{"id":1002,"date":"2001-10-01T12:00:00","date_gmt":"2001-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1002"},"modified":"2026-04-12T19:10:41","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:41","slug":"le-fonti-maritainiane-nella-riflessione-politica-di-giuseppe-lazzati","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2001\/ottobre\/le-fonti-maritainiane-nella-riflessione-politica-di-giuseppe-lazzati\/","title":{"rendered":"Le fonti maritainiane nella riflessione politica di Giuseppe Lazzati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Giuseppe Lazzati, uno tra i maggiori esponenti dell\u2019impegno politico cristiano in Italia, non si defin\u00ec mai un filosofo, un teologo o un intellettuale impegnato. Si giudicava, modestamente, un fedele cristiano laico, che nella vita di ogni giorno riflette e opera come tale e in quanto tale; ma le sue riflessioni sono state tutt\u2019altro che banale ripetizione o pie esortazioni\u00a0<sup>1<\/sup>, esse scaturivano da una consapevolezza del ruolo che il cristiano avrebbe dovuto assolvere come membro della \u201ccitt\u00e0 terrena\u201d. La sua ricerca fu condotta non in modo astratto e concettuale ma innanzitutto come esperienza personale, sperimentata in prima persona nella propria vita intesa come vocazione, intesa come impegno a realizzare ci\u00f2 che Dio chiede ad ogni essere umano: fare la sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Lazzati per espletare al meglio una funzione politica, \u00e8 necessario l\u2019utilizzo di alcuni strumenti della realt\u00e0 sociale che esigono un\u2019esplicita vocazione. Lazzati dichiar\u00f2 sempre di non aver mai sentito tale vocazione e pertanto di essere stato un politico per \u201ccoprire un vuoto momentaneo e non a tempo pieno\u201d e quindi, \u201csuo malgrado\u201d\u00a0<sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p>Se volessimo riassumere la riflessione politica di Lazzati in poche parole, potremmo dire senza distorcere troppo la realt\u00e0, che egli fu saldo nella ricerca di una soluzione per coniugare fede e politica. L\u2019esperienza personale, la riflessione, la ricerca intellettuale, la collaborazione e l\u2019interscambio furono gli strumenti mediante i quali tent\u00f2 di realizzare il suo impegno. Ma egli non fu il solo a riflettere sulla politica, la laicit\u00e0 e la secolarit\u00e0 nel periodo preconciliare. Il suo pensiero si delinea all\u2019interno di un movimento all\u2019avanguardia per il suo tempo. E\u2019 doveroso, quindi, ricordare altri nomi come: Congar, Chenu, Spiazzi, Journet e soprattutto Maritain che segnarono quella stagione e accanto ai quali va collocata la riflessione di Lazzati.<\/p>\n<p>Succedeva nel 1949 quando in Italia le focose discussioni tra le varie correnti politiche e ideologiche cercavano di delineare la futura forma dell\u2019Italia post-fascista e post-bellica, la strada da intraprendere per ricostruire il paese ma soprattutto per risanare la societ\u00e0 ferita. Il pensiero di Maritain gi\u00e0 noto, cominci\u00f2 a fermentare ancor prima della guerra nelle menti di chi era preoccupato per la propria patria.<\/p>\n<p>Al congresso della Democrazia Cristiana svoltosi in quell\u2019anno scoppi\u00f2 un vivo dibattito. A un certo punto della polemica, uno dei dirigenti del partito &#8211; Piccioni &#8211; pose l&#8217;interrogativo: &#8220;Ma insomma, che cosa volete voi dossettiani?&#8221; E ci fu la risposta di un giovane dalle prime file che disse: &#8220;L&#8217;umanesimo integrale&#8221;\u00a0<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p>Anche Lazzati, a quell\u2019epoca faceva parte del gruppo<a name=\"txt4\"><\/a>\u00a0<sup>4<\/sup>\u00a0di giovani professori dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano\u00a0<sup>5<\/sup>, che sotto la guida di Giuseppe Dossetti tentavano di portare nella coscienza dei cattolici il senso della responsabilit\u00e0 politica. Egli trov\u00f2 nella filosofia di Maritain un utile aggancio per fondare i suoi riferimenti filosofici e politici, sviluppando poi un\u2019originale e personale riflessione politica molto vicina alle tarde opere del filosofo francese. Lazzati per\u00f2 coniugando nel suo originale sistema le varie fonti\u00a0<sup>6<\/sup>\u00a0quali le basi bibliche, patristiche, storiche e del Magistero ecclesiale and\u00f2 oltre l\u2019idea della \u201cnuova cristianit\u00e0\u201d e della \u201csocietas christiana\u201d arrivando alla pi\u00f9 ampia idea della nuova societ\u00e0 politica che trova la sua espressione nel concetto della \u201ccitt\u00e0 dell\u2019uomo costruita a misura d\u2019uomo\u201d\u00a0<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maritain e Italia<\/strong><\/p>\n<p>Quando Maritain propone \u201cl\u2019ideale storico concreto di una nuova cristianit\u00e0\u201d cio\u00e8 di una societ\u00e0 temporale improntata alla concezione cristiana, trova in Italia gi\u00e0 prima della seconda guerra mondiale, ma soprattutto dopo, un terreno fertile su cui tale pensiero avrebbe dato frutti\u00a0<sup>8<\/sup>.<\/p>\n<p>Proprio in Italia, infatti, dove il fascismo aveva pi\u00f9 a lungo condizionato la vita culturale, la speranza di una nuova cristianit\u00e0 ebbe particolare risonanza. Nei meno giovani, gli uomini della cosiddetta &#8220;prima generazione&#8221;, che avevano conosciuto il prefascismo, quella speranza riaccendeva antichi ideali; ma nella &#8220;seconda generazione &#8221; e poi nella terza &#8211; nelle generazioni cio\u00e8 che si erano formate negli anni del fascismo e avevano vissuto il crollo dei miti del regime, essa era destinata a diventare quasi un elemento di identit\u00e0 culturale, soprattutto nelle classi dirigenti\u00a0<sup>9<\/sup>. La proposta circol\u00f2 infatti nei cosiddetti gruppi intellettuali di Azione cattolica, in particolare ad opera di Giovanni Battista Montini\u00a0<sup>10<\/sup>, ed ebbe perci\u00f2 particolare presa proprio negli ambienti nei quali si formavano giovani che sarebbero stati destinati poi ad assumere notevoli responsabilit\u00e0 nel periodo successivo\u00a0<sup>11<\/sup>.