{"id":1021,"date":"2002-02-01T12:00:00","date_gmt":"2002-02-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1021"},"modified":"2026-04-08T22:04:52","modified_gmt":"2026-04-08T22:04:52","slug":"management-sviluppo-umano-e-bene-comune","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2002\/febbraio\/management-sviluppo-umano-e-bene-comune\/","title":{"rendered":"Management, Sviluppo Umano e Bene Comune"},"content":{"rendered":"<p><em>Managing as if Faith Mattered<\/em>, tratta in modo organico ed originale \u2013 forse unico nel suo genere &#8211; il tema del rapporto tra spiritualit\u00e0 e direzione aziendale, ispirandosi al ricco patrimonio della tradizione sociale cristiana.<\/p>\n<p>Tuttavia, non siamo di fronte ad un saggio di letteratura manageriale \u201ceterodossa\u201d\u00a0<sup>1<\/sup> quale potrebbe essere una lettura interpretativa del mondo degli affari di tipo religioso, n\u00e9 ad\u00a0un trattato sulla dimensione etica dell\u2019economia, ma, al contrario, ad un testo di\u00a0<em>business management<\/em>, caratterizzato da numerosi richiami applicativi ed una robusta fondazione teorica.<\/p>\n<p>Infatti &#8211; e questa forse costituisce la vera novit\u00e0 del libro &#8211; le argomentazioni dei due Autori sono rigorosamente articolate all\u2019interno del perimetro organizzativo aziendale e si rivolgono a dirigenti e imprenditori, utilizzando il loro stesso linguaggio tecnico, nel rispetto di una visione sistemica della dimensione aziendale che va oltre la ricerca meramente strumentale del profitto<\/p>\n<p>Leggendo il testo e accantonando per un momento la pur legittima esitazione nei confronti di due apparenti\u00a0<em>outsiders<\/em>\u00a0quali Helen J. Alford O.P. e Michael J. Naughton\u00a0<sup>2<\/sup>, il lettore &#8211; presumibilmente, ma non necessariamente, un manager di fede cattolica &#8211; sar\u00e0 sorpreso nel riscontrare un originale percorso logico, corredato da una profonda familiarit\u00e0 con le dinamiche organizzative e le tecniche direzionali tipiche delle moderne realt\u00e0 industriali, finanziarie e commerciali.<\/p>\n<p>Gli Autori, infatti, dimostrano di conoscere a fondo il complesso e articolato sistema aziendale, descrivendo e qualificando, sul piano metodologico e nei confronti della tradizione sociale cristiana, praticamente tutte le principali funzioni manageriali, dai sistemi di organizzazione industriale (vedi le riflessioni sul Job design nel Cap.4), alla gestione delle risorse umane (vedi le strategie retributive trattate nel Cap.5), per concludere con gli Employee Stock Ownership Plans (trattati al Cap.6) e le pi\u00f9 recenti strategie di Relationship Marketing e Quality Function Deployment (v. Cap.7).<\/p>\n<p>Ne risulta quindi un libro particolarmente efficace per la riuscita consonanza tra pensiero cattolico e cultura d\u2019impresa, che tuttavia non si esaurisce in un originale saggio di direzione aziendale ma va oltre, inducendo il lettore ad almeno due ordini di considerazioni, che potremmo sintetizzare nelle seguenti questioni:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Esiste un rapporto possibile tra la dimensione spirituale (tipicamente privata) e il comportamento manageriale (comunemente di relazione ovvero con caratteristiche sociali);<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quali possono essere le relazioni tra i principi del pensiero sociale cristiano e la teoria economica delle moderne organizzazioni d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Gli Autori dedicano i primi tre capitoli del libro alla fondazione teorica del bisogno d\u2019integrazione tra fede e ambito professionale, rilevando come, al pari d\u2019altre connotazioni inerenti alla persona, quali la razza, il sesso e il pensiero politico, la dimensione spirituale sia spesso relegata, opportunisticamente, nell\u2019ambito della sfera privata in modo da inibire potenziali infiltrazioni morali sui processi decisionali e, in ultima analisi, sui risultati aziendali.<\/p>\n<p>Tale cultura dominante &#8211; segnalano gli Autori &#8211; esplica un effetto riduttivo nel manager, inibendone la piena realizzazione personale sul piano sociale, cognitivo e spirituale almeno quanto l\u2019archetipo opposto, rappresentato da coloro i quali testimoniano la propria fede in modo esplicito e manifesto, esclusivamente al di fuori degli ambienti professionali in cui operano, vivendo cos\u00ec una mera religiosit\u00e0 di superficie.