{"id":1090,"date":"2002-10-01T12:00:00","date_gmt":"2002-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1090"},"modified":"2026-04-09T10:19:24","modified_gmt":"2026-04-09T10:19:24","slug":"il-fattore-religioso-nei-progetti-politici-e-istituzionali","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2002\/ottobre\/il-fattore-religioso-nei-progetti-politici-e-istituzionali\/","title":{"rendered":"Il fattore religioso nei progetti politici e istituzionali"},"content":{"rendered":"<p>Il recente dibattito, che ha interessato l&#8217;intera Europa, sulla necessit\u00e0 o meno di inserire nella\u00a0<em>Carta fondamentale<\/em>\u00a0del vecchio continente un riferimento alle radici cristiane non costituisce una novit\u00e0 nel dibattito politico occidentale. Solo menti sprovvedute o volutamente di parte possono ignorare il contributo dato dalla religione alla affermazione e poi alla formulazione dei diritti inalienabili della persona. Per uscire poi dall&#8217;equivoca parola religione, \u00e8 il caso di affermare che, non solo il cristianesimo in senso generico, ma in particolare lo stesso cattolicesimo hanno contribuito alla codificazione dei diritti fondamentali. Non si dimentichi che, il primo esempio di costituzione scritta del mondo moderno ci viene dalla cattolica Irlanda negli anni sessanta del Seicento. Molti di quei cattolici irlandesi, costretti ad immigrare nei futuri Stati Uniti, dove fonderanno Stati come il Maryland (uno dei primi 13 Stati dell&#8217;Unione), avranno nei loro discendenti esponenti che daranno un contributo fondamentale alla stesura della ancora vigente costituzione degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 conferma un incontrovertibile dato di fatto: Malgrado negli ultimi secoli si sia assistito ad un crescente fenomeno di secolarizzazione, non sono pochi i documenti ufficiali e le stesse costituzioni nei quali le problematiche religiose sono state pienamente considerate tanto da costituire i presupposti dei diritti fondamentali per interi popoli. Basterebbe ricordare l&#8217;articolo conclusivo della\u00a0<em>Dichiarazione dei diritti della Virginia<\/em>\u00a0che cos\u00ec recita: &#8220;La religione e il culto che dobbiamo verso il Creatore e la maniera di assolverlo deve essere guidato unicamente dalla ragione e dalla convinzione, mai dalla forza e dalla violenza, dal che discende che ogni uomo deve godere la pi\u00f9 completa libert\u00e0 di coscienza e la pi\u00f9 completa libert\u00e0 nella forma di culto che la sua coscienza gli detta; e che egli non deve essere punito dal magistrato a meno che, sotto pretesti religiosi, egli non disturbi la pace, la felicit\u00e0 o la sicurezza della societ\u00e0. \u00c9 un dovere reciproco di tutti i cittadini di praticare la tolleranza cristiana, l&#8217;amore e la carit\u00e0 gli uni verso gli altri&#8221;.<\/p>\n<p>Lo stesso si pu\u00f2 dire per la prima esperienza costituzionale dell&#8217;Europa continentale: quella del Belgio, costituzione che, al pari di quella statunitense, \u00e8 tutt&#8217;ora vigente e alla quale notevole fu il contributo dato dai cattolici belgi e dalla stessa Santa Sede.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 vale anche per la nostra prima Carta fondamentale che, nel\u00a0<em>Proclama costituzionale del Re Carlo Alberto<\/em>\u00a0che anticipa l&#8217;omonimo\u00a0<em>Statuto<\/em>, fa all&#8217;inizio un chiaro richiamo alla Divina Provvidenza per volont\u00e0 della quale il re governa, per passare poi al primo articolo ad affermare la precipuit\u00e0 della religione cattolica e nello stesso tempo la tolleranza verso gli altri culti. L&#8217;art.1 cos\u00ec recita: &#8220;La Religione Cattolica, Apostolica e Romana \u00e8 la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi&#8221;.<\/p>\n<p>Per arrivare ai nostri giorni, come dimenticare il Preambolo della attuale\u00a0<em>Legge fondamentale per la Repubblica Federale Germanica<\/em>\u00a0che cos\u00ec dice: &#8220;Conscio della sua responsabilit\u00e0 davanti a Dio e agli uomini, animato dalla volont\u00e0 di salvaguardare la sua unit\u00e0 nazionale e statale e di servire la pace nel mondo, quale membro dotato di parit\u00e0 di diritti, in un&#8217;Europa unita, il popolo tedesco ( &#8230; ) ha deliberato la presente Legge fondamentale della Repubblica Federale Germanica&#8221;. Giova forse ricordare che i costituenti tedeschi, sempre nello stesso Preambolo, dicono di agire &#8220;anche per quei tedeschi, cui non era dato partecipare&#8221;, quasi a preconizzare una riunificazione verso coloro che furono costretti a restare &#8220;oltre cortina&#8221;.