<\/p>\n<p>Durante i primi anni della guerra, per il gruppo dei \u201cprofessorini\u201d la casa del Prof. Padovani, divenne luogo di incontro e riflessione, anche sulla scia di uno dei radiomessaggi di Pio XII.<\/p>\n<p>Il frutto di tali riflessioni porto ben presto all\u2019evidenza una certa coincidenza con il pensiero maritainiano. Il gruppo valutava nella attuale situazione politica le ragioni della crisi della cultura europea, il ruolo dei cattolici nella societ\u00e0 e soprattutto le possibili vie d\u2019uscita da tale situazione dopo la guerra. Essi, innanzitutto, constatarono le mancanze della cultura cattolica, l\u2019impreparazione del mondo cattolico alla vita politica, decidendo conseguentemente che una volta finita la guerra il gruppo non avrebbe partecipato attivamente alla vita politica ma si sarebbe dedicato all\u2019azione culturale e formativa del laicato cattolico.<\/p>\n<p>Uno dei punti d\u2019incontro con il pensiero di Jacques Maritain lo ricorda con queste parole A. Fanfani: \u201cLa conclusione dell\u2019ampio chiarimento venne a coincidere con la conclusione di Maritain: partiti d\u2019ispirazione cristiana s\u00ec, e possibilmente tutti in un paese cristiano; partiti cosiddetti cattolici, no, nessuno: e ci\u00f2 per lasciare alla Chiesa la sua nobile funzione di madre comune, di arbitra, di unificatrice, di ispiratrice della nostra civilt\u00e0\u201d\u00a0<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<p>Quando l\u2019Italia entra in guerra Lazzati continua le riflessioni nate durante gli incontri a Milano. Riflette specialmente sul rapporto tra l\u2019azione cattolica (come collaborazione dei laici all\u2019apostolato della gerarchia della Chiesa) e l\u2019azione politica\u00a0<sup>13<\/sup>\u00a0dei cattolici\u00a0<sup>14<\/sup>. La riflessione su questo argomento prosegue poi nei campi di concentramento tedeschi, rimanendo elemento constante del suo pensiero. Lo testimoniano due documenti: una lettera del 06.08.1943 all\u2019allora presidente dell\u2019Unione Uomini di AC di Milano, Angelo Tesori e un lungo appunto scritto durante l\u2019internamento\u00a0<sup>15<\/sup>. Su questa distinzione Lazzati conformemente al pensiero maritainiano, fonda l\u2019azione politica \u201claica\u201d del partito dei cattolici e la distingue dall\u2019azione apostolica. Tale distinzione rifiuter\u00e0 ogni possibile coincidenza tra realt\u00e0 che appartengono a piani diversi, basandosi sulla distinzione ma non separazione. I frutti delle sue riflessioni Lazzati li raccoglier\u00e0 nel volumetto \u201c<em>Il fondamento di ogni ricostruzione<\/em>\u201d pubblicato nel 1947\u00a0<sup>16<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Costituente, dossettismo e filosofia maritainiana<\/strong><\/p>\n<p>Finita la guerra tuttavia, il gruppo dovette fare i conti con una realt\u00e0 che non coincideva con le loro intenzioni e tenere conto dei limiti culturali del mondo cattolico dell\u2019epoca. Dopo il periodo fascista, la mancanza di persone preparate alla vita politica, costrinse i \u201cprofessorini\u201d, anche contro la loro volont\u00e0, a svolgere un ruolo politico attivo in tal senso. Ma dall\u2019altra parte \u00e8 stata anche la prima occasione di mettere in pratica le loro idee.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 politica non fu per loro facile, nutriti delle teorie maritainiane si trovarono spesso in divergenza con il partito democratico cristiano a cui appartenevano. La loro riflessione maturata negli anni li port\u00f2 a lottare contro l\u2019integralismo geddiano prendendo allo stesso tempo le distanze anche dalla linea liberal-democratica promossa da De Gasperi e dai popolari.<\/p>\n<p>Al centro delle divergenze, vi era innanzitutto la distinzione dei piani operata da Maritain, contraria a quella serie di complesse operazioni che cercavano di riportare ad una linea di non autonomia dei cattolici nella politica.<\/p>\n<p>Per i dossettiani presenti nella costituente l\u2019uso della filosofia maritainiana portava a sottolineare non soltanto la necessit\u00e0 per i cattolici di stare nella storia, di cimentarsi con la societ\u00e0 moderna, ma di starci e di operarvi con una autonomia laica, antitemporalista, con le armi di una antropologia umana, e quindi con i rischi e con le prove di un pluralismo di opzioni politiche dentro lo stesso mondo cattolico. I dossettiani cercavano di evitare una chiusura nell\u2019autosufficienza del mondo cattolico, e meno ancora in un clericalismo o in un temporalismo\u00a0<sup>17<\/sup>.<\/p>\n<p>A questo punto veniva per\u00f2 ad imporsi l\u2019esigenza di mediare questi principi a livello culturale in modo tale da farli divenire un programma politico. Il concetto di persona affermato nella Costituzione Italiana rappresenta proprio questo aspetto di mediazione culturale tra il pensiero e l\u2019applicazione. Esso si estrinseca in tante comunit\u00e0 crescenti (famiglia, citt\u00e0, nazione, famiglia delle nazioni) che lo integrano senza opprimerlo.