sociale, che certo \u2018si snoda\u2019 attraverso tecniche specifiche e sempre pi\u00f9 \u2018sofisticate\u2019, ma che non pu\u00f2 \u2018allentare\u2019 il suo coinvolgimento negli aspetti complessivi del vivere quotidiano per le persone e la societ\u00e0, pena l\u2019affermarsi, anche inconscio, magari \u2018strisciante\u2019, di un certo tecnicismo, un certo economicismo, un certo consumismo.<\/p>\n<p>Venendo a considerare alcuni dei punti affrontati nei quattro paragrafi del Capitolo gi\u00e0, sopra, evidenziati, il paragrafo \u2018Morale ed economia\u2019 \u00e8 denso e, sostanzialmente, \u2018tocca\u2019 i vari temi che, specialmente con il Magistero di Giovanni Paolo II, si sono venuti consolidando come centrali, in argomento, per la dottrina sociale della Chiesa, quali, in particolare, la \u2018reciprocit\u00e0\u2019 di fondo dei due aspetti, quello morale e quello economico, e, chiamiamola cos\u00ec, la \u2018universalit\u00e0\u2019 dello sviluppo solidale per tutti gli uomini e per tutti i popoli. In questo contesto, si pone come particolarmente rilevante il cosiddetto \u2018apprezzamento\u2019 dell\u2019economia di mercato o \u2013 come si scrive nel Compendio (pag. 184) \u2013 \u201csemplicemente libera\u201d, ed in proposito si fa riferimento all\u2019affermazione-chiave del n. 42 della Centesimus annus, troppo conosciuta perch\u00e9 vi sia bisogno di riportarla. Il punto che, per\u00f2, mi si consenta di sollevare riguarda, per cos\u00ec dire, il giudizio sul \u2018momento\u2019 in cui il capitalismo \u2018passa\u2019 dall\u2019essere un sistema positivo di \u2018economia d\u2019impresa\u2019, o di \u2018economia di mercato\u2019, o semplicemente di \u2018economia libera\u2019, ad essere un sistema negativo di economia che non \u00e8 \u2018al servizio della libert\u00e0 umana integrale\u2019 e non la considera come \u2018una particolare dimensione di questa libert\u00e0\u2019. Insomma: come si fa a giudicare? E pi\u00f9 precisamente: chi \u00e8 \u2018deputato\u2019 a giudicare? L\u2019etico, il politico, il tecnico, un\u2019\u00e9quipe di persone? Sono questioni grosse, che forse non \u2018stava\u2019 al Compendio affrontare, ma che comunque si pongono e cui occorre dare una risposta sia da parte dello studioso credente, sia, ed in modo specialmente pregnante, da parte dell\u2019operatore credente che, quotidianamente, si confronta con decisioni di questo tipo.<\/p>\n<p>Considerazioni simili mi sono state suggerite dalla lettura del paragrafo \u2018Iniziativa privata e impresa\u2019. E\u2019 chiaro che, per la produzione, \u00e8 essenziale l\u2019impresa, la sua capacit\u00e0 d\u2019iniziativa e d\u2019innovazione, la sua progettualit\u00e0 ed attitudine al rischio, cos\u00ec come non pu\u00f2 non ritenersi acquisito in proposito il ruolo del profitto, anzi di un \u201cequo profitto\u201d, come scrive il Compendio (pag. 187). Naturalmente, per\u00f2, si propone il problema di qual \u00e8 il \u2018profitto equo\u2019, cos\u00ec come, e pi\u00f9 in generale, quello di quali sono le \u2018strutture produttive\u2019 in grado di garantire \u201cil concreto rispetto della dignit\u00e0 umana dei lavoratori che operano nell\u2019impresa\u201d (pag. 189). A me sembra che, anche in proposito, non si pu\u00f2 non pensare e ragionare in termini di un vero e proprio confronto (pertanto, anche istituzionalizzato) fra i vari \u2018componenti\u2019 impegnati nelle molteplici \u2018attivit\u00e0\u2019 di un\u2019impresa e di una struttura produttiva in genere.<\/p>\n<p>Quanto al discorso sulle \u2018Istituzioni economiche al servizio dell\u2019uomo\u2019 (paragrafo IV), si fa giustamente riferimento a: a) Il ruolo del libero mercato, ed in proposito \u2018valgano\u2019 le osservazioni prima fatte; b) L\u2019azione dello Stato, ed in proposito non pu\u00f2 non essere condivisa la fondamentale proposizione che \u201cOccorre che mercato e Stato agiscano di concerto l\u2019uno con l\u2019altro e si rendano complementari\u201d (Compendio, pag. 193); c) Il ruolo dei corpi intermedi, ma quanto al discorso in proposito devo registrare \u2013 senza per\u00f2 potere qui affrontare specificamente il punto \u2013 una certa \u2018insufficienza\u2019 di approfondimento per quel che concerne le \u2018organizzazioni private senza fine di lucro\u2019.