Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

L'Unione Cristiana Internazionale degli Imprenditori e Dirigenti (UNIAPAC) è stato fondato nel 1931 per fornire un foro al mondo economico e alle chiese dove gli imprenditori possono incontrarsi per scoprire come mettere in pratica il messaggio Cristiano. L'approssimarsi del terzo millennio ha loro fatto pensare alla chiesa che è all'avanguardia della globalizzazione e così la globalizzazione è diventato il tema del XX Congresso. Esso ha avuto luogo a Roma alla Pontificia Università di S.Tommaso d'Aquino e al Pontificia Università Urbaniana dall'8 al 10 ottobre 1998 sotto il Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

Il discorso di accoglienza è stato tenuto dal primo ministro Italiano, Romano Prodi, seguito da introduzioni al tema del congresso: Responsabilità imprenditoriale per uno sviluppo duraturo e una maggiore equità nella globalizzazione. di Ruud Lubbers (Ministro di Stato, Paesi Bassi), di S.Schmidheiny (Presidente di ANOVA e NUEVA Holding Ltd., Svizzera) e di Mons. A.F. Gregory (Vescovo di Imperatriz, Presidente Caritas Internazionale, Brasile). Sono seguite due tavole rotonde Le sfide della globalizzazione: come promuovere una più ampia partecipazione di persone e di nazioni verso le loro nuove opportunità e Il futuro dei sistemi pensionistici: aspetti sociali, etici e finanziari e gruppi di lavoro paralleli su

Riflessioni degli Imprenditori e Dirigenti d'Impresa Cristiani sulle nuove responsabilità per il XXI secolo,

Formazione Manageriale ed Etiche Cristiane negli Affari,

Finanze Internazionali e globalizzazione,

Il Rispetto della creazione: la responsabilità dei Dirigenti d'impresa Cristiani e il ruolo della Chiesa

Il modello Olandese di concertazione e promozione dell'occupazione

Il tema del sessione di chiusura nell'ultimo giorno era Risposte degli Imprenditori Cristiani per l'Era della Globalizzazione.

Sono stati offerti ai partecipanti i numeri 10 e 11 del"Quaderno socio-economico" di Uniapac sugli argomenti "All'Alba del XXI° secolo: le evoluzioni della società. Alcuni responsabili cristiani dell'economia parlano." e "La questione delle pensioni in Europa e in America Latina: appello ai responsabili d'impresa" (Seminario Internazionale UNIAPAC, Madrid 21-22 maggio 1998)

La parola cinese per "crisi" include gli ideogrammi per "pericoloso" e "opportunità" e tenendo questo presente possiamo dire che il fenomeno della globalizzazione accelerata è in verità una crisi: un fenomeno che ci ispira paura e speranza. La globalizzazione e il fenomeno dell'integrazione veloce non solo dei sistemi economici mondiali ma anche della società, dei sistemi politici e culturali sono resi possibili dallo sviluppo della tecnologia informatica, delle telecomunicazioni e dalla liberalizzazione dei mercati. E' caratterizzata dallo sconvolgimento dei mercati, da una più grande partecipazione degli organizzazioni transnazionali e dalla crescente autonomia della sfera finanziaria. La globalizzazione fa paura quando le considerazioni economiche diventano più importanti di quelli sociali, culturali e ambientali, provocando una cultura dominante di economia liberistica. Le migrazioni provocano crescente multiculturalismo che causa crisi d'identità e confusione di appartenenza. Secondo Gérard de la Martinière, mentre lo sviluppo economico è inevitabile,lo stesso non si può dire del progresso sociale; per questo cominciamo a vedere un indebolimento universale delle morali.

Allo stesso tempo la globalizzazione è conseguenza del progresso: sforzarsi di progredire fa parte della natura umana e ha molti risultati positivi, incluso un più alto tenore di vita e una minore mortalità. Secondo Cornelius Fetsch (Presidente dell'Associazione Imprenditori Cattolici di Colonia) ci accorgiamo di vivere "nello stesso mondo" che ci da speranza di raggiungere una pace e una solidarietà
più grande.

Non possiamo ragionevolmente dubitare che la globalizzazione sia inevitabile: il dovere del cristiano è di partecipare in modo creativo per assicurare che il processo avverrà in una direzione positiva e che gli aspetti negativi non saranno dominanti. "E' dovere cristiano accettare cambiamento e innovazione, anche se causano turbamenti alle nostre organizzazioni .... i cristiani .... devono mostrare flessibilità e fare tutto il possibile per permettere alla nostra comunità di superare i periodi molto difficili che spesso accompagnano l'innovazione." (Baudouin Michiels)

La globalizzazione crea delle opportunità per i leaders economici e politici nell'affrontare le loro sfide con la giustizia e la solidarietà. Romano Prodi nel suo discorso ha accennato alle crisi economiche in Russia, Asia e dappertutto nel mondo, indicando le cause nella globalizzazione e

la liberazione dei mercati. Il Vescovo A.F. Gregory, ha sottolineato che il presente sistema economico neo-liberale concentra sempre di più i beni economici nei paesi ricchi, aumentando la distanza tra ricchi e poveri (al presente 20 % del popolazione mondiale ha l'83% dei beni economici). Pertanto propone "una tassa, che i paesi ricchi dovrebbero pagare alle nazioni povere; tassare il denaro frutto o fonte di speculazioni: annullare o ridurre in modo sostenibile il debito dei Paesi in via di sviluppo e creare un globalizzazione dell'etica." ("Avvenire" 9.10.98).