<\/p>\n<p>Questo rapido itinerario lascia intendere che, oltre al dibattito giuridico, anche quello filosofico politico non ha potuto fare a meno di considerare il ruolo svolto dalla religione nel generare i presupposti delle &#8220;moderne libert\u00e0&#8221;. Basti ricordare quello che hanno scritto i pi\u00f9 grandi spiriti della modernit\u00e0. Locke, ad esempio, illustra in modo chiarissimo che, se il lavoro dei politic e dei magistrati non trovasse un terreno fertile nella natura umana e nella coscienza, il loro impegno sarebbe difficile e forse vano. Risulta infatti \u00abevidente che il magistrato comanda la pratica delle virt\u00f9, non perch\u00e9 esse sono comportamenti virtuosi e obbligano le coscienze, o perch\u00e9 sono i doveri dell&#8217;uomo verso Dio e la via per ottenere il suo perdono e il suo favore, ma perch\u00e9 esse sono vantaggiose ai rapporti dell&#8217;uomo con l&#8217;uomo\u00bb. Ad una analisi troppo affrettata tutto ci\u00f2 apparirebbe come una riduzione della religiosit\u00e0 ad una morale utilitaristica mentre per Locke la religione \u00e8 molto di pi\u00f9 che un semplice presupposto utilitaristico della societ\u00e0. Anche qui le sue parole sono chiarissime: \u00abla credenza in una divinit\u00e0 non deve essere annoverata fra le opinioni puramente speculative, perch\u00e9 \u00e8 il fondamento di tutta la moralit\u00e0\u00bb. Se \u00e8 vero quindi che Locke propone con forza la realt\u00e0 di uno Stato laico, con gli ideali di tolleranza propone un effettivo rispetto verso quelle tematiche religiose che costituiscono la premessa della vita civile. Anche questo aspetto mi sembra recuperare uno di quei punti cruciali della tradizione occidentale che rifiutavano compromessi o, comunque, legami troppo stretti tra politica e religione perch\u00e9 finivano per dare alla politica quelle pretese di perfezione che la seconda, quando rimaneva nei suoi autentici insegnamenti, collocava in una dimensione ultraterrena. In tale prospettiva la religione, rifiutando tutte le tentazioni utopistiche, finiva per essere un costante elemento critico e, quindi, liberale, della politica stessa. Per questo vi deve essere tolleranza. L&#8217;adesione ad un credo religioso \u00e8 frutto di un&#8217;adesione intima e spontanea. \u00abLa cura delle anime non pu\u00f2 appartenere al magistrato civile, perch\u00e9 tutto il suo potere consiste nella costrizione. Ma la religione vera e salutare consiste nella fede interna dell&#8217;anima, senza la quale nulla ha valore presso Dio. La natura dell&#8217;intelligenza umana \u00e8 tale che non pu\u00f2 essere costretta da nessuna forza esterna\u00bb. Si capisce ora perch\u00e9 Locke rifiutasse comunque posizioni ateistiche perch\u00e9, al pani di altri liberali come Constant e Tocqueville, reputava la religione non solo il fondamento, ma anche un baluardo per la difesa della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda si pone Vico. Proprio il filosofo napoletano, come evidenziano assai bene gli scritti giuridici, coglie lo strettissimo\u00a0<em>legame<\/em>\u00a0tra moralit\u00e0 e\u00a0<em>religione<\/em>\u00a0entrambe\u00a0<em>fonte di libert\u00e0<\/em>\u00a0e\u00a0<em>di responsabilit\u00e0<\/em>. Si badi bene per\u00f2 che non si tratta di una religiosit\u00e0 astratta partorita dalla mente dei filosofi. Per Vico la religione si tramuta in vita pratica, per questo \u00e8 strettamente legata alla morale. Per questo critica alcune impostazioni giuridiche del suo tempo. Perch\u00e9 il diritto, senza fondamenti religiosi e quindi morali, diventa puro e semplice utilitarismo nel quale cadono non solo alcuni teorici della ragion di Stato, come Machiavelli, Hobbes ed altri, ma anche gli stessi Grozio e Pufendorf. Del resto le civilt\u00e0 e le repubbliche sono state messe in piedi e tenute dalla religione e dalla morale e non certo dalla filosofia che, seppure \u00e8 riuscita a fare grandi congetture, non \u00e8 mai riuscita ad edificare una polis e neppure a tenerla in vita. Ha fatto pi\u00f9 il\u00a0<em>mos