<\/p>\n<p>Lo stato nascente da queste coraggiose premesse doveva sostanzialmente essere diverso: non pi\u00f9 uno stato costruito sulla la societ\u00e0, ma sull\u2019individuo; uno stato assai diverso da quello di matrice illuministico-liberale o totalitario-fascista\u00a0<sup>18<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scritti di Lazzati<\/strong><\/p>\n<p>Durante i lavori della Costituente i dossettiani dovettero rinunciare ad occuparsi del loro primo scopo, ovvero la formazione delle coscienze. Essi trovarono il modo di non rinunciarvi in modo totale seppur assorbiti dall\u2019impegno politico. Per rispondere a tale punto fondamentale del loro impegno nacque la rivista \u201cCronache Sociali\u201d\u00a0<sup>19<\/sup>. Negli articoli di quel periodo essi tentarono di spiegare e propagandare le proprie idee frutto delle riflessioni maturate nel corso degli anni.<\/p>\n<p>Ad un primo sguardo i contributi che richiamavano il filosofo francese potrebbero sembrare pochi, ma occorre innanzitutto tenere presente che Maritain era stato una sorta di premessa di valore, data per acquisita, per la loro idea politica in quanto le letture di Maritain facevano parte della formazione stessa del gruppo dei dossettiani\u00a0<sup>20<\/sup>.<\/p>\n<p>Una sorta di chiarificazione dottrinale nei primi numeri della rivista, fu operata dallo stesso Lazzati, riferendosi al fare politica da cristiani, pensiero chiaramente in linea con la della riflessione di Maritain. Lazzati richiama anche le posizioni del filosofo francese di fronte al machiavellismo; tuttavia la sua citazione non proviene da\u00a0<em>Umanesimo Integrale<\/em>, bens\u00ec da un saggio del \u201942.<\/p>\n<p>All\u2019interno del quarto numero della rivista, si trova un altro articolo di Lazzati, \u201cEsigenze cristiane in politica\u201d, con il quale si torna ancora ad un discorso chiaramente maritainiano riferito alla teoria dei piani con attenzione alla posizione del cattolico impegnato in campo politico.<\/p>\n<p>Seguono articoli che hanno lo scopo di offrire delle linee interpretative del maritainismo per permetterne la divulgazione e la presa di coscienza da parte dei suoi lettori\u00a0<sup>21<\/sup>. Nel 1948 (anno cruciale per la vita politica italiana), Lazzati pubblic\u00f2 (sempre sulle pagine di Cronache Sociali) l\u2019articolo \u201cAzione Cattolica e azione politica\u201d\u00a0<sup>22<\/sup>\u00a0dove gi\u00e0 nel titolo si riferiva chiaramente alla filosofia maritainiana. La redazione antepose al testo dell\u2019articolo una nota dove annunciava l\u2019imminente pubblicazione di un intero quaderno che avrebbe raccolto gli scritti di eminenti studiosi cattolici, italiani e stranieri sull\u2019argomento. L\u2019articolo di Lazzati sarebbe servito come introduzione alla tematica. Bisogna ricordare che tutto ci\u00f2 accadeva durante una sfrenata discussione preelettorale quando da molte parti i cattolici venivano criticati per l\u2019abuso dell\u2019autorit\u00e0 spirituale. Molti avrebbero voluto vedere i cattolici fuori dalla politica e per questo motivo Lazzati cerc\u00f2 di chiarire le fondamenta e i fini del impegno dei credenti in politica.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza politica dei dossettiani fu di breve durata e lo stesso Lazzati ne usci nel 1953. Lazzati per\u00f2 non si ferm\u00f2 ma cerc\u00f2 di continuare la sua riflessione per un\u2019attivit\u00e0 politica consapevole e proficua.<\/p>\n<p>Negli anni successivi molte delle tesi di Maritain furono assorbite dal Concilio. Lo si pu\u00f2 vedere nella Gaudium et Spes, ma anche negli altri documenti, specialmente la dove si parla dei laici e del loro impegno secolare. Lazzati, sulle linee del Concilio non utilizza mai l\u2019espressione \u201cnuova cristianit\u00e0\u201d, ma piuttosto propone la costruzione della citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo.<\/p>\n<p>Dopo il Concilio Lazzati non cit\u00f2 pi\u00f9 Maritain anche se non abbandon\u00f2 lo studio del suo pensiero, ma si concentr\u00f2 piuttosto sulle tesi del Magistero.<\/p>\n<p>L\u2019espressione pi\u00f9 piena della maturit\u00e0 della sua riflessione politica si pu\u00f2 ritrovare nei volumetti pubblicati poco prima della morte:\u00a0<em>La citt\u00e0 dell\u2019uomo. Costruire da cristiani la citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo<\/em>\u00a0(1984),\u00a0<em>Laicit\u00e0 e impegno cristiano nelle realt\u00e0 temporali<\/em>\u00a0(1985),\u00a0<em>Per una nuova maturit\u00e0 del laicato<\/em>\u00a0(1986),\u00a0<em>La preghiera del cristiano<\/em>\u00a0(1986).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pensare politicamente<\/strong><\/p>\n<p>Lazzati come a Maritain nei suoi scritti politici scarta il pessimismo agostiniano, secondo il quale le realt\u00e0 terrene non contano sostanzialmente nulla, evitando una separazione tra realt\u00e0 materiali e spirituali e accoglie l\u2019ottimismo tommasiano, che seguendo Aristotele, non separa realt\u00e0 materiali e spirituali, ritenendole parti distinte di un\u2019unica realt\u00e0\u00a0<sup>23<\/sup>.