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, in collegamento con quanto sopra detto, ritengo che anche il successivo punto d) Risparmio e consumo risente di una certa \u2018limitatezza\u2019 di approfondimento. Naturalmente, condivido in pieno quanto affermato, ma per cos\u00ec dire solo \u2018di sfuggita\u2019, sul \u2018fenomeno del consumismo\u2019 e sugli \u2018stili di vita\u2019 ad esso commisurati, cui non si possono non contrapporre, come si scrive al n. 36 della Centesimus annus, quelli \u201cnei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti\u201d (pag. 196). Tuttavia, riprendendo ancora le stesse osservazioni fatte sopra sui precedenti due paragrafi, occorre considerare il \u2018nodo\u2019 di chi giudica, e come ci si orienta, e quanto ci si pu\u00f2 \u2018dissociare\u2019, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa e, nella sostanza, sempre pi\u00f9 secolarizzata come quella in cui quotidianamente viviamo.<\/p>\n<p>Quanto poi alla questione del \u2018risparmio\u2019, e pi\u00f9 in generale del ruolo della \u2018finanza\u2019 nell\u2019economia, spiace non avere trovato (ma, potrei sempre sbagliarmi) un riferimento, per cos\u00ec dire, al \u2018collegamento\u2019 tra risparmio e \u2018sistema finanziario interno\u2019, intendendo ovviamente dire \u2018interno\u2019 a ciascuna economia o ciascun paese, ed in particolare, in quest\u2019ultimo ambito, una certa trattazione su ruolo, \u2018eccessi\u2019 e \u2018limiti\u2019 delle varie forme di intermediazione finanziaria, soprattutto di quella bancaria.<\/p>\n<p>Infine (si fa per dire), quanto al paragrafo \u2018Le \u00abres novae\u00bb in economia\u2019, credo siano stati individuati bene i fatti salienti della realt\u00e0 economica contemporanea, focalizzandosi adeguatamente su \u2018opportunit\u00e0\u2019 e \u2018rischi\u2019 della globalizzazione. Magari, personalmente avrei preferito che si parlasse, nell\u2019ordine, di \u2018rischi\u2019 e \u2018opportunit\u00e0\u2019; e ci\u00f2, ovviamente, non per \u2018pignoleria\u2019 terminologica, bens\u00ec perch\u00e9 \u2013 oggi come oggi, cio\u00e8 considerando la realt\u00e0 concreta per tante e tante persone nel mondo (circa 1 miliardo di persone, si noti 1.000.000.000 di persone come noi!) che ogni giorno non sanno come fare \u2018per sopravvivere\u2019, \u2018attaccate\u2019 come sono dalla fame, dalle malattie, dalle guerre \u2013 il problema non \u00e8 quello \u2018di come si vorrebbe che fosse e magari si lotta perch\u00e9 sia\u2019 la globalizzazione \u2018dal volto umano\u2019, ma \u2018di com\u2019\u00e8\u2019 la globalizzazione \u2018capitalistica\u2019 in atto.Certamente, purtroppo, non \u00e8 qui possibile addentrarsi in alcun modo nel complesso ed impellente problema del sottosviluppo-sviluppo a livello mondiale oggi. E, tuttavia, non posso esimermi dal sottolineare che \u2013 condividendo pienamente, ripeto, quanto richiamato dal Compendio in proposito su temi centrali quali \u2018il ruolo della comunit\u00e0 internazionale\u2019, \u2018l\u2019obiettivo di uno sviluppo integrale e solidale\u2019, \u2018la necessit\u00e0 di una grande opera educativa e culturale\u2019 \u2013 quanto al merito specifico della questione, mi sembra generico ed insufficiente parlare, da un lato, di ruolo del \u2018commercio\u00a0internazionale\u2019 e della \u2018specializzazione internazionale della produzione\u2019 e, dall\u2019altro, di necessit\u00e0 della \u2018stabilit\u00e0 senza ridurne le potenzialit\u00e0 e l\u2019efficienza\u2019 per il sistema finanziario internazionale. Infatti, oggi, dopo tanti e tanti discorsi di questo tipo, non si pu\u00f2 non prendere una posizione \u2018forte\u2019 contro certe radicate tendenze in entrambi gli ambiti ed a favore, invece, di altre, di cui pure si parla e si progetta da anni, senza per\u00f2 agire conseguentemente nel concreto.<\/p>\n<p>Sono conclusivamente convinto che, solo col far riprendere vigore alle posizioni \u2018forti\u2019, si riuscir\u00e0 a cominciare a sconfiggere veramente quel male estremo che sono la povert\u00e0 e l\u2019indigenza di tante e tante persone nel mondo, cos\u00ec come intuito egregiamente dal grande Paolo VI allorch\u00e9 (come noto), nella Populorum progressio (1967), ha affermato che \u201cil nuovo nome della pace \u00e8 lo sviluppo dei popoli\u201d.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[870],"fascicolo":[90],"class_list":["post-1387","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-ferruccio-marzano","fascicolo-febbraio-2005"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Considerazioni di un credente laico economista<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Ferruccio Marzano, pubblicato nel numero di Febbraio 2005. 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