{"id":1298,"date":"2003-06-01T12:00:00","date_gmt":"2003-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1298"},"modified":"2026-04-11T12:45:28","modified_gmt":"2026-04-11T12:45:28","slug":"servizio-nazionale-per-il-progetto-culturale-della-cei-il-futuro-delluomo-fede-cristiana-e-antropologia-iv-forum-del-progetto-culturale-edb-bologna-2002-pp-318","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2003\/giugno\/servizio-nazionale-per-il-progetto-culturale-della-cei-il-futuro-delluomo-fede-cristiana-e-antropologia-iv-forum-del-progetto-culturale-edb-bologna-2002-pp-318\/","title":{"rendered":"Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI, Il futuro dell\u2019uomo Fede cristiana e antropologia. IV Forum del Progetto Culturale, EDB, Bologna 2002, pp. 318."},"content":{"rendered":"<p>La cultura tende non soltanto ad interpretare l\u2019uomo, ma soprattutto a trasformarlo. La missione della Chiesa, invece, \u00e8 far emergere tutte le caratteristiche proprie dell\u2019uomo che lo distinguono da ogni altro essere vivente. Con questo spirito si \u00e8 svolto a Roma, dal 30 novembre al 1 dicembre 2001, il IV Forum del Progetto Culturale, promosso dalla CEI, avente titolo: \u201cIl futuro dell\u2019uomo. Un progetto di vita buona: corpo, affetti, lavoro\u201d. Il testo preso in esame da noi \u00e8 una pubblicazione degli interventi svolti durante questo Forum. Gli interventi sono stati organizzati in quattro sessioni: la riflessione sulla modernit\u00e0 e sull\u2019escatologia; il rapporto tra metafisica, scienza e tecnica riguardo al corpo; le condizioni dell\u2019uomo nel sistema della comunicazione e del mercato globale; l\u2019opportunit\u00e0 di nuove prospettive nel campo della pastorale e della teologia morale. Quindi, si tratta della capacit\u00e0 del futuro dell\u2019uomo e della sua attitudine nel progettare una vita buona, riguardante i tre ambiti importanti della vita: corpo, affetti e lavoro.<\/p>\n<p>Come afferma A. Olivero, l\u2019uomo, da un punto di vista biologico, ha sperimentato le diverse trasformazioni: la vita media sempre pi\u00f9 lunga, permette il progresso delle discipline biomediche e numerose innovazioni nel campo della biogenetica; i progressi delle neuroscienze sollevano, invece, gli interrogativi sul rapporto tra corpo e mente. \u201c<em>Tutti desideriamo vivere a lungo, riprende R. Spaeman, ma senza la finitezza della vita terrena tutto sprofonderebbe nella banalit\u00e0. (&#8230;) E\u2019 realmente desiderabile per l\u2019umanit\u00e0 nella sua totalit\u00e0 che gli uomini diventino pi\u00f9 anziani? (&#8230;) se noi abbiamo una vita media di 75 anni, ci\u00f2 non \u00e8 per nulla una malattia?<\/em>\u201d (p. 44) Di fronte a queste domande L. Alessandrini ricorda che in realt\u00e0 il futuro dell\u2019uomo \u00e8 quello di ogni singolo uomo: la morte e la vita eterna. In conseguenza, il cristiano deve leggere il suo futuro dal punto di vista di chi sa di dover morire. Oggi l\u2019uomo vuole cancellare questo fatto dalla propria coscienza. Secondo C. Bissoli, la comunicazione catechistica deve sempre far presente nella mente di un uomo questa sua predestinazione, altrimenti quest\u2019ultimo perde il vero senso della propria vita.<\/p>\n<p>Per L. Chiarinelli, l\u2019uomo \u00e8 un \u201cimput da raccogliere\u201d perch\u00e9 \u00e8 \u201csenza casa\u201d. Questa sua espressione vuol dire che l\u2019uomo cammina, pu\u00f2 fare un cammino sia da vagabondo, in quanto non conosce la meta, oppure da pelle-grino che cammina nella pros-pettiva escatologica, che lo riempie di speranza. Per\u00f2 nella scelta l\u2019uomo \u00e8 libero e deve scegliere da solo.