{"id":1383,"date":"2005-02-01T12:00:00","date_gmt":"2005-02-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1383"},"modified":"2026-04-11T14:47:45","modified_gmt":"2026-04-11T14:47:45","slug":"vocazione-ed-impegno-dei-fedeli-laici","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2005\/febbraio\/vocazione-ed-impegno-dei-fedeli-laici\/","title":{"rendered":"Vocazione ed impegno dei fedeli laici"},"content":{"rendered":"<p>Una suggestiva ma forse eccessiva prospettiva storica, diffusa in alcuni ambienti cattolici, vede nel primo millennio\u00a0una predominanza del monachesimo, il secondo millennio soprattutto clericale ed un terzo millennio tendenzialmente laicale. Anche se tale interpretazione pu\u00f2 essere valutata come esagerata, resta il fatto che guardando con realismo la situazione del laicato cattolico si vede che i fedeli laici costituiscono pi\u00f9 del 95% del popolo di Dio, che con pi\u00f9 di un miliardo di persone, rappresenta il 17% della popolazione mondiale. Nella nuova era nella quale siamo entrati, cio\u00e8 quella post-industriale, l&#8217;era dell&#8217;informazione istantanea, il 17% della popolazione costituisce una risorsa umana enorme.<\/p>\n<p>Fino al Concilio Vaticano II quando prevaleva una ecclesiologia che non acquis\u00ec ancora le necessarie distinzioni fra Chiesa e mondo, il laico non aveva nemmeno una definizione positiva; i laici erano definiti in termini negativi, cio\u00e8 come i \u201cnon appartenenti alla gerarchia\u201d, il laico era semplicemente colui che non era n\u00e9 chierico n\u00e9 religioso. Per questo motivo si \u00e8 parlato spesso di gigante addormentato.<\/p>\n<p>Nel ultimo Concilio sono confluite le nuove correnti teologici e gli approfondimenti ecclesiologici sviluppatisi dal 1925 in poi, provenienti sia dalla testimonianza evangelica dei movimenti laicali, sia dal magistero della Chiesa, sia dall\u2019elaborazione teologica del Corpo Mistico. Nel fervore di quegli anni si \u00e8 ritornati alla centralit\u00e0 di Cristo e si \u00e8 visto come la Chiesa non poteva essere compresa, se non nella prospettiva salvifica. Da questi sviluppi i teologi partirono per definire il laico non in rapporto al clero (senso negativo), ma rispetto alla secolarit\u00e0 (senso positivo). Grazie a questo cambiamento di prospettiva \u00e8 stato possibile un salto decisivo di qualit\u00e0 del significato di \u201claico\u201d nella Chiesa, inteso come situazione di vita e quindi strettamente rapportato al termine \u201cmissione\u201d.<\/p>\n<p>Sono molti i documenti conciliari che trattano del laicato ma soprattutto la\u00a0<em>Lumen Gentium<\/em>\u00a0fa propria questa prospettiva: i laici, si afferma in essa, sono coloro che \u201cdopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti Popolo di Dio e nella loro misura, resi partecipi all\u2019ufficio sacerdotale e regale di Cristo, per la loro parte compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano\u201d<sup>1<\/sup>. In questa panorama i laici sono \u201cuomini che poggiano con ambedue i piedi alla terra\u201d<sup>2<\/sup>\u00a0attraverso i quali la Chiesa si immerge nel mondo per lievitarlo rinnovandolo nello spirito di Cristo, sono dunque espressione della Chiesa situata nel secolo, cio\u00e8 nel tempo che trascorre tra la creazione e il compimento finale, il quale vive nella quotidianit\u00e0 il mistero e la missione di Cristo. Mentre i ministeri ordinati sono consacrati al servizio della liturgia, della parola e della pastorale, i religiosi testimoniano nel mondo lo spirito delle beatitudini con la loro vita, i laici cercano \u201cil Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio\u201d<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p>Nella realizzazione del Regno, che significa anche rendere pratiche le indicazioni del Magistero, trovare le vie sempre nuove e efficaci per tradurre la dottrina sociale della Chiesa nelle culture della politica, dell\u2019economia, dell\u2019educazione, dello sviluppo del matrimonio e della famiglia non si pu\u00f2 prescindere quindi dai fedeli laici del terzo millennio quali proprio per la loro condizione di persone inserite nella realt\u00e0, abbiano la possibilit\u00e0 di fermentare dall\u2019interno, come \u201clievito\u201d, il mondo, in modo che diventi Regno di Dio.