{"id":1283,"date":"2003-06-01T12:00:00","date_gmt":"2003-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1283"},"modified":"2026-04-11T12:37:53","modified_gmt":"2026-04-11T12:37:53","slug":"la-popolazione-straniera-nelle-carceri-italiane","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2003\/giugno\/la-popolazione-straniera-nelle-carceri-italiane\/","title":{"rendered":"La popolazione straniera nelle carceri italiane"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>In Italia si calcola ogni anno una presenza straniera regolare di circa 1.600.000 individui, pari al 2,8% della popolazione, con una stima approssimativa di circa 300.000 immigrati clandestini (cfr.\u00a0<em>Il Messaggero<\/em>, 14 luglio 2002) e di un numero non precisabile di irregolari<sup>[i]<\/sup>.<\/p>\n<p>Questo dato demografico, che sta diventando sempre pi\u00f9 rilevante nel nostro Paese, come in altri della Comunit\u00e0 Europea, sintetizza un fenomeno molto complesso che oggi viene affrontato sotto aspetti differenti.<\/p>\n<p>Una dimensione attraverso la quale pu\u00f2 essere studiata la pressione migratoria in Italia consiste nella relazione tra immigrati extra-comunitari e forme di criminalit\u00e0, pi\u00f9 spesso presentata sotto la voce di \u201caspetti giudiziari\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle statistiche giudiziarie sono disponibili gi\u00e0 da diverso tempo i dati sui cittadini stranieri entrati dallo stato di libert\u00e0 negli Istituti di prevenzione e di pena, distribuiti per sesso, et\u00e0 e tipo di reato.<\/p>\n<p>A partire dal 1988, inoltre, con l\u2019aumento della pressione migratoria dai Paesi extracomunitari, sono stati elaborati i dati anche per singolo Paese di cittadinanza, mentre dal 1991 sono presenti le informazioni relative agli stranieri nelle carceri per cittadinanza e per posizione giuridica. Comunque, a causa dell\u2019esistenza di un notevole numero oscuro per taluni reati che non vengono denunciati per vari motivi (sfiducia, perdita di tempo, paura, ecc.), le dimensioni quantitative del fenomeno criminoso registrate dalle statistiche ufficiali si devono considerare sottostimate (Caputo e Putignano, 1997).<\/p>\n<p>Il ministero della Giustizia\/dipartimento dell\u2019amministrazione penitenziaria ha rilevato che al 31 maggio 2002 la popolazione carceraria in Italia era composta da 56.537 detenuti fra italiani e stranieri.<\/p>\n<p>Scorporando i dati relativi agli stranieri, si ottiene che essi rappresentano ben il 30,2% del totale dei primi cinque mesi del 2002, pari a 17.095 individui, con un incremento del totale dei detenuti rispetto al 2001 del 2,3%, e un aumento dei soli detenuti stranieri intorno al 4,7%.<\/p>\n<p>Sicuramente il numero dei detenuti stranieri nelle nostre carceri \u00e8 aumentato notevolmente, se si pensa che nel 1991 essi rappresentavano ancora il 16% del totale. Ma nell\u2019interpretare questi dati bisogna, innanzitutto, tenere presente che gli stranieri non riescono ad usufruire facilmente, come invece accade per gli italiani, delle misure alternative e sostitutive alla detenzione, non possedendo quei punti di riferimento familiare, sociale o lavorativo, che sono generalmente richiesti per usufruire di tali benefici<sup>[ii]<\/sup>\u00a0(Marotta, 1995, p.157). In secondo luogo, si entra e si resta in carcere per ragioni diverse: per custodia cautelare, in attesa di giudizio o per esecuzione della pena. Infine, i reati commessi di solito dagli stranieri sono tra quelli che pi\u00f9 spesso portano in carcere<sup>[iii]<\/sup>\u00a0(Barbagli, 2002, p.53).<\/p>\n<p>E\u2019 opinione diffusa che una delle cause di tale incremento sia anche da attribuire ad un processo di \u201csostituzione\u201d degli stranieri agli italiani in alcune attivit\u00e0 illecite, da questi ultimi abbandonate perch\u00e9 considerate meno vantaggiose di un tempo. Per questo motivo, si pensa che in tali attivit\u00e0 gli immigrati extracomunitari stiano prendendo a poco a poco il posto occupato finora dagli strati pi\u00f9 svantaggiati della popolazione italiana<sup>[iv]<\/sup>\u00a0(Palidda, 1995).<\/p>\n<p>Tutti questi aspetti, quindi, contribuiscono in parte al fatto che nelle stime della popolazione carceraria possa sembrare rilevante il peso dei detenuti stranieri[v].<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1_image002.gif\" alt=\"image002\" width=\"640\" height=\"429\" \/>Nonostante, comunque, ci\u00f2 non cambi la struttura della popolazione carceraria, queste considerazioni sono importanti per non cadere in facili pregiudizi circa una forte propensione degli immigrati extracomunitari alla devianza sociale e dunque alla criminalit\u00e0. Sarebbe poco corretto, infatti, valutare la loro incidenza nelle carceri italiane come indice univoco di una maggiore tendenza a compiere un pi\u00f9 elevato numero di illeciti o di azioni delinquenziali (Caritas, 2002).<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, lo scopo di questo lavoro sar\u00e0 quello di individuare brevemente alcune caratteristiche demografiche dei detenuti extracomunitari in Italia, nel tentativo di fare un po\u2019 di chiarezza su alcuni aspetti di tale sottopopolazione.<\/p>\n<p>In questa sede, pertanto, verr\u00e0 volutamente escluso l\u2019approfondimento di tematiche legislative in materia di immigrazione e di aspetti sociali, in quanto ritengo che essi esulino da una trattazione di carattere pi\u00f9 strettamente demografico, quale la presente si prefigge di essere.<\/p>\n<p><strong>Alcuni dati generali sui detenuti stranieri<\/strong><\/p>\n<p>La tabella riportata qui sotto mostra la distribuzione per aree geografiche di provenienza dei detenuti \u201cnon italiani\u201d presenti nelle nostre carceri al 31 dicembre 2002.<\/p>\n<p>Come si evince chiaramente dal grafico, le percentuali pi\u00f9 alte risultano essere quelle degli immigrati provenienti dai Paesi dell\u2019est e dal Marocco.<\/p>\n<p>Il grafico, per\u00f2, pur essendo l\u2019unico, tra quelli disponibili sul sito del ministero della Giustizia, a rappresentare in percentuali la distribuzione straniera nelle carceri italiane, non ci dice molto sulla reale provenienza dei detenuti. L\u2019accorpamento in una sola voce degli immigrati dai Paesi dell\u2019est, peraltro la pi\u00f9 consistente, appare generico e fuorviante, essendo le quote per singolo Paese estremamente differenti tra di loro, cos\u00ec come inutili ai fini interpretativi sono le voci \u201caltri Paesi africani\u201d e \u201caltri Paesi mediterranei\u201d, non essendo chiaro se, ad esempio, Paesi come l\u2019Algeria (che si trova al quarto posto per nazionalit\u00e0 dei detenuti), Libia o Egitto, debbano considerarsi inclusi nell\u2019una o nell\u2019altra categoria.