<\/p>\n<p>Lazzati definisce la politica scrivendo: \u201cE\u2019 l\u2019azione che mira a costruire e sviluppare nel migliore modo possibile, cio\u00e8 nel modo pi\u00f9 corrispondente alle esigenze della persona umana, la vita associata degli uomini nell\u2019ambito dello Stato e della comunit\u00e0 internazionale\u201d\u00a0<sup>24<\/sup>. Il fine della politica \u00e8 il \u201cbene comune\u201d dei cittadini, la necessit\u00e0 della politica \u00e8 determinata in primo luogo dalla sua \u201cnecessit\u00e0 naturale\u201d in quanto essa mira al \u201cbene comune\u201d &#8211; fine ultimo della realt\u00e0 umana. Lazzati vede dunque la politica \u201ccome costruzione della citt\u00e0 dell\u2019uomo\u201d e come \u201cla pi\u00f9 alta attivit\u00e0 umana: quella che dovrebbe realizzare quel bene comune che \u00e8 da intendere quale condizione per il massimo sviluppo possibile di ogni persona; questa \u00e8 \u2013 dice Lazzati \u2013 la politica in se stessa. E non solo \u2013 aggiunge \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 alta attivit\u00e0 umana, ma \u00e8 anche la pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 in essa convergono campi diversi che riguardano la persona umana in tutti i suoi aspetti, per cui ogni problema va risolto secondo la tecnica propria di quel problema, ma naturalmente dentro la visione globale d\u2019insieme\u201d\u00a0<sup>25<\/sup>.<\/p>\n<p>Secondo Lazzati il termine \u201ccostruire\u201d \u201cesprime un\u2019azione, un\u2019attivit\u00e0\u201d ci\u00f2 vuol dire che, per una politica intesa come scienza e arte della costruzione e gestione della \u201ccitt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo\u201d, \u00e8 indispensabile un chiaro progetto politico che impedisca alla pi\u00f9 alta delle azioni umane di cadere in uno sterile pragmatismo, perch\u00e9 priva di una prospettiva ideologica.<\/p>\n<p>Nel cittadino e soprattutto in quello cristiano \u00e8 insito un impegno in tal senso. Dire cristiano \u00e8 dunque dire un uomo che \u00e8 membro di una \u201cpolis eterna\u201d ed \u00e8 membro di una \u201cpolis temporale\u201d, autonoma nel fine di conseguire il \u201cbene comune\u201d dei suoi cittadini.<\/p>\n<p>In questa ottica per lui era chiaro che i costruttori erano, sono e saranno non certo i politici di professione, ma i cittadini tutti, con in cima ai loro interessi l&#8217;ideale del bene comune. Non c&#8217;\u00e8 dunque spazio per nessun decisionismo, per nessun autoritarismo, per nessun partitismo. La Repubblica \u00e8 veramente la cosa di tutti e nessuno deve sentirsi autorizzato a non prendervi parte. La politica non \u00e8 affatto il potere o l&#8217;arte di governare, ma \u00e8 essenzialmente la costruzione comune della casa di tutti. Solo cos\u00ec l&#8217;uomo si realizza in pienezza e la politica ritrova la sua originaria destinazione.<\/p>\n<p>Per Lazzati il centro della polis non \u00e8 lo Stato cos\u00ec come lo Stato non coincide con la citt\u00e0 dell\u2019uomo. Il centro della polis \u00e8 l\u2019uomo e la sua azione si esplica all\u2019interno della vita dello Stato, intesa come quella serie di regolamentazioni, opere ed azioni che gli consentono il vivere in comunit\u00e0 con la tendenza ad ottenere il meglio per ogni singolo senza discrepanze e divisione tra gli individui.<\/p>\n<p>Per Lazzati \u00e8 fondamentale questo primato che l\u2019uomo deve avere nell\u2019ambito della polis, poich\u00e9 la politica organizza \u201ctutto l\u2019umano\u201d ed umano deve essere il suo fine, solo cos\u00ec, sul piano naturale, ogni altra attivit\u00e0 \u00e8 inferiore alla politica che tutte le investe, per realizzare quella societ\u00e0, che \u00e8 al servizio della persona e stimola lo sviluppo integrale di tutte le sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Laicit\u00e0 della politica<\/strong><\/p>\n<p>Lazzati vede la politica come un elemento fondamentale della vita dell\u2019uomo. Essa si rende necessaria in quanto permette di amministrare e regolare quell\u2019insieme di atti che occorrono per la sopravvivenza di una comunit\u00e0. Poich\u00e9 essa tratta e si occupa delle cose terrene e della vita materiale dell\u2019uomo, va inquadrata nella sua laicit\u00e0.<\/p>\n<p>Sulla scia della distinzione ma non separazione dei piani di Maritain, per il professore milanese la politica \u00e8 strutturata per la vita dell\u2019uomo sulla terra e non pu\u00f2 essere messa direttamente in relazione con il divino. Tuttavia se si tiene conto che ogni realt\u00e0 \u00e8 posta sotto l\u2019unica signoria di Dio, appare evidente al credente che l\u2019agire politico, seppur non desumibile direttamente dalla rivelazione, rientra nei suoi piani, ma deve essere espletato dagli uomini senza ricorrere al divino in modo diretto, ma solo secondo la propria coscienza rapportandosi a Lui.<\/p>\n<p>Lazzati ricupera anche la distinzione maritainiana tra azione cattolica e azione apostolica che considera la politica un\u2019attivit\u00e0 \u201claica\u201d. Il credente \u00e8 indotto a praticarla non \u201cin quanto credente\u201d, come avviene per l\u2019impegno evangelizzatore, ma \u201cperch\u00e9 credente\u201d, ossia come uomo fra gli uomini, anche se animato e motivato dalla fede, che per\u00f2 non gli garantisce nessuna competenza specifica, ma solo una spinta, una motivazione in pi\u00f9 verso il \u201cbene comune\u201d: precisamente quella di essere coerente con il compito assegnato da Dio all\u2019uomo di portare a compimento il suo piano e la sua economia di creazione e di redenzione. \u00c8 un compito che l\u2019uomo realizza ordinando le realt\u00e0 terrene secondo Dio. Vale a dire, costruendo con la politica una societ\u00e0 a misura d\u2019uomo, facendola divenire materia del regno di Dio. Per questo motivo la politica \u00e8 una realt\u00e0 \u201claica\u201d e cos\u00ec diventa un compito peculiare di coloro che per natura, vocazione e missione, sono chiamati a cercare il regno di Dio trattando le realt\u00e0 terrene, \u201claiche\u201d, ordinandole secondo il piano del Creatore e del Redentore. Costoro sono quelli che la Chiesa definisce fedeli laici cristiani. In