Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

pdfMetodologie d’intervento per la gestione ambientale

Stefano Gomes

L’attuazione degli obiettivi fissati dalla politica, a favore dell’ambiente, sono caratterizzati da alti livelli di complessità progettuale e da notevoli richieste di risorse finanziarie sia pubbliche che private. Le principali difficoltà s’incontrano nel destinare le risorse in modo efficace, ed in particolari periodi di crescenti restrizioni fiscali dovute a difficoltà economiche nazionali. Ne deriva la necessità di armonizzare la tutela e la salvaguardia dell’ambiente con lo sviluppo economico. Diverse sono le metodologie d’intervento che, partendo dalla Valutazione d’Impatto Ambientale proposta alla fine degli anni ’60, passando per l’analisi costi-benefici, hanno portato, negli anni ’90, alla definizione dei sistemi di certificazione ISO ed EMAS. L’Autore presenta uno studio comparato di queste metodologie ponendo l’attenzione sul fatto che solo perseguendo un approccio integrato delle discipline economico-sociali e quelle tecnico-scientifiche si possono ottenere adeguati livelli di efficienza allocativa delle risorse, comunemente indicati con il termine di eco-efficienza.

 

The implementation of policy goals, designed to protect the environment involves high levels of complex planning and financial resources, both public and private. The first difficulty is to define how to manage these issues in a effective way, and how to harmonise the protection of the natural environment with economic development. Different methodologies are available, including Environment Impact Assessment, devised in the 60’s, cost-benefit analysis, and the ISO and EMAS certification system which date from the 90’s. The author compares these methodologies, stressing the importance of a socio-economic approach integrated with the technical scientific issues in order to reach adequate levels of resource allocation, known as “eco-efficiency” (efficiency linked to the environment).

 

 

Note sull’uso (e l’abuso) dei modelli nelle scienze socio-politiche

Alberto Lo Presti

Questo saggio procede dalla convinzione che la modellizzazione è una cosa seria nelle scienze sociali, una operazione che deve trovare conferme e criteri di giustificazione di ordine logico, un’impresa che non può considerarsi esente da valutazioni metodologiche. La raccomandazione prodotta è quella di non soffermarsi solamente sulla corrispondenza sintattica dei modelli applicati, ma di concentrarsi anche sul livello semantico. Per usare un esempio figurato: non è sufficiente che i pezzi del puzzle si incastrino perfettamente fra loro, è necessario che la figura riproduca fedelmente la realtà. Strano destino, allora, quello delle scienze socio-politiche: i pericoli per il loro sviluppo non provengono solo dalle questioni irrisolte al proprio interno (individualismo od olismo, quantità o qualità nella ricerca, ecc.), ma anche da “fuori”, cioè dalla insana pretesa di estendere le conquiste (a volte dubbie) in altri campi disciplinari al settore della sociologia e della scienza politica. Il riferimento è al modello autopoietico di Luhmann, a quello drammaturgico di Goffman, per la sociologia, e ai modelli economici di Arrow e Downs, al modello cibernetico e di autoregolazione di Easton, per le scienze politiche.

 

Building models is important for the social sciences, and is justifiable on the basis of logic, but it is an activity that needs to be evaluated from a methodological perspective. The author suggests that it is not enough to apply a model which corresponds at a syntactical level with the subject under discussion; the semantic level also needs to be considered. It is not only important that the pieces of the puzzle fit together; it is also necessary that the overall pdfshape produced is faithful to reality. The socio-political sciences therefore must deal not only with substantial unresolved questions (individualism vs holism, quantity vs quality of research etc.) internal to the discipline, but also with problems that come from “outside”. By this, the authors means the dubious extension of (sometimes dubious) victories in other disciplines to those of sociology and political science. Reference is made, for sociology, to the autopoietic model of Luhmann and to the dramatic model of Goffman, to the economic models of Arrow and Downs, and for the political sciences, to the cybernetic and self-regulating model of Easton.

 

 

 

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