<\/p>\n<p>Un dato pi\u00f9 significativo \u00e8 rappresentato sicuramente dalla tabella seguente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ITALIA. Prime 20 nazionalit\u00e0 detenuti stranieri al 31.5.2002<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h1>Paese<\/h1>\n<\/td>\n<td><strong>totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>% verticale<\/strong><\/td>\n<td><strong>% donne<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marocco<\/td>\n<td>3.797<\/td>\n<td>22,2<\/td>\n<td>0,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Albania<\/td>\n<td>2.790<\/td>\n<td>16,3<\/td>\n<td>2,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tunisia<\/td>\n<td>2.109<\/td>\n<td>12,3<\/td>\n<td>0,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Algeria<\/td>\n<td>1.538<\/td>\n<td>9,0<\/td>\n<td>0,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Jugoslavia<\/td>\n<td>902<\/td>\n<td>5,3<\/td>\n<td>12,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Romania<\/td>\n<td>736<\/td>\n<td>4,3<\/td>\n<td>6,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Nigeria<\/td>\n<td>576<\/td>\n<td>3,4<\/td>\n<td>27,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Colombia<\/td>\n<td>516<\/td>\n<td>3,0<\/td>\n<td>26,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Croazia<\/td>\n<td>213<\/td>\n<td>1,2<\/td>\n<td>13,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Senegal<\/td>\n<td>202<\/td>\n<td>1,2<\/td>\n<td>1,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ecuador<\/td>\n<td>165<\/td>\n<td>1,0<\/td>\n<td>27,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Egitto<\/td>\n<td>165<\/td>\n<td>1,0<\/td>\n<td>1,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Turchia<\/td>\n<td>156<\/td>\n<td>0,9<\/td>\n<td>1,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cina pop.<\/td>\n<td>153<\/td>\n<td>0,9<\/td>\n<td>10,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Per\u00f9<\/td>\n<td>145<\/td>\n<td>0,8<\/td>\n<td>20,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>17.095<\/strong><\/td>\n<td><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<td><strong>6,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: Elaborazioni Caritas\/Dossier Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia &#8211; D.A.P.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Paese dell\u2019Est con pi\u00f9 detenuti in Italia \u00e8, infatti, l\u2019Albania con il 16,3% sul totale, percentuale di molto superiore a quelle di Romania (4,3%) e Croazia (1,2%) che pure figurano tra i venti Paesi pi\u00f9 rappresentati nelle nostre carceri.<\/p>\n<p>La composizione per provenienza geografica dei detenuti stranieri \u00e8 notevolmente cambiata negli ultimi anni. Il dato pi\u00f9 rilevante \u00e8 stato l\u2019incremento degli albanesi che \u00e8 stato di oltre il 30% dal 2000, e che li ha portati ad essere il secondo gruppo straniero presente nelle carceri italiane. In incremento anche la presenza di detenuti romeni, marocchini (che si confermano di gran lunga il gruppo pi\u00f9 cospicuo) e algerini.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, la percentuale delle donne straniere detenute \u00e8 molto bassa (appena il 6% dei detenuti stranieri e l\u20191,8% della cifra complessiva delle donne detenute) e non riflette sicuramente la distribuzione femminile extracomu-nitaria nel nostro Paese (45%)[vi]. Quest\u2019ultima \u00e8, infatti, cresciuta notevolmente negli ultimi anni, passando da 361.137 nel 1991 a 635.821 nel 2001. Se il rapporto uomini\/donne straniere era di 150\/100 nel 1991, nel 2000 \u00e8 sceso a 121, in parte grazie all\u2019aumento dei ricon-giungimenti familiari, raggiungendo quindi un maggior equilibrio sul nostro territorio (Barbagli, 2002, p.49).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la graduatoria dei principali Paesi di provenienza dei detenuti stranieri, essa, invece, combacia, in linea di massima, con la stessa composizione degli immigrati sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Anche la distribuzione per regione dei detenuti stranieri riflette le quote di immigrati in totale.<\/p>\n<p>La maggior parte dei detenuti si trova negli istituti penitenziari del Nord Italia (53,4%), soprattutto nelle regioni occidentali. Seguono le regioni del centro (26,2%), del Sud (13,2%) e le Isole (7,2%)[vii]. I dati evidenziano, inoltre, che la maggior parte dei detenuti sono condannati non definitivi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ITALIA. Detenuti extracomunitari per posizione giuridica e distribuzione geografica al 31.05.2002<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Regioni<\/strong><\/td>\n<td><strong>Non def.<\/strong><\/td>\n<td><strong>Definitivi<\/strong><\/td>\n<td><strong>Internati<\/strong><\/td>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>% vertic.<\/strong><\/td>\n<td><strong>%<br \/>\nnon def.\/tot<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Piemonte<\/td>\n<td>1.041<\/td>\n<td>688<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>1.730<\/td>\n<td>10,1<\/td>\n<td>60,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Valle d\u2019Aosta<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>60<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>110<\/td>\n<td>0,6<\/td>\n<td>45,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Liguria<\/td>\n<td>482<\/td>\n<td>287<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>769<\/td>\n<td>4,5<\/td>\n<td>62,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lombardia<\/td>\n<td>2.159<\/td>\n<td>989<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>3.153<\/td>\n<td>18,4<\/td>\n<td>68,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Nord Ovest<\/strong><\/td>\n<td><strong>3.732<\/strong><\/td>\n<td><strong>2.024<\/strong><\/td>\n<td><strong>6<\/strong><\/td>\n<td><strong>5.762<\/strong><\/td>\n<td><strong>33,7<\/strong><\/td>\n<td><strong>64,8<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>E. Romagna<\/td>\n<td>980<\/td>\n<td>578<\/td>\n<td>18<\/td>\n<td>1.576<\/td>\n<td>9,2<\/td>\n<td>62,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Friuli V.G.