<\/p>\n<p>La scienza moderna positivistica, che apre all\u2019uomo nuove opportunit\u00e0 di sviluppo, come suggerisce U. Regina, deve sempre tenere conto della trascendenza di Dio e dei limiti del conoscere umano. L\u2019uomo \u00e8 limitato e l\u2019avanzamento della tecnica non ha diminuito le sue incertezze. \u201c<em>Ha desiderio di volare e la paura di cadere, il desiderio di vivere e la paura di morire, il desiderio di amare e di essere amati e la paura di tradire e di essere tradito<\/em>\u201d nota I. Sanna (p. 109). La vita umana \u00e8 un disegno a quattro mani: le due mani invisibili di Dio e le due mani visibili dell\u2019uomo. Insieme esse disegnano la vita. E\u2019 importante che l\u2019uomo in ogni sviluppo scientifico non dimentichi le mani di Dio, e non si senta troppo indipendente. Il desiderio di perfezione, che spinge l\u2019uomo allo sviluppo, \u00e8 un segno del suo futuro escatologico dove tutto verr\u00e0 perfezionato ultimamente da Dio. Il nostro sforzo \u00e8 solo un anticipo. L\u2019uomo \u00e8 l\u2019immagine di Dio, ma non \u00e8 Dio! Immagine che ha in se stessa qualcosa di fragile, di debole, di corruttibile, ma allo stesso tempo ha la sua valenza eterna.<\/p>\n<p>Come afferma R. Fisichella, la prospettiva escatologica da alla vita il senso dell\u2019attesa del proprio sviluppo e della sua pienezza. Il corpo umano fu creato da Dio, e da Dio \u00e8 stato redento, ci\u00f2 limita l\u2019uomo e lo costringe a rispettare il proprio corpo. L\u2019uomo da Dio \u00e8 invitato alla collaborazione nel piano di salvezza, in altre parole, deve cambiare il mondo, ma con il massimo rispetto per il suo Creatore.<\/p>\n<p>Illimitato influsso per lo sviluppo dell\u2019uomo ha la comunicazione, che non solo esprime ma educa, ed in questo senso crea, l\u2019uomo. Il 50% delle famiglie possiede in casa libri, giornali, riviste. Il 30% ha un computer e il 20% il collegamento ad Internet. Il 97% ha una televisione e il 75% di questi apparecchi \u00e8 usato ogni giorno almeno per due o tre ore. Come nota G. Bettetini, la comunicazione di oggi \u00e8 ridotta ad un semplice passaggio dell\u2019informazione, anzi-ch\u00e9 essere un dialogo tra individui, che tentano di costruire una rete di reciproci scambi arricchendosi vicendevolmente.<\/p>\n<p>Parlando del futuro del l\u2019uomo, secondo G. Campanini, dobbiamo pensare anche alle future generazioni, ci\u00f2 richiede da noi uno sviluppo sostenibile e una cultura di responsabilit\u00e0. Grazie allo sviluppo della scienza e della tecnica l\u2019uomo non solo pu\u00f2 sviluppare se stesso, ma riesce anche a ridurre le disuguaglianze sociali, economiche e culturali. La scienza richiede, per\u00f2, umanizzazione e trascendimento etico. Solo l\u2019amore, la solidariet\u00e0 e la pace possono garantire un giusto uso della scienza e della tecnica che favoriscono lo sviluppo di tutti gli uomini. Occorre ricostruire il senso del lavoro nella sua dimensione individuale e comu-nitaria. Il lavoro \u00e8 diritto, dovere, responsabilit\u00e0, costruzione politica e sociale. Il senso del lavoro \u00e8 fornito dalla persona che vive nell\u2019ambito di una comunit\u00e0 solidale. Si lavora per gli altri, e non solo a favore di se stesso. Un saggio di F. Marzano sottolinea i diversi odierni cambiamenti nel campo del lavoro che generano la \u201ccrisi del soggetto\u201d. Occorre rompere lo stretto legame tra lavoro e tecnologia, perch\u00e9 il lavoro non serva solo a \u201cfare i soldi\u201d, ma soprattutto allo sviluppo dell\u2019uomo, come giustamente affermava Giovanni Paolo II nel Laborem exercens.<\/p>\n<p>V. Di Ciolo pone un\u2019interessante domanda: come mai il pensiero cristiano si manifesta oggi piuttosto debole, nel senso che sembra incidere poco sul comportamento affettivo degli uomini? Secondo lui, uno dei motivi principali si ritrova nel fatto che viene trasmesso in maniera che poteva andare bene nei decenni passati, senza tenere conto dell\u2019incidenza della globalizzazione. Questa non \u00e8 solo una questione economica, ma anche culturale. In tale senso la Chiesa ha bisogno di una certa nuova inculturazione, adeguando i propri segni, comportamento e modo di parlare a una nuova cultura globalizzata. Altrimenti parler\u00e0 solo a se stessa.