Caselli Lorenzo
Globalizzazione e
bene comune. Le ragioni dell'etica e della
partecipazione.
Roma, Edizioni Lavoro, 2007, 166 pp.
Ryszard
Rybka
Il libro di Lorenzo Caselli, docente di Etica economica
e responsabilità sociale delle imprese all'Università di
Genova e presidente della Fondazione per la Scuola della
Compagnia di San Paolo di Torino, è il primo di una
collana intitolata "Oltre il Novecento" dedicata a temi
di attualità riguardanti la realtà contemporanea:
economica, politica, sociale e culturale. L'Autore, con
una ammirevole capacità di sintesi, raccoglie e
sistematizza le sue riflessioni fatte negli ultimi tempi
sulla globalizzazione (e i suoi effetti assai
ambivalenti e contraddittori), sullo sviluppo economico,
sulla responsabilità delle imprese, sul bene comune, sul
sindacato, sul lavoro e famiglia e sul progresso
scientifico. Caselli nel suo libro, in modo
intelligente, si muove sulla linea di riflessione che
cerca di superare le idee troppo divinizzate del secolo
scorso e gli esageratamente ideologizzati modelli del
passato, aprendo nello stesso tempo le speranze a una
prospettiva di vita della società, nella quale si
riconoscono i valori fondamentali, come centralità della
persona umana e la sua dignità, solidarietà, equità,
uguaglianza sociale e partecipazione. Il valore del
libro diventa ancora più grande per il fatto che
l'Autore, pur servendosi della sua esperienza italiana,
allarga la prospettiva del suo discorso a tutta l'Europa
chiamandola "un laboratorio di speranza".
Il libro di Caselli ha una struttura ben chiara ed è
stato diviso in sei capitoli che abbracciano argomenti
di grande attualità e costituiscono oggetto del
dibattito contemporaneo: Progresso scientifico e
sviluppo economico. Più strade possibili;
"Globalizzazione" non è una parola magica. Cosa può fare
l'Europa; Ripensare l'impresa a partire dalla sua
responsabilità sociale; Il lavoro tra sviluppo,
solidarietà e partecipazione. Una sfida per il
sindacato; La riconcilliazione tra famiglia e lavoro; La
trama del bene comune. Scuola, città, società civile.
L'attenzione del lettore è subito attirato dalle
osservazioni fatte dall'Autore all'inizio del primo
capitolo riguardanti la situazione dell'uomo d'oggi, ben
fornito di strumenti, ma povero di fini e valori.
L'inversione tra mezzi e fini caratterizza bene le
moderne forme di alienazione a causa delle quali l'uomo
perde il senso profondo di sé in rapporto agli altri
uomini e al creato. In questo modo egli si priva della
possibilità di vivere una "buona vita", cioè una vita
non svincolata dai valori e fini fondamentali rispetto a
quelli di una mera competizione acquisitiva. Una "buona
società" in cui si vive una "buona vita" viene
caratterizzata con alcune idee-forza, quali: la
partecipazione (un dato ontologico dell'esperienza
umana); la solidarietà (come forma e sostanza del
governo della complessità e dell'interdipendenza);
l'uguaglianza sociale (come obiettivo di persone che
partecipano mosse dalla solidarietà); la diversità delle
esperienze vissute in una prospettiva di arricchimento
reciproco; la ricerca di valori spirituali senza i quali
non si umanizza la società.
Nell'ambito della scienza, Caselli osserva una
preoccupante tendenza, che la porta a diventare una
forza direttamente e immediatamente produttiva, sempre
più facilmente trasformata in tecnologia, prodotto,
organizzazione, sistema sociale. Ci troviamo così di
fronte ad un grande rischio che può essere ben espresso
con il termine "neopositivismo" (specie
elettronico-informatico ed anche biotecnologico),
secondo il quale il sapere scientifico viene trattato
come unico, grande processo senza soggetti e quindi
senza etica. Mai come adesso il terreno della scienza e
della tecnologia necessita una vera progettualità,
responsabilità, partecipazione e soprattutto la
riscoperta dei legami con l'etica, la cultura e la
politica. Per ottenere questo scopo l'Autore vede più
strade possibili, perché il sapere scientifico non è
deterministico, ma fonte potenziale di scelte molteplici
e differenziate. Oltre tutto, il sapere deve essere
sempre al servizio dell'uomo, di ogni uomo, di tutto
l'uomo. La scienza non è solo un'indagine rigorosa e non
ha soltanto la dimensione oggettiva, ma anche quella
soggettiva, perché è un agire intenzionale che non è
privo di una riflessione sui suoi motivi determinanti.
Analizzando la situazione creatasi in campo economico,
l'Autore si accorge che oggi l'economia è molto
invadente, ma nello stesso tempo anche impotente di
fronte a tante difficoltà che sperimentano l'uomo e le
società contemporanee. È evidente, secondo Caselli, che
i paradigmi tradizionali del sapere economico, come la
ricerca del proprio tornaconto e una sorta di
"darvinismo sociale" capace prima di armonizzare scelte
individuali e collettive, sono già in crisi dal punto di
vista interpretativo e normativo. Si nota una grave
insufficienza del mercato quale regolatore unico e
supremo sia dell'individualismo metodologico come della
norma comportamentale. Questa situazione nel settore
economico, ben determinata come "neoliberalismo a senso
unico", diventa distruttivo per i fondamenti del bene
comune. L'impostazione neoliberista, secondo l'Autore,
trasforma inevitabilmente e pericolosamente lo strumento
nel fine e la parte nel tutto. Nonostante tutte le
osservazioni critiche in campo di economia odierna,
Caselli però non è affatto un nemico del mercato libero.