<\/td>\n<td>199<\/td>\n<td>138<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>337<\/td>\n<td>2,0<\/td>\n<td>59,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Veneto<\/td>\n<td>702<\/td>\n<td>562<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>1.265<\/td>\n<td>7,4<\/td>\n<td>55,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Trentino A.A.<\/td>\n<td>126<\/td>\n<td>66<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>192<\/td>\n<td>1,1<\/td>\n<td>65,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Nord Est<\/strong><\/td>\n<td><strong>2.007<\/strong><\/td>\n<td><strong>1.344<\/strong><\/td>\n<td><strong>19<\/strong><\/td>\n<td><strong>3.370<\/strong><\/td>\n<td><strong>19,7<\/strong><\/td>\n<td><strong>59,6<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lazio<\/td>\n<td>1.155<\/td>\n<td>890<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>2.045<\/td>\n<td>12,0<\/td>\n<td>56,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marche<\/td>\n<td>139<\/td>\n<td>134<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>273<\/td>\n<td>1,6<\/td>\n<td>50,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Toscana<\/td>\n<td>898<\/td>\n<td>789<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>1.693<\/td>\n<td>9,9<\/td>\n<td>53,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Umbria<\/td>\n<td>244<\/td>\n<td>221<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>465<\/td>\n<td>2,7<\/td>\n<td>52,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Centro<\/strong><\/td>\n<td><strong>2.436<\/strong><\/td>\n<td><strong>2.034<\/strong><\/td>\n<td><strong>6<\/strong><\/td>\n<td><strong>4.476<\/strong><\/td>\n<td><strong>26,2<\/strong><\/td>\n<td><strong>54,4<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Abruzzo<\/td>\n<td>146<\/td>\n<td>261<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>407<\/td>\n<td>2,4<\/td>\n<td>35,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Basilicata<\/td>\n<td>45<\/td>\n<td>111<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>156<\/td>\n<td>0,9<\/td>\n<td>28,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Calabria<\/td>\n<td>194<\/td>\n<td>203<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>397<\/td>\n<td>2,3<\/td>\n<td>48,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Campania<\/td>\n<td>454<\/td>\n<td>305<\/td>\n<td>11<\/td>\n<td>770<\/td>\n<td>4,5<\/td>\n<td>59,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Molise<\/td>\n<td>18<\/td>\n<td>42<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>60<\/td>\n<td>0,4<\/td>\n<td>30,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Puglia<\/td>\n<td>286<\/td>\n<td>174<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>460<\/td>\n<td>2,7<\/td>\n<td>62,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Sud<\/strong><\/td>\n<td><strong>1.143<\/strong><\/td>\n<td><strong>1.096<\/strong><\/td>\n<td><strong>11<\/strong><\/td>\n<td><strong>2.250<\/strong><\/td>\n<td><strong>13,2<\/strong><\/td>\n<td><strong>50,8<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sardegna<\/td>\n<td>99<\/td>\n<td>356<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>457<\/td>\n<td>2,7<\/td>\n<td>21,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sicilia<\/td>\n<td>346<\/td>\n<td>432<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>780<\/td>\n<td>4,6<\/td>\n<td>44,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Isole<\/strong><\/td>\n<td><strong>445<\/strong><\/td>\n<td><strong>788<\/strong><\/td>\n<td><strong>4<\/strong><\/td>\n<td><strong>1.237<\/strong><\/td>\n<td><strong>7,2<\/strong><\/td>\n<td><strong>36,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TOT.ITALIA<\/strong><\/td>\n<td><strong>9.763<\/strong><\/td>\n<td><strong>7.286<\/strong><\/td>\n<td><strong>46<\/strong><\/td>\n<td><strong>17.095<\/strong><\/td>\n<td><strong>100.0<\/strong><\/td>\n<td><strong>57,1<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: Elaborazione Caritas\/Dossier Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia- D. A. P.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla tabella risulta che la regione con il maggior numero di detenuti stranieri in assoluto \u00e8 la Lombardia con 3153, mentre quella con il minore \u00e8 il Molise (60). Inoltre, si pu\u00f2 notare come nelle regioni del Sud e nelle Isole il numero di condannati definitivi nelle carceri supera quello dei non definitivi, prevalente nel resto d\u2019Italia.<\/p>\n<p>In alcune carceri del Nord le percentuali di detenuti stranieri superano addirittura il tasso medio riscontrato a livello nazionale come ad Asti, Belluno, Padova e Treviso, dove i valori si attestano intorno al 40%, o a Torino e nella casa circondariale di Padova dove si registrano i tassi pi\u00f9 elevati (63% circa nel primo e addirittura 86% nel secondo) (Associazione Antigone, 2000).<\/p>\n<p>Analizzando i dati relativi agli stranieri in base alla loro posizione giuridica, si nota che una notevole porzione (58,8%) \u00e8 rappresentata da individui non definitivamente condannati. Circa la met\u00e0 di questa categoria, inoltre, \u00e8 costituita da indagati o imputati, persone cio\u00e8 da considerare presuntivamente innocenti.<\/p>\n<p>Per una pi\u00f9 precisa constatazione dell\u2019incidenza della criminalit\u00e0 degli extra-comunitari sul nostro territorio \u00e8 opportuno dare uno sguardo anche al numero dei denunciati per regione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ITALIA. Extracomunitari denunciati con e senza permesso di soggiorno (2000)<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Regioni<\/strong><\/td>\n<td><strong>Con perm.<\/strong><\/td>\n<td><strong>Senza perm.<\/strong><\/td>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>% senza perm.<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Piemonte<\/td>\n<td>3.636<\/td>\n<td>20.784<\/td>\n<td>24.420<\/td>\n<td>85,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Valle d\u2019A.<\/td>\n<td>117<\/td>\n<td>333<\/td>\n<td>450<\/td>\n<td>74,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lombardia<\/td>\n<td>9.576<\/td>\n<td>28.714<\/td>\n<td>38.290<\/td>\n<td>75,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Trentino A.A.<\/td>\n<td>1.130<\/td>\n<td>1.974<\/td>\n<td>3.104<\/td>\n<td>63,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Veneto<\/td>\n<td>5.062<\/td>\n<td>16.716<\/td>\n<td>21.778<\/td>\n<td>76,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Friuli V.G.