questo senso la politica, vista come un\u2019attivit\u00e0 umana, diventa per i laici cristiani un luogo teologico, modalit\u00e0 essenziale per santificarsi, via per la quale si raggiunge l\u2019obiettivo comune a ogni vocazione. Il cristiano recupera la riserva escatologica e cos\u00ec la politica non \u00e8 tutto, non \u00e8 un fine, \u00e8 un mezzo privilegiato, affinch\u00e9 il regno di Dio cresca e si dilati nella storia\u00a0<sup>26<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mediazione culturale<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019agire politico per tutti deve far ricorso all\u2019intelligenza e alla ragione, chiamate a individuare e a guidare ci\u00f2 che \u00e8 necessario per conseguire il bene comune. Chiede, dunque, una ricerca permanente a cui tutti, credenti o no, possono e devono dare il proprio contributo. Per il credente, in questo caso, la rivelazione e la fede danno una motivazione in pi\u00f9 in questa ricerca e li stimolano a tradurre i loro pensieri e il loro credo in azione politica, senza per questo renderli n\u00e9 pi\u00f9 intelligenti, n\u00e9 pi\u00f9 ragionevoli, n\u00e9 pi\u00f9 capaci.<\/p>\n<p>Per Lazzati ci\u00f2 sar\u00e0 possibile farlo attraverso uno sforzo di mediazione, con cui egli d\u00e0 un supplemento d&#8217;anima all&#8217;attivit\u00e0 politica dell&#8217;uomo. E questo lo fa con una traduzione laica dei suoi principi, senza per questo imporre le sue scelte in nome della fede, ma pur sempre convinto che quel valore risponde alle esigenze profonde dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Lazzati da questo punto di vista \u00e8 magistrale: \u201cMediare significa far incontrare, congiungere, tenere insieme due realt\u00e0 di per s\u00e9 diverse; mediare dunque non \u00e8 menomare la propria identit\u00e0 cristiana, significa invece collocare la propria identit\u00e0 spirituale nel momento storico, trovando e realizzando i valori temporali possibili in quel momento e in quel luogo, ma in vista di una loro maturazione escatologica\u201d\u00a0<sup>27<\/sup>. Per questa opera di mediazione al cristiano occorreranno due virt\u00f9 essenziali: la prudenza (che \u00e8 la virt\u00f9 di chi dispone bene ci\u00f2 che va fatto in ordine ad una fine buono) e il dialogo.<\/p>\n<p>Mediare dunque \u00e8 cercare il punto di inserimento della propria identit\u00e0 cristiana in una determinata situazione socioculturale confrontandosi con altre presenze culturali.<\/p>\n<p>Unico strumento possibile per la mediazione ovviamente \u00e8 il dialogo, ma un dialogo che non ponga esclusioni di sorta: n\u00e9 verso coloro che hanno il culto di alti valori umani, bench\u00e9 non ne riconoscono ancora la sorgente, n\u00e9 verso coloro che si oppongono alla chiesa e la perseguitano in diverse maniere.<\/p>\n<p>Meditazione<\/p>\n<p>L\u2019esercitare la politica significa collaborare alla costruzione della citt\u00e0 celeste, in una maniera particolarmente significativa ed incisiva. Infatti creare giustizia, costruire pace, dare vita a condizioni ideali per la costruzione della persona umana \u00e8 una missione importante dal punto di vista del credente che opera nella realt\u00e0 del suo tempo; il lavoro del politico non sar\u00e0 gettato via da Dio, ma esso rientra nella missione che Egli d\u00e0 ad ogni essere umano: quella di costruire il Regno di Dio in terra; di prendersi cura del pianeta che Egli ci ha dato.<\/p>\n<p>Alla luce della fede, la politica nel suo fine ultimo, non pu\u00f2 che essere una forma di contemplazione tra le pi\u00f9 profonde, e un impegno tra i pi\u00f9 meritevoli. Il cristiano in politica porr\u00e0 il suo impegno nella mediazione, non gi\u00e0 tra le diverse opinioni umane, ma anche e soprattutto tra il piano temporale e quello spirituale.<\/p>\n<p>Possiamo dire che le proposte di Jacques Maritain e Giuseppe Lazzati hanno in comune il riconoscimento di un primato: quello dello spirituale, della contemplazione\u00a0<sup>28<\/sup>. Su questo pilastro si regge tutto il discorso filosofico e l\u2019impegno politico dei due intellettuali che, proprio per questa loro impostazione collegata al tomismo, hanno saputo essere degli strenui difensori della libert\u00e0, della democrazia e dei \u201cmezzi poveri\u201d. E sta anche in queste scelte la piena affinit\u00e0 tra il pensatore francese e quello italiano.<\/p>\n<p>A questo proposito vorremmo fare una precisazione, cio\u00e8 sottolineare un aspetto che riguarda la personalit\u00e0 complessiva sia di Maritain che di Lazzati: si tratta di un carattere che ancora una volta dimostra come al di l\u00e0 di precisi e specifici riscontri di influsso tra i due pensatori, vi sia una somiglianza culturale ed esistenziale di notevole significato. Intendiamo riferirci alla solitudine che ha contraddistinto Maritain e Lazzati\u00a0<sup>29<\/sup>, che non significa affatto chiusura al dialogo o alla collaborazione, bens\u00ec primato dell\u2019Assoluto, fedelt\u00e0 alla propria interiorit\u00e0, solitudine insomma, che \u00e8 la radice stessa della loro \u201ccontemplazione per le strade\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Attualit\u00e0 del pensiero di Lazzati<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questa piccola comparazione tra le idee di questi due intellettuali possiamo notare come le loro posizioni coincidano, e non \u00e8 un caso, poich\u00e9 sovente Lazzati richiama esplicitamente il pensiero di Maritain. Per entrambi le acquisizioni dei tempi moderni necessitano e si integrano con i valori (storicamente portati alla luce dal cristianesimo) che