Nella "Centesimus Annus" Giovanni Paolo II dice che non ha un modello per il futuro dell'economia mondiale da offrirci, ma è la dottrina sociale della Chiesa che deve guidare le persone che devono trovare un modello. C'è pertanto un bisogno di dichiarazioni "forti e coerenti" della Chiesa.

Qualunque sia la via da seguire, ha concluso Cardinal Roger Etchegaray, gli imprenditori cristiani devono affrontare la sfida di riconciliare la globalizzazione con i valori cristiani e umani.


 

Signori Cardinali, Signor Presidente, 

Signore, Signori, 

1. Vi accolgo con gioia in occasione del ventesimo Congresso mondiale dell'Unione Internazionale Cristiana dei Dirigenti d'Impresa (UNIAPAC). La vostra presenza è il segno del vostro impegno cristiano e del vostro desiderio di adoperarvi affinché l'economia mondiale sia realmente al servizio della persona umana. La sfida che vi viene posta consiste nel garantire l'efficienza e la qualità della produzione in un mondo caratterizzato dallo spirito di competizione, senza perdere mai di vista la dimensione umana dell'economia.

L'economia mondiale sta andando rapidamente verso una più ampia interdipendenza dei mercati. Le conseguenze sono molto importanti e complesse. In quanto uomini e donne d'affari cristiani, la vostra comprensione della mondializzazione non deve limitarsi semplicemente alla realtà economiche. Il vostro congresso costituisce un'occasione particolare per affermare che la mondializzazione a livello economico non deve trascurare la dignità inalienabile di ogni essere umano e che i beni del creato hanno una destinazione universale. Le persone e il lavoro umano non devono mai diventare due meri elementi fra gli altri nei processi di produzione. Un recente documento dell' Ufficio Internazionale del Lavoro, la Dichiarazione sui Principi Fondamentali e i Diritti al Lavoro, stabilisce i criteri di base se si vuole che i diritti dei lavoratori vengano rispettati ovunque. I dirigenti d'impresa cristiani sono chiamati a mostrare la via affinché questi criteri siano utilizzati senza timore e in modo identico in tutti i Paesi.

2. Voi avete anche il compito di promuovere la solidarietà in tutti i processi economici. La globalizzazione deve portare a una più vasta partecipazione delle persone e non alla loro esclusione o emarginazione, a una maggiore condivisione e non a un impoverimento di una parte importante della popolazione a beneficio di pochi. Nessuno deve essere escluso dai circuiti economici, al contrario ognuno deve poter beneficiare dei progressi tecnologici e sociali, così come dei frutti del creato.

Attraverso le vostre riflessioni e le decisioni che potete prendere in seno alle vostre imprese, di concerto con l'insieme del personale, aprirete nuove vie, dimostrando che l'attenzione verso l'uomo può andare di pari passo con lo sviluppo o delle zone svantaggiate, possano prendere coscienza dell'importanza della loro presenza per le popolazioni locali. Alcuni progetti sono talvolta la sola speranza per i giovani di queste regioni. Sono lieto che molti di voi, attenti a queste questioni, si siano già impegnati in tale ambito. Vi invito a continuare a lavorare in tal senso, affinché, nella vita economica, ognuno riconosca la propria responsabilità e l'eserciti con cura, in vista del servizio ai propri fratelli.

A voi tutti e ai membri delle vostre famiglie imparto di tutto cuore la Benedizione Apostolica.

3. Vi do il benvenuto, membri anglofoni dell'Unione Internazionale Cristiani dei Dirigenti d'Impresa. Siate saldi nel testimoniare i valori del Vangelo nella vostra vita professionale. Continuate a promuovere il bene della persona umana garantendo che i principi di giustizia e solidarietà vengano rispettati nelle imprese e nei rapporti di lavoro.

Vi rivolgo un cordiale saluto, partecipanti di lingua spagnola, a questo Congresso Internazionale, e al contempo vi esprimo la mia fiducia nel fatto che la ricchezza storica e culturale dei vostri Paesi di origine favorirà la vostra attività creatrice, di modo che il progresso economico si unisca al progresso integrale delle persone e dei popoli, mettendosi al servizio di quel valore importante e insostituibile che è la dignità dell'essere umano.

 

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