<\/td>\n<td>1.242<\/td>\n<td>3.797<\/td>\n<td>5.039<\/td>\n<td>75,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Liguria<\/td>\n<td>1.875<\/td>\n<td>11.775<\/td>\n<td>13.650<\/td>\n<td>86,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Emilia Rom.<\/td>\n<td>4.647<\/td>\n<td>12.320<\/td>\n<td>16.967<\/td>\n<td>72,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Toscana<\/td>\n<td>3.543<\/td>\n<td>13.926<\/td>\n<td>17.469<\/td>\n<td>79,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marche<\/td>\n<td>1.338<\/td>\n<td>3.589<\/td>\n<td>4.927<\/td>\n<td>72,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lazio<\/td>\n<td>3.379<\/td>\n<td>15.232<\/td>\n<td>18.611<\/td>\n<td>81,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Abruzzo<\/td>\n<td>668<\/td>\n<td>1.351<\/td>\n<td>2.019<\/td>\n<td>66,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Molise<\/td>\n<td>46<\/td>\n<td>192<\/td>\n<td>238<\/td>\n<td>80,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Campania<\/td>\n<td>1.055<\/td>\n<td>5.837<\/td>\n<td>6.892<\/td>\n<td>84,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Puglia<\/td>\n<td>1.808<\/td>\n<td>5.701<\/td>\n<td>7.509<\/td>\n<td>75,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Basilicata<\/td>\n<td>115<\/td>\n<td>312<\/td>\n<td>427<\/td>\n<td>73,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Calabria<\/td>\n<td>401<\/td>\n<td>1.199<\/td>\n<td>1.600<\/td>\n<td>74,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sicilia<\/td>\n<td>597<\/td>\n<td>2.100<\/td>\n<td>2.697<\/td>\n<td>77,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sardegna<\/td>\n<td>157<\/td>\n<td>618<\/td>\n<td>775<\/td>\n<td>79,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Italia nord<\/strong><\/td>\n<td><strong>27.285<\/strong><\/td>\n<td><strong>96.413<\/strong><\/td>\n<td><strong>123.698<\/strong><\/td>\n<td><strong>77,9<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>di cui nord ovest<\/td>\n<td>15.204<\/td>\n<td>61.606<\/td>\n<td>76.810<\/td>\n<td>80,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>di cui nord est<\/td>\n<td>12.081<\/td>\n<td>34.807<\/td>\n<td>46.888<\/td>\n<td>74,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Italia centr.<\/strong><\/td>\n<td><strong>9.701<\/strong><\/td>\n<td><strong>36.125<\/strong><\/td>\n<td><strong>45.826<\/strong><\/td>\n<td><strong>78,8<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Italia merid.<\/strong><\/td>\n<td><strong>4.133<\/strong><\/td>\n<td><strong>15.767<\/strong><\/td>\n<td><strong>19.900<\/strong><\/td>\n<td><strong>79,2<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>di cui isole<\/td>\n<td>754<\/td>\n<td>2.718<\/td>\n<td>3.472<\/td>\n<td>78,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Tot. Italia<\/strong><\/td>\n<td><strong>41.119<\/strong><\/td>\n<td><strong>148.305<\/strong><\/td>\n<td><strong>189.424<\/strong><\/td>\n<td><strong>78,3<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: Elaborazione Caritas\/Dossier Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia &#8211; D. A. P.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi sono molte differenze tra le regioni italiane riguardo sia agli immigrati che alla criminalit\u00e0. Al Nord, per esempio, risiedono il maggior numero di detenuti stranieri in possesso di un permesso di soggiorno, mentre al Sud sono pi\u00f9 numerosi gli immigrati irregolari. Nel Nord sono pi\u00f9 diffusi reati come il commercio e la produzione di stupefacenti, i borseggi, i furti in appartamento, al Sud, invece, gli omicidi, gli scippi, le rapine e il contrabbando (Barbagli, 2002, p.61).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Principali tipologie di reato dei detenuti extracomunitari<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda le tipologie di reato attribuite ai detenuti stranieri, le percentuali si concentrano perlopi\u00f9 su un gruppo ristretto e circoscritto di illeciti.<\/p>\n<p>Al primo posto figurano le violazioni della legge sulla droga, che costituiscono il 38,5% del totale dei reati commessi dai detenuti stranieri. Si tratta di un primato che \u00e8 rimasto tale nell\u2019ultimo quinquennio, pur se registrando un incremento percentuale di oltre 10 punti. Tuttavia, anche in questo caso i dati non possono essere interpretati semplicisticamente come una maggiore propen-sione degli extracomunitari verso questa tipologia di reati. Se da un lato, infatti, essi testimoniano una sostituzione degli spacciatori italiani con quelli stranieri, dall\u2019altro bisogna ricordare che gli extracomunitari sono esposti maggiormente rispetto agli autoctoni all\u2019azione repressiva delle forze dell\u2019ordine (ISMU, 2002, p.181) e, nello stesso tempo, come gi\u00e0 accennato, hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 nel soddisfare i requisiti formali necessari per beneficiare delle misure alternative alla detenzione, di cui beneficiano, invece, molto spesso gli italiani condannati per questo reato.<\/p>\n<p>In ogni caso, non \u00e8 corretto affermare che i reati sulla droga siano divenuti una prerogativa della criminalit\u00e0 straniera, poich\u00e9 il rapporto tra italiani e stranieri detenuti a tale titolo resta comunque di 3 a 1.<\/p>\n<p>Al secondo posto figurano i reati contro il patrimonio, che rappresentano il 19,8% sul totale. Questa tipologia ha perso un po\u2019 di peso negli ultimi cinque anni (nel 1997 la percentuale era del 23,9%), anche perch\u00e9 essa costituisce ancora una prerogativa dei detenuti italiani, essendo infatti il loro principale titolo detentivo con il 25,1%.<\/p>\n<p>Al terzo posto si hanno i reati contro la persona con il 14,2%, ma anche in questo ambito la componente extracomunitaria dei detenuti non prevale sugli autoctoni: il rapporto \u00e8 infatti di 1 straniero ogni 5 italiani.<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h5><em>Potrebbe stupire<br \/>\nil fatto che<br \/>\ni reati inerenti<br \/>\nlo sfruttamento<br \/>\ndella prostituzione rappresentano<br \/>\nsolo il 4,9%<br \/>\ndel relativo totale<\/em><\/h5>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Potrebbe stupire il fatto che i reati inerenti lo sfruttamento della prostituzione rappresentano solo il 4,9% del relativo totale, ma bisogna considerare che tale percentuale incide sul totale dei detenuti a tale titolo per il 77,2%. Pertanto, nono-stante abbia un peso esiguo sulla distribuzione dei reati commessi dagli stranieri, esso rappresenta tuttavia una sorta di prerogativa di gruppi o detenuti stranieri, che sembrano aver fatto dello sfrutta-mento della prostituzione un terreno d\u2019azione privilegiato. In particolare, essendo il 54% circa dei denunciati per questo reato costituito da albanesi, c\u2019\u00e8 chi sostiene che esso sia perlopi\u00f9 monopolizzato da questo gruppo nazionale (Barbagli, 2002, p.59).