l\u2019et\u00e0 moderna non ha saputo ancora attuare in modo soddisfacente: i diritti umani, l\u2019esigenza di giustizia, la composizione del conflitto tra Stato e societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Le proposte di Lazzati e di Maritain muovono in ogni caso da uno stesso riconoscimento di cui attualmente si va avvertendo sempre pi\u00f9 l\u2019importanza:\u00a0<em>il primato dello spirituale<\/em>\u00a0che non \u00e8 fuga o ghetto, dismisura o chiusura, bens\u00ec trasformazione del mondo, promozione umana senza prassismi n\u00e9 integralismi. Sul primato dello spirituale si regge tutto l\u2019impianto filosofico e l\u2019impegno politico di Maritain e di Lazzati. In questa loro impostazione, che affonda le radici nel Vangelo e si struttura con la mediazione del tomismo, sta la pi\u00f9 profonda affinit\u00e0 tra il pensatore francese e quello italiano, al di l\u00e0 di pi\u00f9 particolari influssi e coincidenze.<\/p>\n<p>Erroneamente tali posizioni possono essere considerate anti-moderne. Anzi, esse meglio si definiscono come post-moderne, in quanto sia Lazzati che Maritain considerano le conquiste moderne, quali l\u2019autonomia delle realt\u00e0 terrene, il valore della razionalit\u00e0, l\u2019organizzazione della societ\u00e0 politica nella forma dello Stato laico, come elementi validissimi e tuttavia non sufficienti per la realizzazione delle esigenze della natura umana.<\/p>\n<p>Il rapporto fede-politica in Lazzati si configura come sintesi sapienziale che mantiene i due termini in equilibrio rispettandone la specificit\u00e0: senza prevalere l\u2019uno sull\u2019altro e senza confondere l\u2019uno con l\u2019altro. I due termini sono posti in relazione vitale proprio perch\u00e9 n\u00e9 confusi n\u00e9 separati. La sua sintesi non si cristallizza in forma ideologica; anzi, la sintesi lazzatiana si configura come un\u2019anti-ideologia. Essa si fonda, da un lato, su aspetti non contingenti che ne costituiscono la struttura, e dall\u2019altro su aspetti contingenti destinati, per loro natura, a mutare. Cos\u00ec questa sintesi \u00e8 un processo sempre da rifare. Per tale dinamismo intrinseco, i cristiani sono chiamati permanentemente a confrontarsi con la storia operando un discernimento critico che consenta \u2013 come ripeteva Lazzati citando sant\u2019Ambrogio \u2013 di \u201ccercare sempre cose nuove, conservando il meglio di quelle antiche\u201d. La sintesi lazzatiana presenta una caratteristica strutturale: \u00e8 un processo in evoluzione.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di una realt\u00e0 sociale sempre pi\u00f9 attenta alla valorizzazione dei privati, del mercato, dell\u2019interesse particolare del singolo (quindi dell\u2019individualismo, dell\u2019egoismo), trova ancora attualit\u00e0 il pensiero lazzatiano per la costruzione di una \u201csociet\u00e0 politica\u201d, cio\u00e8 fatta da cittadini che collaborano alla realizzazione di un fine comune, delle istituzioni pubbliche, che non sono solo quelle statali, ma anche quelle locali, poich\u00e9 tutti questi sono luoghi istituzionali in cui la gente dovrebbe operare, non in vista dell\u2019interesse \u201cproprio\u201d, ma del bene comune. Gettare le basi per la costruzione di questo tipo di societ\u00e0, previene la corruzione degli interessi personali.<\/p>\n<p>Bisogna a questo punto specificare che il concetto lazzatiano di \u201ccostruire la citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo\u201d non risolver\u00e0 i problemi del mondo politico come corruzione, disonest\u00e0, disimpegno, ecc. E&#8217; necessario invece scendere fino alle origini del male e curarlo dalle radici (che significa costruire a misura d\u2019uomo) senza facili semplificazioni come quelle operate da chi tende ad eliminare del tutto il polo morale della politica, riducendola solamente ad un problema di carattere tecnico, e dimenticando ogni riferimento al mondo degli ideali e dei valori.<\/p>\n<p>Approfondendo il concetto di \u201ccitt\u00e0 dell\u2019uomo\u201d in Lazzati, nell\u2019ottica aristotelica e tommasiana, la societ\u00e0 politica \u00e8 costituita dall\u2019insieme di tutti coloro che collaborano alla realizzazione di uno stesso fine (il bene comune) e il muoversi in essa \u00e8 per l\u2019uomo facente parte della sua stessa natura. Si deve allora concludere che le istituzioni che la compongono appartengono a tutti coloro che ne fanno parte; ovvero a tutti i cittadini, a prescindere della loro fede, ideologia, convinzioni politiche etc.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 di oggi sempre pi\u00f9 multietnica il concetto di \u201ccitt\u00e0 dell\u2019uomo\u201d, anche nelle diverse variet\u00e0 di forme, trova forse ancora una maggiore attualit\u00e0, perch\u00e9 capace di convogliare le diverse identit\u00e0 culturali, religiose, sull\u2019unico possibile terreno comune. Il motivo \u00e8 semplice: esso viene esercitato da ciascuno all\u2019interno della propria cultura e della propria fede, ma allo stesso tempo permette il dialogo, il capirsi reciprocamente cos\u00ec da poter collaborare insieme ad un\u2019opera comune, o meglio all\u2019\u201copera comune\u201d.<\/p>\n<p>Analizzando le categorie elaborate da Maritain e riprese all\u2019interno dello stesso Concilio Vaticano II, bisogna tener presente che esse sono riferite ad un contesto storico ormai cambiato. In Italia e non solo, le condizioni sono molto diverse rispetto ai tempi delle prime riflessioni di Maritain (periodo della formazione di Lazzati); si \u00e8 giunti quasi ad una totale indifferenza nei confronti dell\u2019annuncio cristiano, ma, nonostante ci\u00f2 , il discorso sulla \u201ccitt\u00e0 dell\u2019uomo\u201d, conserva immutata la sua validit\u00e0.