Esso è sempre per lui uno strumento importante per
garantire la libertà e l'intrapresa. Ma l'economia di
mercato non è univoca e non deve essere ideologizzata.
Essa può esprimersi attraverso una grande varietà delle
configurazioni che dipendono dalle combinazioni dei suoi
elementi costitutivi. Infine, così concepita l'economia
di mercato ha bisogno di essere inserita in un sistema
antecedente etico, giuridico, istituzionale, culturale,
politico per il bene dell'intera società.
La globalizzazione - il tema centrale del libro – viene
considerata dall'Autore da vari punti di vista e con una
cura speciale relativamente ai suoi effetti positivi e
negativi per lo sviluppo dell'uomo e di tutta l'umanità.
Inoltre, Caselli indica le condizioni necessarie che
permetteranno ad essa di diventare una forza positiva
per tutti i cittadini del mondo.
La globalizzazione è un fenomeno, attualmente privo di
regole, ambivalente e differenziato. Essa non è qualcosa
di neutrale, ma è un processo che esprime una situazione
complessa e assai contraddittoria che provoca oggi tanti
vantaggi per pochi e molteplici svantaggi per molti.
Essa, inoltre, viene considerata ed interpretata
soprattutto in termini economici. Secondo l'Autore, è
necessaria una più grande attenzione anche ad altri
aspetti, non meno importanti, come quelli politici,
culturali, religiosi. La globalizzazione necessita oggi,
secondo l'espressione usata da Caselli, di "un
supplemento di razionalità", cioè di una più grande
partecipazione di persone e di popoli insieme alla
solidarietà nelle relazioni economiche e sociali. Per
ottenere questo scopo ci vogliono profonde innovazioni
non solo nell'ambito dell'economia ma anche seri
cambiamenti nel settore politico, sociale ed
istituzionale.
Tra diversi problemi considerati da Caselli nel suo
libro merita l'attenzione del lettore anche la sua
accurata riflessione sull'impresa vista nel contesto di
grande ampiezza, cioè nei suoi legami con la società e
nel suo inevitabile riferimento all'etica. L'impresa,
secondo l'Autore, non può essere neutrale o indifferente
sia dal punto di vista della crescita e di
autorealizzazione delle persone coinvolte, sia con
riferimento alla possibilità di "vita buona" di tutti i
membri della società. L'economia, al pari della
politica, ha bisogno dell'etica per creare "una buona
società in cui vivere" e più esattamente, servendosi
delle stesse parole di Caselli, di un'etica «capace di
farsi dimora nella quale recuperare il senso
dell'intraprendere, del lavorare, del vivere». Infine,
l'impresa che si presenta oggi come «un laboratorio
etico particolarmente complesso e interessante» è
soggetto e strumento del bene comune. Quest'ultimo viene
inteso nei suoi aspetti generali, come insieme di beni
economici, culturali, istituzionali, spirituali,
necessari nello stesso tempo, agli individui e a tutta
la comunità intera o, come lo descrive in una
prospettiva dinamica la Gaudium et spes, un
insieme di condizioni della vita sociale che permettono
ai suoi membri e a tutta la collettività una piena
autorealizzazione. Caselli osserva, che il dibattito
politico ed economico attuale esprime sempre più il
crescente interesse per il bene comune, che nel passato
è stato un concetto criticato, ignorato e alla fine
abbandonato. Quest'odierno interesse per il bene comune
è stato causato dal fallimento, teoretico e pratico,
delle impostazioni che ancora poco tempo fa richiedevano
il suo rifiuto.
Il problema del lavoro che viene trattato in modo
particolare nel quarto capitolo è una questione di
grande attualità ed importanza e deve essere considerata
nelle sue molteplici dimensioni. Secondo l'Autore, mai
come oggi occorre prendere coscienza dell'importanza
delle basi morali, culturali, politiche, sociali ed
economiche della "questione lavoro" vedendola come
fondamento del bene comune e come elemento fondamentale
del vero sviluppo, possibile solo attraverso la più
grande solidarietà e partecipazione. Il lavoro deve
diventare oggi la base di una convivenza solidale tra le
persone, che dedicano le loro forze e la loro
creatività, per aumentare le risorse disponibili nella
prospettiva di una loro più giusta distribuzione. In
questa visione il lavoro cessa di essere fine a se
stesso e riveste significati più ampi e più ricchi.
Esso, nella prospettiva delineata da Caselli, potrà
unire insieme il benessere materiale e la ricerca di
senso.
Dopo questa breve presentazione di solo alcuni, e a mio
avviso, più importanti argomenti scelti da un ricco
contenuto delle questioni trattati da Lorenzo Caselli
nel suo libro, è chiaro che esso merita una particolare
attenzione da parte degli esperti in materia. Il libro
può essere anche molto utile, grazie alla chiarezza
delle idee e del linguaggio serio ma non troppo
complicato, per i "principianti", cioè per tutti coloro
che hanno appena iniziato le loro ricerche nel campo
sociale, economico, politico, ecc.. Sono certo che il
lettore dopo averlo letto si sentirà arricchito e
soddisfatto.