<\/p>\n<p>Un dato significativo, infine, \u00e8 la percentuale di detenuti stranieri per violazione della legge sull\u2019immigrazione che pur attestandosi nel 2001 solo al 3,2% sul totale relativo, rappresenta la categoria di reato pi\u00f9 \u201cetnicizzata\u201d tra i titoli detentivi, riguardando nel 90,8% dei casi cittadini extracomunitari (Caritas, 2002, pp.236-239).<\/p>\n<p>Insignificanti sono, infine, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso ex art. 416-bis c.p., che rappresentano, nonostante le aspettative contrarie, appena lo 0.1% del totale degli illeciti ascritti agli stranieri, e i reati per cos\u00ec dire dei \u201ccolletti bianchi\u201d e dei potenti (corruzione e concussione, appropriazione indebita, insider trading e aggiotaggio), commessi quasi esclusivamente da autoctoni (Barbagli, 2002, p.9).<\/p>\n<p>La maggior parte delle denunce agli stranieri regolari e non si concentra nelle regioni del Nord Italia in cui si registra oltre il 60% del totale nazionale, mentre dal meridione proviene la percentuale pi\u00f9 bassa, pari al 13%[viii].<\/p>\n<p><strong>Extracomunitari detenuti e immigrati irregolari<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 significativo, a mio avviso, riportare alcuni dati relativi alla differenziazione tra immigrati regolari e irregolari autori di reato.<\/p>\n<p>Da essi risulta, infatti, che siano gli irregolari i destinatari della maggior parte di denunce. L\u2019incidenza degli stra-nieri senza permesso di soggiorno sul totale dei denunciati e degli arrestati \u00e8 notevole: si parla di percentuali che si attestano tra il 70 e l\u201980 % per gli albanesi e i marocchini ed anche oltre per i cinesi, i nigeriani, i rumeni, i croati (in relazione a questi ultimi si raggiunge quasi il 100% di irregolari fra gli arrestati).<\/p>\n<p>Questi dati mostrano anche sostanziali differenze fra i reati. Ve ne sono alcuni che vengono commessi quasi esclusivamente da irregolari: per furto, rapina e contrabbando la quota di irregolari arriva fino al 95%; per altri come guida senza patente, atti di libidine, violenza carnale e lesioni dolose il numero di denunce agli irregolari \u00e8 inferiore (intorno al 70%). Nel complesso, secondo Barbagli (2002), i reati degli irregolari sono prevalentemente di tipo strumentale e vengono compiuti per motivi economici (come furto, rapina e contrabbando), mentre sono minori quelli espressivi, che nascono da azioni impulsive fine a se stesse (come risse, lesioni dolose, violenza carnale, tentato omicidio).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ITALIA. Reati ascritti ai detenuti extracomunitari (1997-2001)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ITALIA._Reati_ascritti_ai_detenuti_extracomunitari_1997-2001.png\" alt=\"ITALIA. Reati ascritti ai detenuti extracomunitari 1997 2001\" width=\"950\" height=\"521\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ITALIA. Percentuale di persone senza permesso di soggiorno sul totale degli stranieri denunciati per reato dal 1988 al 2000<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Reati<\/strong><\/td>\n<td><strong>1988<\/strong><\/td>\n<td><strong>1990<\/strong><\/td>\n<td><strong>1992<\/strong><\/td>\n<td><strong>1994<\/strong><\/td>\n<td><strong>1996<\/strong><\/td>\n<td><strong>1997<\/strong><\/td>\n<td><strong>1998<\/strong><\/td>\n<td><strong>1999<\/strong><\/td>\n<td><strong>2000<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Furto<\/td>\n<td>95<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>88<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Furto auto<\/td>\n<td>92<\/td>\n<td>93<\/td>\n<td>87<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>91<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>86<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rapina<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>86<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>80<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rapina impr.<\/td>\n<td>95<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>87<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>87<\/td>\n<td>87<\/td>\n<td>86<\/td>\n<td>85<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>legge droga<\/td>\n<td>95<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>96<\/td>\n<td>91<\/td>\n<td>91<\/td>\n<td>92<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ricettazione<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>82<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>77<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>78<\/td>\n<td>77<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Les.dolose<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>78<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>72<\/td>\n<td>68<\/td>\n<td>66<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Contrabbando<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>62<\/td>\n<td>72<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>86<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Omicid. tentato<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>76<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>69<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Omicid. consumato<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>80<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Estorsione<\/td>\n<td>84<\/td>\n<td>66<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>72<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>66<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sfruttamento prostituz.