maiorum<\/em>\u00a0per la Repubblica romana che gli scritti di Platone per la polis greca. Come dimenticare poi Montesquieu? A parere del francese la finezza degli animi umani dipende anche dal modo come essi sono stati educati e dalla religiosit\u00e0 che manifestano perch\u00e9 \u00e8 proprio nelle coscienze che si manifesta tale religiosit\u00e0. Ora la religione, come mostrer\u00e0 assai chiaramente Lord Acton, pur avendo manifestato a volte il contrario, \u00e8 il fondamento della coscienza e della libert\u00e0. Chi non la pensasse cos\u00ec, oltre a raccogliere ed enumerare quello che di male ha fatto la religione nella sua lunga storia, dovrebbe altrettanto onestamente enumerare quello che di bene ha fatto; anche se \u00e8 utile che le leggi esigano che le religioni non rechino turbamenti di alcun tipo allo Stato. Questo \u00e8 possibile qualora le leggi divine ed umane si limitino reciprocamente non invadendo l&#8217;una il campo dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>In questa breve panoramica merita un posto anche Tocqueville. A suo parere soprattutto in America si sintetizzavano due elementi che l&#8217;Europa moderna aveva finito per mettere in contrasto:\u00a0<em>spirito di religione e spirito di libert\u00e0<\/em>. La religione, liberata dalle strettezze della politica, sente di essere tanto pi\u00f9 stabile quando pu\u00f2 contare sulle sue sole forze. La libert\u00e0 finisce cos\u00ec per vedere nella religione la compagna di tutte le sue lotte e dei suoi trionfi nonch\u00e9 la fonte divina di tutti i suoi diritti. Questo rapporto tra religione e libert\u00e0 \u00e8 cruciale perch\u00e9, nelle democrazie, si finisce per amare l&#8217;eguaglianza senza misura: a tratti nei confronti della libert\u00e0 si pu\u00f2 anche essere rassegnati a subire sconfitte, mentre si preferisce morire pur di perdere l&#8217;eguaglianza. Lo spirito religioso rende cos\u00ec un grande servizio alla causa democratica. Tutte le confessioni religiose sostengono le istituzioni democratiche. Gli stessi cattolici, sostiene ammirato Tocqueville, sono in continuo aumento negli Stati Uniti perch\u00e9 riescono a essere i fedeli pi\u00f9 sottomessi e i cittadini pi\u00f9 indipendenti. Va per\u00f2 detto che, pur nella diversit\u00e0 di religione, ogni confessione si ritrova nella grande unit\u00e0 cristiana, la morale del Cristianesimo \u00e8 ovunque la stessa.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio accennavano per\u00f2 come queste idee abbiano dovuto farsi strada tra un crescente spirito di secolarizzazione che ha cercato di chiudere sempre pi\u00f9 la religione nell&#8217;ambito privatistico o, peggio ancora, di combatterla per farla sparire. Oltre alle dichiarazioni delle costituzioni prima riportate ve ne sono perci\u00f2 altre che volutamente non fanno alcun richiamo ai valori religiosi o a religioni particolari. L&#8217;attuale Costituzione francese ricorda esplicitamente che \u201cla Francia \u00e8 una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale&#8221;. Lo stesso possiamo dire della Costituzione italiana che definisce &#8220;l&#8217;Italia una repubblica democratica, fondata sul lavoro&#8221;. Certo, un articolo di questo genere fu frutto del\u00a0compromesso espresso dalle diverse forze della costituente. I cattolici abdicarono alle loro posizioni di principio per garantire alla religione, tramite il Concordato, la possibilit\u00e0 di esprimersi liberamente nella vita sociale dal mondo dell&#8217;educazione a quello dell&#8217;assistenza. Forse il vero problema attuale sta proprio qui. Importante non \u00e8 che esistano solo dichiarazioni di principio che poi, se disattese, restano lettera morta. Importante \u00e8 che, nei fatti, alla religione vengano garantiti tutti quei diritti che essa, in modo precipuo, ha contribuito a sviluppare e anche a fare affermare.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[971],"fascicolo":[59],"class_list":["post-1090","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-rocco-pezzimenti","fascicolo-ottobre-2002"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Il fattore religioso nei progetti politici e istituzionali<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Rocco Pezzimenti, pubblicato nel numero di Ottobre 2002. 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