<\/p>\n<p>Un altro importante problema, che riguarda il futuro dell\u2019uomo \u00e8 stato posto da A. Fumagalli. Di fronte all\u2019odierna crisi della famiglia con il conseguente problema della denatalit\u00e0, lui propone un cristiano stile di vita famigliare, come speranza per il futuro. Solo, se il valore della famiglia verr\u00e0 apprezzato nelle odierne societ\u00e0 l\u2019uomo potr\u00e0 sperare nel suo futuro. Questo problema \u00e8 parti-colarmente legato al problema dell\u2019educazione. In confronto con la forza dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, n\u00e9 la famiglia, n\u00e9 la scuola, n\u00e9 la parrocchia sono ora in grado di insegnare ai ragazzi certi valori umani, osserva C. Nosiglia. Un \u201cprogetto di vita buona\u201d potrebbe essere una proposta di una nuova qualit\u00e0 di educazione, che potrebbe meglio interessare i giovani, perch\u00e9 chi non \u00e8 interessato a condurre una vita buona? Costruire un progetto di vita, anzich\u00e9 moralizzare, questa \u00e8 la sfida per la Chiesa di oggi.<\/p>\n<p>In un altro saggio, A. Stagliana, nella prospettiva dello sviluppo della genetica fino alla clonazione dell\u2019uomo, postula un recupero della visione cristiana della corporiet\u00e0. Il corpo \u00e8 la manifestazione della persona umana, che \u00e8 stata creata da Dio e richiede da noi rispetto. Questa affermazione sembra essere valente contributo per le scienze biologiche e genetiche, in quanto queste ultime spesso ignorano il valore del corpo umano.<\/p>\n<p>Il fenomeno della globalizzazione, anche se porta vantaggi economici, non necessariamente rende l\u2019uomo pi\u00f9 felice \u2013 afferma S. Zamagni. Nei paesi industrializzati si nota un risultato proprio opposto. La globalizzazione, in realt\u00e0, minaccia le relazioni tra gli uomini. La mancanza dei beni relazionali, che venivano prodotti dalle relazioni umane: di amore e di solidariet\u00e0, impoverisce la gente della loro ricchezza personale e spirituale, quale i beni di consumo non sono capaci di sostituire. Il futuro della felicit\u00e0 dell\u2019uomo sta nella fitta rete delle relazioni interpersonali, sviluppati sulla base della cittadinanza attiva e della responsabilit\u00e0 reciproca. L\u2019uomo \u00e8 felice solo se ha buoni rapporti con gli altri. Queste, purtroppo, sono da recuperare, nelle societ\u00e0 postindustrializzate.<\/p>\n<p>L\u2019ultima parte del libro fornisce diversi suggerimenti morali e pastorali. M. Cozzoli sottolinea il bisogno di etica nei confronti del relativismo di oggi. Il magistero etico della Chiesa \u00e8, purtroppo, in maggioranza negativo. L\u2019etica dei divieti finisce con il primato della legge sulla morale. La morale, per\u00f2, non pu\u00f2 essere pensata prima di tutto nella forma della norma. Questa \u00e8 una proposta che rispetta la libert\u00e0 dell\u2019uomo. Deve essere spostata da un\u2019etica di terza persona, centrata sulla norma, a un\u2019etica di prima persona centrata sul soggetto agente. Il bene non \u00e8 dovere, ma il mio fine, quale vantaggio per me stesso, una morale delle beatitudini. Come afferma L. Lorenzetti, la morale cristiana \u00e8 una morale della felicit\u00e0, anzich\u00e9 dei doveri, \u00e8 un progetto di vita buona per tutti. Tutti siamo convocati da Dio a fare una vita buona &#8211; conferma L. Melina.<\/p>\n<p>Concludendo possiamo affermare che un valore particolare del libro sta nella sua mulitidimensionalit\u00e0. L\u2019uomo viene studiato sotto i diversi aspetti: sociali, culturali, biologici che sono sviluppati in una prospettiva teologica \u2013 escato-logica. Il futuro dell\u2019uomo \u00e8 la morte, e tutti gli studi possono essere autentici se non dimenticano questo fatto. In prospettiva escatologica anche le ricerche genetiche e biologiche rispettano l\u2019uomo ed il suo corpo. La Chiesa e il suo personalismo hanno contribuito notevolmente alla ricerca sull\u2019uomo tanto da renderla pi\u00f9 umana e pi\u00f9 profonda. Solo una vita morale pu\u00f2 garantire all\u2019uomo un futuro felice. Beati coloro che sono capaci di capirlo.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1032],"fascicolo":[68],"class_list":["post-1298","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-tomasz-marek-biedrzycki","fascicolo-giugno-2003"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI, Il futuro dell\u2019uomo Fede cristiana e antropologia. IV Forum del Progetto Culturale, EDB, Bologna 2002, pp. 318.<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Tomasz Marek Biedrzycki, pubblicato nel numero di Giugno 2003. 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