<\/td>\n<td>90<\/td>\n<td>76<\/td>\n<td>76<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>76<\/td>\n<td>71<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>66<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Violenza carnale<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>61<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>65<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Atti osceni<\/td>\n<td>93<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>84<\/td>\n<td>89<\/td>\n<td>87<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>88<\/td>\n<td>82<\/td>\n<td>74<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Legge armi<\/td>\n<td>92<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>83<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>84<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>82<\/td>\n<td>78<\/td>\n<td>76<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Guida senza patente<\/td>\n<td>76<\/td>\n<td>77<\/td>\n<td>66<\/td>\n<td>70<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>68<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Oltraggio<\/td>\n<td>86<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>81<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>77<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<td>n.d.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rissa, resistenza<\/td>\n<td>79<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>72<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>73<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>69<\/td>\n<td>65<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Danneggiamento<\/td>\n<td>85<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>72<\/td>\n<td>80<\/td>\n<td>77<\/td>\n<td>77<\/td>\n<td>78<\/td>\n<td>74<\/td>\n<td>72<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: elaborazione Barbagli (2002) su dati del Ministero degli Interni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere dalla tabella sopra riportata, nel periodo che va dal 1988 al 2000 in tutti i reati considerati salvo uno (il contrabbando) la percentuale di irregolari \u00e8 diminuita. Il che significa che il numero degli immigrati denunciati \u00e8 aumentato pi\u00f9 rapidamente per i regolari che per gli irregolari.<\/p>\n<p>Questo cambiamento si pensa che possa essere riconducibile ai quattro provvedimenti di regolarizzazione che sono stati emanati nel nostro Paese rispettivamente nel 1986, 1990, 1995 e 1998. Essi sono stati spesso giustificati con l\u2019argomentazione che con l\u2019emersione dell\u2019immigrazione clandestina si sarebbe ridotta la criminalit\u00e0. Tuttavia, come dimostrano tali dati, nonostante il numero di denunciati irregolari rimanga molto pi\u00f9 alto di quello dei regolari, le cause della devianza degli immigrati dovrebbero essere ricercate altrove.<\/p>\n<p>La quota degli irregolari varia anche a seconda del Paese di provenienza.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, le percentuali pi\u00f9 alte di denunciati senza permesso di soggiorno provengono dalla Moldavia, Algeria, Romania, Croazia, Ucraina, anche se le quote dei senza permesso rispetto ai denunciati con permesso dei paesi sopra elencati sono tutte abbastanza elevate.<\/p>\n<p>Per reati come furto e rissa, quasi tutti gli algerini e i rumeni denunciati sono irregolari, mentre albanesi, marocchini e tunisini sono perlopi\u00f9 con il permesso di soggiorno (Caritas, 2000).<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 dei detenuti extracomunitari varia dai 20 ai 50 anni circa, secondo una distribuzione simile a quella dei detenuti italiani, ma negli ultimi anni una percentuale sempre maggiore ha riguardato stranieri minorenni, soprattutto tra i 15 e i 17 anni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ITALIA. Reati commessi da stranieri con e senza permesso di soggiorno (2000)<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Nazioni<\/strong><\/td>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>Con perm.<\/strong><\/td>\n<td><strong>Senza perm.<\/strong><\/td>\n<td><strong>% senza perm.<\/strong><\/td>\n<td><strong>n.denunc.<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marocco<\/td>\n<td>34.018<\/td>\n<td>9.848<\/td>\n<td>24.170<\/td>\n<td>71,1<\/td>\n<td>15.217<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Albania<\/td>\n<td>29.561<\/td>\n<td>8.256<\/td>\n<td>21.305<\/td>\n<td>72,1<\/td>\n<td>15.695<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Romania<\/td>\n<td>18.897<\/td>\n<td>2.315<\/td>\n<td>16.582<\/td>\n<td>87,8<\/td>\n<td>8.936<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tunisia<\/td>\n<td>11.159<\/td>\n<td>2.548<\/td>\n<td>8.611<\/td>\n<td>77,2<\/td>\n<td>4.409<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Algeria<\/td>\n<td>10.372<\/td>\n<td>917<\/td>\n<td>9.455<\/td>\n<td>91,2<\/td>\n<td>3.878<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Jugoslavia<\/td>\n<td>10.171<\/td>\n<td>1.748<\/td>\n<td>8.423<\/td>\n<td>82,8<\/td>\n<td>4.715<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Senegal<\/td>\n<td>8.359<\/td>\n<td>3.149<\/td>\n<td>5.210<\/td>\n<td>62,3<\/td>\n<td>3.889<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Nigeria<\/td>\n<td>6.516<\/td>\n<td>1.427<\/td>\n<td>5.089<\/td>\n<td>78,1<\/td>\n<td>3.926<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cina pop.<\/td>\n<td>5.598<\/td>\n<td>1.712<\/td>\n<td>3.886<\/td>\n<td>69,4<\/td>\n<td>3.670<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Croazia<\/td>\n<td>2.771<\/td>\n<td>205<\/td>\n<td>2.566<\/td>\n<td>92,3<\/td>\n<td>1.325<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Bosnia-Erzegegovina<\/td>\n<td>2.527<\/td>\n<td>357<\/td>\n<td>2.170<\/td>\n<td>85,9<\/td>\n<td>1.228<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Moldavia<\/td>\n<td>2.308<\/td>\n<td>122<\/td>\n<td>2.186<\/td>\n<td>94,7<\/td>\n<td>1.231<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rep.araba d\u2019Egitto<\/td>\n<td>2.207<\/td>\n<td>634<\/td>\n<td>1.573<\/td>\n<td>71,3<\/td>\n<td>1.317<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ucraina<\/td>\n<td>2.188<\/td>\n<td>122<\/td>\n<td>2.066<\/td>\n<td>94,4<\/td>\n<td>1.356<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ghana<\/td>\n<td>2.185<\/td>\n<td>639<\/td>\n<td>1.546<\/td>\n<td>70,8<\/td>\n<td>1.423<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altri<\/td>\n<td>18.921<\/td>\n<td>2.838<\/td>\n<td>16.083<\/td>\n<td>85,0<\/td>\n<td>19.528<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td><strong>189.424<\/strong><\/td>\n<td><strong>41.119<\/strong><\/td>\n<td><strong>148.305<\/strong><\/td>\n<td><strong>78,3<\/strong><\/td>\n<td><strong>91.743<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: elaborazioni Caritas\/Dossier Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia &#8211; D.A.P.