<\/p>\n<p>Per concludere, possiamo affermare che un confronto tra Lazzati e Maritain risulta non solo legittimo per i numerosi punti di contatto esistenti tra i due intellettuali sul piano culturale e religioso, filosofico e politico, ecclesiale ed esistenziale, ma risulta anche fecondo per le riflessioni che sollecita su alcuni problemi oggi particolarmente sentiti, come quelli del valore della persona umana, della laicit\u00e0 e dell\u2019evangelismo, del pluralismo e della collaborazione, della moralit\u00e0 politica e della mediazione culturale, dei piccoli gruppi e dei \u201cmezzi poveri\u201d. Tale confronto ha una dimensione ampia; non si limita ad un periodo o ad un problema, ma coinvolge l\u2019insieme della personalit\u00e0, dell\u2019impegno delle scelte e del pensiero dei due intellettuali. In questo senso si pu\u00f2 dire che, al di l\u00e0 di specifiche influenze di Maritain su Lazzati, risulta pi\u00f9 adeguato parlare di consonanze e affinit\u00e0, che permettono di affermare come sia comune ad alcune personalit\u00e0 cattoliche in generale (e ai nostri due autori in particolare) un certo tipo di visione e di prospettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Raffaele Zunino,\u00a0<em>La profezia di Giuseppe Lazzati<\/em>. Rubbettino, Catanzaro, 1998, p. 7.<\/p>\n<p><sup>2 <\/sup>Lazzati spesso sottolineava questo aspetto di non essere entrato in politica volontariamente. Questo \u201csuo malgrado\u201d ricorre spesso nei suoi pronunciamenti. Si pu\u00f2 vedere per esempio l\u2019intervista concessa a Enzo Mag\u00ec in \u201cEuropa\u201d del 3 settembre 1984 n. 44, ed anche in AA. VV.\u00a0<em>Dossier Lazzati<\/em>\u00a012, AVE, Roma 1997 p. 64.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Giancarlo Galeazzi (a cura),\u00a0<em>Il pensiero politico di Jacques Maritain<\/em>. Editrice Massimo, Milano 1978, p. 199.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Per ulteriori informazioni sull\u2019attivit\u00e0 politica di Giuseppe Lazzati: AA. VV. in Dossier Lazzati 12,<em>\u00a0Lazzati, Dossetti, il dossettismo<\/em>. AVE Roma, 1997; Bonari Biagio,\u00a0<em>Giuseppe Lazzati: La politica per l\u2019uomo<\/em>. Editrice Esperienze, Fossano 1997; Montonti Angelo,<em>\u00a0Il testamento del capitano. L\u2019avventura cristiana di Giuseppe Lazzati<\/em>. Edizioni Paoline, Milano, 1991.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Per questo motivo soprannominati anche i \u201cprofessorini\u201d ma anche i \u201cdossettiani\u201d dal nome del leader del gruppo \u2013 Giuseppe Dossetti.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0Pietro Melloni,\u00a0<em>Le fonti della sua spiritualit\u00e0<\/em>, in Oberti Armando (a cura),\u00a0<em>Lazzati, un cristiano nella citt\u00e0 dell\u2019uomo<\/em>. AVE, Roma, 1996 pp.61-65.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Lazzati utilizzer\u00e0 poi questo concetto come titolo del suo manifesto politico intitolato proprio La citt\u00e0 dell\u2019uomo. Costruire da cristiani la citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo, pubblicato da AVE nel 1984.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0Bibliografia sul periodo: G. Baget Bozzo,\u00a0<em>Il partito cristiano al potere. La DC di De Gasperi e di Dossetti. 1945-1954<\/em>, Vallechi, Firenze 1974; G. Campanini,\u00a0<em>Fede e politica<\/em>, in AA. VV.,\u00a0<em>Novecento minore. Intelettuali e societ\u00e0 in Italia<\/em>, a. c. di Invitto, Messapica, Lecce 1977 pp. 179-225; L. Elia,\u00a0<em>Maritain e la rinascita della democrazia<\/em>, in AA. VV.,\u00a0<em>Jacques Maritain e la societ\u00e0 contemporanea<\/em>, a.c R. Papini, Massimo, Milano 1978. pp. 220-234.; ID.\u00a0<em>L\u2019idea europea nella cultura personalista: il contributo di J. Maritain<\/em>, in AA. VV.,\u00a0<em>L\u2019apporto del personalismo alla costruzione dell\u2019Europa<\/em>\u00a0a.c. R. Papini, Massimo, Milano 1981.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0Per ampi riferimenti, sia consentito rinviare alle tesi esposte in G. Campanini,\u00a0<em>Cristianesimo e democrazia \u2013 Studi sul pensiero politico cattolico del \u2018900<\/em>, Morcelliana, Brescia 1980, spec. Cap. VIII Cristianesimo e democrazia in Italia (1939-1959), pp. 139 e ss; inoltre AA.VV.,\u00a0<em>Chiesa cattolica e fascismo nell\u2019Italia settentrionale durante il pontificato di Pio XI (1922-1939)<\/em>, Vita e Pensiero, Milano, 1978, nonch\u00e9, per un\u2019analisi pi\u00f9 specificante riferita agli ambiti intellettuali, R. Moro,\u00a0<em>La formazione della classe dirigente cattolica (1929-1937)<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1979. In generale, ma con valutazioni talvolta discutibili e non sempre condivisibili, C. Brezzi,\u00a0<em>Il cattolicesimo politico in Italia nel \u2018900<\/em>, Teti, Milano, 1979. Anche: G.B. Naitza, G. Pisu,\u00a0<em>I cattolici e la vita pubblica in Italia<\/em>. La Nuova Italia, Firenze, 1977, pp.114-116.