<\/p>\n<p>La stessa linea di pensiero segue il\u00a0<em>Compendio della dottrina sociale della Chiesa<\/em>, promulgato il 25 ottobre scorso. Il paragrafo secondo del cap. 12 che tratta proprio di \u201cDottrina sociale ed impegno dei fedeli laici\u201d offre molti spunti interessanti al riguardo sottolineando l\u2019identit\u00e0 e spiritualit\u00e0 laicale, raccomandando di agire con prudenza, tracciando la dottrina sociale dell\u2019esperienza associativa per concludere con l\u2019analisi del servizio nei diversi ambiti della vita sociale: alla persona umana, alla cultura, all\u2019economia, alla politica.<\/p>\n<p>Il documento del Consiglio della Giustizia e della Pace parte dall\u2019affermazione che il laicato \u00e8 portatore di un valore originario, il suo mandato non deriva dalla decisione della gerarchia ma \u00e8 radicato nella comune figliolanza da Dio sancita dal medesimo battesimo. Dunque la collaborazione dei laici all\u2019azione apostolica nasce dalla vocazione propria del laicato, dalla chiamata universale alla sequela di Cristo. Essa \u00e8 rivolta a tutti i battezzati che devono prendere coscienza del dovere di un impegno cristiano nel mondo, lontano dai rischi di confusione e di separazione. In questa prospettiva il dialogo e la collaborazione per il bene comune con tutti gli uomini diventa non pi\u00f9 una scelta facoltativa, ma il modo ordinario in cui i cristiani costruiscono il Regno di Dio: &#8230;\u00a0<em>per i fedeli laici l\u2019impegno politico \u00e8 un\u2019espressione qualificata ed esigente dell\u2019impegno cristiano al servizio degli altri. Il perseguimento del bene comune in uno spirito di servizio: lo sviluppo della giustizia con un\u2019attenzione particolare verso le situazioni di povert\u00e0 e sofferenza; il rispetto dell\u2019autonomia delle realt\u00e0 terrene; il principio di sussidiariet\u00e0; la promozione del dialogo e della pace nell\u2019orizzonte della solidariet\u00e0: sono questi gli orientamenti a cui i cristiani laici devono ispirare la loro azione politica<\/em><sup>4<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019apostolato della \u201cmassa grigia della Chiesa\u201d non \u00e8 dunque mera supplenza all\u2019azione apostolica del clero, ma ne \u00e8 un completamento necessario, anche se si svolge attraverso modalit\u00e0 differenti. Il laico che compie da cristiano tutti gli impegni della sua vita quotidiana, agisce da lievito nelle strutture, realizza in esse un modello di convivenza civile ispirata ai valori cristiani.\u00a0<em>E\u2019 compito proprio del fedele laico annunciare il Vangelo con un\u2019esemplare testimonianza di vita, radicata in Cristo e vissuta nelle realt\u00e0 temporali: famiglia; impegno professionale nell\u2019ambito del lavoro, della cultura, della scienza e della ricerca; esercizio delle responsabilit\u00e0 sociali, economiche, politiche. (&#8230;) \u201cl\u2019essere e l\u2019agire nel mondo sono per il fedeli laici una realt\u00e0 non solo antropologica e sociologica, ma anche e specificamente teologica ed ecclesiale<\/em>\u201d<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>I laici devono dunque lasciar trasparire lo splendore di Cristo attraverso i valori temporali. Quando il lavoro si fa con un animo cristiano, diventa trasparente e luminoso, perch\u00e9 un raggio della grazia lo attraversa e gli conferisce nello stesso tempo brillantezza e valore di eternit\u00e0, senza alterare in niente la sua verit\u00e0, anzi rafforzandola. Il laico \u00e8 in altri termini il portatore della missione \u201cglobale\u201d ricevuta in forza del battesimo e della cresima.<\/p>\n<p>La missione dei laici \u2013 prosegue il Compendio \u2013 richiede in ogni circostanza un discernimento e una scelta adeguata dei mezzi per compierla e deve svolgersi secondo le esigenze dettate dalla prudenza.\u00a0<em>La prudenza si articola in tre momenti: chiarifica la situazione e la valuta, ispira la decisione e d\u00e0 impulso all\u2019azione. Il primo momento \u00e8 qualificato dalla riflessione e dalla consultazione per studiare l\u2019argomento richiedendo i necessari pareri; il secondo \u00e8 il momento valutativo dell\u2019analisi e del giudizio sulla realt\u00e0 alla luce del progetto di Dio; terzo momento, quello della decisione, si basa sulle precedenti fasi, che rendono possibile il discernimento tra le azioni da compiere<\/em><sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p>In questo modo il documento ripropone autorevolmente il metodo di azione