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Minori extracomunitari e devianza<\/strong><\/p>\n<p>Al 31 gennaio 2002 sono state segnalate al Comitato Minori Stranieri[ix]\u00a07921 soggetti minorenni non accompagnati, pi\u00f9 della met\u00e0 costituita da giovani albanesi (50,7%). Al secondo posto figurano i marocchini (17%), seguiti da romeni (8,5%) e infine minorenni provenienti dall\u2019ex Jugoslavia (4,9%). Si tratta, dunque, di un quadro che rispecchia nell\u2019ordine, ma non nelle proporzioni, i dati relativi all\u2019ingresso della popolazione immigrata nel nostro Paese, anche se bisogna tenere presente che tali percentuali sottostimano parzialmente la realt\u00e0 a causa delle difficolt\u00e0 di scambio di informazioni tra il Comitato Minori Stranieri e le Strutture per la Giustizia minorile (Caritas, 2002).<\/p>\n<p>Comunque, secondo i dati del Comitato, tra i minori segnalati ci sarebbe una forte prevalenza di diciassettenni (45,5%) e sedicenni (23,6%), perlopi\u00f9 di sesso maschile (86,2%).<\/p>\n<p>I minori stranieri non accompagnati vivono una situazione problematica, molto spesso addirittura drammatica, per il fatto di trovarsi completamente soli in un Paese che non conoscono: la solitudine, unita allo smarrimento, pu\u00f2 facilmente condurli ad una situazione di marginalit\u00e0 o peggio di devianza.<\/p>\n<p>Sono le famiglie stesse di questi minori a sollecitare il pi\u00f9 delle volte l\u2019emigrazione dei propri figli, ritenendola una soluzione necessaria per migliorare la propria precariet\u00e0 economica.<\/p>\n<p>A volte essi compiono il viaggio per arrivare in Italia insieme ad un parente o ad un conoscente, ma una volta arrivati, le difficolt\u00e0 pratiche da risolvere, come la ricerca di un alloggio o l\u2019estinzione del debito contratto per il viaggio, pongono questi minori nella necessit\u00e0 di procurarsi in tempi molto rapidi un buon guadagno. Queste esigenze spesso li portano ad accettare un lavoro in nero o a dedicarsi ad attivit\u00e0 delinquenziali, cadendo vittime del racket dell\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>Queste ragioni, oltre alla mancanza della famiglia che impedisce la concessione di misure alternative alla detenzione, spiegano il numero abbastanza elevato di minori non accompagnati nelle carceri italiane (Caritas, 2001).<\/p>\n<p>In una ricerca del Censis del 1999 si afferma che il minore immigrato ha 72 volte la possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di entrare in prigione rispetto ad un minore italiano. Considerando in linea generale la presenza negli Istituti di pena a loro riservati, anche in questo caso, poich\u00e9 i minori italiani usufruiscono delle comunit\u00e0 in maniera superiore (76,4%) rispetto agli stranieri, questi ultimi sono coloro che popolano maggiormente gli Istituti penali minorili e i Centri di prima accoglienza.<\/p>\n<p>Secondo un\u2019indagine dell\u2019IPRS (Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali) condotta nel 2000 su 43 strutture della giustizia minorile, il 55,1% dei soggetti interessati \u00e8 risultato straniero e di questi il 42,4% era costituito da stranieri senza famiglia.<\/p>\n<p>La maggior parte dei minori denunciati proviene dall\u2019area della Jugoslavia (molti sono perlopi\u00f9 appartenenti a gruppi rom), dall\u2019Albania e in misura minore dal Marocco e la loro et\u00e0 si attesta in media sui 14 anni.<\/p>\n<p>Nella tabella che segue vengono riportati i principali reati ascritti ai minori stranieri con o senza famiglia.<\/p>\n<p>Come si legge, i reati maggiormente commessi dai maschi con famiglia sono la truffa e il traffico degli stupefacenti, che predomina anche tra i minori senza famiglia insieme ai reati di danneggiamento, di estorsione e di lesione personale.<\/p>\n<p>Inoltre, la percentuale di minori stranieri condannati per furto \u00e8 notevolmente salita negli ultimi anni raggiungendo quasi la met\u00e0 del totale. Questa quota tocca quasi il 30% per i ragazzi e l\u201980% fra le ragazze. Il 90% di loro proviene dalla ex Jugoslavia e sono perlopi\u00f9 Rom o Khorakhan\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>I dati e le osservazioni forniti in questa sede non pretendono di essere considerati completi ed esaustivi del fenomeno della popolazione carceraria straniera in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019impressione che potrebbe dare la lettura di queste pagine \u00e8 di una difesa degli immigrati nei confronti\u00a0\u00a0 della\u00a0\u00a0 percezione, molto\u00a0\u00a0 diffusa\u00a0\u00a0 tra la gente, di una loro maggiore propensione alla criminalit\u00e0 e alla devianza in generale rispetto agli italiani.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ITALIA. Reati ascritti ai minori stranieri (2001)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>REATI<\/strong><\/td>\n<td><strong>M. CON FAM.<\/strong><\/td>\n<td><strong>F. CON FAM.<\/strong><\/td>\n<td><strong>M.\u00a0 SENZA FAM.<\/strong><\/td>\n<td><strong>F. SENZA FAM.<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Furto<\/td>\n<td>43,7<\/td>\n<td>26,6<\/td>\n<td>26,1<\/td>\n<td>3,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Furto aggravato<\/td>\n<td>32,1<\/td>\n<td>45,9<\/td>\n<td>16,5<\/td>\n<td>5,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tentata rapina<\/td>\n<td>22,0<\/td>\n<td>45,0<\/td>\n<td>26,4<\/td>\n<td>6,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rapina<\/td>\n<td>23,8<\/td>\n<td>32,8<\/td>\n<td>38,3<\/td>\n<td>5,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Estorsione<\/td>\n<td>36,3<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>63,7<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Truffa<\/td>\n<td>100,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ricettazione<\/td>\n<td>26,7<\/td>\n<td>10,0<\/td>\n<td>60,0<\/td>\n<td>3,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Danneggiamento<\/td>\n<td>20,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>80,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altro<\/td>\n<td>37,5<\/td>\n<td>15,0<\/td>\n<td>45,0<\/td>\n<td>2,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stupefac.Art.74<\/td>\n<td>76,2<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>23,8<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stupefac.Art.73<\/td>\n<td>19,2<\/td>\n<td>0,5<\/td>\n<td>80,0<\/td>\n<td>0,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stupefac. Art.79<\/td>\n<td>100,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Omicid. volont.<\/td>\n<td>42,8<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>57,2<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Omicid. volont.