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0<em>Umanesimo integrale<\/em>\u00a0di Maritain, pubblicato per la prima volta nel 1936, a causa dell\u2019ostracismo fascista, \u00e8 stato tradotto in Italia soltanto nel 1946, ma gi\u00e0 prima di allora circolava negli ambienti intellettuali, soprattutto per il tramite del futuro Paolo VI che fu il primo traduttore di\u00a0<em>Tre riformatori<\/em>\u00a0opera scritta nel 1925, e pubblicata per la prima volta in Italia da Morcelliana a Brescia nel 1928. Per ulteriori elementi sull\u2019influenza di Maritain sulla cultura italiana: G. Campanini,\u00a0<em>Fede Politica<\/em>, Morcelliana, Brescia, 1977 pp. 59 e ss (<em>La sinistra cattolica, Maritain e Mounier<\/em>) e il successivo studio dell\u2019autore su Jacques Maritain nella cultura del movimento cattolico italiano, in \u201cCivitas\u201d, 1981 n. 10. Non va tuttavia dimenticato, che Maritain, anche se soprattutto il Maritain filosofo e studioso di estetica, fu uno dei punti di riferimento della cultura \u201cfiorentina\u201d degli anni \u201930 e fu largamente noto negli ambienti del \u201cFrontespizio\u201d ai quali per un certo periodo La Pira fu in qualche modo vicino. Giorgio La Pira fu uno dei membri di punta del gruppo dei dossettiani.<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0Pietro Scoppola,\u00a0<em>La &#8220;nuova cristianit\u00e0&#8221; perduta<\/em>. Edizioni Studium, Roma 1986. p. 12.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0A. Fanfani,\u00a0<em>Partiti di ispirazione cristiana e chiesa cattolica<\/em>, \u201cHumanitas\u201d I, 1946, p. 382.<\/p>\n<p><sup>13<\/sup>\u00a0Gli scritti politici sono stati raccolti in due volumi: Lazzati Giuseppe,\u00a0<em>Pensare politicamente<\/em>, vol. I:\u00a0<em>Il tempo dell\u2019azione politica \u2013 Dal centrismo al centrosinistra<\/em>, AVE, Roma 1988; e\u00a0<em>Pensare politicamente<\/em>, vol II:\u00a0<em>Da cristiani nella societ\u00e0 e nello Stat<\/em>o, AVE, Roma 1988.<\/p>\n<p><sup>14<\/sup>\u00a0Come abbiamo visto questi argomenti erano gi\u00e0 presenti nelle riflessioni che il gruppo di professorini faceva a casa di prof. Padovani durante i primi anni della guerra.<\/p>\n<p><sup>15<\/sup>\u00a0Il testo viene riportato integralmente in: Marilena Dorini,<em>\u00a0Giuseppe Lazzati: gli anni del lager<\/em>\u00a0(1943-1945) pp. 175-185.<\/p>\n<p><sup>16<\/sup>\u00a0G. Lazzati,\u00a0<em>Il fondamento di ogni ricostruzione<\/em>, Milano 1947.<\/p>\n<p><sup>17<\/sup>\u00a0Vedere AA. VV.<em>\u00a0L\u2019apporto del personalismo alla costruzione dell\u2019Europa<\/em>, Massimo Milano, 1981, specie alle pp. 146 e ss.<\/p>\n<p><sup>18<\/sup>\u00a0P. Pombeni,<em>\u00a0Il gruppo dossettiano e la fondazione della democrazia italiana<\/em>. Il Mulino, Bologna 1979.<\/p>\n<p><sup>19<\/sup>\u00a0Per maggiori informazioni si pu\u00f2 vedere Marcella Glisenti, Leopoldo Elia,\u00a0<em>Cronache sociali 1947-1951<\/em>, Luciano Editore, Roma 1962.<\/p>\n<p><sup>20<\/sup>\u00a0G. Galeazzi (a cura)<em>\u00a0Il pensiero politico di Jacques Maritain<\/em>, Editrice Massimo, Milano 1978 pp.195-202.<\/p>\n<p><sup>21<\/sup>\u00a0A. Ardig\u00f2,<em>\u00a0Jacques Maritain e \u201cCronache sociali\u201d<\/em>\u00a0in Giancarlo Galeazzi (a cura),\u00a0<em>Il pensiero politico di Jacques Maritain<\/em>. Editrice Massimo Milano 1978 p. 199 pp. 195- 202 e 247- 252.<\/p>\n<p><sup>22<\/sup>\u00a0Ora anche in G. Lazzati\u00a0<em>Pensare politicamente I<\/em>, op. cit. pp 69-81.<\/p>\n<p><sup>23<\/sup>\u00a0Armando Oberti,\u00a0<em>Lazzati. Tappe e tracce di una vita<\/em>. AVE, Roma, 2000, p. 275.<\/p>\n<p><sup>24<\/sup>\u00a0Giuseppe Lazzati,\u00a0<em>Pensare politicamente<\/em>\u00a0I op. cit. pp 81-88.<\/p>\n<p><sup>25<\/sup>\u00a0Armando Oberti,\u00a0<em>Lazzati.Tappe e tracce di una vita<\/em>. Op. cit. pp. 275-282.<\/p>\n<p><sup>26<\/sup>\u00a0A. Oberti Lazzati.\u00a0<em>Tappe e tracce di una vita<\/em>. AVE Roma 2000 p.277.<\/p>\n<p><sup>27 <\/sup>G. Lazzati,\u00a0<em>Laicit\u00e0 e impegno cristiano nelle realt\u00e0 temporali<\/em>, AVE, Roma, 1985, p. 123.<\/p>\n<p><sup>28<\/sup>\u00a0Si pu\u00f2 vedere:. J. Maritain<em>\u00a0Primato dello Spirituale<\/em>, tr. It., Logos, Roma 1980; nonch\u00e9 tre antologie:<em>\u00a0Azione e contemplazione<\/em>. A c., di G. Barra, Borla, Torino 1962;\u00a0<em>Contemplazione e Spiritualit\u00e0<\/em>, a c., di G. Galeazzi, A.V.E., Roma 1977;\u00a0<em>Contemplazione evangelica e storia<\/em>, a c. di V. Possenti, Gribaudi, Torino 1981; cf. inoltre G. Galeazzi\u00a0<em>Maritain et la contemplation<\/em>, in \u201c<em>Notes et documents<\/em>\u201d, 1977, n.8); G. Lazzati\u00a0<em>La preghiera del cristiano AVE<\/em>, Roma 1986. B. Baroffio,\u00a0<em>Giuseppe Lazzati: uomo di preghiera<\/em>, in\u00a0<em>La Scala<\/em>\u00a0XLI 1987 pp. 29-32. A. Oberti,\u00a0<em>Giuseppe Lazzati, un intimo di Dio<\/em>, in\u00a0<em>Nuova Responsabilit\u00e0<\/em>\u00a018\/1987.<\/p>\n<p><sup>29<\/sup>\u00a0Sulla \u201csolitudine\u201d di Maritain, cf. E. Borne,\u00a0<em>Maritain nella vita culturale francese: influenza e resistenza<\/em>, in AA.VV., J.\u00a0<em>Maritain e la societ\u00e0<\/em>\u2026cit.; O. Lacombe,\u00a0<em>Jacques Maritain e la sua generazione<\/em>, in AA.VV., J.Maritain.\u00a0<em>Vertit\u00e0, ideologia e educazione<\/em>, cit. per Lazzati: P. Vanzan,\u00a0<em>Il mondo, la Chiesa e il Regno di Dio nella vita e nell\u2019opera di uno \u201cstarez\u201d occidentale<\/em>, in A. Oberti (a cura),\u00a0<em>Giuseppe Lazzati: vivere da laico<\/em>, Roma 1986, pp. 11-89.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[964],"fascicolo":[46],"class_list":["post-1002","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-piotr-kulczycki","fascicolo-ottobre-2001"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Le fonti maritainiane nella riflessione politica di Giuseppe Lazzati<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Piotr Kulczycki, pubblicato nel numero di Ottobre 2001. 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