sociale indicato gi\u00e0 dal Giovanni XXIII nell\u2019enciclica\u00a0<em>Mater et Magistra<\/em>\u00a0(1961) che consiste nel confronto dei principi perenni della rivelazione e della ragione con la rilevazione della situazione storica, che insieme serve a interpretarla al fine di compiere le scelte operative pi\u00f9 opportune. Questo metodo viene spesso riassunto nelle parole: \u201cvedere, giudicare, agire\u201d, ed \u00e8 stato molte volte ripetuto dal Magistero successivo. Lo troviamo nella\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>\u00a0del Concilio Vaticano II, Paolo VI fece sua questa visione metodologica specialmente nella\u00a0<em>Octogesima adveniens<\/em>\u00a0(1971) e Giovanni Paolo II l\u2019ha ripresa nella\u00a0<em>Sollicitudo rei socialis<\/em>\u00a0(1987).<\/p>\n<p>Leggendo questi documenti nasce spontanea la domanda: in che modo il cristiano opera nella vita secolare? Ha responsabilit\u00e0 propria oppure \u00e8 presente nel mondo come inviato della comunit\u00e0 cristiana, della quale con altri condivide la responsabilit\u00e0? I laici hanno una doppia appartenenza, alla Chiesa o alla societ\u00e0 civile?<\/p>\n<p>Questo delicato problema ha trovato gi\u00e0 un orientamento nella distinzione di piani della\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>\u00a0n. 76, dove si indica la doppia azione dei cristiani come Chiesa e come cittadini. Nel primo caso, cio\u00e8 nell\u2019azione dei cristiani come chiesa, si pu\u00f2 parlare di impegno ministeriale, mentre nel secondo caso i laici sono guidati dalla coscienza cristiana ed agiscono con proprie responsabilit\u00e0, pur con il dovere in coscienza di confrontarsi continuamente con il Vangelo, con la comunit\u00e0 ecclesiale e con il bene comune. Nelle diverse situazioni della vita essi sono invitati ad agire con gli altri uomini nella ricerca del bene usando della razionalit\u00e0 che si rif\u00e0 ai valori della creazione, illuminati e riproposti da Cristo. L\u2019azione nel mondo invece \u201ccome Chiesa\u201d dovr\u00e0 essere sempre condivisa con la comunit\u00e0, essendo questa responsabile ultima della missione, che non pu\u00f2 mai essere affidata o arbitrariamente assunta da qualcuno. Nel Compendio questa idea viene fortemente ribadita:\u00a0<em>Vale, in ogni caso, la distinzione tra quello che i fedeli operano a nome proprio, sia da soli che associati, come cittadini guidati dalla coscienza cristiana, e quello che compiono a nome della Chiesa assieme ai loro pastori<\/em><sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>E\u2019 molto significativo il fatto che la crescente problematica dei mezzi di comunicazione di massa e delle politiche di distribuzione della tecnologia sono stati approfonditi proprio in quella parte del documento che riguarda il laicato. Il Compendio nota che oggi, in un\u2019epoca in cui la prosperit\u00e0 o addirittura la sopravvivenza dipendono dall\u2019informazione, ci sono accanto alle persone \u201cricche\u201d sempre di pi\u00f9 persone \u201cpovere\u201d di informazione<sup>8<\/sup>. Ma la visione del Magistero non \u00e8 pessimistica:\u00a0<em>I fedeli laici guarderanno ai media come a possibili e potenti strumenti di solidariet\u00e0: La solidariet\u00e0 appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta, e di una libera circolazione delle idee, che favoriscono la conoscenza ed il rispetto degli altri<\/em><sup>9<\/sup>.<\/p>\n<p>Un dato che \u00e8 opportuno sottolineare \u00e8 l\u2019ampio spazio che il Compendio concede anche ai diritti culturali ricordando che essi sono un particolare campo di impegno dei fedeli laici. Questo compito \u00e8 specialmente rilevante dopo l\u2019esperienza del radicale fallimento di prospettive culturali che sono state a lungo coltivate e condivise ma che alla fine hanno mostrato la loro debolezza e in molti casi il loro volto totalitario e disumano. Per questo motivo il documento insiste sul &#8230;\u00a0<em>diritto delle famiglie e delle persone ad una scuola libera e aperta; la libert\u00e0 di accesso ai mezzi di comunicazione sociale, per la quale va evitata ogni forma di monopolio e di controllo ideologico; la libert\u00e0 di ricerca, di divulgazione del pensiero, di dibattito e di confronto. Alla radice della povert\u00e0 di tanti popoli ci sono anche varie forme di privazione culturale e di mancato riconoscimento dei diritti culturali. L\u2019impegno per l\u2019educazione e la formazione della persona costituisce da sempre la prima sollecitudine dell\u2019azione sociale dei cristiani<\/em><sup>10<\/sup>.