<\/p>\n<p>Il superamento di tale condizione limitata e limitante non avviene per\u00f2, nel pensiero degli Autori, attraverso una semplice ricetta di tipo prescrittivo, fondata sul richiamo a dei generici valori etici e morali, bens\u00ec mediante una costante tensione verso le virt\u00f9 cardinali della tradizione cristiana cui il manager pu\u00f2 ispirarsi per ristabilire una vera armonia tra il proprio lavoro e la personale dimensione spirituale: Prudenza, Giustizia, Temperanza e Coraggio.<\/p>\n<p>Sul piano teorico poi, Alford e Naughton, affrontano la questione del rapporto tra fede e attivit\u00e0 economica esponendo le problematiche di tipo etico e sociale tipicamente risultanti dalla natura strumentale delle teorie dello\u00a0<em>shareholder<\/em>\u00a0e dello\u00a0<em>stakeholder<\/em>, e, dopo una rigorosa revisione critica dei due menzionati approcci teorici, suggeriscono una rilettura dei moderni sistemi economici fondata su nuovi e alternativi modelli d\u2019impresa, ispirati ad un principio di management socialmente responsabile e finalizzato al Bene Comune.<\/p>\n<p>In conclusione, dal messaggio esplicito degli Autori, traspare con forza che le forze competitive sottostanti le dinamiche del mercato e le leggi finanziarie demandate al governo dell\u2019impresa, non possono essere elevate al rango di guida dell\u2019azione umana, pur condizionandone concretamente lo svolgimento. Al contrario, i principi della solidariet\u00e0, della sussidiariet\u00e0, della supremazia del lavoro sul capitale e della destinazione universale dei beni, possono e debbono concorrere ad umanizzare la comunit\u00e0 professionale, finalizzando le dinamiche economiche e le decisioni d\u2019impresa al conseguimento del Bene Comune e dello Sviluppo Umano.<\/p>\n<p>Management, Sviluppo Umano e Bene Comune rappresentano quindi le keywords di un\u2019auspicata edizione italiana del lavoro di Alford e Naughton, cui va riconosciuto il merito di rivolgersi in modo efficace e originale al manager come persona e come attore di un disegno ambizioso ed esaltante: quello di creare valore non solamente per l\u2019azienda ma per la propria comunit\u00e0 e per tutta la societ\u00e0 civile, rendendosi artefice di un cambiamento virtuoso dei propri comportamenti professionali allo scopo di orientarli verso uno sviluppo economico equo, solidale e socialmente responsabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Da alcuni anni, un certo filone di letteratura manageriale ama ispirarsi ai principi e paradigmi comportamentali di origine eterodossa, quali la matematica (vedi la teoria dei giochi applicata al business), la filosofia orientale (vedi Sun Tzu, l\u2019arte della guerra), la strategia militare (primo tra tutti Von Clawsevitz),\u00a0 e la storia della politica (es. Machiavelli).<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Diamo un breve sguardo al curriculum dei due autori. Helen Alford O.P. insegna alla Facolt\u00e0 di Scienze Sociali dell\u2019Universit\u00e0 Pontificia S.Tommaso d\u2019Aquino dove riveste l\u2019incarico di Decano; dopo il Master in Engineering ha conseguito un PhD in Engineering e Management presso l\u2019Universit\u00e0 di Cambridge e si \u00e8 occupata, durante e dopo il dottorato, di cellular manufacturing, e human-centered design. Michael Naughton, invece, associa al suo dottorato in Teologia un qualificato Master in Business Administration ed insegna presso la Graduate School of Business dell\u2019Universit\u00e0 S.Thomas (St.Paul, MN) dove si occupa prevalentemente dei rapporti tra pensiero sociale cattolico e il mondo dell\u2019impresa.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[828],"fascicolo":[51],"class_list":["post-1021","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alessandro-pietrogiacomi","fascicolo-febbraio-2002"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Management, Sviluppo Umano e Bene Comune<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alessandro Pietrogiacomi, pubblicato nel numero di Febbraio 2002. 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