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G. Rusconi, M. Dorigatti,
Modelli di rendicontazione etico-sociale e applicazioni
pratiche,
Franco Angeli Milano, 2005
Daniele Carelli
Il
terzo volume della collana Persona, Imprese e Società è il
naturale completamento del precedente, anche esso recensito in questo
numero di Oikonomia. Se infatti in Teoria generale del bilancio
sociale e applicazioni pratiche l’obiettivo era di
preparare manager ed imprenditori all’idea di fare un bilancio
sociale, con l’intento di convincerli che questo strumento è utile in
un processo più ampio di strategia responsabile e sostenibile, qui si
da per scontato che il lettore abbia deciso di intraprendere questo
percorso e voglia però orientarsi sulle modalità. Non a caso il testo
rientra nel Progetto “La Responsabilità sociale d’impresa: percorsi
informativi/formativi per la piccola e media impresa” realizzato dalla
Camera di Commercio di Milano, con Apimilano e le Acli Provinciali di
Milano.
La pubblicazione, ancora una volta curata dal professor Rusconi e da
Michele Dorigatti, è la raccolta di 13 contributi di autori diversi
strutturati in tre parti. La prima, più corposa e tecnica, descrive i
vari modelli di rendicontazione etico-sociale. La seconda è quella più
teorica e, a mio giudizio, con i contributi più interessanti. La terza
analizza tre casi applicativi. Il volume si chiude con 3 interviste a
tre big (stranieri) della responsabilità sociale d’impresa ed
in particolare della rendicontazione sociale d’impresa.
La prima parte, strutturata in 6 capitoli, raccoglie come detto
contributi molto tecnici sui principali standard di rendicontazione
socio-ambientale. Il contributo di Valeria Fazio (di Sodalitas), che
apre il volume introduce brevemente i tre modelli principali: l’AccountAbility
1000 (AA 1000), il Global Reporting Initiative (GRI) e il Gruppo
Bilancio Sociale (GBS). Si sofferma e “tifa” in particolare per
l’AA1000 descrivendone evoluzione e principi. In appendice un utile
tabella schematizza analogie e differenze tra i tre modelli riguardo i
principi generali, la portata dell’area di rendicontazione e natura
del processo, la qualità dell’informazione e la gestione di processo.
Matteo Bartolomeo (di Avanzi, agenzia specializzata nel settore degli
investimenti socialmente responsabili) tratta, piuttosto brevemente,
il modello Global Reporting Iniziative - origini, struttura,
destinatari-, concludendo con le sfide e un quadro dei modelli affini.
Fin dal nome si capisce che il modello è adatto alle multinazionali e
forse per questo si è dato poco spazio in questo testo dedicato alle
piccole e medie imprese.
Il Prof. Vermiglio, docente di Economia Aziendale a Messina e alla
Luiss, ha presieduto il gruppo di lavoro che ha curato la stesura del
documento sui principi di redazione del bilancio sociale (GBS). A lui
dunque il compito di presentare questo modello nostrano di
rendicontazione, che ha tra le caratteristiche peculiari, quello di
essere fortemente agganciato al bilancio civilistico (d’altronde anche
la contabilità ha un padre italiano). Il professore descrive in
maniera sintetica le tre parti in cui si articola un tale documento.
Un contributo molto articolato e tecnico è quello di Roberto
Marziantonio con il supporto di Lorenzo Solimene. Entrambi in KPMG,
lavorano nell’area Global Sustainability Services. Si parte da una
disquisizione piuttosto teorica su etica e valori d’impresa, per poi
tracciare un quadro dei vari modelli di riferimento per il bilancio
sociale. Solo a questo punto viene presentato il “loro” modello che è
un superamento del semplice bilancio sociale ed è piuttosto “Un
Processo di Gestione Responsabile per lo Sviluppo Sostenibile” che
hanno entusiasticamente chiamato PROGRESS® con tanto di marchio
registrato. Il resto del capitolo è un breve manuale per l’uso, con
tanto di schemi, figure e quesiti. Molto dettagliato.
Sulla stessa falsariga, il Prof. Antonio Tencati della Bocconi ci
presenta il modello di valutazione e rendicontazione della
sostenibilità d’impresa della SPACE, Centro Europeo per gli Studi
sulla Protezione Ambientale della stessa Bocconi. Il sistema,
denominato SERS-SPACE, ha, rispetto agli altri modelli, un maggior
rilievo riguardo la componente ambientale. Anche qui schemi, figure e
tabelle rendono agevole e proficua la lettura.
L’ultimo statement presentato è quello del Ministero del
Welfare, il CSR-SC. L’autrice del sesto capitolo, Elena Biglietti, è
una dei componenti del gruppo ministeriale. Il testo non è molto
elaborato ma descrive con semplicità uno strumento che il ministero ha
creato proprio per una facile utilizzazione. Tra l’altro si cita il
Forum degli Stakeholder che dovrebbe permettere tutti gli sviluppi e i
miglioramenti possibili.
I contributi teorici che occupano la parte centrale del libro sono
aperti da una riflessione di Heidi von Weltzien Hoivik, decano della
Norwegian School of Management, che si chiede se la proliferazione di
bilanci sociali da parte delle imprese sia realmente un segnale di un
processo virtuoso dell’economia e se sia necessario uno standard unico
(dopo i tanti presentati anche in questo volume). Anche il secondo
contributo è di un accademico, questa volta lo scozzese Robert H. Gray,
che ripercorre le tappe storiche della rendicontazione sociale nei
paesi anglosassoni.
Molto interessante è il terzo contributo di Crawford Spencer,
dottorando del Prof. Robert Gray di cui sopra. Il punto centrale
riguarda la relazione tra il processo di rendicontazione socio
ambientale ed il comportamento virtuoso dei dipendenti di un’impresa,
in un ottica win-win, ovvero dove la responsabilità socio-ambientale
venga messa in relazione al raggiungimento di ritorni in termini
economico-finanziari. E’ questo uno degli interrogativi maggiori che
si pongono imprenditori, manager ed azionisti: conviene fare
responsabilità sociale d’impresa?
Il quarto contributo teorico è atipico ma di grande attualità
riguardando i possibili scenari di rendicontazione per i partiti
politici. L’autrice, Stefania Servalli, ricercatrice e docente
universitaria, parte da un approccio puramente contabile e dalla nuova
legge (del ‘97) di rendicontazione civilistica per i partiti, per poi
ipotizzare percorsi strutturati di comunicazione sociale come parte
integrante dell’accountability.
I tre casi studio del volume riguardano organizzazioni molto diverse
tra loro: Coop Adriatica, Assolombarda e Solvay Benvic. La prima fa
parte dell’universo Coop e dunque azienda della grande distribuzione
sotto le vesti di cooperativa di consumatori, la seconda è
un’associazione imprenditoriale, la Solvay è impresa
chimica-farmaceutica. Tutti e tre i casi sono presentati da personale
delle società.
Il volume si chiude con le interviste a tre dei principali esperti di
rendicontazione sociale a livello europeo: John Elkington (SustainAbility),
Ernst Ligteringen (GRI) e Simon Zadek (AccountAbility).
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