<\/td>\n<td>56,7<\/td>\n<td>6,6<\/td>\n<td>36,7<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sequestro pers.<\/td>\n<td>53,0<\/td>\n<td>5,8<\/td>\n<td>41,2<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lesioni pers.<\/td>\n<td>24,5<\/td>\n<td>1,8<\/td>\n<td>60,5<\/td>\n<td>13,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Reati sessuali<\/td>\n<td>46,6<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>53,4<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altro<\/td>\n<td>26,6<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<td>73,4<\/td>\n<td>0,0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>FONTE: Caritas\/Dossier Statistico immigrazione su dati del Comitato Minori Stranieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il mio intento \u00e8 stato solo quello di evidenziare alcuni aspetti di un fenomeno che nell\u2019ultimo periodo sta destando l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica, sia in riferimento all\u2019incre-mento degli sbarchi di clandestini e all\u2019aumento di richieste di permessi di soggiorno nel nostro paese; sia al problema del sovraffollamento delle carceri che, a mio avviso, potrebbe essere, se non risolto, almeno un po\u2019 \u201calleviato\u201d se si considerasse il detenuto straniero come un detenuto a tutti gli effetti e con tutti i diritti del sistema carcerario italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>Anastasia S. e Gonnella P., 2002, Inchiesta sulle carceri italiane, Roma, Carocci.<\/p>\n<p>Associazione Antigone, 2000, Il carcere trasparente, Roma, Castelvecchi.<\/p>\n<p>Barbagli M., 2002, Immigrazione e reati in Italia, Bologna, il Mulino.<\/p>\n<p>Caputo A. e Putignano C., 1997, \u201cLa popolazione straniera vista attraverso le statistiche giudiziarie\u201d, in E. Todisco (a cura di), La presenza straniera in Italia, Milano, Angeli, pp.49-71.<\/p>\n<p>Caritas, 2000, Dossier Statistico immigrazione 2000, Roma, Edizioni Nuova Anterem.<\/p>\n<p>Caritas, 2001, Dossier Statistico immigrazione 2001, Roma, Edizioni Nuova Anterem.<\/p>\n<p>Caritas, 2002, Dossier Statistico immigrazione 2002, Roma, Edizioni Nuova Anterem.<\/p>\n<p>Censis, 1999, Child Immigration Project: Italian National Report, Roma, Policopiato (citato in Caritas, 2001).<\/p>\n<p>ISMU, 2002, Settimo rapporto sulle migrazioni 2001, Milano, Franco Angeli.<\/p>\n<p>Marotta G., 1995, Immigrati: devianza e controllo sociale, Padova, CEDAM.<\/p>\n<p>Palidda S., 1995, \u201cLa devianza e la criminalit\u00e0\u201d, in Primo rapporto sulle migrazioni 1995, Milano, Angeli, pp.250-290.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a id=\"_edn1\" href=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/index.php\/it\/oikonomia-2003\/giugno-2003\/1375-la-popolazione-straniera-nelle-carceri-italiane#_ednref1\"><\/a><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[i] Da queste categorie sono esclusi i richiedenti asilo e gli immigrati originari dei paesi dell\u2019Est, nei confronti dei quali \u00e8 stato abolito il visto (Polonia, Repubblica Ceca e dal 1\u00b0 gennaio 2002 Romania) e che quindi per almeno tre mesi dal loro ingresso possono regolarmente trattenersi sul nostro territorio anche se intraprendono un\u2019attivit\u00e0 lavorativa in nero. Bisognerebbe poi distinguere gli irregolari dai clandestini: i primi, infatti, sono coloro che in passato hanno avuto un permesso di soggiorno, ma che sono rimasti in Italia anche quando questo \u00e8 scaduto; i secondi invece sono coloro che al massimo hanno ottenuto un visto di ingresso, ma mai un permesso di soggiorno (Caritas, 2002). Spesso, comunque, ci si riferisce ad entrambe le categorie con il termine \u201cirregolare\u201d.<\/p>\n<p><sup>[ii]<\/sup>\u00a0Ci si riferisce alle norme espresse dalla cosiddetta \u201cLegge Gozzini\u201d (n. 663\/1986) e alle successive modificazioni (L. n. 203\/1991 e L. n. 356\/1992).<\/p>\n<p><sup>[iii]<\/sup>\u00a0Un&#8217;altra ragione di tale incremento potrebbe essere ricondotta al fatto che con la nuova legge sugli immigrati \u00e8 venuta anche meno la norma che consentiva di ottenere il rimpatrio nello Stato di provenienza del condannato nel caso in cui la pena effettiva da scontare fosse inferiore a tre anni.<\/p>\n<p><sup>[iv]<\/sup>\u00a0E\u2019, in sostanza, ci\u00f2 che accade anche nel mercato del lavoro, dove negli ultimi anni si assiste ad una \u201csostituzione\u201d degli immigrati agli autoctoni nei lavori pi\u00f9 umili e meno remunerativi, come quello di bracciante, operaio, collaboratrice domestica etc.<\/p>\n<p><sup>[v]<\/sup>\u00a0A ci\u00f2 si deve aggiungere un\u2019ulteriore discriminazione dei detenuti stranieri, i quali al termine del periodo di detenzione vengono molto spesso espulsi dallo Stato perch\u00e9 considerati socialmente pericolosi (L. n. 39\/90).<\/p>\n<p><sup>[vi]<\/sup>\u00a0Il dato non deve stupire, avendo molte ricerche dimostrato che in Italia, come nel resto del mondo, le donne violano le norme penali molto meno spesso degli uomini e che le differenze fra le une e gli altri sono tanto maggiori quanto pi\u00f9 grave \u00e8 il reato.<\/p>\n<p><sup>[vii]<\/sup>\u00a0Gli immigrati presenti nel nostro territorio sono cos\u00ec distribuiti: il 54,8% nel Nord Italia, di cui circa il 75% risiede nelle regioni del Nord Ovest e il rimanente nel Nord Est; al Centro risiede circa il 30% degli stranieri e una maggiore concentrazione nel Lazio e nella Toscana; il resto si concentra nel Sud e nelle Isole, soprattutto in Campania, Sicilia e Puglia.<\/p>\n<p><sup>[viii]<\/sup>\u00a0I dati si riferiscono al 31\/12\/2000 (cfr. Caritas, 2001).<\/p>\n<p><sup>[ix]<\/sup>\u00a0E\u2019 la struttura competente che si occupa di tutti i minori extracomunitari che giungono in Italia non accompagnati dai genitori ai fini di un loro rimpatrio o permanenza. Essa \u00e8 stata resa operativa con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 dicembre 1999, in applicazione dell\u2019art. 35 del Testo Unico sull\u2019Immigrazione.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[1025],"fascicolo":[68],"class_list":["post-1283","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-barbara-sena","fascicolo-giugno-2003"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La popolazione straniera nelle carceri italiane<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Barbara Sena, pubblicato nel numero di Giugno 2003. 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