<\/p>\n<p>Concludendo questa breve presentazione occorre ricordare che la Chiesa con la sua dottrina sociale non entra in questioni tecniche e non istituisce n\u00e9 propone i sistemi o modelli di organizzazione sociale. Il\u00a0<em>Compendio<\/em>\u00a0\u00e8 molto chiaro su questo punto\u00a0<em>Dalla profondit\u00e0 dell\u2019ascolto e dell\u2019interpretazione della realt\u00e0 possono nascere scelte operative concrete ed efficaci; ad esse tuttavia, non si deve mai attribuire un valore assoluto, perch\u00e9 nessun problema pu\u00f2 essere risolto in modo definitivo: la fede non ha mai pretesto di imbrigliare in un rigido schema i contenuti socio-politici, consapevole che la dimensione storica in cui l\u2019uomo vive impone di verificare la presenza di situazioni non perfette e spesso rapidamente mutevoli<\/em><sup>11<\/sup>. Da ci\u00f2 risulta chiaro che i laici, non dovrebbero essere esecutori passivi delle direttive della Gerarchia in campo sociale, ma spetta a essi mediarle coerentemente nelle scelte che devono fare insieme con gli altri cittadini, nel rispetto delle regole democratiche e della laicit\u00e0. Senza pretendere di tradurre i principi etici assoluti immediatamente in scelte politiche.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del secolo scorso erano molti quelli che erano soliti ripetere che la Chiesa aveva perso il treno della storia. Il\u00a0<em>Compendio<\/em>\u00a0prova il contrario: la Chiesa quel treno non l\u2019aveva mai perso, ma lo aspettava in una stazione pi\u00f9 avanti. Infatti il documento del Consiglio della Giustizia e della Pace \u00e8 pagina di Vangelo incarnata profondamente nella storia dell\u2019umanit\u00e0, il manifesto di un nuovo umanesimo, umanesimo del terzo millennio, umanesimo integrale, solidale e planetario, aperto alla Trascendenza<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<p>Dopo la promulgazione inizia la fase della sperimentazione. La dottrina sociale della Chiesa deve entrare, come parte integrante del patrimonio comune, il Compendio dev\u2019essere adesso assimilato e rinascere nei vari luoghi\u00a0del discernimento, sia interni alla comunit\u00e0 ecclesiale sia misti, ossia comprensivi di credenti e non credenti. Da questa assimilazione si pu\u00f2 confidare in una nuova stagione ecclesiale di testimoni, di martiri e di santi. Anche nel campo sociale si pu\u00f2 aspettare che la dottrina sociale aiuter\u00e0 i credenti a riscoprire che la loro identit\u00e0 cristiana \u00e8 la loro risorsa pi\u00f9 grande per rendere incisiva e ricca di apporti la loro presenza nel mondo, si pu\u00f2 aspettare che far\u00e0 maturare personalit\u00e0 credenti autentiche e li ispiri ad assumere precisi obblighi politici, economici, amministrativi e sociali ad essere testimoni credibili, capaci di modificare i meccanismi della societ\u00e0 attuale col pensiero e con l\u2019azione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><br \/>\n<sup>1<\/sup>\u00a0LG 31; E.N. 70; Ch. L. 14.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0D. Bonhoeffer,\u00a0<em>Venga il Tuo Regno<\/em>, Queriniana, Brescia, 1976, pagg. 33-34.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0LG 31.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0CDS, 565.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0CDS, 543.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0CDS, 547.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0CDS, 550.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0Cf. CDS, 561.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0CDS, 561.<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0CDS, 557.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0CDS, 568.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0CDS, nn. 1, 6, 7, 19, 82, 322, 327.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[964],"fascicolo":[90],"class_list":["post-1383","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-piotr-kulczycki","fascicolo-febbraio-2005"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Vocazione ed impegno dei fedeli laici<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Piotr Kulczycki, pubblicato nel numero di Febbraio 2005. 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